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  1. #761
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    IN RISPOSTA A BRUNA RIGHI
    A Cesena Luigi Di Placido e Luca Ferrini non stanno decidendo un bel niente


    Bruna Righi farebbe meglio a pensare ai suoi recenti comportamenti politici anziché riversare falsità e calunnie su coloro che hanno l'unico torto di cercare di ridare vigore all'azione politico-amministrativa dei repubblicani.
    Dal momento che bisognerebbe sempre ragionare prima di parlare, e soprattutto valutare se ci si può permettere di salire sul pulpito ergendosi a censori dei costumi altrui, non accettiamo insinuazioni che hanno come unico risultato quello di creare tensioni e divisioni in un partito come quello cesenate che della coesione ha fatto la sua forza.
    D'altra parte, predicare è una cosa e razzolare un'altra.
    Tanti sono i dubbi che oggi attanagliano Bruna Righi sulla
    collocazione nel centro-sinistra a livello locale (che peraltro
    nessuno ha assolutamente deciso e nessuno sponsorizza).
    Ci chiediamo: dove erano i medesimi dubbi un anno fa quando la sua alleanza ormai definita con il medesimo centro-sinistra a Cesenatico saltò solo per una lettera del Segretario della Consociazione Guidazzi che ribadiva la necessità di programmi chiari e collocazioni coerenti,
    con conseguenti accuse di ingerenza nelle questioni che ella
    evidentemente riteneva di propria esclusiva pertinenza?
    Può essere credibile chi, dopo tali comportamenti, tuona contro "l'interesse di poche persone che mirano a qualche poltrona"?
    Può essere credibile chi esalta il ruolo dei congressi e degli
    iscritti e poi tratta personalmente la propria collocazione negli organismi nazionali del partito, senza neanche avere il buon gusto di metterne al corrente i dirigenti locali?
    Fare politica seriamente è una cosa difficile, meglio limitarsi alle accuse, dimostrando così cieca e sorda obbedienza al potente di turno, il che non guasta mai.
    In realtà le cose stanno ben diversamente.
    Quello che si deve fare a Cesena, al momento nostro unico e pressante obiettivo, è restituire al PRI la determinazione a essere interlocutore con tutto il mondo politico cittadino e la capacità di essere punto di riferimento per il mondo imprenditoriale, sociale, culturale.
    Occorre riprendere quel ruolo di ineludibile rappresentanza degli interessi più alti e lungimiranti che nessuno può ignorare o mistificare.
    Questo significa schierarsi? Questo significa avere già deciso?
    O forse la paura di qualcuno è che, con un partito più forte, non ci si possa più permettere atteggiamenti da primadonna?
    Lo andiamo ripetendo da tempo all'interno del partito cesenate: dobbiamo affrontare la prossima stagione di congressi e le successive fasi politiche senza nessun tipo di pregiudizio, né positivo né negativo, perché non è un atteggiamento consono ai repubblicani, che sempre si sono dichiarati legati ai contenuti e non agli schieramenti.
    Ci nasce un sospetto: non è che proprio chi lancia accuse di decisioni già prese spinge verso certi scenari politici perché sa benissimo che per altri gli mancherebbe la benché minima credibilità?
    Sarebbe bene che tutti si impegnassero per il partito, evitando stucchevoli prese di posizione, ognuno con le proprie capacità e con il massimo impegno.
    Da ultimo. Non crediamo che Cesena abbia necessità di paggetti che informano il Principe, quest'ultimo conosce bene tutti gli indirizzi e i recapiti che gli sono necessari.

    Luigi Di Placido
    - Capogruppo PRI in Consiglio Comunale di Cesena
    Luca Ferrini - Segretario Unione Comunale PRI Cesena

    tratto da http://it.groups.yahoo.com/group/Rep.../message/13162

  2. #762
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    dibattito alle Giornate Repubblicane
    Giacalone, le Municipalizzate, ed i furbacchioni



    OSPEDALETTO (Forli') - 6 settembre 2007 - “Imbecilli o delinquenti”. Fra questi due aggettivi, sicuramente possono scegliere. Ecco la condizione dei politici italiani secondo Davide Giacalone, che mercoledì 5 settembre ha partecipato ad un dibattito tenutosi nel corso delle Giornate Repubblicane di Ospedaletto. Si parte dalla vecchia questione Telecom Italia. Venduta dallo Stato a prezzo di favore, la società passa addirittura per il Lussemburgo, controllata da Bell. Questo fondo è a sua volta controllato per buona parte dalle Isole Cayman, da una società chiamata “Oak Found” (Fondo Quercia). Imbecilli e delinquenti, appunto. Ma mai quanto l'eroe Tomaso Tommasi di Vignano dirigente di Telecom all'epoca. Prima di tutto, millanta conoscenze con partners americani ignari della sua esistenza. E poi, non pago di questo, fa sedere in Consiglio di Amministrazione Telecom due manager di AT&T, concorrente dell'impresa italiana, che non ha mai acquisito una sola azione sul mercato. Per non parlare poi di Telecom Serbia, comprata da Milosevic e poi allegramente bombardata dopo pochi mesi.

    “Vedrete che tra poco riusciremo nella grande impresa di rendere Telecom Italia come Alitalia.” Commenta Giacalone.

    Tommasi, per quell'errore, fu promosso direttore generale della municipalizzata Hera. Imbecilli, delinquenti. Hera è ciò che più si avvicina ad una bestemmia bulgara al libero mercato. E' un'impresa pubblica. Un monopolio quotato in borsa, ed i suoi maggiori azionisti sono i Comuni. In un altro paese dell'occidente una manovra simile sarebbe stata condannata alla stregua di una strage di massa. Se non altro per la violenza morale esercitata nei confronti dei cittadini. Questi pagano le tasse dei rifiuti, pagano Hera, pagano le partecipazioni azionarie, pagano i comuni. Pagano tutto. Ed Hera non smaltisce i rifiuti.

    Per tutto questo Giacalone non accusa un solo governo, ma tutta la politica italiana. “Il problema non è il centro-sinistra, è che in Italia non esiste più la politica.”. In sostanza, non si riesce a trovare il bandolo della matassa. Le coincidenze tra politica e capitale sono enormi, quasi mafiose. E gli errori sono infiniti, madornali, surreali. La casta è un insieme di imbecilli e delinquenti. Dirigenti raccapriccianti che si spostano da partito a partito. “Politica è lavorare ad un'idea di società. Questo è stato completamente dimenticato”. Ecco l'idea di Giacalone: ritornare al contenuto, e solo dopo valutare lo schieramento. Sarà leader chi riuscirà a portare un programma convincente agli italiani.

    E proprio per questo, Giacalone lascia un pensiero al partito repubblicano. Basta con la voglia di ritornare al passato, la storia va avanti. Basta con i “io sono il vero repubblicano” o “i repubblicani sono di sinistra”. “Bisogna far crescere nel partito intellettualità nuove. Si può fare politica senza parlamentari, come morire politicamente seduti alla Camera. Dobbiamo tornare ad essere leaders del Paese, dobbiamo tornare dentro la politica.” “Per le idee repubblicane oggi c'è più spazio di quanto ne avesse trovato Spadolini.”

    di Alberto Ridolfi - Resp. Programma FGR

    tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  3. #763
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    dibattito alle Giornate Repubblicane
    delle Tasse...

    Tutti ne parlano, tutti dovrebbero pagarle e solo alcuni lo fanno.
    Viviamo in una comunità, in uno Stato che non si fonda sulla grazia divina ma sul lavoro, sull’opera di uomini e donne che chiamiamo cittadini.
    In parte quest’ ultimo concetto, autorevolmente espresso all’articolo uno della Costituzione italiana non dice altro che, per campare, questo paese necessità dei contributi dei suoi padroni.
    Il problema sta nella quantità e nella distribuzione di questi contributi.
    A mio avviso le scelte sul quanto ed a chi far pagare più o meno tasse, oltre che agli inevitabili interessi che sempre più colorano le vicendevoli maggioranze, dipendono da un idea di fondo, da un modo di pensare che inevitabilmente come una cascata bagna tutte le scelte future.
    Vi è chi vede lo stato come una balia che “dalla culla fino alla tomba accompagna il cittadino” , e in tal caso è a tutti garantito un qualcosa ma… se qualcuno volesse più di questo qualcosa? Credo che la buona balia, senza troppa difficoltà si trasformerebbe rapidamente in un ferreo carceriere di idee ed iniziative.
    Nel “polo”opposto risiede invece la convinzione che il cittadino sia libero e padrone del proprio destino, tanto libero che lo Stato dovrebbe tenersi il più possibile fuori, in particolar modo dal punto di vista economico da qualsiasi intrusione nell’attività del singolo. Qui tutti possono avere tutto, potenzialmente siamo tutti padroni di noi e se ci va del mondo intero ma, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e la verità è che i blocchi di partenza sono molto diversi, che le scarpe per la corsa c’è chi le ha belle, nuove e lucide e chi le scarpe proprio non le ha. Di fatto qualcuno, se devo essere sincero quasi sempre i soliti, il successo lo raggiunge e il problema, non sta certo qui anzi, onore al merito, il problema tutto al più è assicurarsi che gli altri raggiungano un minimo indispensabile per vivere e non sopravvivere.
    Meno tasse significa più libertà, meno tasse significa più responsabilità personale, meno tasse significa che non ci pensa nessun’altro, meno Stato significa meno servizi, meno Stato significa più mercato.
    In ogni caso, per fortuna, la via perfetta non esiste e così, ancora una volta brancoliamo nel buio in attesa che qualche governante dichiari finita quella ormai costante emergenza di cassa di cui, nessuno è colpevole e di cui noi solo siamo i risanatori.
    Le tasse, le privatizzazioni, le municipalizzate e tante altre cose che a disco continuo ci suonano nelle orecchie non sono nulla e non valgono nulla se fatte per accaparrarsi qualche simpatia.
    I programmi quelli seri, quelli che servirebbero per governare un paese non sono di 230 pagine perché in 230 pagine non ci sono progetti condivisi e realizzabili in 5 anni ma i deliri di tutti, sia quelli fatti di notte che di giorno.
    I programmi quelli seri, quelli che servono per governare un paese non sono fatti per salvare Previti, ed in ogni caso se proprio altro programma non sapete produrre almeno dimostrate di essere astuti truffatori, per lo meno dopo cinque anni salvate il vostro amico, e invece no, neppure questo, tanto che chi di voi si era fidato ora si trova dietro le sbarre.
    Se potete non imbracciate il fucile, come qualche idiota di tanto in tanto invita a fare, perché altrimenti prossimamente qualcuno, a cui quel che voi dite proprio non va giù, avrà tutto il diritto fare la stessa cosa, ma, per Dio, provate ad INDIGNARVI.
    Provate a chiedervi dove finiscono i vostri soldi, provate a chiedervi perché gli amministratori non perdono occasione per municipalizzare mercati come rifiuti od energia, dove i soldi corrono a palate ed, invece, chissà perchè nessuno pensa che il giusto e valido principio che le municipalizzate servono per assicurare a tutti un po’, non è applicato con lo stesso vigore quando si tratta di estendere la “banda larga” nelle campagne dove, certo non scorrono fiumi di clienti e danaro, ma vi sono comunque onesti cittadini che pagano fior di quattrini; provate a guardare più in la di stanche e vuote parole come destra e sinistra, finitela di difendere storie cosi grandi che la vostra difesa non fa altro che sminuire, non mandate a fare in culo, perché lo sanno fare tutti e di certo non crea alcun problema, piuttosto indagate fino allo spasmo, siate partecipi e pesantemente presenti, così presenti che la croce che ogni tanto andate a mettere riconquisterà il valore che merita.
    Ciò che serve, almeno per me è studio dei problemi, impegno civile costante e dignità, una dignità così grande a cui anche il più acerrimo nemico dimostra rispetto, una dignità che riscalda i cuori, una dignità che potrebbe non portare in parlamento o in qualche consiglio ma forse a “Londra, esule e terrorista”.

    di Michele Bertaccini - Responsabile Scuola Federazione Giovanile Repubblicana

    tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  4. #764
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    Riceviamo da Paolo Montesi - Segr. FGR-Romagna

    La Federazione Giovanile Repubblicana Romagnola è lieta di invitarLa al Dibattito "Quale futuro? Giovani, Tasse e Pensioni",
    Domenica 23 settembre 2007 alle ore 20,00 alla Festa dell'Uva di San Pietro in Vincoli, a Ravenna.
    Nella speranza di incontrarla, porgiamo cordiali saluti



    GIOVANI REPUBBLICANI

    Alle porte, l’ennesimo autunno caldo della legge finanziaria. Ad attenderla al varco, la Federazione Giovanile Repubblicana. La FGR Romagna torna a sventolare le proprie bandiere alla Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, tradizionale appuntamento di settembre giunto quest’anno (da mercoledì 19 a martedì 25) alla sua 78a edizione. Contro ogni ipocrisia propagandistica, i ragazzi dell’Edera chiederanno chiarezza a sindacati, industriali e istituzioni sui temi del grande dibattito economico più vicini a loro. Pensioni e contributi previdenziali, tasse, contratti di lavoro, welfare, formazione universitaria e alternanza scuola-lavoro saranno tra gli argomenti di dibattito vero in una serata aperta ai contributi di tutti, con lo scopo di essere pure momento efficace per conoscere e prendere contatti con la rilanciata Federazione Giovanile Repubblicana. Anche per questo, i figierrini animeranno durante tutte le sere di festa un proprio autonomo stand di fronte al ristorante, con distribuzione di birra, eventi organizzati con giochi di società e gadget per gli intervenuti.

    Ufficio stampa FGR-Romagna

    Quale Futuro? Giovani, tasse e pensioni al di là delle ipocrisie…
    *
    Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli di Ravenna

    Domenica 23 settembre 2007
    ore 20, Sala cinema Farini

    Gian Antonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna
    Riberto Neri, Segretario generale provinciale UIL Ravenna
    Renzo Righini, Presidente UNIONAPI Ravenna
    Stefania Lusa, Segretaria UIL-Pensionati Ravenna
    Modera Luca Pavarotti, Corriere di Ravenna

  5. #765
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    Riceviamo da Paolo Montesi - Segr. FGR-Romagna

    ALLO STAND DEI GIOVANI REPUBBLICANI

    L’Edera ritrova i giovani e la voglia di far festa. Alla Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, tradizionale appuntamento giunto quest’anno alla sua 78a edizione (tutte le sere da mercoledì 19 a martedì 25 settembre, ingresso offerta libera e spettacoli completamente al coperto), non mancherà la ritrovata Federazione Giovanile Repubblicana, con una propria autonoma presenza nello stand antistante il ristorante. Con la partecipazione del segretario regionale Paolo Montesi e del padrone di casa Antonio Pugliese, segretario provinciale di Ravenna, la FGR Romagna, oltre a curare direttamente l’incontro con sindacati, industriali e istituzioni di domenica 23, accoglierà tutti i giorni ragazze e ragazzi curiosi di saperne di più sulla moderna palestra politica riattivata sin dal 2004. Luogo di aggregazione e confronto ancorato ad una visione repubblicana, liberale, laica ed europeista, la Federazione giovanile sarà lieta di offrire a tutti birra alla spina e piccoli gadget, oltre a proporre un simpatico test. Nelle serate di mercoledì 19, giovedì 20 e martedì 25 infine, dalle 20 alle 24, sarà possibile partecipare gratuitamente al torneo del gioco di società Garibaldi – La Trafila ideato dal ravennate Gabriele Mari. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la ludoteca Cacciatori di teste e il consorzio Case Repubblicane.

    Ufficio stampa FGR-Romagna


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    *
    Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli di Ravenna

    Domenica 23 settembre 2007
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    Riceviamo da Paolo Montesi - Segr. FGR-Romagna

    TUTTE LE INIZIATIVE DEI GIOVANI REPUBBLICANI

    L’imminente serata organizzata alla Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli (di cui alleghiamo in calce il programma) segna l’inizio della nuova stagione politica targata FGR Romagna ed è solo l’ultimo appuntamento di un anno ricco di soddisfazioni che ha segnato la totale ripartenza dall’attività dei giovani repubblicani. Visibili nelle piazze e vie delle città con la raccolta firme sulla richiesta di revisione del Concordato con la chiesa cattolica, i figierrini hanno riscosso grande successo lo scorso 8 marzo con la distribuzione alle studentesse di Cesena e Forlì di 1500 piccoli mazzi di mimose per sottolineare l’attenzione sulle politiche di pari opportunità. Il nucleo romagnolo della Federazione Giovanile Repubblicana ha poi sfilato con le proprie bandiere alla manifestazione Coraggio laico di piazza Navona il 12 maggio, partecipato alla Notte bianca universitaria di Cesena del 26 ed organizzato, il 6 giugno a Forlimpopoli, l’iniziativa Agenda laica, serata in cui presentare i vari obiettivi programmatici sul fronte delle libertà individuali (dalla procreazione medicalmente assistita al testamento biologico fino alla regolazione delle unioni civili). A sancire la centralità dell’azione FGR sulla scena politica ci ha poi pensato l’evento di Sant’Andrea in Bagnolo di Cesena il 20 e 21 luglio, con la tavola rotonda Energia Intelligente sullo sviluppo energetico e l’incontro nazionale a cui sono intervenuti, tra gli altri, il leader nazionale del PRI Francesco Nucara e il segretario nazionale FGR Giovanni Postorino.

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    Riceviamo da Paolo Montesi - Segr. FGR-Romagna

    I GIOVANI REPUBBLICANI PER IL FUTURO DI TUTTI

    Una serata per confrontarsi sulla situazione presente e futura delle giovani generazioni. Una serata per discutere l’eredità insoddisfacente che la classe politica intende lasciare a noi ragazzi nel settore della previdenza, del mercato del lavoro e della spesa pubblica. La Federazione Giovanile Repubblicana romagnola intende affrontare il cosiddetto patto tra generazioni come tale e non come un diktat dall’alto. All’interno della 78a edizione della Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, domenica 23 settembre i ragazzi dell’Edera organizzano un incontro-dibattito per far sentire anche la voce dei più giovani. Gli ospiti invitati a partecipare rappresentano a livello locale le principali categorie protagoniste del recente accordo sulla previdenza, sottoscritto da Governo e sindacati. «L’impegno dei giovani repubblicani – dichiara Antonio Pugliese – segretario della FGR Ravenna – prosegue con entusiasmo e successo, perché siamo convinti che la Politica con la P maiuscola sia sempre un’attività virtuosa. Vogliamo spronare la classe dirigente ad essere più aperta al dialogo e attenta alle esigenze di tutti i cittadini, per allontanare le istanze di antipolitica che si diffondono fra i giovani e risollevare la credibilità di partiti e istituzioni».

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    Segretario regionale: Paolo Montesi – Sede amministrativa: Corso Mazzini, 46 - Cesena 47023 (FC)
    Infoline: 339/6857843 - Fax 0547/353671 - Website: www.fgr-fc.it - E-mail: info@fgr-fc.it

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    Riceviamo dall'Ufficio stampa FGR-Romagna

    Alle porte, l’ennesimo autunno caldo della legge finanziaria. Ad attenderla al varco, la Federazione Giovanile Repubblicana. La FGR Romagna torna a sventolare le proprie bandiere alla Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, tradizionale appuntamento di settembre giunto quest’anno (da mercoledì 19 a martedì 25) alla sua 78a edizione. Contro ogni ipocrisia propagandistica, i ragazzi dell’Edera chiederanno chiarezza a sindacati, industriali e istituzioni sui temi del grande dibattito economico più vicini a loro. Pensioni e contributi previdenziali, tasse, contratti di lavoro, welfare, formazione universitaria e alternanza scuola-lavoro saranno tra gli argomenti di dibattito vero in una serata aperta ai contributi di tutti, con lo scopo di essere pure momento efficace per conoscere e prendere contatti con la rilanciata Federazione Giovanile Repubblicana. Anche per questo, i figierrini animeranno durante tutte le sere di festa un proprio autonomo stand di fronte al ristorante, con distribuzione di birra, eventi organizzati con giochi di società e gadget per gli intervenuti.

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    Appuntamento obbligatorio per tutti i popoli civili
    MyanMar: Liberi Tutti.



    Questo articolo non può essere lungo. In parte perché le notizie sono poche, in parte perché è evidente l'azione da intraprendere. Il MyanMar deve essere liberato.

    Il MyanMar è governato da più di quarant'anni da una giunta militare. Già nel 1988 la popolazione scese in piazza, per domandare libere elezioni. Vennero concesso, e vinsero i democratici. L'esercito invalidò le elezioni, penetrò nelle sedi dei partiti vincitori, e mise a tacere qualsiasi voce di protesta.Nelle ultime settimane, migliaia di persone si sono riversate nelle strade delle principali città birmane.

    I primi a protestare sono stati i monaci buddhisti. Fedeli alla linea più antica della religione, che predica la totale povertà, hanno chiesto al resto dei civili di non partecipare alla rivolta pacifica, visto che ci sarebbero state sicuramente delle vittime. I monaci avevano deciso di sacrificarsi, per il bene del paese. Ma la protesta è divenuta un fenomeno inarrestabile, che ha coinvolto tutta la popolazione. Questa reazione è dipesa dalla tragica situazione in cui riversa lo Stato birmano, uno dei più poveri del mondo, e dal trattamento riservato ai membri dell'opposizione al regime militare. Prima fra tutti gli oppositori, sicuramente il Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, da anni condannata agli arresti domiciliari per crimini politici, ed ora scomparsa, forse rinchiusa in una località non definita.

    «Raccomandiamo fortemente al vostro governo di garantire piena libertà di accesso al Dott. Gambari come è stato fatto in passato, nonchè lavorare insieme per trovare una soluzione futura». Questa è una nota del primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, attualmente Presidente dell'Asean (in sostanza l'Ue del USd-Est asiatico). Si riferisce al viaggio che il Ministro per gli Affari esteri dell'Onu, Ibrahim Gambari, intraprenderà nei prossimi giorni. Non è la prima volta che Gambari incontra la Giunta militari birmana; questa volta però, tutto il mondo civile chiede a gran voce un intervento deciso dell'Onu.

    Intervento che però pare essere contrastato dalla Cina, da sempre sponsor princiale della dittatura. “La paralisi causata dalla Cina nel Consiglio di sicurezza Onu, è una minaccia per la risoluzione dei disordini in Birmania, e sta persino ostacolando l'azione del Segretario Generale.” Queste le parole di Aung Din, direttore politico di “Us for Burma”.

    La Cina a quanto pare, ha deciso di minimizzare le azioni internazionali nei confronti della dittatura, per preservare l'influenza unilaterale sul quadrante geostrategico. Pessimo errore, soprattutto in vista delle Olimpiadi. Questo è quello che è successo fino ad ora. Ovviamente non basta.

    E' un dovere di tutti, impegnare la propria libertà per aiutare il popolo del MyanMar. Il mondo occidentale conosce troppo bene i dolori e la miseria della dittatura. E' compito quindi di tutti, impegnarsi perchè eventi del genere non si verifichino più. In tutto il mondo, si stanno moltiplicando le protese nei confronti della dittatura militare.

    Vogliamo unirci a loro. Ed esigiamo che chi ci governa, Italia ed Unione Europea, si battano in prima linea per tutelare il popolo del MyanMar.

    Ricordiamo il Randa, la Bosnia , Il Darfur. Troppe volte si è detto “mai più”, senza poi far seguire i fatti alle parole. Ora basta. Altrimenti, nessuno di noi potrà più guardarsi allo specchio.

    Alberto Ridolfi
    - Responsabile Programma Federazione Giovanile Repubblicana
    tratto dal sito web della FGR - ROMAGNA http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  10. #770
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    La moschea di Ravenna
    Libertà di culto solo nel rispetto dei doveri civili

    di Paolo Gambi

    Nel dibattito, se così si può chiamare, che si è aperto a Ravenna sul tema della "moschea", fino ad ora i Repubblicani si sono limitati a "suggerire" alla Giunta e al Sindaco di "ascoltare gli artigiani", posto che il sito individuato per la realizzazione del luogo di preghiera dei musulmani è all'interno dell'area produttiva delle "Bassette".

    Naturalmente il nostro suggerimento non è semplicemente quello di "ascoltare", ma anche quello di "valutare" e "cercare di comprendere" e dunque di confrontarsi "seriamente" col disagio manifestato, per quella scelta, dai nostri imprenditori.

    Potrà sembrare che quello dei Repubblicani sia un approccio timido. Ovviamente non è così. Al contrario il nostro è un atteggiamento basato sul grande senso di misura e di responsabilità che una forza politica "seria" ha l'obbligo di tenere di fronte ad un tema come questo.

    Il rischio, infatti, è alto, in dibattiti di questa natura, e difficile è individuare una strada responsabile di governo in una materia che per sua natura è molto delicata.

    Noi non siamo, infatti, tra quelli che intendono alimentare l'atmosfera – sempre dietro l'angolo – di "scontro tra civiltà", né, d'altra parte, intendiamo sottovalutare i problemi di impatto sociale che la realizzazione di una moschea o di un centro di cultura islamica pone ad ogni comunità.

    Seguendo la prima strada, infatti, si perseguirebbe un disegno di "irresponsabilità" il cui esito sarebbe disastroso, cosa sulla quale dovrebbero riflettere (o avrebbero dovuto riflettere) quei partiti – come AN e FI – che si sono schierati dalla parte della richiesta di un "referendum".

    Seguendo la seconda strada, quella della sottovalutazione e, dunque, di un dibattito in sordina, si darebbe il segno di una incapacità di governare i fenomeni complessi che caratterizzano la società di oggi.

    L'unica via che deve essere seguita è quella della trasparenza e della chiarezza dei propositi.

    Come parte fondamentale della "cultura laica" di Ravenna, non possiamo non affermare che, in linea di principio, ad ogni componente della nostra comunità, italiano o straniero, deve essere garantita la "libertà di culto".

    Dire questo, nell'attuale contingenza, di fronte ad un insediamento come quello prospettato non è, però, sufficiente.

    Non si possono, infatti, chiudere gli occhi di fronte a quanto è successo in altre città sul rapporto tra certo estremismo islamico ed i luoghi di aggregazione come le moschee ed i centri di cultura, né si può sottacere il fatto che ci sono organizzazioni di quel mondo, come l'UCOII, che su questioni come il terrorismo hanno fino ad ora tenuto posizioni gravemente ambigue.

    E siccome è evidente a tutti che non siamo in presenza di un "semplice" problema edilizio ed urbanistico, il dibattito deve chiarire che ogni scelta in merito deve essere assunta dopo che si è accertato chi realizza l'insediamento, chi lo finanzia e come lo finanzia e se vi è la disponibilità a sottoscrivere una "carta di valori" che parli di diritti ma anche di doveri.

    In questo modo, a nostro giudizio, noi daremmo un contributo serio anche alla più complessiva politica di integrazione che è un obiettivo che ogni comunità deve necessariamente porsi.

    tratto da http://www.pri.it/9%20Ottobre%202007...heaRavenna.htm

 

 
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