Alojzije (Luigi) Stepinac nacque l'8 maggio 1898 a Brezaric, parrocchia di Krasic. Completò gli studi di teologia a Roma, dove fu ordinato sacerdote il 26 ottobre 1930. Il 28 maggio 1934 Papa Pio XI lo nominò Arcivescovo Coadiutore di Zagabria. Divenne Arcivescovo titolare nell'anno 1937. Rimase sempre fedele al motto "In Te, Domine speravi!" (Sal 31, 1), che assunse per il suo servizio alla Chiesa.
Istituì nuovi centri parrocchiali, promosse la stampa cattolica, si impegnò ad organizzare le associazioni cattoliche secondo i principi del Magistero della Chiesa, inserì i religiosi e le religiose nella vita pastorale e caritativa dell'Arcidiocesi, consolò ed elevò spiritualmente il popolo che soffriva nella privazione dei diritti.
Nel popolo croato diffuse lo spirito di riconoscenza verso Dio, per mezzo della devozione e della riparazione dei peccati di bestemmia e di aborto. Promosse la devozione all'Eucaristia, dicendo spesso: "Tutto diventa facile a chi sta con Cristo!". Dimostrò filiale devozione verso la Madre di Dio. Sono caratteristiche le sue parole: "Credo che la Russia si convertirà e che la statua della Madre di Dio sarà eretta sul Cremlino!". Corroborò la sua fede, recitando quotidianamente tutti i misteri del Rosario.
Rimettendosi alla volontá di Dio, dimostrò che la sua forza vitale e il suo insegnamento erano attinti dalla Bibbia. Guidò i fedeli croati alla conoscenza delle fonti bibliche, attraverso la predicazione e la catechesi.
Nei confronti di ogni sistema politico difese la libertá e l'origine divina della Chiesa cattolica. Fermamente fedele ad essa, non permise mai che diventasse schiava dell'ideologia comunista e si staccasse da Roma, formando la cosiddetta "Chiesa nazionale". Per tale motivo gli fu intentato un processo politico e l'11 ottobre 1946 il tribunale comunista lo condannò a sedici anni di carcere. Attaccato dai giudici disse: "Sappiate che Gesù Cristo è Dio! Per lui siamo, ogni attimo, pronti a morire!"
Per il suo coraggio e la sua testimonianza nella sofferenza, il Papa Pio XII, il 12 gennaio 1953, lo annoverò nel Collegio Cardinalizio e, nel 1991, anche lo Stato Croato lo ha riabilitato, considerando quel processo del tutto infondato ed ingiusto.
Con il suo fermo atteggiamento dinanzi al tribunale dimostrò una fede viva e irremovibile nella divinitá di Gesù Cristo, nella maternitá verginale di Maria e nella vita eterna dell'uomo. Ribadì che la Chiesa è il Corpo di Cristo e che deve diffondersi in tutte le parti del mondo.
Sopportò sempre pazientemente le sofferenze e le umiliazioni, avendo la consapevolezza che le preghiere della Chiesa universale lo univano strettamente al Vescovo di Roma. Nella gigantesca lotta con i persecutori della Chiesa cattolica, spronò se stesso, ed anche gli altri, alla fedeltá dicendo: "Dove è Pietro, lá è la Chiesa!", ribadendo anche la sua fiducia con queste parole: " la tempesta passerá, ma Dio rimane eternamente!"
Egli realizzò pienamente il programma scritto durante il domicilio coatto a Krasic, il 29 dicembre 1956: "I nostri ideali si riassumono in una sola parola: Dio! Lui è il nostro modello, Lui è la nostra vita, Lui è la nostra luce sulle strade di questa vita terrena!"
Guidato da questo ideale, incoraggiò i fedeli dicendo: "Siamo sempre pronti ad accettare la condanna, da parte degli uomini, per il nome di Gesù. Se talvolta accadesse che sei condannato per la fedeltá a Cristi, gioisci e rallegrati, perchè Gesù patisce in te!"
Consumato dalla malattia, contratta nel carcere di Lepoglava, morì da prigioniero in concetto di santitá e di martirio, a Krasic, il 10 febbraio 1960 ed è sepolto nella cattedrale di Zagabria. La sua tomba è luogo di ininterrotta preghiera e sorgente di grazie.
Il 3 ottobre 1998, Giovanni Paolo II lo ha proclamato Beato nel santuario mariano nazionale croato di Marija Bistrica.


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