Io non so dire con certezza se questo sia stato un Congresso fallimentare oppure no, così come non so se Umberto Bossi avesse dovuto presentarsi dimissionario.
Io so solo che oramai questa NON è più la Lega Nord (Lega Lombarda) di cui tanto ero “innamorato” nel 1989 quando firmai la mia tessera di Riaà.
La Lega di oggi è un partito itagliano a tutti gli effetti….perfettamente inserita in quell’ammasso partitico che essa stessa aveva combattuto per anni illudendosi di poter “resistere” ad esso. Peccato che alla fine il rapporto con “gli altri” anziché mettersi sul piano della rottura radicale si è, ahinoi, tramutato in un rapporto di dipendenza. Oggi, è chiaro a tutti lo so benissimo, non è la CdL ad avere bisogno della Lega ma viceversa!
Sulle cause di tutto questo si sono spesi fiumi di inchiostro sia stampato che “internettiano”.
Ho avuto però una sensazione in questi giorni congressuali. La parola SECESSIONE è scomparsa affogata da ragionamenti e seghe mentali sulla famiglia tradizionale e la cristianità in pericolo però….però dei secessionisti la Lega ha bisogno e quindi li tollera.
Ecco quello che ho captato al FilaForum: la secessione è lontana e impossibile ma è ancora benvenuta e aleggia in ogni discorso non ufficiale.
Adesso spetta ad ogni SECESSIONISTA sincero decidere cosa fare: se farsi “tollerare” ed aiutare un partito itagliano come la Lega Nord a raggiungere un certo livello di Federalismo in itaglia e cercare di mettere sempre un po’ di Padanità in ogni atto istituzionale oppure sbattere la porta ed andarsene a cercare o costruire alternative credibili.
A noi la scelta dunque!




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