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Discussione: Erika e Samuele

  1. #11
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    Predefinito Re: Re: Re: Erika e Samuele

    [QUOTE]Originally posted by gdr
    [B]Originally posted by serpilla.ro

    C'e del giusto nella tua analisi, d'altronde i grandi miti della tragedia si riducono al parricidio/matricidio o all'assassinio dei propri figli, pensa a Edipo, Amleto, Enrico VIII.


    Tutti parricidi, appunto!



    Forse dovresti rivederti il mito di Medea.................................

  2. #12
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Erika e Samuele

    [QUOTE]Originally posted by bolivar
    [B]
    Originally posted by gdr
    Originally posted by serpilla.ro

    C'e del giusto nella tua analisi, d'altronde i grandi miti della tragedia si riducono al parricidio/matricidio o all'assassinio dei propri figli, pensa a Edipo, Amleto, Enrico VIII.


    Tutti parricidi, appunto!



    Forse dovresti rivederti il mito di Medea.................................
    Sì, hai ragione, ma Medea non era stata citata. E comunque c'è una certa comprensione per lei, almeno mi sembra, in Euripide, che non ritroviamo nei confronti dei parricidi. Solo Oreste alla fine ne esce vittorioso, ma era, tutto sommato un "delitto d'onore", perfettamente funzionale alla "legge del padre". Per esempio, Edipo viene punito nonstante fosse completamente all'oscuro di aver ucciso suo padre e sposato sua madre. Nei "Fratelli Karamazov", Dimitri accetta la Siberia e Ivan la pazzia, pur essendo entrmbi innocenti (l'assassino è Smerdiakov) solo perchè ci hanno pensato, al parricidio. E' un fatto che, sempre, in tutte le epoche e in tutte le culture, il parricidio è stato visto come molto più grave dell'infanticidio.

  3. #13
    Ospite

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    E se fosse "solo" una donna?
    Un veccio slotgans femminista recitava "Né putane né madonne solo donne".
    Beh, ecco, ciò ce più mi inorridisce di stutta 'sta faccenda è la retorica sulla madre: gande contenitrice del TUTTO: pacificatrice sociale, punto di ammortizazione degli attriti, delle angosce esistenziali, dei terrori ancestrali.
    Lei lì para tutti i colpi Racchiude in sé il tutto l'umanità interaq con il suo bagaglio infinito di dolori e pietà.
    E se invece fosse solo una donna? Con le sue di angosce che un lido mondo tranquillo, più nevrotizzante di una grande, caotica città, non riesce a sopire?
    I suoi dubbi le sue incertezze la sua solitudine che nessn simulacro affettivo (di fronte alla vita siamo sempre soli) riesce a risolvere e a superare?
    Ma perché ad una ragazza di appena rent'anni si deve scaricare un peso tanto sproositato rispetto alle sue forze?
    Tutto cambia, tutto trasmuta: ruoli, spettative, tipi di coppie (non esiste più d fato a famiglia come a si concepiva solo venti ani fa) e si pretende ancora che un solo ruolo sia immutabile, senza debolezza, sennza trasalmenti e follie: quello della Madre!
    Assurda tutta la retorica, la carica di pathos, l'analisi spietata d una PERSONA che, nel caso è "anche" ua madre.
    A me fa tanta, infinita pena.

  4. #14
    spacca
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Bianca Sacher
    E se fosse "solo" una donna?
    Un veccio slotgans femminista recitava "Né putane né madonne solo donne".
    Beh, ecco, ciò ce più mi inorridisce di stutta 'sta faccenda è la retorica sulla madre: gande contenitrice del TUTTO: pacificatrice sociale, punto di ammortizazione degli attriti, delle angosce esistenziali, dei terrori ancestrali.
    Lei lì para tutti i colpi Racchiude in sé il tutto l'umanità interaq con il suo bagaglio infinito di dolori e pietà.
    E se invece fosse solo una donna? Con le sue di angosce che un lido mondo tranquillo, più nevrotizzante di una grande, caotica città, non riesce a sopire?
    I suoi dubbi le sue incertezze la sua solitudine che nessn simulacro affettivo (di fronte alla vita siamo sempre soli) riesce a risolvere e a superare?
    Ma perché ad una ragazza di appena rent'anni si deve scaricare un peso tanto sproositato rispetto alle sue forze?
    Tutto cambia, tutto trasmuta: ruoli, spettative, tipi di coppie (non esiste più d fato a famiglia come a si concepiva solo venti ani fa) e si pretende ancora che un solo ruolo sia immutabile, senza debolezza, sennza trasalmenti e follie: quello della Madre!
    Assurda tutta la retorica, la carica di pathos, l'analisi spietata d una PERSONA che, nel caso è "anche" ua madre.
    A me fa tanta, infinita pena.
    Se davvero è stata lei anche a me fa una grande pena, non potrebbe essere diversamente, ma quello che mi chiedo è perchè la stessa pena non si provi per Erika; anche lei, almeno secondo me, è stata spinta prima di tutto da una lucida follia, però la si considera soltanto una perfida assassina, mentre per il genitore che uccide il proprio figlio il discorso cambia totalmente.
    Per il resto sono totalmente d'accordo con te, Bianca, sono davvero troppe le responsabilità che deve assumersi una donna, e troppo spesso non è assolutamente supportata da una figura maschile che sia all'altezza delle attenzioni che richiede 'il tirare su una famiglia' oggi.

  5. #15
    serpilla
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    Predefinito

    Originally posted by Bianca Sacher
    E se fosse "solo" una donna?
    Un veccio slotgans femminista recitava "Né putane né madonne solo donne".
    Beh, ecco, ciò ce più mi inorridisce di stutta 'sta faccenda è la retorica sulla madre: gande contenitrice del TUTTO: pacificatrice sociale, punto di ammortizazione degli attriti, delle angosce esistenziali, dei terrori ancestrali.
    Lei lì para tutti i colpi Racchiude in sé il tutto l'umanità interaq con il suo bagaglio infinito di dolori e pietà.
    E se invece fosse solo una donna? Con le sue di angosce che un lido mondo tranquillo, più nevrotizzante di una grande, caotica città, non riesce a sopire?
    I suoi dubbi le sue incertezze la sua solitudine che nessn simulacro affettivo (di fronte alla vita siamo sempre soli) riesce a risolvere e a superare?
    Ma perché ad una ragazza di appena rent'anni si deve scaricare un peso tanto sproositato rispetto alle sue forze?
    Tutto cambia, tutto trasmuta: ruoli, spettative, tipi di coppie (non esiste più d fato a famiglia come a si concepiva solo venti ani fa) e si pretende ancora che un solo ruolo sia immutabile, senza debolezza, sennza trasalmenti e follie: quello della Madre!
    Assurda tutta la retorica, la carica di pathos, l'analisi spietata d una PERSONA che, nel caso è "anche" ua madre.
    A me fa tanta, infinita pena.
    Condivido e sottoscrivo, grazie Bianca

  6. #16
    Ospite

    Predefinito

    Intanto mi scuso con tutti per gli errori di battitura. Scrivo da postazioni Internet a noleggio e a Roma a via Cavour sono molto "usate" per cui c'è qualche problema alle tastiere.
    Beh si Spacca è vero. A me Erika non suscita la stessa pietà, forse proprio perché ha ucciso una madre, quella figura che ho descritto prima.
    E poi perché il carico di aspettative, di esigenze e di pretese che gravava sulle sue spalle era infinitamente minore.
    Mi viene sempre in mente che dovere del figlio può (anzi spesso dovrebbe essere quello di abbandonare prima possibile la casa materna e/o paterna se la sua vita lì diventa intollerabile.
    Una madre questo non può farlo quando mille vincoli e doveri le sono più o meno consapevolmente imposti.
    La pietà va bene ma ciò non toglie che esista il cinismo con il quale tutti, dobbiamo prima o poi fare i conti.

  7. #17
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Bianca Sacher
    Intanto mi scuso con tutti per gli errori di battitura. Scrivo da postazioni Internet a noleggio e a Roma a via Cavour sono molto "usate" per cui c'è qualche problema alle tastiere.
    Beh si Spacca è vero. A me Erika non suscita la stessa pietà, forse proprio perché ha ucciso una madre, quella figura che ho descritto prima.
    E poi perché il carico di aspettative, di esigenze e di pretese che gravava sulle sue spalle era infinitamente minore.


    Non esserne troppo sicura, Bianca: ho visto ragazzine anoressiche, disturbate mentalmente, autolesioniste, morte dentro, proprio per un eccesso di aspettative che gravava su di loro da parte dei genitori (molto spesso la madre)



    Mi viene sempre in mente che dovere del figlio può (anzi spesso dovrebbe essere quello di abbandonare prima possibile la casa materna e/o paterna se la sua vita lì diventa intollerabile.

    Dove può andare una ragazzina di sedici anni, ancora minorenne, soprattutto se trattata sempre come una "minus habens"?

    Una madre questo non può farlo quando mille vincoli e doveri le sono più o meno consapevolmente imposti.

    Una madre ha messo al mondo un figlio consapevolmente; un figlio non ha chiesto di venire al mondo.


    La pietà va bene ma ciò non toglie che esista il cinismo con il quale tutti, dobbiamo prima o poi fare i conti.

    Non ho scritto a caso "ragazzine" e non "ragazzi": molto spesso queste smanie perfezionistiche e frustrazioni materne trovano il loro bersaglio preferito nelle figlie femmine


  8. #18
    olivia
    Ospite

    Predefinito per gdr

    Originally posted by gdr
    condivido tutto quello che hai scritto....credo che sarebbe veramente necessaria una rivoluzione culturale che metta al centro dell'attenzione l'infanzia...i bambini ...i ragazzini...che sono in assoluto i soggetti più deboli e indifesi in balia delle nostre manie di adulti incompiuti,sui quali scarichiamo le nostre frustrazioni, sui quali ricadono invariabilmente i nostri problemi irrisolti ,uomini e donne...
    credo che abbia ragione il grande Bruno bettheleim quando dice che intorno alla culla di un neonato si agitano fantasmi...positivi o negativi...a seconda della storia personale dei genitori ...del nostro equilibrio emotivo...
    sappiamo amare veramente i nostri bambini?se saper amare vuol dire accettare una creatura come è,con le sue peculiari caratteristiche....mah credo che pochi lo sanno fare...se vuol dire ascoltarli ,rispettarli,comunicare,comprendere in modo empatico...mah non so chi si salva...
    più spesso questi poveri bamboccetti ben vestiti e spessoipernutriti,tecnologizzati e anglofoni dalla più tenera età...secondo i desideri di mamma e papà... vengono caricati di aspettative...a scuola ,nello sport ...
    spesso non a parole anzi...gli dò la massima libertà oh sì.. può scegliere quel che vuole... richieste non verbali ma non meno pressanti.... perchè nella testa di noi genitori troppo spesso c'è solo un futuro di successo sociale per i nostri figli....
    credo che tanti drammi(direi tutti) che si consumano più o meno silenziosamente all'interno delle nostre,molto apparentemente felici,famigliole abbiano un denominatore comune:la mancanza di amore...e se a questo aggiungete l'ipocrisia delle apparenze e delle belle facciate,si capisce come poi si arrivi ai drammi da prima pagina...se solo le persone parlassero delle loro difficoltà,chiedessero aiuto...
    grazie per l'attenzione


  9. #19
    Claude74
    Ospite

    Predefinito

    Io ricordo con terrore la mia infanzia, sì, con terrore. Ma ora sono adulto, o quasi, e non ho più diritto ad avere paura. Questo vuol dire che ho il dovere di dimenticarla....ricordo la solitudine immensa, ed i fantasmi dell'oscurità, ed ora, dopo anni, sono davvero solo, ma è una solitudine giusta.....bisogna amare i propri figli, altrimenti impareranno precocemente o ad odiare, o ad odiarsi.

  10. #20
    olivia
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Claude74
    Io ricordo con terrore la mia infanzia, sì, con terrore. Ma ora sono adulto, o quasi, e non ho più diritto ad avere paura. Questo vuol dire che ho il dovere di dimenticarla....ricordo la solitudine immensa, ed i fantasmi dell'oscurità, ed ora, dopo anni, sono davvero solo, ma è una solitudine giusta.....bisogna amare i propri figli, altrimenti impareranno precocemente o ad odiare, o ad odiarsi.
    ______________________________________________
    caro claude...anche noi adulti abbiamo diritto ad avere paura...non credi?
    non hai il dovere di dimenticare quella paura ...anzi...se sapessimo ricordare il bambino impaurito e solo,in balia degli adulti onnipotenti,che è in noi,allora arrriveremmo forse alla vera empatia con i nostri simili...non dimenticarla ...la tua paura perchè ti aiuterà a comprendere i tuoi figli.

    La nostra infanzia di solitudine e paura tende sempre ad inquinare i nostri rapporti attuali...guardala da vicino ...affrontala... elaborala...altrimenti quei fantasmi si presenteranno puntuali...
    non basta dire razionalmente che bisogna amare i figli...a volte si è incapaci proprio per il disamore patito nell'infanzia...
    un saluto affettuoso

 

 
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