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  1. #571
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 20 agosto 2005

    Un torneo ciclistico per ricordare Ugo La Malfa

    Ravenna - Lo sport ricorda un protagonista della vita politica nazionale legato da grande affetto a Ravenna e alla Romagna. Si svolgerà infatti domani a partire dalle 14,30 il ventisettesimo trofeo ciclistico Ugo La Malfa che conta già più di un centinaio di iscritti provenienti da varie regioni italiane.La “classica” ravennate è promossa sotto l’egida del Coni, della Fci, del Pedale Azzurro - Rinascita e dal Pri, con le varie sezioni presenti sul percorso che toccherà oltre San Michele, Villanova di Ravenna e Godo. Si tratta di una gara ciclistica in linea riservata alla categoria Juniores; tra i promotori i vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi che premierà i partecipanti e ricorderà la figura dell’esponente repubblicano.“Ugo La Malfa - sottolinea Mingozzi - fu uno dei protagonisti della vita politica di Ravenna e della Romagna guidando il partito repubblicano in momenti difficili da cui nacque però l’insieme di sezioni e di passione politica che caratterizza ancora oggi il Pri. È un onore quindi - prosegue il vicesindaco - ricordare tutti gli anni con una delle più tradizionali corse ciclistiche e la sua figura e l’eredità che ci ha lasciato”.Il percorso prevede dieci giri per un totale di 117 chilometri di un circuito che vede la partenza e l’arrivo a San Michele davanti alla sezione del Pri. La manifestazione gode del patrocinio di Comune e Provincia, e vedrà la presenza anche dei massimi esponenti della Federazione ciclistica regionale.

  2. #572
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    Romagna, intervista al segretario del Pri Francesco Nucara/A Ravenna l'Edera dovrà impegnarsi sui capitoli che riguardano il porto e l'ambiente

    E le alleanze saranno decise a gennaio 2006

    Intervista al segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, pubblicata su "Il Resto del Carlino" il 5 settembre 2005.

    E' stata la festa dei repubblicani, ma anche della Ravenna che conta. E l'altra sera c'erano davvero tutti (politici, imprenditori, avvocati e magistrati) al compleanno di Bruno De Modena, da sempre uomo di fiducia di Giorgio La Malfa in Romagna.

    Stavolta però il ricevimento è stato organizzato fuori provincia: nella splendida villa-castello che fu del conte Alberto Rognoni, sulle colline di Calisese, a due passi da Cesena. Pirotecnico il programma della serata: musica, balli e orchestra che ha intonato anche l'inno d'Italia, con tutti i presenti subito sull'attenti. Tra gli ospiti d'onore c'erano il ministro Giorgio La Malfa e il vice ministro Francesco Nucara, si è parlato molto di politica. Così, mentre Giorgio La Malfa "benediceva" laicamente il rientro di Denis Ugolini nel Pri, poco più in là Francesco Nucara, seduto tra Vidmer Mercatali e Giannantonio Mingozzi, ha parlato a lungo della situazione ravennate.

    Vuoi per la tiepida serata estiva, vuoi per la buona cucina, tra repubblicani di centrodestra e di centrosinistra l'atmosfera è sembrata molto più rilassata.

    "E' vero - ha commentato Francesco Nucara - certe incomprensioni del passato sono state superate. Mi sembra che ora ci sia più dialogo, più apertura".

    Tutto risolto, allora, per la disponibilità del simbolo anche per presentarsi con il centrosinistra alle prossime amministrative?

    "No, la questione deve essere ancora decisa. La disponibilità del simbolo è del segretario che, di volta in volta, decide autonomamente se accordarlo".

    E a Ravenna cosa succederà?

    "Se il Pri vuole il simbolo, dovrà caratterizzarsi per delle importanti battaglie sul piano programmatico. Il vicesindaco o qualche assessore mi importano poco, specie in una politica locale che fa del sindaco una sorta di podestà onnipotente".

    Battaglie programmatiche: lei cosa propone?

    "Da viceministro dell'Ambiente, che vede le cose da Roma, credo che il Pri locale debba impegnarsi su due fronti molto importanti, su cui troverebbe il consenso di tanti elettori: il problema della subsidenza e quello dello sviluppo del porto di Ravenna".

    Ha qualche idea per il porto?

    "Tempo fa mi hanno detto che i grossi blocchi di cemento necessari per costruire il Mose a Venezia dovranno partire dal porto di Cagliari. Ho proposto di portarli a Ravenna, ma mi hanno risposto che non ci sono i piazzali necessari. Dobbiamo spingere su infrastrutture e logistica: il porto di Ravenna ha le potenzialità per diventare quello che era il porto di Trieste per l'Europa del Novecento".

    Nello stesso giorno si voterà per politiche e amministrative. Eventualmente le creerà qualche problema schierarsi da una parte col centrosinistra e dall'altra col centrodestra?

    "Noi siamo un partito di frontiera. Siamo nel centrodestra, ma potremmo tranquillamente stare anche col centrosinistra. Qualche piccolo problema una situazione del genere me lo creerebbe. Ma credo che il centrodestra, in questo momento, sia più preoccupato dall'Udc che dal Pri".

    Quando si deciderà tutto?

    "A gennaio, se non sbaglio, è previsto un congresso in Romagna. Per quella data, molto probabilmente, ufficializzerò la mia decisione".

  3. #573
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    Terrorismo/Pri: prendere provvedimenti contro imam Bajoumi

    E' necessario avvisarlo che la sua presenza non e' gradita

    La Voce repubblicana sollecita provvedimenti contro l'imam di Bologna, Nabil Bajoumi, accusandolo di aver sostenuto apertamente le ragioni del terrorismo. ''Quando si sostengono apertamente le ragioni del terrorismo, e dei suoi atti piu' efferati, come - afferma la Voce repubblicana - ha fatto seraficamente e convintamente l'imam di Bologna Nabil Bajoumi, in una trasmissione televisiva, i danni che possono pervenire alla nostra comunita' possono essere devastanti. Non si puo' far finta di niente''. ''Vogliamo sperare - prosegue il giornale del Pri - che le attivita' di personaggi come l'imam in questione e di altri individui come lui siano rigidamente e severamente controllate, per sapere se non alle nostre opinioni, ma alle nostre leggi, esse siano conformi''. ''Riteniamo anche necessario - conclude il giornale - avvisare cotale individuo e avvisarlo il prima possibile, che la sua presenza non e' gradita nel nostro paese, buon amico degli Stati Uniti d'America e di Israele''.

    Roma 8 settembre 2005 (ANSA)

  4. #574
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 9 settembre 2005

    Bruciata l’auto a Luigi Sansavini

    FORLI’ - Bruciata l’auto all’ingegner Luigi Sansavini, vicepresidente dell’Amministrazione provinciale, nella notte. La Renault Scenic, parcheggiata in viale Spazzoli non lontano dall’abitazione dell’esponente politico, è stata incendiata da ignoti (per il momento) verso l’una e trenta di notte. E’ stato un ragazzo a dare l’allarme dopo che aveva visto il retro dell’auto completamente avvolto dalle fiamme. In pochi minuti, sono arrivati sul posto i Carabinieri e i Vigili del fuoco che, sono riusciti a estinguere il fuoco, ma il veicolo ha subito gravi danni. E’ un atto doloso, subito denunciato all’autorità, dopo che l’esponente di punta della Giunta guidata da Massimo Bulbi, che svolge fra l’altro il ruolo di assessore al bilancio, si era accorto dell’evento doloso. Sansavini, che ricopre anche l’incarico di segretario della Consociazione forlivese del Pri, ha così commentato l’episodio: “Quando svolgevo l’incarico di sindaco (Civitella di Romagna) ho subito qualche minaccia, ma non pensavo che il mio ruolo suscitasse una reazione così. Stento a credere che l’atto sia compiuto per una qualche oscura ragione politica, tanto meno perchè sono l’unico esponente della Giunta provinciale che vive a Forlì. Conosco l’asprezza della lotta politica, ma dalle nostre parti certi metodi non sono mai comparsi”.Dal canto suo il collega presidente della giunta provinciale ha dichiarato: “Un simile deplorevole gesto, che si auspica possa essere ricondotto ad un casuale atto vandalico, rattrista tutti noi che, con senso di responsabilità istituzionale, stiamo lavorando per l’ulteriore sviluppo e la qualità della vita nel nostro territorio e e intendiamo condannarlo con la massima fermezza. Tale episodio deve essere, altresì, l’occasione per riflettere sul valore essenziale del dialogo sociale e del confronto democratico”.Luigi Sansavini è genero dell’onorevole Angelo Satanassi, in questi giorni, tra l’altro, ricoverato a Cotignola per un piccolo problema di salute, sembra risolto.Sansavini ha nemici? Quelli “interni”, dichiarati, fanno parte della minoranza (maggioranza) del Pri, ma è del tutto improponibile pensare che qualcuno di essi possa non solo compiere, ma pensare un gesto simile. Gelosie professionali? Se tutti gli ingegneri forlivesi si dessero al “fuoco” per concorrenza, la città si ridurrebbe in cenere...e poi la deontologia non funziona così. Gli ambientalisti “ultra” contro gli inceneritori? Sauro Turroni, senatore e segretario della federazione dei Verdi è lapidario: “Un atto barbaro ed estraneo alla cultura ed alle tradizioni politiche delle nostre genti...”. D’accordo. L’incendio dell’auto di Sansavini non deve rimanere comunque impunito.

  5. #575
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    Interpellanza di Mazzotti sullo stato del territorio/A Ravenna preoccupano varie situazioni fra le quali la subsidenza

    Nessun allarmismo, sì alle verifiche

    Il consigliere provinciale del Pri di Ravenna Mauro Mazzotti interpella il presidente della provincia per "Urgente verifica sullo stato delle difese, territoriali, opere e piani di emergenza".

    Il sottoscritto Mauro Mazzotti Consigliere provinciale repubblicano interpella la S.V. in merito alla proposta di promuovere la tempestiva convocazione degli Enti preposti alla difesa ed alla sicurezza del territorio per una verifica delle opere in corso, di eventuali situazioni di particolare pericolosità, dei piani di sicurezza e di emergenza predisposti.

    Premessa

    È nota la natura del territorio ravennate e in particolare della bassa :

    1) piana di origine alluvionale in larga parte a livello del mare e addirittura in vaste zone soggiacente anche di oltre due metri i livelli di massima marea raggiunti più volte nel corso degli ultimi decenni;

    2) movimento di subsidenza in atto che, sia pure notevolmente rallentato e contrastato, ha accumulato nel dopoguerra punte di abbassamento di oltre un metro e trenta;

    3) presenza di fiumi arginati per circa duecento chilometri con stati di piena che dominano di alcuni metri il piano di campagna;

    4) costa in erosione in lunghi tratti dei circa quaranta chilometri di litorale; quote medie dei restanti tratti e delle difese a mare ( banchine ecc…) che non superano i due metri sul medio mare e quindi con quote assolute inferiori al metro sulle massime maree "eccezionali" ormai annualmente ricorrenti;

    5) situazioni di particolare pericolosità (quali difese a mare di Foce Bevano, alveo di Montone e di Ronco, Senio…) ripetutamente segnalate dagli enti competenti;

    6) presenza di una fitta rete di canali di scolo (circa duemila chilometri nell'intera provincia, di cui numerosi arginati con livelli di piena localmente dominanti);

    7) territorio presidiato da una ventina di idrovore (il solo comune di Ravenna è per oltre due terzi soggetto a sollevamento meccanico, come larga parte del cervese e della bassa lughese) numerose frazioni urbane e vasta parte della periferia cittadina e della città comprese;

    8) territori montani e di collina di natura particolarmente soggetta a fenomeni di frana e di erosione.

    Non è intenzione del sottoscritto alimentare stupidi allarmismi sull'onda delle emozioni suscitate dalle catastrofi abbattutesi sulle coste americane e in estremo oriente, poiché pur nelle superficiali analogie dei fenomeni e della natura dei luoghi è ben chiaro, fortunatamente, il diverso ordine di grandezza e il differente livello di pericolosità per le persone; non di meno appare del tutto motivato porsi l'obbiettivo di una urgente verifica che con la presente interpellanza si intende promuovere, conoscendo per esperienza amministrativa e professionale l'attenzione e l'impegno di tutte le Amministrazioni coinvolte sulle problematiche evocate.

    Mauro Mazzotti capogruppo provinciale Pri

    P.S. Stante l'urgenza della iniziativa auspicata in relazione al periodo stagionale, assicuro che eventuali provvedimenti assunti anche in attesa della discussione della presente interpellanza sono dal sottoscritto intesi nel senso positivo di una maggiore attenzione e sensibilità ai problemi sollevati.

  6. #576
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    Interpellanza di Mazzotti sullo stato del territorio/A Ravenna preoccupano varie situazioni fra le quali la subsidenza

    Nessun allarmismo, sì alle verifiche

    Il consigliere provinciale del Pri di Ravenna Mauro Mazzotti interpella il presidente della provincia per "Urgente verifica sullo stato delle difese, territoriali, opere e piani di emergenza".

    Il sottoscritto Mauro Mazzotti Consigliere provinciale repubblicano interpella la S.V. in merito alla proposta di promuovere la tempestiva convocazione degli Enti preposti alla difesa ed alla sicurezza del territorio per una verifica delle opere in corso, di eventuali situazioni di particolare pericolosità, dei piani di sicurezza e di emergenza predisposti.

    Premessa

    È nota la natura del territorio ravennate e in particolare della bassa :

    1) piana di origine alluvionale in larga parte a livello del mare e addirittura in vaste zone soggiacente anche di oltre due metri i livelli di massima marea raggiunti più volte nel corso degli ultimi decenni;

    2) movimento di subsidenza in atto che, sia pure notevolmente rallentato e contrastato, ha accumulato nel dopoguerra punte di abbassamento di oltre un metro e trenta;

    3) presenza di fiumi arginati per circa duecento chilometri con stati di piena che dominano di alcuni metri il piano di campagna;

    4) costa in erosione in lunghi tratti dei circa quaranta chilometri di litorale; quote medie dei restanti tratti e delle difese a mare ( banchine ecc…) che non superano i due metri sul medio mare e quindi con quote assolute inferiori al metro sulle massime maree "eccezionali" ormai annualmente ricorrenti;

    5) situazioni di particolare pericolosità (quali difese a mare di Foce Bevano, alveo di Montone e di Ronco, Senio…) ripetutamente segnalate dagli enti competenti;

    6) presenza di una fitta rete di canali di scolo (circa duemila chilometri nell'intera provincia, di cui numerosi arginati con livelli di piena localmente dominanti);

    7) territorio presidiato da una ventina di idrovore (il solo comune di Ravenna è per oltre due terzi soggetto a sollevamento meccanico, come larga parte del cervese e della bassa lughese) numerose frazioni urbane e vasta parte della periferia cittadina e della città comprese;

    8) territori montani e di collina di natura particolarmente soggetta a fenomeni di frana e di erosione.

    Non è intenzione del sottoscritto alimentare stupidi allarmismi sull'onda delle emozioni suscitate dalle catastrofi abbattutesi sulle coste americane e in estremo oriente, poiché pur nelle superficiali analogie dei fenomeni e della natura dei luoghi è ben chiaro, fortunatamente, il diverso ordine di grandezza e il differente livello di pericolosità per le persone; non di meno appare del tutto motivato porsi l'obbiettivo di una urgente verifica che con la presente interpellanza si intende promuovere, conoscendo per esperienza amministrativa e professionale l'attenzione e l'impegno di tutte le Amministrazioni coinvolte sulle problematiche evocate.

    Mauro Mazzotti capogruppo provinciale Pri

    P.S. Stante l'urgenza della iniziativa auspicata in relazione al periodo stagionale, assicuro che eventuali provvedimenti assunti anche in attesa della discussione della presente interpellanza sono dal sottoscritto intesi nel senso positivo di una maggiore attenzione e sensibilità ai problemi sollevati.
    [mid]http://pinoulivi.com/midi/farfallina.mid[/mid]

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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 17 settembre 2005

    Paura di nuovi palazzi

    CESENATICO - Cinque partiti cittadini hanno un timore: che il Comune, per acquisire aree verdi in centro storico, consenta in futuro la realizzazione di palazzine altrove. Dal fronte della protesta “trasversale” (repubblicani da una parte e il gruppo di Alternativa di sinistra dall’altra) arriva un no secco a ipotesi di questo genere. I nove edifici individuati dalla Variante urbanistica come “incongrui”, giacché non rispecchierebbero la tipologia di case presenti nel centro storico, mettono in allarme i residenti, che rischiano di vedersi deprezzato l’appartamento. Tra questi il “palazzo dei Telefoni” (zona Conserve), andava comprato dal Comune. I materiali edili per rifinire i fabbricati che s’affacciano sul porto sono introvabili e non rispecchiano la realtà storica dei luoghi. La nuova disciplina prevista per le aggiunte edilizie - eseguite ai fabbricati principali nel corso degli anni (superfetazioni) - creerebbero disparità di trattamento tra i proprietari. Con il nuovo cavalcavia di Ponente occorre porre più attenzione alla viabilità. Sono le osservazioni del Pri, che chiede una correzione di rotta sulla variante urbanistica del Centro storico, approvata in Consiglio a maggio, dopo essere stata oggetto di presentazione pubblica a dicembre. “C’era necessità di realizzare la variante del Centro storico, l’ultima era del 1981. Con quella si bloccò ogni modifica - dichiara il capogruppo Primo Sasselli - Resta da capire in che modo si realizzeranno i Piani unitari pubblici di recupero di due aree private: le ‘Serre Bonoli’, in zona stazione a Ponente, e la legnaia di via Marconi a Levante. Qui la previsione è per aree verdi e parcheggi. Per ottenere ciò, quale sarà contropartita da dare ai proprietari? Lo stesso vale per il Palazzo dei Telefoni. Vista la zona dov’è situato, il Comune, che ha subito per anni quell’obbrobrio, avrebbe dovuto trattare l’acquisto con la Sip, piuttosto di farlo fare a una cordata di privati”. Gli altri esponenti del Partito Repubblicano Italiano Giancarlo Andrini, Mauro Gasperini, Bruna Righi, indicano quelle che considerano le cose che non vanno nella Variante. Quest’ultima boccia l’ipotesi di non permettere di elevare la soglia dei fabbricati, considerato che il porto è soggetto a esondazioni. Mauro Gasperini, interviene sulla necessità di una maggiore trasparenza e sulle possibili disparità di trattamento, nel giudizio delle aggiunte e delle modifiche apportate agli edifici nel corso degli anni.

  8. #578
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Faenza: convegno dedicato alla censura nell'Ottocento

    Il presidente del Pri Giorgio La Malfa terrà sabato 24 settembre, a Faenza, una prolusione al Convegno di studi su "Potere e circolazione delle idee: stampa, accademie e censura nel risorgimento italiano 1814 –1861". Il convegno che si tiene nell'anno del bicentenario di Mazzini trae origine dalla ricerca, prima ed unica in Italia, che l'Accademia degli Incamminati ha commissionato sull'attività della censura nei singoli stati preunitari. La giornata inaugurale, dedicata alla stampa e alle accademie, nonché alla pubblicistica di Giuseppe Mazzini, consente di cogliere il formarsi – pur nei regimi assoluti del tempo - di un'opinione liberale democratica e patriottica della quale si è alimentata l'azione risorgimentale fino all'unità d'Italia. Nella seconda giornata docenti e ricercatori illustreranno il risultato della lunga indagine svolta sulla censura nello Stato preunitario: documentazione fondamentale per una definitiva valutazione storica relativa all'esercizio del potere e alla circolazione delle idee fra il 1814 ed il 1861, nella cruciale età del Risorgimento italiano.

    Il convegno si svolgerà, sotto l'altro patronato del Presidente della Repubblica, nel Teatro comunale di Faenza il 24 ed il 25 settembre. Ad esso parteciperanno molti dei principali studiosi del pensiero e della storia del Risorgimento. Fra gli altri, Salvo Mastellone – che sarà insignito del riconoscimento accademico "Vincastro d'Argento, premio ad una vita" - Zeffiro Ciufoletti, Arturo Colombo, Franco della Peruta, Roberto Balzani, Natale Graziani (presidente dell'Accademia degli Incamminati), Sauro Mattarelli.

    Fra le autorità, si prevede la presenza del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani.

  9. #579
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    Predefinito tratto da LA VOCE REPUBBLICANA 28 settembre 2005

    Chi sostiene Romano Prodi si pone fuori dal Partito

    Franco Mancini di Cesena ha inviato al direttore della “Voce Repubblicana”, Segretario del Partito, la seguente lettera sulle primarie del centrosinistra.

    ”Alcuni amici mi chiedono di aderire all'iniziativa delle primarie del 16 ottobre, mi chiedono di condividere con loro la partecipazione attiva per sostenere la candidatura di Prodi. Ho chiesto se questa partecipazione attiva non contrasti con la linea attuale del Partito. Mi dicono che c'e assoluta liberta' d decidere come si vuole perche', inoltre, si tratta solo di primarie e non di elezini ufficiali.
    A me sembra un po' strano questo modo di fare. Non capisco dove vada a parare. Non a dare una idea chiara di quale sia la nostra politica oggi e neppure della nostra collocazione. E' vero che possiamo fare come si vuole ? Se e' cosi', chi ci capisce piu' qualcosa ? E perche' la gente dovrebbe essere nel Pri, se poi si puo' fare e il suo contrario contestualmente ? Chi si deve seguire, chi si deve votare ? Gli amici che mi chiedono di sostenere Prodi pensano anche che se siamo un buon numero di Repubblicani a farlo possiamo aiutare l'amico Gallina ad avere una buona candidatura con il centrosinistra. In fin dei conti Gallina e' un Repubblicano, quindi se e' utile averlo in Parlamento, facciamolo. Pero', confesso: capisco sempre meno e non so dove andremo a finire come Partito.”


    Questa la risposta di Francesco Nucara

    ”La risposta e' semplice: chi sostiene Prodi alle primarie dell'Unione e' fuori dal Partito Repubblicano Italiano”

  10. #580
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 30 settembre 2005

    SICUREZZA STRADALE, LUCCHI (PRI): "PRIORITA' PER LA PROVINCIA"

    (Sesto Potere) - Forlì - 29 settembre 2005 - Giovanni Lucchi (capogruppo Pri) ha presentato oggi in consiglio provinciale una interrogazione sul tema dell’ intersezione fra la strada Cervese (in area Cesenate) e la via Carlona a Montaletto di Cervia , teatro (nel mese di agosto) di un cruento incidente stradale, del quale lui stesso è stato testimone.
    “Ci sono stati incidenti mortali”, ha riferito a Lucchi il comandante della Municipale che da parte sua auspicava l’adozione di misure minime come limitatore di velocità e lampade lampeggianti.
    L'esponente repubblicano chiede alla giunta di intervenire.
    Maurizio Castagnoli (assessore alla Viabilità) ha risposto “La strada Cervese è attraversata da automezzi che viaggiano spesso a velocità folli e quindi molto pericolosi. Nel punto dell’incrocio per chi proviene da Villalta , a margine, è stata costruita una casa, che ha quindi occupato lo spazio materiale per allargare la carreggiata e rendere più sicuro il percorso. Meglio sarebbe stato intervenire sulla carreggiata... ma come si può fare adesso? Mica possiamo radere al suolo una casa! Quanto all’adozione delle misure di sicurezza come limitatori di velocità e lampade lampeggianti sono senz’altro strumenti di più facile attuazione. E devo dire che come amministrazione provinciale già stiamo provvedendo collocandone all’inizio di centri abitati e borgate di tutta la provincia che si raggiungono al termine di percorsi pericolosi e attraversati da automezzi che viaggiano ad eccessiva velocità” .
    Quanto alla strada che incamera l’ intersezione fra la strada Cervese (in area Cesenate) e la via Carlona a Montaletto di Cervia l’assessore alla Viabilità Castagnoli ha assicurato che saranno sistemati in loco lampeggianti , limitatori di velocità e sarà irrobustita anche la presenza di forze dell’ordine. (Sesto Potere)

 

 
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