credo che l'analisi di paolo sia inappuntabile


credo che l'analisi di paolo sia inappuntabile


Riceviamo da Paolo Montesi
Libertà di espressione
L'inconcepibile bavaglio alla Rete (Levi-Prodi)
Finalmente l'abbiamo trovato. Il motivo per far cadere il Governo, si capisce. Il decreto Levi-Prodi è un terrificante attacco alla democrazia.
In primo luogo, castra il pensiero. Internet è libera, poiché pensiero ed opinione non sono frenate. Consegnare tutto in mano ad un garante tarpa le ali alla Rete. Inoltre, ancora è poco chiaro il perchè di questa scelta. Levi, nella risposta alle critiche sollevate da Beppe Grillo nel suo famosissimo Blog, scrive: "Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l'informazione), e non più dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso." Un frase del genere è a dir poco preoccupante. Classificare, dal punto di vista politico, è quasi come ammettere che su "certa informazione" si debba operare con cautela. Il passo verso la "censura politica" è brevissimo. Questo decreto quindi, diviene un precedente. L'inizio del Grande Fratello. Addirittura, si impegna a precisare che persino i siti non a scopo di lucro, sono soggetti ad Internet Tax.
O forse No. Se letto, il decreto Levi-Prodi suona letteralmente ridicolo. E' opera di chi Internet non sa neanche cosa sia. E' probabilissimo che il signor Levi (complimenti a lui per aver scelto il modo migliore per diventare famoso) non sappia minimamente cosa sia un Blog. Manlio Cammarata, esperto di giurisprudenza di Internet, scrive: " L'obbligo previsto per la quasi totalità dei siti internet italiani di iscriversi al ROC è comico, più che truffaldino. Immaginate centinaia di migliaia di richieste pervenire nel giro di qualche mese agli sfigatissimi funzionari del ROC; sarebbe la paralisi totale: sarebbe l'infarto del ROC".
Insomma, il decreto sembra uno strumento per chi la Rete la teme, ma effettivamente non sa cosa sia. Un esempio di questo è la lettera Di Levi a Beppe Grillo. Il sottosegretario si preoccupa di rispondere al comico, perchè ha sentito parlare di lui, da qualche parte. Forse nella sala da the che è solito frequentare. Si vede bene, invece, dal rispondere a tutti coloro che hanno sollevato proteste nella rete: esperti di Internet, professionisti, intellettuali, semplici cittadini. Insomma, questo decreto è l'ennesima prova che la Casta non vive sullo stesso pianeta degli italiani.
L'augurio quindi, rimane solo uno, che il Levi-Prodi finisca a breve nello stesso luogo dove finirà il governo.
Nel Cestino.
23 ottobre 2007 - Alberto Ridolfi - Responsabile Programma Federazione Giovanile Repubblicana della Romagna
L'articolo e' leggibile anche al link http://www.fgr-fc.it/Home.htm


Stop all’alcol dopo le 2. I repubblicani criticano
FORLI' - «La vicenda - denuncia una nota firmata da Michele Bertaccini e Lauro Biondi, rispettivamente per la Federazione giovanile repubblicana e per il gruppo consiliare del Pri - si è tramutata in una paradossale situazione che prevede la negazione alla somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte solo nei locali dove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento (discoteche-discopub). Non siamo d’accordo, una società civile ha il dovere di offrire ai giovani opportunità di svago e divertimento, certo regolamentata in modo serio, ubicate nelle zone a grande concentrazione urbana. Le nostre considerazioni sono da ascriversi ai valori della libertà e di una convivenza civile che si basa non sulla repressione quanto sull’educazione e sulle opportunità per i giovani e per le imprese che nel mercato si fanno carico di dare risposte alle città che non offrono tali condizioni».«Chiediamo quindi al Parlamento - concludono i rappresentanti dell’Edera - di cambiare la legge mantenendo la possibilità di effettuare in maniera volontaria la rilevazione del tasso alcolemico. Evitiamo il nomadismo giovanile e diamo occasione di riflessione culturale. L’amministrazione comunale forlivese faccia la propria parte e non rinunci ad un ruolo propositivo e non punitivo».
tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm




CONSIGLIO PROVINCIALE DI FORLì-CESENA
Scuola, tetti dei limiti di spesa: Lucchi (Pri) interroga
(Sesto Potere) - Forlì - 12 novembre 2007 – Il capogruppo del PRI Giovanni Lucchi ha presentato un’interrogazione che solleva il problema dell’aumento del prezzo dei libri delle scuole medie inferiori e superiori e del superamento dei tetti massimi di spesa previsti per i libri di testo stabiliti dal Ministero. L’assessore Collareta riferisce di aver raccolto ‘voci’ che confermerebbero “che in un paio di classi della nostra provincia potrebbe essere successo questo”, la relativa richiesta è stata girata all’Ufficio scolastico regionale che tiene sotto monitoraggio il settore.
tratto da http://www.sestopotere.com/index.iht...110&Rid=141324


RAVENNA: ODG DEL CONSIGLIERE FANTINI, CAPOGRUPPO PRI, SULLE VIOLENZE SESSUALI
(Sesto Potere) - Ravenna - 16 novembre 2007 - Oggetto: violenze sessuali: Un caso paradossale: Violentata in Arabia Saudita: condannata a carcere e frustate; contrastiamo fermamente ogni cultura dello stupro.
Una ragazza di 19 anni della città di Al Qatif, dopo essere stata violentata da sei uomini, è stata condannata a sei mesi di carcere e a 200 frustate. Al suo avvocato, l' attivista per i diritti civili Abdul Rahamn al Laham, che ha portato alla luce il caso, viene revocata la licenza di esercitare la professione. In più, viene affidato a «una commissione educativa», ordinata dal ministro della Giustizia.
Com'è possibile tutto ciò?
La ragazza è stata violentata; però, secondo il tribunale saudita che l'ha condannata ha sbagliato a sua volta perché al momento del fatto era «appartata con un uomo». Reato gravissimo secondo la legge islamica della Sharia, o almeno secondo la sua versione saudita. Quindi, puniti gli uomini, ma con molte attenuanti, e punita lei.
Sentenza definitiva e più grave rispetto al primo grado, quando la giovane era stata condannata a 90 frustate, senza carcere.
Ma come sono andate le cose? La ingenua giovane sommersa di telefonate da parte di un ammiratore, che chiede una sua fotografia. A un certo punto cede, gli manda una foto. Dopo qualche mese, però, si fidanza, matrimonio combinato dalla famiglia e si prende paura. Così, chiede all'ammiratore di avere indietro la foto. Fissa un appuntamento con lui; ma, mentre sono in auto insieme, uomini armati la sequestrano, la portano in una casa isolata, fuori città, e la violentano ripetutamente, scattando foto con il suo cellulare. E minacciando, se li denuncerà, di spedire quelle immagini a mezza Arabia Saudita.
La ragazza rincasa, tenta il suicidio, finisce in ospedale, si dispera, e infine racconta tutto. Viene picchiata dal fratello, come è nel suo diritto, secondo la legge saudita; sorprendentemente, però, il promesso sposo sta dalla sua parte. Anzi, si mette alla ricerca dei colpevoli e riesce persino a individuarli grazie alle indicazioni fornite dalla ragazza.
Li denuncia. E lì comincia tutta l'odissea. Perché in aula, esperienza comune talvolta anche dalle nostre parti, sia pure con conseguenze meno cruente, la vittima diventa colpevole. Perché ha dato la foto a quell'uomo, perché ha accetato di incontrarlo?
Dal 1996 in Italia lo stupro è finalmente divenuto un delitto contro la persona anziché contro la moralità.
Il 23 settembre 1998 il Tribunale Internazionale Criminale per il Rwanda dell'ONU stabilì che la violenza sessuale era un crimine di guerra.
Oggi lo stupro è proibito in quasi tutto il mondo, anche in guerra.
L'ONU ha di recente reso noto che un essere umano su tre, nella maggior parte dei casi una donna, è vittima di questo flagello mondiale.
Purtroppo in questi mesi, veniamo a conoscenza dalle fonti d’informazione del compimento quasi quotidiano in Italia di tali eventi delittuosi.
Il Consiglio Provinciale di Ravenna, dato atto di quanto sopra
respinge
ogni "cultura femminicida e della violenza", di cui lo stupro o le violenze sessuali rappresentano forme criminose di espressione;
condanna
ogni atteggiamento, che, anche in via indiretta o subliminale, normalizzi, giustifichi, o incoraggi forme di violenza ed indirettamente tali crimini;
rifiuta
l'oggettificazione sessuale, nonché ogni banalizzazione dello stupro.
Invita, quindi,
lo Stato e le Regioni ad iniziative diplomatiche verso l'Arabia Saudita che manifestino ferma opposizione e condanna di qualsiasi provvedimento di colpevolizzazione della vittima di uno stupro.
Il Consigliere Fantini Moraldo - Capogruppo P.R.I.
tratto da http://www.sestopotere.com/index.iht...120&Rid=141818


Riceviamo da Paolo Montesi
Lettera aperta per Mario Guidazzi
CESENA - In un paese in cui l’istituto delle dimissioni è scomparso, dove tutti inneggiano al ricambio generazionale della politica, ma dove nessuno ha il coraggio, la coerenza e l’onestà intellettuale di far un passo indietro per far posto ad un giovane, pochi giorni orsono abbiamo assistito ad una bella eccezione: il vate repubblicano Mario Guidazzi si è dimesso spontaneamente dopo 37 anni consecutivi dal Consiglio comunale, per far spazio al giovane Luca Ferrini.
Mario non ha fatto altro che mettere in atto gli insegnamenti del Suo maestro, l’On. Oddo Biasini, che nel 1987 rinunciò al suo seggio da Deputato, lasciando il posto ad un più giovane Stelio De Carolis.
Queste sono le persone che oltre a trasmetterci un grande patrimonio di valori politici e personali, ci danno forza e speranza nel futuro. Elementi, per noi giovani, fondamentali e indispensabili per combattere l’indifferenza e la mancanza di fiducia nella politica, che le giovani generazioni oggi manifestano. Impariamo un’altra lezione dal nostro Professore, fieri che questo non significhi un Suo pensionamento dal PRI, e certi che il Suo esempio sia un dono prezioso per tutti.
Federazione Giovanile Repubblicana - Emilia-Romagna




IL partito repubblicano dovrebbe dare una medaglia a Guidazzi, subito noi repubblicani di Fano ci attiveremo per fare qualcosa , a tutto il web, la stampa mobilitatevi per questo gesto .


mandate messaggi alla voce, perchè Guidazzi sarebbe sicuramente contento di questo e di altre cose