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Discussione: I Profeti

  1. #201
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Ma daiiiii!!
    E' la TERZA volta che lo posti.

    (Du palle!)
    Chi è ammalato di anticomunismo viscerale non guarisce mai. E sta malissimo. Un pò di pietà, per favore...

  2. #202
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Nagy, che finirà "giustiziato" con il parere favorevole di Togliatti, fu indicato come "nemico del popolo" (reazionario) ai carnefici sovietici dal "padre costituente" italiano, "onorevole" Palmiro Togliatti (a cui sono tutt'oggi dedicate vie, piazze e .....sezioni di partiti dell'Unione prodinottista...), con la su riportata lettera, alla quale, significativamente il PCUS rispose così............


    " Risposta del Comitato Centrale del PCUS

    31 ottobre 1956

    Concordiamo con lei nell’interpretazione della situazione ungherese e nel giudizio secondo cui il governo [formalmente comunista!!! nota di pfb] ungherese sta imboccando una via reazionaria. Secondo le nostre informazioni Nagy fa il doppio gioco, e si trova sempre più sotto l’influenza delle forze reazionarie. Per ora non intendiamo agire apertamente contro Nagy, ma non ci rassegniamo alla svolta reazionaria. Sono infondate le sue amichevoli preoccupazioni relative all’eventualità che nel nostro partito possa indebolirsi l’unità della direzione collettiva. Con piena convinzione possiamo assicurarLe che anche in mezzo agli intricati rapporti internazionali la nostra direzione collettiva interpreta unitariamente la situazione e prende unanimemente la decisione necessaria. "

    Shalom


    "In sostanza tutti coloro che ci muovono tali critiche pretenderebbero da noi l'abbandono del nostro internazionalismo, l'assunzione di posizioni di rottura nei confronti dell'Unione Sovietica, dei paesi socialisti, del movimento operaio e comunista internazionale. Chiunque si attende da noi questo è sempre stato e sarà disilluso. Tutta l'esperienza del movimento operaio dimostra che l'abbandono dell'internazionalismo, l'antisovietismo portano inevitabilmente un partito operaio alla capitolazione di tipo socialdemocratico , allo smarrimento di una prospettiva rivoluzionaria. Noi non seguiremo il cammino percorso da Nenni a partire dal 1956."

    Enrico Berlinguer "Intervento conclusivo al XII congresso del PCI" - Bologna, 15 febbraio 1969.


    Cordiali saluti

  3. #203
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    In Origine Postato da Pieffebi
    "In sostanza tutti coloro che ci muovono tali critiche pretenderebbero da noi l'abbandono del nostro internazionalismo, l'assunzione di posizioni di rottura nei confronti dell'Unione Sovietica, dei paesi socialisti, del movimento operaio e comunista internazionale. Chiunque si attende da noi questo è sempre stato e sarà disilluso. Tutta l'esperienza del movimento operaio dimostra che l'abbandono dell'internazionalismo, l'antisovietismo portano inevitabilmente un partito operaio alla capitolazione di tipo socialdemocratico , allo smarrimento di una prospettiva rivoluzionaria. Noi non seguiremo il cammino percorso da Nenni a partire dal 1956."

    Enrico Berlinguer "Intervento conclusivo al XII congresso del PCI" - Bologna, 15 febbraio 1969.


    Cordiali saluti
    12 Ottobre 2005
    Romiti: "negli anni 80 sbagliai a parlar male di Enrico Berlinguer"
    ROMA
    «Per la Storia Siamo Noi» Cesare Romiti rivede la sua posizione di quegli anni nei confronti dell' ex leader del Partito comunista Enrico Berlinguer:
    «Ancora oggi ricordo come l'episodio piu' difficile della mia vita il mio attacco a Berlinguer durante un convegno con gli industriali avvenuto subito dopo la marcia. Berlinguer venne a parlare in quel convegno.
    Nel suo discorso cercò di accattivarsi gli industriali dicendo - dovete credere in noi, vivete in un mondo corrotto dove non c'e' più l'onesta' individuale. Noi Partito Comunista vi promettiamo che...- Io parlavo subito dopo di lui ed ebbi una grande preoccupazione che facesse breccia sugli industriali e dissi - non gli credete, questo e' l'uomo che davanti ai cancelli di Mirafiori ha detto agli operai che se avessero voluto occupare la fabbrica il partito comunista era con loro. Quello che vi sta dicendo Berlinguer non corrisponde a verità - Io oggi dico che avevo sbagliato perché Berlinguer era l'uomo che meno meritava quegli attacchi.
    Era un uomo corretto, onesto, competente e in quel mondo allora di grande corruzione si distingueva da tutti gli altri».

    Il programma di Giovanni Minoli «La Storia siamo noi» andrà in onda su Rai Educational: «La marcia dei Quarantamila» di Gabriele Immirzi e Giulio Spadetta, in onda stasera, 12 ottobre alle ore 08.05 ed alle ore 00.40 su RaiTre.

  4. #204
    SENATORE di POL
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    In Origine Postato da Pieffebi
    "In sostanza tutti coloro che ci muovono tali critiche pretenderebbero da noi l'abbandono del nostro internazionalismo, l'assunzione di posizioni di rottura nei confronti dell'Unione Sovietica, dei paesi socialisti, del movimento operaio e comunista internazionale. Chiunque si attende da noi questo è sempre stato e sarà disilluso. Tutta l'esperienza del movimento operaio dimostra che l'abbandono dell'internazionalismo, l'antisovietismo portano inevitabilmente un partito operaio alla capitolazione di tipo socialdemocratico , allo smarrimento di una prospettiva rivoluzionaria. Noi non seguiremo il cammino percorso da Nenni a partire dal 1956."

    Enrico Berlinguer "Intervento conclusivo al XII congresso del PCI" - Bologna, 15 febbraio 1969.


    Cordiali saluti
    Romiti chi è, Gesù Cristo?

    Shalom

  5. #205
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Romiti chi è, Gesù Cristo?

    Shalom
    Non saprei; sono ateo.
    Però, rispetto a Togliatti, almeno lui è vivo...

  6. #206
    SENATORE di POL
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    Gli "onesti" e la potenza totalitaria che puntava missili nucleari contro la loro Patria, al di là delle parole false e nei documenti veri:

    " Partito Comunista dell'Unione Sovietica. COMITATO CENTRALE.
    Segretissimo-Dossier speciale
    n. ST-143/8gs del 17 gennaio 1979.
    Estratto del verbale n* 143§ 8gs della Segreteria del Comitato Centrale.

    Oggetto: Richiesta della Direzione del PCI

    1) Accettare la richiesta della direzione del PCI di accogliere in URSS 15 comunisti italiani per un corso di addestramento speciale di tre mesi per ciascuno.
    2) L'organizzazione del soggiorno di 15 comunisti italiani è affidata alla sezione esteri del CC del PCUS e quella dell'addestramento speciale [!!! nota di pfb] al Comitato per la Sicurezza di Stato dell'URSS.
    Le spese sono a carico della cassa del Partito.
    Segretario del CC.
    (spedito ai compagni Andropov, Ponomarev, Pavlov)
    "

    Saluti liberali

  7. #207
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Gli "onesti" e la potenza totalitaria che puntava missili nucleari contro la loro Patria, al di là delle parole false e nei documenti veri:

    " Partito Comunista dell'Unione Sovietica. COMITATO CENTRALE.
    Segretissimo-Dossier speciale
    n. ST-143/8gs del 17 gennaio 1979.
    Estratto del verbale n* 143§ 8gs della Segreteria del Comitato Centrale.

    Oggetto: Richiesta della Direzione del PCI

    1) Accettare la richiesta della direzione del PCI di accogliere in URSS 15 comunisti italiani per un corso di addestramento speciale di tre mesi per ciascuno.
    2) L'organizzazione del soggiorno di 15 comunisti italiani è affidata alla sezione esteri del CC del PCUS e quella dell'addestramento speciale [!!! nota di pfb] al Comitato per la Sicurezza di Stato dell'URSS.
    Le spese sono a carico della cassa del Partito.
    Segretario del CC.
    (spedito ai compagni Andropov, Ponomarev, Pavlov)
    "

    Saluti liberali
    GLI APPARATI MILITARI E I SERVIZI SEGRETI
    LA DOCUMENTAZIONE ANTERIORE ALL'INFORMATIVA COMINFORM

    Per una corretta interpretazione del problema del rapporto instaurato tra Licio Gelli ed i Servizi
    segreti è imprescindibile prendere le mosse da un analitico e dettagliato esame dei documenti
    pervenuti ed in particolare dal fascicolo intestato a Licio Gelli, conservato negli archivi dei Servizi
    di informazione, ed inviato dal SISMI alla Commissione. Questo fascicolo verrà analiticamente
    studiato al fine di interpretare, nei suoi termini reali, il ruolo svolto dai Servizi segreti nella
    vicenda della Loggia P2.
    Dalla documentazione inviata apprendiamo che i Servizi si sono interessati per la prima volta di
    Licio Gelli nel 1945, nell'ambito di indagini relative a due agenti nemici che avevano lasciato
    Pistoia al seguito dei tedeschi. Da questa prima nota informativa apprendiamo che nel corso delle
    indagini era infatti emerso che nel novembre 1944 un certo Gelli si era presentato alla famiglia di
    uno dei due, cercando di scoprire se questa sapesse dove il congiunto fosse riparato. I Servizi
    raccolsero a questo punto notizie sul Gelli in questione e lo identificarono in Gelli Licio di Ettore e
    fu Gori Maria, nato il 21-4-1919 a Pistoia. Gelli, che si trovava all'epoca e La Maddalena, fu
    sottoposto ad interrogatorio presso il Centro di Cagliari.
    Nell'occasione raccontò che il 9 settembre 1943 si trovava a Viterbo come tenente dei paracadutisti;
    venne rastrellato da un reparto tedesco e, posto di fronte all'alternativa di aderire alla Repubblica
    di Salò o di essere deportato in Germania, optò per la prima soluzione, rientrando a Pistoia come
    ufficiale di collegamento con le SS presso la Federazione dei Fasci. Stando sempre a quanto
    dichiarato da Gelli, egli avrebbe quindi preso contatti con il CLN pistoiese e reso utili servizi ai
    partigiani. I comandi nazifascisti, venuti a conoscenza di questa sua collaborazione, gli diedero la
    caccia, istituendo una taglia di lire centomila (100.000) a favore di chi lo avesse catturato.
    Con l'aiuto del CLN Gelli e la sua famiglia ripararono allora in montagna per rientrare in città
    soltanto dopo la liberazione, avvenuta nel settembre 1944.
    Nell'ottobre del 1944, sempre secondo le sue dichiarazioni, Gelli fu chiamato a collaborare con il
    Counter Intelligence Corps al seguito della V Armata, vale a dire con il servizio di controspionaggio
    militare americano, su indicazione del quale si sarebbe recato nell'abitazione dell'agente nemico. I
    servizi resi gli consentirono nel dicembre del 1944 di recarsi a La Maddalena, munito di un
    lasciapassare rilasciatogli in data 12 gennaio 1945 dal Presidente del CNL di Pistoia, Italo Carobbi:
    una specie di «lettera di raccomandazione» per il CLN di Napoli affinché Gelli fosse aiutato «nel
    limite delle possibilità, nell'espletamento della concessione del permesso per recarsi in detta località» (La
    Maddalena).
    Già nell'ottobre del 1944 Italo Carobbi, a nome del CLN pistoiese, aveva rilasciato a Gelli una sorta
    di «carta di libera circolazione». Il rilascio di questo attestato doveva aver suscitato critiche
    nell'ambito dello stesso CLN pistoiese, tanto che La Voce del Popolo (organo del CLN di Pistoia)
    dovette uscire il 4 febbraio 1945 con un articolo di chiarimento sulla vicenda. In questo attestato,
    che Gelli esibì nel corso dell'interrogatorio cui fu sottoposto a Cagliari, si rileva che Gelli, pur
    essendo stato al servizio dei fascisti e dei tedeschi, si era reso utile in vari modi alla causa dei
    patrioti pistoiesi.
    Egli aveva infatti:
    1) avvisato partigiani che dovevano essere arrestati;
    2) messo a disposizione e guidato personalmente il furgone della Federazione fascista per portare
    sei volte consecutive rifornimenti di viveri ed armi alla formazione di Silvano e alle formazioni
    di Pippo, dislocate in Val di Lima;
    3) partecipato e reso possibile la liberazione dei prigionieri politici detenuti alla Villa Sbertoli.
    La dichiarazione di Carobbi termina con questa frase: «Resta salva la facoltà di esaminare con
    maggiore cura le attività svolte dal Gelli Licio, onde stabilire definitivamente la sua posizione».
    Questo dunque il tenore della prima informativa su Licio Gelli agli atti nei fascicoli dei Servizi.
    Gelli fornì in occasione dell'interrogatorio cagliaritano la versione dei fatti a lui più congeniale, ma
    ammise comunque la sua attività di doppiogiochista e di delatore, e fornì in quell'occasione i
    nominativi di quelle 56 persone che avevano attivamente collaborato con i tedeschi; la lista che
    Pecorelli prometteva di rivelare nel successivo numero di O.P., quello che non sarebbe mai
    uscito.
    Le due informative successive (luglio 1945 e gennaio 1946) contengono molte notizie sui trascorsi
    del Venerabile. Lette in parallelo con le informative contenute nel fascicolo inviato dalla questura
    di Pistoia, relative agli stessi anni, e con il fascicolo inviato dal Tribunale di Pistoia, ci consentono
    la seguente ricostruzione.
    1936: Gelli si arruola volontario nell'ex M.V.S.N. proveniente dalla G.I.L. Partecipa alla guerra
    di Spagna.
    1940: Si iscrive al Partito nazionale fascista, proveniente dai G.U.F.
    1942: E’ chiamato a Cattaro (Jugoslavia) da Alzona, ex federale di Pistoia. Qui diviene uomo di
    fiducia di Parini, segretario dei fasci italiani all'estero. Resta a Cattaro fino al 25 luglio 1943.
    1943: Aderisce alla Repubblica sociale italiana. E’ uno dei primi a costituire a Pistoia il fascio
    repubblicano. Diviene ufficiale di collegamento con le SS. E’ attivo nel rastrellamento dei
    prigionieri inglesi e degli antifascisti. Fa arrestare il parroco di San Biagio in Cascheri che a suo
    dire avrebbe favorito alcuni di essi. Capeggia le squadre per il rastrellamento dei renitenti alla
    leva; è complice dell'arresto di quattro di essi, poi fucilati nella fortezza di Pistoia.
    1944 - 26 giugno: Partecipa, con la formazione partigiana di Silvano Fedi, all'attacco alle carceri
    giudiziarie di Pistoia, Villa Sbertoli, che consenti la liberazione di 57 detenuti politici e di due
    ebrei.
    1944 - 28 agosto: E’ ucciso il commissario capo di PS presso la questura di Pistoia, Giuseppe
    Scripilliti, che collaborava con i partigiani. Gli fu teso un agguato proprio mentre stava portando
    al capo partigiano Silvestro Dolfi un elenco di fascisti repubblicani e di collaboratori dei tedeschi.
    Gelli fu coinvolto in questo delitto dalle deposizioni rese nel 1947 da Dolfi, al quale il nominativo
    di Gelli come sicario di Scripilliti era stato fatto da un altro partigiano, Michele Simoni. Il Simoni
    però, in seguito alle indagini personalmente compiute, modificò in un secondo tempo i suoi
    convincimenti e ritenne Gelli estraneo al delitto.
    1944 – settembre: Dopo la liberazione di Pistoia, Gelli è oggetto di rappresaglie: l'11 novembre è
    aggredito in piazza San Bartolomeo.
    1944 - 2 ottobre: Primo attestato di Carobbi (carta di libertà di circolazione).
    1945 - 12 gennaio: Secondo attestato di Carobbi.
    1945 - 4 febbraio: Sul settimanale La Voce del Popolo appare un articolo intitolato: «Un chiarimento
    del CPLN ». Si giustifica il rilascio dell'attestato del 2 ottobre 1944.
    1945 – febbraio: Ritornando clandestinamente dalla Sardegna è arrestato nei pressi di Lucca dalla
    polizia militare alleata.
    1945 - 22 marzo: La procura del Re di Pistoia emette nei suoi confronti mandato di cattura per i
    delitti commessi durante il regime fascista (sequestro di Giuliano Bargiacchi, figlio di un
    collaboratore dei partigiani).
    1945 - 21 aprile: E’ condannato in contumacia dal tribunale di Pistoia a due anni e sei mesi di
    reclusione per sequestro di persona e furto.
    1945 - 11 settembre: in relazione al sequestro Bargiacchi è arrestato a La Maddalena.
    1946 - 20 marzo: Sempre per lo stesso episodio ottiene la libertà provvisoria ed è rinviato da La
    Maddalena a Pistoia.
    1946 – 25 marzo: Il procedimento penale presso la corte d'assise straordinaria, provocato da una
    denuncia del colonnello dell'aeronautica Ferranti Vittorio (a suo dire Gelli avrebbe organizzato
    rastrellamenti di prigionieri inglesi), è trasmesso, con la richiesta di proscioglimento per
    insufficienza di prove, alla corte d'appello di Firenze che dispone invece l'istruttoria formale.
    1946 – 1° ottobre: In relazione al sequestro Bargiacchi è assolto dalla corte d'appello di Firenze
    perché il fatto non costituisce reato.
    1946 - 30 novembre: Nella cartella biografica intestata a Licio Gelli presso la prefettura di Pistoia
    leggiamo, nel riquadro riservato alla situazione economica: «Nullatenente. E’ aiutato dai parenti,
    mentre egli si industria con il piccolo commercio».
    1947 - 7 gennaio: E’ iscritto nel Casellario politico centrale del Ministero dell'interno e sottoposto
    ad «attenta vigilanza».
    1947 - 27 gennaio: Il processo penale iniziato a seguito della denuncia di Ferranti si conclude con
    sentenza assolutoria per amnistia della sezione istruttoria della corte d'appello di Firenze.
    1947 - 11 settembre: Ottiene il passaporto per la Francia, Spagna, Svizzera, Belgio ed Olanda.
    1948 - 9 luglio. Per quanto concerne la posizione del CPC, la vigilanza è ridotta da «attenta» a
    «discreta».
    1949 - 12 aprile: Il tribunale di Pistoia lo condanna all'ammenda di lire 1.400 per contrabbando e
    frode dell'IGE. La pena è sospesa.
    1950 – 24 marzo: E’ radiato dal CPC.
    Questo è dunque il quadro che emerge dalle informative precedenti il settembre 1950.

  8. #208
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Gli "onesti" e la potenza totalitaria che puntava missili nucleari contro la loro Patria, al di là delle parole false e nei documenti veri:

    " Partito Comunista dell'Unione Sovietica. COMITATO CENTRALE.
    Segretissimo-Dossier speciale
    n. ST-143/8gs del 17 gennaio 1979.
    Estratto del verbale n* 143§ 8gs della Segreteria del Comitato Centrale.

    Oggetto: Richiesta della Direzione del PCI

    1) Accettare la richiesta della direzione del PCI di accogliere in URSS 15 comunisti italiani per un corso di addestramento speciale di tre mesi per ciascuno.
    2) L'organizzazione del soggiorno di 15 comunisti italiani è affidata alla sezione esteri del CC del PCUS e quella dell'addestramento speciale [!!! nota di pfb] al Comitato per la Sicurezza di Stato dell'URSS.
    Le spese sono a carico della cassa del Partito.
    Segretario del CC.
    (spedito ai compagni Andropov, Ponomarev, Pavlov)
    "

    Saluti liberali

    Stendiamo poi un velo pietoso su Gladio Rossa.....ma anche su Togliattigrad e gli affari fatti da certe.........imprese italiche, con la mediazione A TITOLO ONEROSO del PCI, nel più totalitario e infame dei regimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale.

    Shalom

  9. #209
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Stendiamo poi un velo pietoso su Gladio Rossa.....ma anche su Togliattigrad e gli affari fatti da certe.........imprese italiche, con la mediazione A TITOLO ONEROSO del PCI, nel più totalitario e infame dei regimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale.

    Shalom
    Stendiamo un velo pietoso su questo 3ad patetico e muffito, più che altro.

  10. #210
    SENATORE di POL
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    Capisco che ti infantidisca, come infastidisce tutti gli illiberali della sinistruzza più spinta, giacobina e.................disonesta.

    Saluti liberali

 

 
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