
Originariamente Scritto da
Bisentium
Riecheggia la tesi di Gioacchino Volpe secondo cui appunto l'Unità d'Italia risalirebbe al Medio Evo-
Ciò di contro alle tesi del Croce il quale, fedele all'assunto idealista - poi travasato nel fascismo per il tramite di Gentile - secondo cui è lo Stato che crea la Nazione e non la nazione che crea lo Stato, riconduce la nascita della Nazione al 1861.
Io personalmente propendo per l'origine classica della Nazione che appunto amo definire "romano-italica", originatasi dopo un processo quasi bimillenario:
- prima ondata indoeuropea (ondata veneto-latino-camuno-sicula della prima metà del II millennio a.C.)
- seconda ondata indoeuropea (ondata "italica", nel senso di umbro-sabellica, di poco anteriore al 1000 a.C..);
- nascita di Roma e fusione dell'elemento latino con l'elemento etrusco e sabino (Tities, Ramnes e Luceres):
- conquista romana dell'Italia e incorporazione delle popolazioni del sud (Italioti e Sicelioti magno-greci, Umbro-Sabelli) e del nord (Liguri, Celti, Reti);
- incorporazione volontaria e pacifica dei Veneti (legati a Roma dal comune mito di origine troiano, cfr. la leggenda di Antenore) e dei Galli Cenomani bresciani (sarà un caso che Brescia diventerà la "Leonessa d'Italia?");
- incorporazione dei sardi - peraltro in base alle ricerche linguistiche del prof. Pittau imparentati con l'elemento etrusco già presente in Roma dalle origini - con la conquista dell'isola e la sconfitta dell'elemento sardo-punico; rappresentato da Amsicora;
- albori di una coscienza italica sotto Scipione (Tito Livio narra che il grande condottiero disse alle truppe schierate a Zama: "è per l'Italia che oggi combattete");
- coniuratio Italiae a favore di Augusto nella guerra contro Marco Antonio (tota Italia iuravit in mea verba);
- prima sacralizzazione dell'idea romano-italica nell'opera virigliana;
- fondazione e consacrazione della Nazione Romano-Italica ad opera di Augusto, che organizza la penisola in XII regioni ed erige a suggello dell'Unità il famoso monumento di La Turbia.
Si aggiungano altri momenti in cui detta unità viene riconsacrata:
- fine III secolo, Diocleziano costituisce la "Diocesi Italiciana", includente anche le isole Sicilia, Sardegna e Corsica;
- si riafferma il concetto unitario italico nell'alto Medio Evo con i regni di Odoacre, dei Longobardi, Agilulfo "rex totius Italiae" e, all'interno del Sacro Romano Impero, con il Regnum Italicum avente sede a Pavia e con le figure di Berengario e Arduino d'Ivrea;
- seconda sacralizzazione dell'idea italica nell'opera dantesca, con la quale si teorizza l'idea del regno italico quale centro dell'Impero Romano, con propria corte raccolta intorno al Re-Imperatore, propria lingua (de vulgari eloquentia), la divisione in 14 aree dialettali (compresee Sicilia e Sardegna) e confini ben precisi (La Turbia ad ovest, il Quarnaro ad est, il Brennero a nord).
VIRGILIO CON AUGUSTO E DANTE CON FEDERICO DI SVEVIA SONO A MIO PARERE RISPETTIVAMENTE I VATI E I PADRI DELLA PATRIA.