Collegamenti tra filosofia e attualità.
E' lo scopo di Libero Pensiero, la newsletter settimanale a cura di Rocco Ronchi, che consiglio a tutti gli appassionati.
Questa settimana c'è un interessante riflessione che parte dagli immancabili mondiali di calcio.

IL FATTO

Argentina e Francia fuori dai mondiali nonostante i
tanti campioni. Anche l'Italia tra le squadre che
stentano pur con Totti, Vieri, Del Piero ecc.



Il pensiero di Arrigo Sacchi

I ricercatori del Santa Fe Institute sono giustamente
orgogliosi del lavoro che stanno svolgendo. E' infatti
soprattutto a loro che si deve il diffondersi
nell'ambito scientifico di quello che l'epistemologo
Thomas Kuhn chiamerebbe un nuovo "paradigma" capace di
ristrutturare, per così dire, dalle fondamenta il modo
abituale di procedere della ricerca scientifica. Esso si
sintetizza nella parola-chiave "complessità", una parola
che, come tutte le parole fortunate derivate dalla più
scrupolosa e documentata speculazione scientifica e
importate poi in altri campi (si pensi, ad esempio, ad
espressioni come "relatività" oppure
"indeterminazione"...), ha certamente perso per strada
molta della sua originaria specificità, ma che,
nonostante la sua inevitabile acquisita equivocità, si
presta ancora assai bene ad essere il titolo di un
problema generale con il quale il pensiero, se vuole
rimanere tale e non scadere a semplice calcolo, è
chiamato a misurarsi. Che la realtà sia "complessa"
significa infatti, in ultima analisi, che, quale che sia
il fenomeno che stiamo considerando - l'evoluzione
biologica oppure l'ecomomia di mercato -, "il tutto di
quel fenomeno è superiore e non risolvibile nella somma
della parti che lo costituiscono". C'è insomma una
specie di "valore aggiunto" della totalità che le parti
singolarmente prese non prevedono e che, se isolatamente
considerate, non lasciano predeterminare. Esso risulta
come una emergenza imprevedibile dall'interazione delle
parti. Una squadra è molto di più dei suoi undici
giocatori. Lo sanno, del resto i militari che, da
sempre, nelle situazioni critiche, confidano nella
potenza risolutiva della loro arma più efficace: lo
spirito di corpo.

***

Parolacce

La filosofia classica aveva però da tempo elaborato
questo concetto. Riconoscerlo non significa affatto
sminuire il lavoro di questi scienziati, i quali hanno
non solo il merito straordinario di averlo portato sul
terreno fondamentale della concretezza e della verifica
sperimentale, ma anche quello di aver dimostrato quanto
sia insensata la contrapposizione fra le cosiddette
scienze "forti" della natura e quelle "morbide"
dell'uomo e della cultura. Tuttavia è stata la filosofia
a procedere controcorrente, nell'epoca del positivismo e
del riduzionismo, reclamando per l'intero una
considerazione sintetica, globale, intuitiva. Parole
come "Natura" o come "Assoluto" o come "Durata
Creatrice", parole che sono state pronunciate da mistici
filosofi del Rinascimento, da Romantici entusiasti e da
filosofi tacciati di spiritualismo, parole che, senza
essere capite, sono state dileggiate come inutile
ciar pame metafisico, residuo di un'epoca superstiziosa
che l'età trionfante della scienza e della tecnica
avrebbe finalmente confinato nella soffitta delle
anticaglie, queste parole che altro significavano se
non, appunto, quel medesimo che i teorici della
complessità chiamano: "emergenza del nuovo",
"auto-organizzazione di un insieme", "dinamica non
stazionaria del vivente"? La stessa, ormai
impronunciabile, parola "Spirito", che altro significa
se non quel valore aggiunto che la Vita, la vita
biologica come quella intellettuale, ha rispetto al
brodo di coltura dal quale emerge ed al quale non è
riducibile?

***

Phi Kappa Beta

Che la scienza ritrovi la filosofia senza, per questo,
rinunciare ad essere scienza è un fatto di importanza
capitale per il nostro futuro. Forse è la questione
decisiva, quella intorno alla quale devono concentrarsi
tutti gli sforzi di un'umanità adulta e responsabile del
suo destino. La filosofia e la scienza più avanzata
s'incontrano infatti a partire da una riflessione
comune sul tema dell' "intero", il più antico tra i
concetti elaborati dall'uomo. E si ritrovano in un'epoca
in cui potenti trasformazioni tecnologiche ed economiche
costringono l'umanità mondiale a pensarsi come un "tutto
aperto", del quale sono parte integrante anche i
fenomeni cosiddetti "naturali". Il grande biologo russo
Vernadskij ha chiamato questo intero "noosfera" (sfera
della mente) e ha scritto: "Il genere umano nel suo
insieme sta diventando una potente forza biologica.
Sorge il problema de lla ricostruzione della noosfera
nell'interesse di una umanità che pensa liberamente come
una totalità (...) La noosfera è un nuovo fenomeno
geologico sul nostro pianeta". Phi Kappa Beta è il nome
di una delle più prestigiose associazioni studentesche
americane. E' anche uno slogan per il mondo globale, per
la noosfera. Significa infatti Philosohia biou
kybernetes, la filosofia è timoniera della vita.

Rocco Ronchi