Alcuni passaggi di un intervento di Caianiello riportato oggi da Il Foglio.
1) "I magistrati si comportano come un partito : all’epoca dei referendum radicali sulla giustizia il presidente dell’Anm Mario Cicala rivolse un appello a contrastarli duramente, e lo fece alla presenza dello stesso Ciampi. Se non è un partito quello!".
2) "[...]La malattia sta nella colleganza fra giudici e pm,che altera la dialettica processuale [...]
Ricordo cosa succedeva la mattina in Tribunale: si prendeva il caffè insieme, giudicanti, requirenti, pm. C’incontravamo e discutevamo delle cause.
Pensiamo al giudice Palladino che entrava e usciva dalla stanza di Di Pietro a Milano. Cosa succederebbe a un giudice se entrasse e uscisse dall’ufficio di un avvocato? E i famosi bigliettini scambiati fra pm e gip, i casi Ghitti a Milano o La Commare a Palermo? Sono casi isolati?"
3) "Non mi stancherò di rimproverare Berlusconi per non aver appoggiato il referendum radicale sulla separazione delle carriere. C’è una differenza ontologica fra pm e giudice".
4) "Dopo la modifica dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo, la separazione delle carriere è ineludibile. Nel codice di procedura civile è causa di astensione o ricusazione l’essere ‘abituale commensale’ di una delle parti in causa. In campo penale quella norma di salvaguardia invece non c’è".
5) "I giudici sanno che la forza d’urto quando scatenano uno sciopero è rappresentata dai pm. E’ di loro che ha paura il governo. Sono loro che hanno il potere di avviare l’inchiesta giudiziaria.
Un deputato della maggioranza, quando gli chiesi conto della
loro posizione sui referendum radicali, mi disse: ‘Non possiamo appoggiarli, sai quanti avvisi di garanzia quelli tengono nel cassetto?’. Ecco un altro buon argomento per separare definitivamente le carriere".




Rispondi Citando