Josè Bovè assieme a Luca Casarini, Paolo Cento dei Verdi e altri pacifisti europei è stato espulso da Israele per le note manifestazioni a sostegno dei palestinesi e di Arafat e per la pace nella regione.Perchè di "caso" si tratta? Beh perchè Bovè si era accreditato, negli anni scorsi, a leader francese del "locale", della difesa dell'ambiente, dell'orgoglio contadino, dell'identità europea e delle tradizioni minacciate dalle multinazionali del cibo etc...Ora, se c'è una cosa che fa a pugni con il "localismo", di cui Bovè avrebbe dovuto essere il nuovo portavoce, è proprio l'umanitarismo terzomondista e immigrazionista dei no global e dei compagni alla Casarini.Invece di occuparsi dei gravi problemi che attanagliano l'agricoltura francese, Bovè si lancia nell'umanitarismo internazionalista raccattando i peggiori clichè dell'ultrasinistra(anticapitalismo, pauperismo, antiamericanismo a priori, immigrazionismo etc..) vecchio stile, alla '68 x intenderci,e torna così alle origini, a quel sindacalismo filo-marxista da cui proviene e che, represso sotto le mentite spoglie di un identitarismo ecologista, evidentemente non è mai stato rinnegato dal tipo in questione.Se fossi un amante della dietrologia direi che Bovè ha utilizzato il localismo in modo strumentale, come cavallo di troia per veicolare il proprio "credo" noglobalista e neo-marxista.Molto più semplicmente bisogna effettivamente constatare che la crisi attuale del localismo e dell'identitarismo passa anche attraverso l'infiltrazione-a destra come a sinistra, di personaggi senza scrupoli, pronti a cavalcare la moda del momento x scopi del tutto differenti da quelli dichiarati.




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