Da Forcolandia alla Rai un governo semiserio
La politica come scherzo, come una collana di scherzi e di nonsense. A Sanremo al termine dello scherzo di Giuliano Ferrara e di Benigni, delle divagazioni fra il pisello di Baudo e la Madonna dantesca, un alto dirigente della Rai, il dottor Saccà ha dichiarato: «Sono un socialista figlio di un socialista e ho votato per Forza Italia con tutti i miei familiari».
Bravo! Bene! come ghignava Petrolini nel suo Nerone. Che bello scherzo! Un socialista doc vota con i familiari per il partito di Berlusconi che sta picconando lo Statuto dei lavoratori voluto dai socialisti, con quell´articolo 18 che è un pilastro dello stato sociale contro i licenziamenti facili. Del resto Saccà non è un´eccezione, molti socialisti figli di socialisti hanno votato per il "presidente operaio" e "di sinistra" che guida la restaurazione della destra e del neofascismo. È tempo di scherzi. Il premier laburista Tony Blair non è di fatto la guida della destra europea legata mani e piedi alla restaurazione mondiale del presidente George W. Bush? È la flessibilità in uscita dei licenziati. Il presidente operaio e i socialisti flessibili hanno sposato un neoliberismo alla Thatcher che si segnala per un meritorio rifiuto dei lacci e laccioli della coerenza. Per esempio, il presidente operaio, che è un convinto europeista e uomo di mondo, incontra tutti i lunedì sera, invece che la moglie, il senatore Bossi per cui l´Europa è una «forcolandia» gestita da nazisti e stalinisti. Ma scherza, si capisce, il presidente: lo ha spiegato al cancelliere Schröder, che è un tedesco poco abituato a queste finezze. Non si preoccupi - gli ha detto - è tutto uno scherzo, sa, ogni tanto riprendiamo la tradizione dei giri di valzer, siamo europeisti a Bruxelles ma anti-europeisti in Brianza perché siamo furbi e ci piacciono gli scherzi. Uno degli scherzi più recenti è che nella Repubblica fondata sulla Resistenza, dalla Versilia alla Sicilia, dal Triveneto al Tavoliere delle Puglie, è tutta una festosa rimozione di lapidi, di monumenti, di vie e di piazze intestate ai partigiani sostituite da nostalgie per il Duce e per Salò. A Trieste, l´ex podestà di Salò voleva presiedere le cerimonie alla risiera di San Sabba, in memoria dei concittadini "passati per il camino" ma lo scherzo è sembrato davvero troppo pesante. Si scherza di qua e di là dell´Atlantico. La più grande società di certificazioni finanziarie, la Andersen, non si è accorta che la Enron era sull´orlo di un fallimento che ha devastato il mercato mondiale e per rendere perfetto lo scherzo distruggeva le prove del colossale inganno. Ma in fatto di scherzi il governo che piace al socialista Saccà non teme confronti. Il ministro del Tesoro Tremonti ne ha fatti alcuni da lasciare a bocca aperta.
Con la legge sul rientro dei capitali ha fatto - come ha osservato l´ex ministro Cirino Pomicino, che è uno che se ne intende - il più grande dei regali alla malavita organizzata che dispone di tutte le false testimonianze che le occorrono. Un riciclo di migliaia di miliardi che ha già avuto degli «effetti collaterali» come li chiamano i farmaceutici, nel mercato immobiliare. Difficile capire di questi tempi dove finisce lo scherzo e dove continua la presa in giro, che senso abbia una politica estera del "voglio e non posso", con il cavaliere che arriva a Gedda nei palazzi dei custodi della Mecca e della religione islamica dal nostro definita «medioevale, da pastori nomadi di millequattrocento anni fa», ma era anche quello uno scherzo del dico e disdico. È anche uno scherzo, si intende, la nostra partecipazione al piano di pace per la Palestina proposto dall´Arabia Saudita: nessuno ha bisogno della nostra mediazione, visto che non abbiamo né i soldi né la forza militare senza i quali i piani restano carta straccia. Lo scherzo autopromozionale di Giuliano Ferrara e le divagazioni fra il pisello di Baudo e la Madonna di Benigni hanno appassionato gli italiani, in una ventina di milioni hanno partecipato con civile compiacimento al pappa e ciccia organizzato dal dottor Saccà, socialista doc, con deferenti ma ironici saluti e auguri a tutti i presidenti. Ma che altro dovrebbero fare gli italiani? La politica non è tutto uno scherzo? Il Parlamento non voterà una legge in cui si dice, per scherzo, che «la mera proprietà» di tre televisioni e del novanta per cento degli introiti pubblicitari televisivi non fa parte del conflitto di interessi? I parlamentari della Regione Sicilia, sessantuno su sessantuno forzisti, si riuniscono dopo ferie natalizie che quasi si congiungono con quelle pasquali e subito votano, sotto la guida di un presidente alla Saccà, socialista, berlusconiano, una legge che consentirà la cementificazione privata a spesa pubblica di tutte le coste e già si prepara la spartizione con i mafiosi delle migliaia di miliardi che l´Europa ci verserà per la lotta al sottosviluppo; gli scherzi continuano, il ministro delle Opere pubbliche ingegner Lunardi, costruttore di trentatré tunnel, gestirà lavori per una valanga di miliardi dopo aver intestato ai figli la «mera proprietà della sua azienda». Che capolavoro di scherzo quel "mera" di Frattini, anche lui socialista in gioventù.




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