L'Avana, 19 dic. (TMNews) - Il governo cubano ha autorizzato ufficialmente la libera importazione di veicoli nuovi, vietata da oltre mezzo secolo, nel quadro delle riforme economiche avviate dal presidente Raul Castro. Lo ha riportato oggi il quotidiano ufficiale Granma. Il consiglio dei ministri ha approvato mercoledì "nuove norme per l'importazione e la commercializzazione di veicoli a motore" che saranno "pubblicate nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale", ha annunciato Granma.
Le automobili vintage, segno distintivo delle strade di Cuba, potrebbero dunque nel lungo termine essere soppiantate da veicoli più
moderni. Secondo quanto riferisce il quotidiano comunista dell'isola Granma, i cittadini cubani, per la prima volta dalla rivoluzione del 1959, avranno il diritto di comprare auto usate e nuove senza permesso governativo, un ulteriore passo verso una maggiore libertà economica nell'isola.
In base a una riforma introdotta due anni fa i cubani possono attualmente acquistare e vendere una quattro ruote usata tra di loro ma devono prima ottenere il via libera dal governo per comprare un veicolo nuovo o di seconda mano da un rivenditore statale. Prima del settembre 2001, solo automobili che erano a Cuba prima della rivoluzione di 54 anni fa potevano essere liberamente scambiate, motivo per cui ci sono così tanti veicoli datati anni '50 o anche prima, molti di essi Made in America. Ce ne sono anche di sovietiche, visto che l'ex Unione Sovietica era il principale alleato dell'isola e il suo benefattore numero uno.
Le nuove regole sono attesa di essere pubblicate nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale dell'isola e diventare poi legge nei 30 giorni successivi.
Dopo mezzo secolo anche a Cuba si potrà comprare un'auto nuova
diamine ,che successo, kompagni1
questo sì che dimostra come nella patria del comunismo il paradiso in terra sia già arrivato.
vorrei vedere quei fighettini piddini che girano in mini nuova fiammante con i soldi di mammà a cuba, quelli che girano con la maglietta del che e fi fanno di canne al cesso sociale.




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