Francia, ondata di violenza contro gli ebrei


Dall'inizio della seconda Indifada, sono stati commessi 405 atti contro sinagoghe e simboli ebraici. Ma la comunità ebraica non vuole parlare di "antisemitismo".


PARIGI – Un’inaudita ondata di violenza contro gli ebrei scuote la Francia da circa un anno e mezzo, dall’inizio cioè della seconda Intifada nel settembre 2000. In questo periodo gli atti di violenza contro ebrei o istituzioni ebraiche denunciati in Francia sono stati ben 405. Gli atti più gravi sono stati attacchi o tentativi di incendio contro le sinagoghe (67) e le scuole (14), la profanazione di cimiteri e il danneggiamento di negozi e centri associativi (18), sia dei graffiti contro gli ebrei, come svastiche o croci di David gialle.
Ma la comunità ebraica francese preferisce non parlare di "antsemitismo" che ha connotazioni politiche di destra e religiose. Ma piuttosto di ''atti contro gli ebrei'' o manifestazioni di “ebreofobia". Il preseidente del Crif (consiglio delle istituzioni ebraiche di Francia), Roger Cukierman dice: ''Gli atti contro gli ebrei sono commessi da giovani immigrati arabi di seconda generazione, in relazione al conflitto tra israeliani palestinesi, e si spera che finiscano quando la pace sarà tornata".

Malgrado questa cautela della comunità ebraica il bilancio degli atti vuiolenti è alto tanto che il presidente dell'Unione studenti Patrick Klugman parla ''del più grave periodo antisemita dopo la seconda guerra''.
A dargli ragione, c''è un sondaggio sui "giovani tra i 15 e i 24 anni e l'immagine degli ebrei in Francia'': l'87% condannano gli atti contro gli ebrei e li definiscono "scandalosi".