A Milano, da oggi a sabato, si svolge il convegno
"Oswald Spengler: tramonto e metamorfosi dell'Occidente"


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O. Spengler, La rigenerazione del Reich. € . 20,66
La ‘terapia’ proposta da Spengler in una situazione politica dominata da partiti privi del senso dello Stato.

O. Spengler, Prussianesimo e socialismo. € . 12,91
La concezione socialistica sviluppata da Spengler poggia su una tesi fondamentale: la subordinazione degli interessi di ciascuna entità particolare al bene della Totalità nazionale.

O. Spengler, Anni della decisione. € . 25,82
Solo la ‘cesarea’ volontà di uomini capaci di guidare il mondo bianco deciderà nel XXI secolo lo scontro immane tra razze contrapposte.

O. Spengler, Forme della politica mondiale. € . 10,33
Pagine incentrate su questo aforisma di Spengler: "Nella vita dei popoli la politica sta assolutamente al primo posto, l’economia al secondo".

O. Spengler, Per un soldato. € . 10,33
Una scelta organica di aforismi, che riflettono la eccezionale capacità dell’Autore di richiamare idee eclissatesi nella progressione della modernità.

O. Spengler, Albori della storia mondiale. Frammenti del lascito manoscritto.Versione italiana di C. Sandrelli.
Vol. I, € . 20,66
Negli anni successivi al Tramonto dell’Occidente Spengler viene elaborando due ambiziosi progetti teorici di vastissimo respiro e di straordinaria complessità. Il primo consiste in un "libro metafisico", Urfragen; il secondo è un "libro storico" provvisoriamente intitolato Albori della storia mondiale.
Vol. II, € . 15,49
Questo secondo volume di inediti frammenti spengleriani presenta, accanto allo sviluppo di tesi e intuizioni espresse già nella prima parte della raccolta, nuovi tratti di riflessioni attorno ad alcuni dei motivi più caratteristici della speculazione storico-filosofica dell’Autore del Tramonto dell’Occidente.

O. Spengler, Il Tramonto dell'Occidente, Guanda, € 46,48

O. Spengler, L'uomo e la macchina. Settimo Sigillo, , pp. 100 La tecnica e il suo rapporto con l'uomo. € 8,00

O. Spengler, A me stesso. Adelphi, € 6,20

O. Spengler, Scritti e pensieri, Sugarco, € 7,75

Conte D., Catene di civiltà. Esi, Studi su Spengler. € 29,95

D. Conte, Introduzione a Spengler, Laterza, € 9,30


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Gli Scritti politici di Oswald Spengler

Giovanni Damiano, In "Margini" n. 15

Gli Scritti politici di Oswald Spengler, apparsi nel 1933, raccolgono una serie di testi già precedentemente pubblicati (nel 1919 ´Prussianesimo e socialismo', nel 1924 ´La rigenerazione del Reich', ´I doveri politici della gioventù tedesca', ´Forme della politica mondiale') in cui si riassumono le analisi dedicate dall'autore alla crisi della Germania weimariana e alla situazione internazionale. In quest'opera si fa, così, pressante il richiamo dell'attualità politico-concreta e l'urgenza costruttiva di affrontare da un lato gli irrisolti problemi dell'economia e dall'altro di delineare una sorta di "via regia" della politica imperniata sull'ethos prussiano e sulla capacità decisionale dell'uomo di governo. Sono questi i poli intorno cui si condensa l'analisi spengleriana attraverso il tentativo di armonizzare concetti ed esperienze a prima vista irriducibilmente confliggenti: socialismo e prussianesimo, spirito di servizio e libertà decisionale, capitalismo e dominio politico sull'economia.

Nella ´Rigenerazione del Reich' Spengler sottopone a critica demolitrice il parlamentarismo di Weimar, dominato dai partiti visti come i veri artefici della dissoluzione dell'unità statuale, in ciò vicino alle analisi che, nello stesso torno di tempo, andava sviluppando anche Schmitt (ad esempio nel ´Custode della costituzione' Schmitt si sofferma sul "potere indiretto" esercitato dai partiti e sui guasti del pluralismo che tende a dar vita a un sistema "poliarchico" la cui ovvia conseguenza non puù che essere la frantumazione della coesione unitaria dello Stato). Per Spengler il parlamento è ridotto ad essere il luogo della decisione eternamente differita e del libero gioco degli interessi particolari dei partiti costitutivamente portati, quindi, a sacrificare l'interesse generale dello Stato (è significativo sottolineare la lontananza di queste posizioni dalle tesi coeve di Kelsen, tutte centrate sull'essenzialità del parlamento e dei partiti per una corretta procedura democratica). Si spiega, allora, perchè Spengler chiede ´uno straordinario rafforzamento del potere del governo con l'attribuzione di un'ampia responsabilità legislativa ed esecutiva', riducendo così il parlamento alle funzioni meramente consultive e di periodico controllo dell'operato governativo, e la necessità di formare un ceto dirigenziale improntato al pi severo spirito di servizio prussiano e, insieme, capace ´di rapide decisioni personali e intelligenza nel cogliere le situazioni'. In tal modo, facendo perno sulla ´libertà del volere' che porta l'uomo germanico a sottomettersi liberamente al dovere ´svolgendo con disinteresse e impersonalità il suo servizio', è anche possibile conciliare prussianesimo e socialismo, attraverso la sostituzione dell'"Io" con il "Noi" in modo da dar vita a un ´sentire comune del quale ognuno è pervaso in tutto il suo essere. Qui ognuno non sta per sé, ma tutti per tutti, con quella interiore libertà, in un senso grandioso del termine, quello cioé di libertas oboedientiae, libertà nell'ubbidienza, che ha sempre distinto i migliori esemplari allevati dalla stirpe prussiana'. L'autentica comunità, l'"Io nazionale" per dirla con Costamagna, si costruisce proprio a partire dal rispetto e dalla valorizzazione piena dell'individuo nella sua singolarità. E' questa la strada attraverso cui è possibile innalzare l'individuale al sovra-individuale e cioè giungere al socialismo prussiano come sintesi appunto dell'indipendenza personale e della comunità sovra-personale intesa quest'ultima come destino comune e nesso solidaristico intercorrente tra coloro che la "abitano". Per cui lo stesso lavoro ´non è una merce bensì un dovere di fronte alla comunitઠe la proprietà´non è bottino privato' ma ´affidamento da parte della comunità', è un ´bene dato in custodia della cui amministrazione il proprietario risponde di fronte allo Stato'. Lo Stato quindi non solo come forma politica che la comunità si è data ma anche come principio d'autorità che pervade e piega ai sui scopi la vita economica di cui non a caso viene proposta la ´statalizzazione integrale'. In questa visione però Spengler privilegia solo le attività economiche produttive, ossia quelle in grado di fornire beni utili destinati alla comunità, di contro al capitalismo finanziario e speculativo che non solo depaupera lo Stato, asservito com'è a interessi strettamente privatistici, ma ancor pi, data la sua internazionalizzazione, è potente strumento di sradicamento dell'ethos specificatamente tedesco. Per cui se è vero che ´ l'esistenza degli Stati ha un aspetto economico' è fuor di dubbio che ´l'aspetto politico resta sempre determinante' e che l'economia non è altro che uno dei mezzi atti a favorire la potenza dello Stato.

E' quindi lo Stato, e i politici chiamati a guidarlo (dove echeggia, weberianamente, il concetto di "Beruf " ossia di vocazione), il vero leit- motiv dell'opera spengleriana, al di là perfino di un socialismo biologisticamente inteso (non a caso Spengler polemizzerà duramente con il riduzionismo biologistico-razziale proprio del nazionalsocialismo). Lo Stato e non il "volk "è l'elemento decisivo della politica in quanto solo nello Stato la comunità trova una sua forma, intendendo ovviamente lo Stato come principio metagiuridico e non certo equiparandolo, alla Kelsen, con lo stesso ordinamento giuridico. Questa preminenza della statualità avvicina Spengler alle posizioni sostenute e sviluppate nello stesso periodo da Schmitt in Germania e da Costamagna in Italia. Costamagna, altro "difensore" dello Stato, riteneva necessario riporlo al centro del politico al di là delle dissoluzioni liberal-partitiche e marxiste e fondare così una nuova "dottrina dello Stato". Contro le astrazioni tipiche del liberalismo individualistico, del normativismo (il bersaglio polemico è ovviamente Kelsen), del marxismo, lo Stato riacquista ´l'ambito concreto, quale è quello appunto determinato dalla singola comunità nazionale' chiamata infatti a realizzarsi proprio nello Stato; vi è qui una ripresa, in generale, di tutta la polemica contro l'ideale astratto-universalistico: ritornano le parole heideggeriane sull'"essere assieme storico" che, lungi dal rimandare ad un significato universalistico, rinviano ad una comunità determinata e intrascendibile, con la sua storicità particolare e quindi con la sua peculiare tradizione destinate ad incarnarsi nella specifica forma statuale che si sono date.

Di poi emerge in Spengler il risalto dato all'uomo di governo come colui che è il pi lontano da ogni romanticismo politico (di nuovo forte è l'affinità con Schmitt), completamente asservito, com'è, alla durezza della potenza e al dominio delle passioni, "feroce" apologeta del "tempo debito".

In definitiva , questa sommaria e certo insufficiente presentazione degli ´Scritti politici' ci restituisce l'immagine di uno Spengler più legato ai circoli della rivoluzione conservatrice che non affascinato dal movimento hitleriano, più arroccato su posizioni reazionario-aristocratiche che non aperto alla "nazionalizzazione delle masse"; anche se emerge, credo con forza, la ricerca di una "terza via" tra comunismo e capitalismo e tra comunismo e regime liberal-democratico, ricerca che ha connotato buona parte delle esperienze politiche della prima metà del Novecento.


L'Autore di questo scritto, Giovanni Damiano, ha pubblicato per le Edizioni di Ar le seguenti opere:

- La filosofia della libertà in Julius Evola;
- Elogio delle differenze. Per una critica della globalizzazione.

Ha curato inoltre la nuova edizione di "Imperialismo pagano", di Julius Evola, la postafazione al libro di P. Di Vona "Metafisica e politica in Julius Evola" e "I lupi azzurri", di F. G. Freda.(i tre libri sono pubblicati dalle Edizioni di Ar).



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