Avete visto la presunta statua di Padre Pio piangente in quel di Messina?
Cosa ne pensate?
Saluti
Bellarmino


Avete visto la presunta statua di Padre Pio piangente in quel di Messina?
Cosa ne pensate?
Saluti
Bellarmino


Sto seguendo la vicenda minuto per minuto, caro Bellarmino... Questa sera ne parlerò diffusamente...
Salutoni.


Caro Bellarmino, devi sapere che qui è pieno di negozi di roba sacra che hanno centinaia e centinaia di statue, statuine e statuette di P. Pio invendute. Sicuramente avranno mandato qualcuno per mettere un po' di sangue (guardacaso se n'è accorto qualcuno la sera tardi... da solo!)... quanto basta per scatenare una bella psicosi di massa, e infatti le vendite di quelle famose statue, statuine e statuette è schizzata di colpo; stamattina ho visto un negozio di roba sacra letteralmente preso d'assalto! Comprano materiale su P. Pio, poi vanno dalla statua e cominciano a strofinare la statua con quel materiale che hanno acquistato prima: statuette, quadri, fazzoletti con la faccia del frate, etc.Originally posted by Bellarmino
Avete visto la presunta statua di Padre Pio piangente in quel di Messina?
Cosa ne pensate?
Saluti
Bellarmino
Un vero colpo di imprenditoria!
Se poi la cosa è soprannaturale davvero io dico che è di origine, non dico per forza diabolica, ma sicuramente demiurgica.
Dicono poi che una invalida si sarebbe messa a camminare... non so. Vedremo.
2010:


Questa sera, il Ris dei Carabinieri ha confermato che si tratta di sangue umano... A Messina non si parla di altro, e il caso è comunque interessante, quanto meno dal punto di vista antropologico e sociale... Sto cercando, inoltre, di risalire alle persone che hanno osservato da vicino gli eventi, e in più mi risulta, da fonte attendibilissima, che, nonostante le smentite, la guarigione avvenuta sarebbe perfettamente autentica... Di seguito, posterò qualche articolo tratto dai giornali locali...
Saluti.


Dal sito www.lasicilia.it
Dal nostro inviato
MESSINA - Era da qualche tempo che si sentiva dire che "qualcosa di strano" avveniva di fronte alla chiesa di Pompei. Là, dove ogni sera, o quasi, si riuniscono i gruppi di preghiera devoti a Padre Pio. Là, proprio là, si sentiva dire che quella statua sembrava emettere vibrazioni, che quel volto bellissimo non era mai lo stesso. Ma i fedeli, tanti, puntuali, attenti a non fondere e confondere fede e suggestione, restavano cauti anche di fronte alle voci ed al chiacchiericcio sempre più insistente. Però, quando martedì sera quella signora bionda, alzando la testa dopo una lunga preghiera, non ha saputo trattenere l'urlo e lo stupore, indicando il liquido che veniva giù dall'occhio destro di Padre Pio, la sorpresa è stata per un attimo quasi ammortizzata, di colpo, da tutto il misterioso, ma non troppo, parlare precedente.
Oh, certo non ridimensionato, no. E nè i fedeli sempre presenti lì, davanti alla chiesa della Madonna di Pompei, nè i tanti accorsi tra martedì sera e per tutta la giornata di ieri, hanno nascosto commozione. Hanno pianto, hanno chiesto agli agenti di polizia di strofinare fazzolettini di carta, foulard, persino maglioni sulla statua del miracolo, ma strofinare bene, forte, per stabilire un contatto vero con Padre Pio. Se qualcosa era nell'aria, allora, martedì sera c'era stata la conferma, il segnale. Il miracolo. Ieri è la prima giornata di processione. Il parroco della chiesa della Madonna di Pompei, quello che è corso martedì richiamato dalla folla e che ha raccolto in un fazzoletto il liquido, non si fa vedere. Non parla, non vuole incontrare più nessuno. Ha un filo diretto, naturalmente, con l'arcivescovo, ma lui non parla. Di mattina, presto, è stato con i carabinieri, che hanno fatto le loro rilevazioni, che hanno prelevato i fazzolettini imbevuti la sera prima di quel liquido rossastro. Ha raccontato ancora a loro qualche particolare in più della sera prima, poi silenzio.
La chiesa si affida al comunicato di mons. Giovanni Marra, naturalmente cauto e prudente. Del resto l'arcivescovo, che è stato cappellano militare, è uno di quei prelati che non cede facilmente alla tentazione del misticismo esasperato o del dare corpo, anche solo tacendo, ad eventuali frutti della suggestione popolare. Quindi aspettiamo, stiamo a vedere, poi capiremo.
Già, aspettiamo e stiamo a vedere. E' quel che fanno a centinaia, per tutto il giorno qui al centro di viale Regina Margherita. Aspettano e cercano di vedere. Scrutano, si avvicinano sin dove possono, per puntare meglio gli occhi di Padre Pio, per vedere quell'alone lasciato dalla lacrimazione di martedì. Ad un certo punto una signora, bionda, supera la calca, si avvicina ad uno degli agenti di polizia. Poche parole sussurrate ad un orecchio, l'agente chiama l'ispettore. Altro dialogo serrato e segreto, riservatissimo. La signora gira attorno alla statua, poi si dissolve nel nulla. Che è successo? Il fatto è, ci spiegano, che la signora chiedeva come mai erano scomparse le lacrime, come mai nonsi vedevano più. Qualcuno le aveva pulite? Asciugate? La signora, bionda, e fortememte preoccupata, era quella che martedì sera, alzando gli occhi dopo lunga preghiera...
Ci sono ragazzi, ragazzini, anziani, famigliole, turisti che erano a Taormina e si sono fatti accompagnare qui con i taxi. Tutti lo stesso rito, quello del fazzolettino strofinato sulla statua. E poi che ne fanno? Lo conservano come una reliquia sacra, spiegano, ma alcuni utilizzeranno
il fazzoletto o il maglione o il foulard per poggiarlo su eventuali parti malate di loro cari, aspettando il miracolo di Padre Pio. La mattinata diventa anche il tam tam dei prodigi già avvenuti o in corso di accadimento. Da quello della signora paralitica, che dopo essere passata da viale Regina Margherita sarebbe guarita in piazza Duomo, a quello di un padre venuto qui quasi all'alba con il figlio malato, e che subito dopo sarebbe stato decisamente meglio.
Voci, sussurri, annunci. Tra la folla si aggira curioso anche Mario Bolognari, sindaco di Taormina, docente di antropologia culturale all'Università di Messina ed esperto di riti funerari.
«E' incredibile come si sia sviluppata in questi anni la devozione per Padre Pio. Da sindaco ho inaugurato almeno quattro o cinque piazze con statue dedicato al frate. Perchè? E perchè l'evento di oggi? Generalmente queste cose si moltiplicano nei momenti di difficoltà, di paura, di forti disagi, anche sociali. Purtroppo Messina, tra le grandi città siciliane, è quella che si trova nelle condizioni più difficili. Ma questa è una teoria, poi c'è il misticismo, la voglia e la necessità di fede, di credere anche al miracolo».
Sì, questa è una teoria, con cui stiamo volando troppo in alto. Qui c'è solo, chiara e lampante, la voglia e la necessità di fede. Di chiedere. Per se stessi, per gli altri. Tutti fissi ad aspettare, a guardare, a sperare che proprio in questo momento Padre Pio lacrimi ancora. A Messina la devozione per il frate, che sarà santo il prossimo 16 giugno, è grande. Lo è in tutta la Sicilia, certo, ma a Messina ci sono moltissimi gruppi di preghiera. Appena qualche settimana fa a centinaia sono andati a San Giovanni Rotondo. Insomma alcuni (e forse tanti) se lo aspettavano, perchè nasconderlo?
La processione di oggi potrebbe diventare presto un pellegrinaggio. Arrivano gli operai del Comune e sistemano le transenne per arginare la folla. Comincia l'attesa degli esiti delle analisi fatte dai carabinieri sul liquido fuoriuscito dalla statua e si aspetta la sera per vedere che accadrà. In attesa che sull'evento vengano accesi, per completare il quadro, i riflettori delle dirette tv che cercano dolore, inseguono prodigi, contaminano coscienze. Quante lacrime, per l'audience. Aspettiamoci anche quelle, specchio dei tempi. E pazienza.
Andrea Lodato


Dal sito www.gazzettadelsud.it
Storie ed emozioni s'intrecciano ai piedi del frate al quale ognuno ha chiesto il “suo” miracolo
Quando la fede va al di là della scienza
Natalia La Rosa
Niente ressa da prima cinematografica sotto la statua di Padre Pio. Le centinaia, migliaia di fedeli che dal tardo pomeriggio di martedì – una volta saputo della “lacrimazione” – si sono recate ai piedi dell'effigie bronzea nella piazzetta antistante la chiesa di Pompei l'hanno fatto in silenzio, col rosario in mano, mormorando sommessamente, e soprattutto senza stupore. Come – scettici e curiosi a parte – se un evento del genere fosse atteso da un momento all'altro, al pari di uno qualunque dei mille “segni” che ognuno dei devoti del Beato, morto il 23 settembre del '68, giura di aver ricevuto. Una qualunque delle manifestazioni del frate buono, così straordinarie eppure così suffragate da testimonianze (ben 104 i volumi a supporto del processo di canonizzazione che parlano di bilocazione, capacità di leggere nel pensiero o di diffondere un pungente profumo di rose, per non dire dei segni visibili del martirio di Gesù che portava sul suo corpo) che esulano da ogni razionalizzazione. E per la verità una spiegazione scientifica ieri non l'ha chiesta nessuna delle persone, donne e uomini, ragazzi e anziani, che dimenticando tutte le incombenze della vita quotidiana, lo studio, il lavoro, non sono volute mancare per nulla al mondo. «Ho sentito dalla radio e dalla televisione – racconta Anna Barontini – e sono subito corsa qui. Sono devota, credo e basta, anche se sembra assurdo». Una delle testimonianze più toccanti è però quella di Giovanni Licandro, uno dei tanti che ogni giorno si recano ai piedi della statua per pregare o deporre fiori, o anche solo per un “saluto” a quel viso amico a detta di tutti così espressivo da sembrare fatto di carne e ossa. «Sono arrivato alle 20,15 di martedì e ho visto una ragazza che piangeva e pregava per il cugino in fin di vita all'ospedale. Poi vedendo le lacrime sulla statua ha gridato al miracolo, ha sfiorato il viso con un fazzoletto ed è scappata al capezzale del congiunto. Poi alle 22,30 il fenomeno si è verificato di nuovo. È andata via la luce (ma sembra che ciò sia stato dovuto al timer del riflettore posizionato sulla statua, ndc ) e poi Padre Pio ha pianto di nuovo, l'ho visto io stesso con la lampadina tascabile e poi in quell'albero vicino abbiamo notato un bagliore rosso, come di fuoco. Poi una ragazza ha provato ad asciugare il sangue, per portare il fazzoletto al padre gravemente malato, ma la stoffa non si macchiava». E nella notte, sotto quegli occhi «vivi, gonfi che sembrava ti guardassero davvero», come ricorda qualcuno, il via vai è stato continuo e in molti giurano di avere anche avvertito un forte profumo di fiori. Fino al mattino di ieri, come assicura una fedele che si è recata a pregare intorno alle 6,30, sotto gli occhi e sul petto erano ancora visibili grumi di liquido rossastro. Poi, in tarda mattinata, ogni traccia è scomparsa, non si sa se perché lavata via o semplicemente perché rimossa da fedeli che hanno voluto tenere per sé una “reliquia”. «Non so se è vero, ma io ci credo – dice Franca Casablanca – lui mi ha sempre dato segni di sè e quando ho saputo mi sono precipitata qui, come se una forza irresistibile mi chiamasse». Ma se si prova ad addentrarsi un po' di più nelle storie personali dei devoti di Padre Pio, è meglio mettere da parte ogni scetticismo e abbandonarsi dolcemente al “sonno della ragione”, che per una volta non genera mostri, ma eventi strabilianti. «Chi ha fede crede, anche se può sembrare strano. – racconta Elena Cocciro – Io posso dire di essere stata graziata da Padre Pio. Dopo dieci anni di matrimonio senza la felicità di avere figli, mi sono recata sulla sua tomba a pregare. Gli ho detto: dieci figli sì, nessuno no. Sono tornata a casa, dopo un mese aspettavo un bambino». Ma gli esempi, dalle guarigioni incredibili a piccoli fatti della vita quotidiana che prendono pieghe tanto desiderate quanto inspiegabili, non si contano. «Io sono scettico – rimarca invece Franco Croce – e potrò crederci solo se dalle analisi del sangue risulterà che non si tratta di un gruppo conosciuto». «Solo col tempo si potrà davvero avere una conferma. In troppi possono approfittare della credulità» ammonisce Francesco Mannini. «Nei misteri della fede ognuno deve credere – replica Clelia Baratta – Se cerchiamo una spiegazione allora anche la preghiera perde significato. Sono sicura che se Padre Pio ha voluto darci questo segno è perché vuole rinforzare la fede in questa parrocchia. Se uno vuole viene e prega. Gli scettici stiano lontani». «Ho saputo di questo avvenimento dalla tv e ne sono rimasto profondamente colpito – commenta Giuseppe De Luca, uno dei tanti giovani che hanno voluto così manifestare la propria fede nel Beato di Pietrelcina – dovevo andare fuori per lavoro e invece sono corso qui, non potevo mancare». «Io non sono molto religiosa e volevo solo venire a vedere – ammette Angela De Salvo, che però pur di soddisfare una semplice curiosità si è sobbarcata diverse rampe di scale con il pancione – certo, forse tutta questa gente si aspetta solo di assistere ad un miracolo». «Bisogna andare coi piedi di piombo – ammonisce Piera Pesenti, una turista di Bergamo che con un gruppo di amici si trovava in gita a Messina – Il vero miracolo di Padre Pio, comunque è senz'altro anche il benessere che ha regalato alla sua terra, a Pietrelcina e a San Giovani Rotondo». «Noi invece ci crediamo davvero – ribattono Marielisa Fabio e Katia Grasso, dopo aver strofinato fazzolettini da distribuire ai parenti – e forse la statua ha smesso di lacrimare proprio perché il Beato non vuole dare nessuno spettacolo». E inevitabilmente qualcuno comincia a collegare piccoli episodi, sogni e segni verificatisi nei giorni precedenti questo avvenimento e inizialmente apparsi privi di significato «Stamattina (ieri, ndc ) dopo la messa delle 9 qui a Pompei – racconta Katia Risitano – ho sentito un ragazzo mentre raccontava ai frati che qualcuno perdeva sangue dagli occhi. Io non ho capito subito e credevo che si trattasse di un incidente. Adesso penso che forse quelle parole potevano avere un altro significato». «Credo molto di più ad un miracolo che ad una manomissione della statua – commenta Pietro Calabrese, dopo aver toccato il bronzo con una foto – sono devoto a Padre Pio ed ho letto molto su di lui. È una figura che mi colpisce». «Anch'io ci credo a prescindere da quello che poi può essere effettivamente successo – aggiunge Giuseppe Maggio – la fede è credere e per farlo non c'è bisogno di questi eventi, ma ben vengano se possono riavvicinare qualcuno alla religione». «Sono convinto della santità di Padre Pio – assicura Daniele Gonnelli, ex sottufficiale del carabinieri – e ne ho avuto le prove in alcuni piccoli avvenimenti che mi hanno riguardato direttamente e in altri che mi sono stati riferiti. Non mi chiedo neanche se è vero o no: ci credo».


Dal sito www.gazzettadelsud.it
Lo slargo di fronte alla chiesa di Pompei dove si erge il bronzo di padre Pio meta di migliaia di fedeli durante l'intera giornata
Un pellegrinaggio senza sosta
Grande devozione ma anche curiosità: tutti nell'attesa di un nuovo “segno”. Il riserbo dei Cappuccini
Francesco Celi
In migliaia avvinti da fede e commozione, incredulità e curiosità. Un fervore mistico che si materializza sull'asfalto, nell'attesa di un nuovo “messaggio” del beato di Pietrelcina, «che non può non arrivare», auspicano in tanti. Un pellegrinaggio che non conosce argini né sosta, che esalta la comunità di devoti e paralizza segmenti del vivere cittadino. Che accende e inquieta. Lo slargo che ospita la statua di Padre Pio, che nel tardo pomeriggio di martedì avrebbe lacrimato sangue, per tutta la giornata di ieri è stato preso d'assalto da frotte di fedeli. Suggestioni, silenzi, atti di profonda devozione mai contaminati da quelle teorie di auto che si sono formate lungo il tratto del viale Regina Margherita antistante la chiesa di Pompei, frattanto trasformatosi in altare di un nuovo santuario all'aperto. Voci e testimonianze si rincorrono in modo selvaggio: la prima a veder sgorgare le lacrime è stata una ragazza colpita da sclerosi multipla; no – si sostiene un po' più in là – è stato un padre il cui figlio di appena sette anni è gravemente malato; macché – avanza un altro – è accaduto mentre un giovane pregava per la guarigione di un cugino. E qualcuno azzarda anche un'altra ipotesi: il fenomeno s'è rivelato per la prima volta nella giornata di lunedì. In realtà è stato un religioso, padre Giovanni Turrisi, viceparroco di Pompei, a raccogliere con un fazzoletto l'umore vermiglio che sarebbe fuoriuscito dagli occhi del simulacro bronzeo, fatto installare il 29 aprile del 1984 da un gruppo di devoti di Padre Pio, al secolo Francesco Forgione. Ed è accaduto martedì alle 19.30 circa, afferma un giovane testimone, che racconta anche di una ragazza che al verificarsi dell'evento è svenuta per effetto dello choc. Non l'unica: altre due donne, una delle quali in stato di gravidanza, hanno perso i sensi rendendo necessario l'intervento di sanitari. Tutto è convulso, dunque, fuorché la forte esigenza di spiritualità che irrompe sulla Circonvallazione, ad ondate e senza soluzione di continuità. Il gruppo di devoti del Beato originario della provincia di Benevento destinato alla Santità (il 16 giugno la proclamazione in Vaticano), che ha da vent'anni il suo punto di riferimento nella parrocchia Santa Maria di Pompei, si trincera dietro il riserbo. Loro – sembra di capire dalle scarne frasi pronunciate – non hanno dubbi, ma i padri cappuccini e la Chiesa, in generale, esortano alla prudenza: «Episodio di poco rilievo», fa sapere l'arcivescovo Giovanni Marra, che delega i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche ad effettuare, «in piena autonomia», le analisi sugli umori prelevati dalla statua. Ma anche nel caso in cui l'esito fosse positivo, la Curia ricorda che episodi analoghi si sono poi rivelati opera di qualcuno che tentava di approfittare della credulità della gente. Una tesi che fa sua il Codacons, che ha preannunciato un esposto contro ignoti per abuso della credulità popolare. Moniti di cui i fedeli non sembrano però curarsi troppo. Un pellegrinaggio continuo, ordinato, rispettoso al di là delle convinzioni di ciascuno, iniziato martedì sera e andato in crescendo (in circa diecimila si sono accalcati per tutta la giornata di ieri nei pressi del simulacro) che ha indotto le forze dell'ordine ad approntare in fretta e furia un piano per gestire il traffico automobilistico, in un'area di per sé critica, e la calca che andava formandosi a ridosso della statua, che già da ieri mattina non presentava più alcuna traccia del fenomeno. Intorno al monumento è stata creata un'area di rispetto circoscritta da una recinzione messa su alla meno peggio, ma che dovrà essere rivista nei connotati strutturali. All'interno dell'area agenti di polizia e vigili urbani con un compito – dapprima assunto in proprio e poi avallato dai superiori – privo d'alternative: evitare l'assalto dei fedeli al simulacro. E così, per tutta la giornata, con straordinari picchi di presenze nel tardo pomeriggio, migliaia di fazzoletti sono stati passati ai rappresentanti delle forze dell'ordine perché venissero strofinati sulla statua del Beato: surreali testimonianze di qualcosa che non poteva farsi materia. Nessuna traccia, invece, dei religiosi di Santa Maria di Pompei. Padre Giovanni Turrisi, benché contattato, s'è trincerato – manifestando un evidente fastidio – dietro un assoluto riserbo; addirittura irrintracciabile il parroco Francesco Gullo; solo un anziano cappuccino, padre Terenzio Manto, ha rilasciato qualche dichiarazione. Più che altro un ricordo dei tre incontri avuti con Padre Pio, allorquando il frate viveva a San Giovanni Rotondo. In convento, ieri prima delle 11, hanno fatto capolino due carabinieri: forse un colloquio con i religiosi, l'esigenza di verificare ancora una volta quanto accaduto. Di certo non hanno portato via il fazzoletto utilizzato da padre Turrisi per raccogliere quello che si presume possa essere sangue. In strada la calca di fedeli, tra commenti e preghiere con i rosari stretti tra le mani: giovani e anziani, l'intero popolo di Padre Pio. E fiori, tanti fiori, man mano adagiati ai piedi del Beato fino ad impossessarsi di vasta parte dello slargo su cui s'erge la statua. Poi la notte e l'attesa di un nuovo “messaggio”che si fa veglia.


Dal sito www.gazzettadelsud.it
L'arcivescovo rinnova l'invito alla prudenza
«Episodio di poco rilievo»
«È la Curia cittadina che se ne occupa, l'arcivescovo del luogo deve valutare attentamente la veridicità dei fatti e agire di conseguenza». L'ufficio stampa della Conferenza episcopale italiana, così come la sala stampa del Vaticano, confermano indirettamente di avere ricevuto la notizia che dalla città dello Stretto è rimbalzata martedì sera stessa su tutti i canali d'informazione e ribadiscono che ogni decisione è adesso nelle mani di mons. Giovanni Marra. E proprio dalla Curia messinese ieri è stato diffuso un documento nel quale si rimarca l'invito alla prudenza già manifestato la sera di martedì dal presule, appena appreso dell'avvenimento. Sulla «asserita lacrimazione di sangue dalla statua di padre Pio da Pietrelcina», l'arcidiocesi di Messina ha voluto quindi chiarire che «il parroco e il viceparroco della chiesa di Pompei, informati da alcuni fedeli, recatisi sul posto non hanno notato alcuna lacrimazione. Il parroco che si è recato per primo ha notato qualche segno imprecisato che da quei fedeli veniva indicato come frutto di lacrimazione, rimanendo tuttavia molto perplesso». «L'episodio – aggiunge la nota – in sè di poco rilievo è stato enfatizzato da alcuni devoti di padre Pio che hanno diffuso la notizia poi ripresa dai mezzi televisivi. Così sono accorsi numerosi fedeli ed è andata crescendo l'emotività popolare. Allo stato dei fatti, la Curia diocesana ritiene che non esistano elementi tali che inducano a ipotizzare un evento straordinario ed invita i fedeli alla prudenza e alla moderazione nel credere a simili episodi, peraltro molto diffusi in Italia e che poi, generalmente, si rivelano inconsistenti». Pur con una buona dose di cautela, però, l'arcidiocesi non ha voluto sottovalutare la portata dell'avvenimento e, come prosegue il documento, «essendo l'episodio accaduto fuori dalla chiesa parrocchiale e sulla pubblica via l'arcivescovo Giovanni Marra ha chiesto al Comando provinciale dei carabinieri di provvedere in piena autonomia a compiere tutti gli accertamenti e le verifiche scientifiche su quanto oggettivamente risulta. I religiosi della parrocchia sono stati invitati ad offrire ai carabinieri ogni utile collaborazione. Nello stesso tempo, l'arcivescovo ha chiesto al Comando di assicurare una costante sorveglianza della statua stessa al fine di evitare ogni possibile manomissione, indagando anche se, per ipotesi, qualche ignoto abbia tentato d'ingannare la credulità popolare». Più che pieno, dunque, il mandato conferito dal capo della chiesa messinese ai militari dell'Arma che hanno già avviato le indagini raccogliendo tutte le prove che possono contribuire a far luce su un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire, ma che ha già suscitato fortissime emozioni nei messinesi profondamente devoti al frate con le stimmate. Saranno sentiti i testimoni, sia tra i cittadini che hanno assistito direttamente sia tra i frati cappuccini del santuario di Pompei, e saranno condotti anche accertamenti sulla stessa statua bronzea, per evidenziare eventuali tracce di manomissione. Anche sotto il profilo squisitamente dottrinale, comunque, il presule ha voluto chiarire la posizione della chiesa messinese su un fatto che, oltre a porre numerosi interrogativi ai quali probabilmente neanche le indagini scientifiche riusciranno a rispondere, riguarda direttamente una figura, quella di padre Pio, con la quale la Chiesa si è del tutto “riconciliata” solo di recente, con l'annuncio ufficiale della proclamazione a santo che avverrà il prossimo 16 giugno. L'arcivescovo mons. Marra, infatti, ha voluto «invitare a tener presente che la fede cristiana si fonda soprattutto su Gesù Cristo morto e risorto e sul suo Vangelo», esortando i fedeli «a non prestare immediata credulità a simili episodi che, nella maggioranza dei casi, rimangono nel dubbio e nell'incertezza e che sono, comunque, marginali rispetto all'autenticità della fede stessa». (n.l.r.)


Padre Pio, che - per i credenti - poteva essere un grande protagonista della storia della Chiesa, ormai è un fenomeno talmente commerciale da poterlo paragonare a Britney Spears, solo che lui vende più calendari.Originally posted by Ichthys
Caro Bellarmino, devi sapere che qui è pieno di negozi di roba sacra che hanno centinaia e centinaia di statue, statuine e statuette di P. Pio invendute. Sicuramente avranno mandato qualcuno per mettere un po' di sangue (guardacaso se n'è accorto qualcuno la sera tardi... da solo!)... quanto basta per scatenare una bella psicosi di massa, e infatti le vendite di quelle famose statue, statuine e statuette è schizzata di colpo; stamattina ho visto un negozio di roba sacra letteralmente preso d'assalto! Comprano materiale su P. Pio, poi vanno dalla statua e cominciano a strofinare la statua con quel materiale che hanno acquistato prima: statuette, quadri, fazzoletti con la faccia del frate, etc.
Un vero colpo di imprenditoria!
Se poi la cosa è soprannaturale davvero io dico che è di origine, non dico per forza diabolica, ma sicuramente demiurgica.
Dicono poi che una invalida si sarebbe messa a camminare... non so. Vedremo.


Strana "rivendicazione" alla Gazzetta del Sud...
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...109992,00.html
Saluti.