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  1. #1
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    Predefinito Conflitto insanabile. A meno che.......

    Così Berlusconi sarà il padrone dell'Italia"

    ROMA «Penso che ormai nessuno può battere Berlusconi in faccia tosta». Con il professor Giovanni Sartori parliamo della legge Frattini e delle ultime vicende legate al conflitto di interesse del premier.
    Un conflitto di interessi che si fa internazionale. Il cancelliere tedesco Gehrard Schröder ha dato l'altolà all'intervento di Mediaset per «salvare» televisioni e giornali del gruppo Kirch. «Sarebbe problematico se il premier di un paese amico avesse influenza nel settore dei media tedesco», ha detto il cancelliere tedesco. «Io non c'entro nulla. È dal 1994 che non faccio nemmeno una telefonata al gruppo Mediaset», la risposta di Silvio Berlusconi. Professor Sartori, che ne pensa?

    «Penso che ormai nessuno può battere Berlusconi in faccia tosta. Poverino, lui con Mediaset non c'entra nulla e le operazioni di Mediaset lui le legge sui giornali come me. Poverino. "Facciatostismo" a parte, questa volta il Cavaliere si è accucciato. Invece di denunziare il consueto complotto delle sinistre, questa volta ha preferito fare il finto tonto. Segno che in questo momento ha il fiato grosso».

    Forse il Cancelliere non conosce bene la legge Frattini, quella con cui si pensa di risolvere il conflitto di interessi da noi. Se la conoscesse cambierebbe idea?

    «Non c'è bisogno di conoscere bene la legge Frattini. Anche a conoscerla male, il succo è che si tratta di una legge che consegna l'Italia a un padrone. Questo succo l'hanno capito tutti in tutto il mondo. Finora chi dà mostra di non conoscere la Frattini e di capirla male è soprattutto il nostro capo dello Stato. Insisto: finora. È ancora in tempo per rimediare».

    Ora ci sono proposte per "migliorarla". Quella del presidente del Senato Marcello Pera, che punta a diminuire il conflitto privatizzando la Rai e costringendo Mediaset a vendere una delle sue reti. Sembra che piaccia al Qurinale. Chissà se tranquillizzerebbe Schröder. A lei non piace nemmeno un po'. Ci spiega perché?

    «Non mi piace perché è un ennesimo diversivo per accalappiare gli immancabili gonzi delle sinistra. Se qualcuno abbocca, allora il capo dello Stato ha l'alibi per promulgare la Frattini come una legge concordata con l'opposizione. L'obiezione seria è che un conflitto di interessi non può venire "diminuito" perché il problema non è volumetrico, non è di grandezze. Se c'è per sei reti televisive, sussiste tale e quale per cinque».

    Era stato dato per "miglioramento" anche l'idea di affidare il giudizio su un conflitto all'autorità antitrust. Ma ho letto che il presidente dell'antitrust, Tesauro, dice che la sua Autorità non ha il potere di controllare nulla. Dica la verità: è stato lei a convincerlo?

    «No, sono innocente. Tesauro è una persona seria, di specchiata indipendenza. Chiamato a testimoniare, ha detto la pura e semplice verità».

    Spaziando un po' oltre la politica italiana, dove soffia in giro per il resto del mondo il vento sui conflitti di interesse, i rapporti tra soldi e politica? Com'è che un presidente come George Bush, che non ha mai deluso un suo grande finanziatore, petroliere o siderurgico che sia, si è rassegnato a firmare la per lui così ostica riforme del finanziamento ai partiti? Effetto Enron? Che in America gli umori dell'opinione pubblica contino più che da noi?

    «Certo. In America l'opinione pubblica conta, e conta molto. Conta perché in America non c'è nessun padrone dei media che la manipola e la soffoca. Lo scandalo Enron costringe Bush a fare quello che ha fatto. Lo scandalo nasce dal cosiddetto soft money , dai soldi facili (in politica). Se Bush si fosse opposto alla nuova disciplina del finanziamento della politica, i repubblicani sarebbero stati pesantemente puniti alle imminenti elezioni per il rinnovo parziale del Senato. Bush lo ha capito e ha così subito obbedito all'opinione popolare espressa dal pluralismo dei media. Un pluralismo che da noi è in estinzione, e che non sarà certo ripristinato dai fervorini del presidente Ciampi».

    Ma scusi, in che cosa il caso di Berlusconi è diverso da quello di Murdoch? Murdoch di televisioni ne anche di più. La sua Fox in America ormai batte in ascolti la Cnn, l'insieme delle sue reti raggiunge più telespettatori di chiunque altri in tutta la storia della tv. E in più ha anche i giornali. Fa anche lui politica, anche se indirettamente. In Inghilterra il governo Blair ha in cantiere una legge che toglie i limiti alle concentrazioni radio-televisive, ma inasprisce quelle sulle comproprietà di tv e giornali. Cos'è secondo lei più importante: impedire concentrazioni e monopoli, favorire la concorrenza, o tracciare linee di demarcazione tra attività mediatiche e politica?

    «Murdoch non è in politica, non si è presentato a nessuna elezione, non ha cariche pubbliche, e quindi per lui un conflitto di interessi tra affari privati e potere politico non si pone. Al massimo si potrà imbattere, in futuro, nella vigilanza dell'anti-trust. Ma sia negli Stati uniti come in Inghilterra Murdoch non configura, a tutt'oggi, una situazione di monopolio. Che faccia anche lui politica è vero; ma lo fa da privato, alla stessa stregua di tutti coloro che cercano di influenzare la politica. Murdoch è anche prudente. Le sue sono televisioni commerciali che non si impegnano più di tanto in campagne elettorali o simili. Quando sostiene Berlusconi (come fa, visto che i due sono compagni di merende) usa specialmente i suoi giornali, come il Times di Londra. Quanto alla nuova legislazione inglese, l'idea di Blair è di rafforzare le concentrazioni ma vietare la commistioni. Televisioni più grandi, ma divieto di sinergie tv-stampa. Se si tiene presente che in Inghilterra il governo non può colonizzare il servizio pubblico, e cioè la BBC, allora la formula inglese è accettabile. Ma non si applicherebbe all'Italia, dove i nostri magnati della carta stampata sono ansiosissimi di varcare il confine tra tv e giornali».

    E se il potere di Berlusconi, più ancora che dal possesso delle tv e di giornali nascesse dal fatto che controlla la pubblicità che è la linfa vitale di tv e giornali? Non c'è il rischio di sbagliare bersaglio concentrando l'attenzione sulle tv anziché su Publitalia?

    «Non è che le televisioni siano un bersaglio secondario, ma l'epicentro del potere berlusconiano è indubbiamente Publitalia. Di Publitalia si discute troppo poco. Perché il fatto è che finché Berlusconi controlla la pubblicità di tutti, alla stessa stregua controlla tutti. È anche per questo che privatizzare la Rai non la renderebbe indipendente. Berlusconi continuerebbe a condizionarla con la pubblicità».

    Lei insiste sulla questione della proprietà. Ma se anche il Cavaliere la passasse ai figli o ad amici fidati, il problema non perdurerebbe?

    «Un proprietario ha il potere di assumere e di licenziare. A proposito dello Stato comunista Trotsky diceva: chi non obbedisce non mangia. Per Berlusconi si può parafrasare così: chi mi critica viene licenziato. Troverà un altro lavoro? Nel mondo dei media non sarà facile. Il licenziato Rai non verrebbe certo assunto da Mediaset. La colonizzazione del servizio pubblico avviene così. E il problema non perdurerebbe con l'intestazione dei beni a parenti o a un prestanome, perché una legge seria sul conflitto di interessi la vieterebbe».

    La principale obiezione che le viene rivolta (anche dalle colonne del Corriere della sera, il giornale su cui lei scrive) è, se ho ben capito, che sul conflitto di interessi in astratto lei potrebbe avere anche ragione, ma in pratica non c'è niente da fare perché Berlusconi è stato eletto, ha una maggioranza di ferro, ce lo dobbiamo quindi tenere così com'è, conflitti, intendenza e salmerie. Relax and enjoy, consigliava il famoso manuale dell'esercito americano alle infermiere minacciate di stupro dai nemici. La faccenda sarebbe insomma insolubile. È proprio così?

    «Checché scrivano sul Corriere e altrove le legioni di coloro che sono saltati sul carro del vincitore, il problema non è affatto insolubile. Il Cavaliere deve scegliere tra potere politico e potere mediatico. Un caso Berlusconi sarebbe risolto così in qualsiasi democrazia degna del nome».


    (Banane permettendo)

  2. #2
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......

    Un altro thread invecchiato benissimo.
    ABBBERLUSKONE pochi mesi dopo che fu vaticinata questa profezia, invase la Polonia e tutto si concluse sei anni dopo con noi partigiani che sventolavamo la bandiera di Infosannio sulle macerie fumanti della cancelleria di Arcore...
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
    Ma il Pd è sempre il Pd.
    I AM PD

  3. #3
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......

    Perfetto ...



    Infatti la cosiddetta "Frattini" sta ancora li; intónsa ed in vigore.

  4. #4
    Beneamato Democratico
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......

    Stai dicendo che noi del beneamato partito democratico in 23 anni non abbiamo fatto un cazzo nonostante si sia andati al governo varie volte nel fraddunque?
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
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  5. #5
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......


  6. #6
    Beneamato Democratico
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Non sarà la reincarnazione del suo malefico babbo ma anche se si candidasse e venisse eletto consigliere di quartiere, potremmo aprirci una decina di thread al giorno.

    Di ABBBERLUSKONE non si butta via nulla
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Conflitto insanabile. A meno che.......

    Quando noi beneamati democratici parlavamo di Conflitti Insanabili, ABNBERLUSKONE ci trollava rispondendo con Culone Inchiavabili
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
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