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Discussione: Putìn

  1. #2011
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    Predefinito Re: Putìn

    Putìn ha voluto assistere alla nascita per notare subito il colore del bambino.
    Ormai ha capito che di Obama non deve proprio fidarsi.
    Possiamo dargli torto?
    Ultima modifica di ventunsettembre; 14-03-15 alle 00:02
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #2012
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    Ultima modifica di ventunsettembre; 14-03-15 alle 00:09
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2013
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    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #2014
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    Predefinito Re: Putìn

    Il poroscemo dice che 11 paesi europei, gli venderanno armi.
    Con quali soldi le paghi non si sà, o meglio diciamo che saranno quelli dei satanassi dell'fmi, e dei figli di troika.
    sklöpp & kanù

  5. #2015
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    Predefinito Re: Putìn

    Per le comari, a proposito di sgnapa:

    Vini e grappe, la Russia è la nuova frontiera


    Vini e grappe, la Russia è la nuova frontiera - Cronaca - Tribuna di Treviso



    Za zdorov'je!
    Ultima modifica di Scarpon; 14-03-15 alle 11:15
    sklöpp & kanù

  6. #2016
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    Predefinito Re: Putìn

    E tu l'hai invitato per un assaggio diretto...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #2017
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    Predefinito Re: Putìn

    Azz..... sgamato...





    sklöpp & kanù

  8. #2018
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    Predefinito Re: Putìn

    Non sei male come comare.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2019
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    Predefinito Re: Putìn

    Gli amici italiani di Putin… e quelli di Obama
    di Giampaolo Rossi
    Qualche giorno fa sul Corriere della Sera,Angelo Panebianco ha scritto un editoriale duro e incisivo contro “gli amici italiani di Putin” di fatto fiancheggiatori di un “regime brutalmente disvelato dall’omicidio del dissidente Nemtsov”; un regime chiaramente neo-imperialista all’esterno e autoritario all’interno.
    L’assassinio di un oppositore di Putin ha aperto la diga ai commenti isterici di molti analisti europei. Ovviamente è da complottisti osservare che Nemtsov, figura ormai marginale della variegata dissidenza anti-Putin, sia stato ucciso in mezzo alla strada, nel centro di Mosca, un giorno prima di una manifestazione delle opposizioni; mancava solo che i killer chiamassero le telecamere della Cnn e il delitto perfetto per i media occidentali era servito.
    Per molti intellettuali, Putin è un po’ come il maggiordomo nei romanzi gialli: l’assassino a prescindere.
    Panebianco invita “i simpatizzanti italiani di Putin a farsi qualche domanda” sulla natura del regime russo. L’annessione della Crimea e “il trasferimento della guerra in Ucraina” sarebbero le prove di un regime che punta “all’espansionismo territoriale e al condizionamento dell’Europa”.
    L’ossessione anti-Putin diffusa sui media allineati, impedisce di far nascer il sospetto che l’Occidente abbia lavorato per trascinare la Russia in una scelta drammatica nel momento in cui gli Usa hanno deciso di destabilizzare l’Ucraina ed effettuare un “regime change morbido” in un paese da sempre vitale per la sicurezza stessa di Mosca.
    In attesa che gli amici italiani di Putin seguano il consiglio di Panebianco e si facciano le loro domande, noi facciamo qualche domanda agli amici italiani di Obama e magari anche un po’ di Soros (visto che ormai il vero stratega della politica estera occidentale è lui, come si legge qui); domande che aiuteranno forse a capire chi in Ucraina sta veramente giocando col fuoco.
    CHI È VICTORIA NULAND?
    Victoria Nuland è la diplomatica dell’amministrazione Obama responsabile della politica Euroasiatica americana e del “dossier Ucraina”.
    Nel 2013, nei giorni in cui iniziava a montare la rivolta a Kiev, la signora spiegava alla convention della U.S. Ukraine Foundation, che gli Usa avevano investito oltre 5 miliardi di dollari per portare l’Ucraina nell’orbita occidentale.
    La stessa signora nei giorni della rivolta di piazza Maidan si aggirava tra i dimostranti, che stavano combattendo un governo fino a prova contraria legittimo democraticamente, facendosi riprendere dalle tv di tutto il mondo mentre portava loro viveri dentro buste di plastica (giusto per far capire chi stava dietro quella “rivolta spontanea di popolo”).
    Se quello di Putin è imperialismo quello dell’America di Obama, ovviamente è solo solidarismo.
    D’altronde, quanto gli Stati Uniti abbiano fatto per scongiurare lo scoppio della guerra in Ucraina voluto dal neo-imperialista Putin, è dimostrato dalla famosa telefonata (resa pubblica abilmente dai servizi russi) in cui la Nuland stessa esclamava al suo ambasciatore a Kiev, “l’Europa si fotta!”, liquidando così i tentativi di mediazione della Merkel e dell’Ue per scongiurare lo scoppio delle ostilità.
    CHI È HUNTER BIDEN?
    Hunter Biden, è un brillante avvocato d’affari, figlio del vicepresidente americano Joe Biden. Poche settimane dopo che il papà si è recato in visita ufficiale a Kiev per“rassicurare il fragile governo ucraino” e selezionare di persona il futuro nuovo Presidente Poroshenko tra i diversi candidati, il giovane rampollo si è trovato inspiegabilmente catapultato nel Consiglio di amministrazione di Burisma, il colosso energetico ucraino con il compito di gestire relazioni internazionali e accordi finanziari per il gas e il petrolio ucraino. In realtà (come abbiamo raccontato in questo articolo) sono molti i funzionari dell’amministrazione Obama reclutati come esperti e amministratori in Burisma e in molte altre società ucraine dopo che L’Ucraina è stata “liberata” dalla condizionante ingerenza di Putin.
    CHI SONO I NUOVI MINISTRI DEL GOVERNO UCRAINO?
    Nel febbraio scorso il nuovo presidente ucraino Poroshenko ha nominato tre nuovi ministri: tutti cittadini stranieri a cui ha dovuto concedere in fretta e furia la cittadinanza ucraina il giorno prima della nomina. Al ministero dell’Economia è salita una ex dipendente del Dipartimento di Stato Usa; alla Sanità un ex ministro del governo georgiano e alle Finanze un banchiere lituano gestore di un fondo d’investimento che opera nei mercati ex-sovietici.
    Come consulente per le relazioni internazionali con delega agli armamenti, Poroshenko ha scelto l’ex presidente georgiano (residente in Usa) Mikheil Saakasvili.
    Forse gli amici italiani di Obama dovrebbero farsi qualche domanda su chi realmente sta invadendo l’Ucraina.
    UNA VERITÀ SINUOSA
    A queste domande se ne potrebbero aggiungere una miriade di altre che metterebbero a dura prova le certezze di coloro che vogliono “chiudere i buchi della rete divisoria che ci separa” dalla Russia.
    La verità, come al solito, si muove sinuosa tra le ipocrisie e i non detti. La Russia di Putin non è il mostro che l’Occidente dei banchieri e dei rivoluzionari arancioni (che spesso poi sono le stesse persone) descrive, ma un potenziale e necessario alleato dell’Europa. L’America di Obama non è la patria dei diritti dell’idealismo democratico ma la nazione che sta alimentando (dal Medio Oriente all’est Europa) una guerra globale permanente.
    Gli amici italiani di Putin? e quelli di Obama ? di Giampaolo Rossi | Riscossa Cristiana

    "Il cinema è l'arma più forte": House of Cards sbeffeggia Putin
    Nell'ultima puntata della serie tv, Underwood invita alla Casa Bianca il presidente russo Viktor Petrov, alias Vladimir Putin: un ubriacone e pervertito, salito al potere grazie al Kgb
    Matteo Carnieletto
    "Viktor Petrov str.. fascista! Basta bavagli alla stampa! Basta persecuzioni verso le opposizioni! Basta imprigionare le persone solo perché gay. Stai distruggendo il futuro della Russia!". Comincia così, con un chiaro riferimento a Vladimir Putin, l'ultima puntata di House of cards, la serie tv che aveva come obiettivo quello di mostrare i meccanismi del potere, ma che ora rischia di trasformarsi in mero strumento di propaganda.
    Nella terza puntata della terza serie, tutto gira attorno a Viktor Petrov, spietato presidente russo, "salito al potere grazie al Kgb", un po' ubriacone e un po' pervertito, invitato alla Casa Bianca dal presidente americano Frank Underwood. L'America propone una nuova strategia per la Valle del Giordano, capace finalmente di portare la pace in Medioriente, ma Petrov (leggi Putin) risponde: "La Russia non guadagnerebbe nulla dalla pace in Medioriente". Una falsità storica se si tiene presente che fu proprio il presidente russo a porre il veto all'Onu che sventò la guerra in Siria.
    Underwood organizza una cena presidenziale per Petrov, che però si ritrova come commensali le Pussy Riot, il collettivo che, nel 2012, organizzò una rappresentazione sacrilega all'interno della Cattedrale di Cristo Salvatore. Tre membri del collettivo furono arrestati e condannati al minimo della pena per esser poi scarcerati grazie a un'amnistia. Nella puntata di House of cards, le Pussy Riot, che per questa occasione diventano anche attrici, accusano Petrov (Putin) di essere un tiranno e poi se ne vanno con un'ultima "performance": versare il vino sul tavolo.
    Petrov beve praticamente solo vodka, dice che "sta imparando a godersi il divorzio", bacia la first lady e flirta con lei. Insomma: un villano e un cialtrone.
    Forse, ci aspettavamo qualcosa di più da una serie tv del genere che ora, anziché mostrare il volto profondo del potere, mostra solamente quello più becero della propaganda.
    "Il cinema è l'arma più forte": House of Cards sbeffeggia Putin - IlGiornale.it

    Russia, Occidente e crisi Ucraina. La verità che i media occidentali non vi dicono
    Con proiezione di fotoreportage dal Donbass e testimonianza oculare della strage di Odessa del 2 maggio 2014
    Martedì 17 Marzo - ore 20.30
    Università degli Studi di Pavia - Aula del '400
    Relatori:
    Nicolai LILIN - Scrittore e socio onorario di Lombardia Russia
    Gianmatteo FERRARI - Vice presidente di Lombardia Russia
    Eliseo BERTOLASI - Analista geopolitico IsAG corrispondente de “La Voce della Russia”
    On. Fabrizio BERTOT - Former Member European Parliament
    Claudio D’AMICO - Ex parlamentare e membro OSCE
    Serghei MARKHEL - Dirigente e coordinatore di Global Rights of Peaceful People, superstite e testimone del Rogo di Odessa del 2 maggio 2014
    Evento aperto al pubblico fino ad esaurimento posti.


  10. #2020
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    Predefinito Re: Putìn

    Raga, il problema c'è.

    Dove è Vladimir Putin? - Rischio Calcolato



    Al di la del Gossip Svizzero la questione è seria, Vladimir Putin è sparito dalle luci dei media dal 5 Marzo 2015, giorno in cui incontrò Matteo Renzi a Mosca e in concomitanza con il caso Nemstov. Non vi faccio mistero che personalmente sono preoccupato e mi auguro che la versione gossippara si riveli esatta ovvero che Valdimir Putin sia effettivamente al fianco di suo figlio (o figlia) appena nato in Svizzera.
    Per quello che vale la mia opinione considero Vladimir Putin non solo il più grande leader politico del secolo, questa è la fortuna dei Russi non nostra, per quello che riguarda noi “occidentali” Putin fino ad oggi ha rappresentato un baluardo di difesa per un modello di società che mette ancora al centro i diritti naturali degli individui e il loro merito piuttosto che false costruzioni ideologiche che servono al dominio dei cuori e delle menti più deboli. Contemporaneamente Putin è portatore di una politica che mantiene ancora un minimo di visione universale e globale non atrofizzata sul perenne tentativo di dominio attraverso la destabilizzazione e l’uso delle armi. Come spesso ripeto, è l’occidente oggi ad essere dalla parte sbagliata della storia.
    Detto questo vi lascio con una serie di ipotesi su quanto sta accadendo in Russia, aggiungo che altre volte Putin è scomparso dai media, e tutte queste altre volte sono seguiti avvenimenti non piacevoli.
    da Geopolitical Center
    Questo post non è uno Scenario, e non è nemmeno una previsione del nostro gruppo su quello che potrebbe, o non potrebbe, avvenire a Mosca nelle prossime ore, tuttavia con il racconto di quello che è avvenuto a Mosca negli ultimi dieci giorni cercheremo di offrire alcune opzioni riguardanti la misteriosa sparizione, perché di questo si tratta, del Presidente russo Vladimir Putin
    Mosca 5 Marzo 2015
    Putin è al Cremlino e incontra il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. I due uomini politici si vedono dopo che Renzi ha reso omaggio all’oppositore Nemstov, ucciso poche ore prima non lontano dal Cremlino. Il Presidente russo appare disinteressato al suo interlocutore, lo accoglie dicendogli “giornata faticosa finora, vero….” ma Renzi si era recato solo sul luogo dell’omicidio di Nemstov, poi alcune frasi di circostanza e il leader russo che palesemente aveva altri pensieri, mentre Renzi gli parlava tramite il traduttore.
    Da quel giorno Putin non si mostra più in pubblico
    Mosca 11 Marzo 2015
    Il Presidente russo dovrebbe partire, con destinazione il Kazakistan, per una visita ufficiale. Ma il Presidente russo non arriverà mai ad Astana, non viene rivelata la motivazione della sua assenza.
    Nella serata la rete si riempie di ipotesi riguardanti le motivazioni della scelta di Putin di non essere in Kazakistan, inclusa la morte del leader russo.
    Il medesimo giorno si riuniscono in Crimea il Ministro della Difesa Sergey Kuzhugetovich Shoygu e i vertici dell’FSB si riuniscono con un gruppo di alti gradi dell’esercito, la riunione pare essere programmata, tuttavia non vengono rilasciate dichiarazioni o foto dell’evento
    Mosca 12 Marzo 2015
    Il portavoce del Cremlino, Peskov afferma che tutto è nella norma e che non esiste motivo di preoccuparsi. Alla domanda “Come mai il Presidente non è andato in Kazakistan?” la risposta di Peskov fu “la Leadership ha deciso che era opportuno rimandare la visita”.
    Nel primo pomeriggio alcuni elicotteri militari, tipicamente adibiti a “trasporto VIP”, atterrano all’ex palazzo dei Soviet (la Casa Bianca di Mosca) e al Cremlino. I voli su Mosca sono solitamente proibiti. La simultaneità dei voli di elicotteri militari “VIP” è quantomeno irrituale, l’impressione è quella di una procedura di emergenza per l’evacuazione di vertici delle istituzioni.
    Nel pomeriggio viene comunicato che Putin sarà lunedì 16 a S.Pietroburgo per una cerimonia pubblica ed incontrerà un leader di una repubblica caucasica.
    Nella notte otto autoarticolati si muovono sulla piazza Rossa, pare per organizzare un palco per una festa organizzata per il 18 marzo, anniversario dell’annessione della Crimea alla Federazione Russa.
    Media della Svizzera Italiana riferiscono del parto della compagna di Putin a Lugano e della presenza del presidente in Svizzera, il Cremlino tace.
    Belgorod 13 Marzo 2015
    Belgorod è un città russa ai confini con l’Ucraina. Città che il nostro gruppo segue dall’inizio della crisi ucraina. A Belgorod, nella città, nello scalo ferroviario e nell’aeroporto, si evidenzia una notevole attività militare, attività che per gli scorsi 12 mesi si era mantenute a livelli minimi.
    Mosca 13 Marzo 2015
    Putin non compare, ma vengono trasmesse foto e video di un suo incontro con il Presidente della Corte Suprema, le immagini potrebbero essere di repertorio. Un arredo sulla scrivania del presidente (un orologio) non era più presente da alcune settimane nello studio di Putin.
    Voci sulla deposizione di Medvedev, che non compare nemmeno lui dal 5 marzo.
    Mosca 14 Marzo 2015
    Mezzi blindati fanno la loro comparsa dentro la città di Mosca, sono pochi e viene riferito siano dispiegati in città per le manifestazioni del 18 marzo.
    Putin non appare, Medvedev neppure, stessa cosa per il ministro Lavrov.
    Peskov smentisce che Putin sia andato in Svizzera per il parto della Compagna.
    La vita a Mosca scorre tranquilla.
    Foto di Medvedev sul profilo Istagram, ma è una foto di alcuni mesi fa.
    Le opzioni
    Un fatto per il nostro gruppo è certo: a Mosca è accaduto, e sta accadendo, qualcosa di non abituale. Definire cosa stia succedendo, con informazioni Open è però molto complesso.
    Le opzioni che oggi sono possibili sono le seguenti, le elenchiamo non in ordine di probabilità
    1) grave problema di salute per il presidente russo
    2) colpo di stato “bianco”
    3) colpo di stato fallito e relative purghe da parte dei fedelissimi del presidente
    4) colpo di stato fallito ma il presidente non più nella pienezza dei poteri a causa delle condizioni poste per la sua permanenze da parte degli alleati che ne hanno impedito l’esautorazione
    5) imminente guerra Russo-Ucraina
    6) ritiro spirituale del presidente russo in vista di decisioni fondamentali per il paese
    7) Putin sta trascorrendo con la compagna e l’ultima nata un periodo di intimità dopo la nascita della bambina.
    Il nostro gruppo ha una propria idea sui fatti di Mosca, tuttavia non disponendo di informazioni affidabili non è nostra abitudine “tirare ad indovinare” quindi continuiamo a raccogliere quante più informazioni possibili al fine di capire al prima possibile cosa stia succedendo, oppure cosa non stia succedendo, a Mosca.
    Vi informeremo non appena sapremo qualcosa, questa è l’unica certezza.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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