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Cartoline dal convento: un obolo per le preghiere
Migliaia di cartoline in tutta Italia dalle suore di clausura di Biancavilla (Catania). Che chiedono un obolo per salvare il monastero in cambio delle loro preghiere.
BIANCAVILLA (CATANIA) - Il monastero è in crisi? Per rimpinguare le casse, alcune suore di clausura di Catania hanno lanciato così una loro campagna, via posta, di preghiere a pagamento. Con una precisa stretegia di "marketing": un migliaio di cartoline postali, inviate in tutta Italia ad indirizzi segnalati come "sensibili" al problema da ambienti religiosi, che promettono le preghiere di tutto il monastero di clausura di Santa Chiara di Biancavilla (Catania) in cambio di un obolo.
''Non bisogna sentirsi umiliati nel chiedere l'elemosina quando il lavoro non è sufficiente per le necessità della vita spiega la madre superiora Cecilia Di Stefano - I soldi per mantenere il convento e le 15 sorelle che vi abitano stanno per finire perché passiamo la maggior parte del tempo a pregare e il nostro lavoro non basta neppure per le esigenze ordinarie. Senza vergognarci ma con la letizia nel cuore, come ha insegnato il Poverello di Assisi chiediamo così l'elemosina per potere andare avanti''.
In cambio dell'obolo le suore garantiscono preghiere particolari ''per i vivi e per i defunti'' e uno ''scambio epistolare, con auguri per Natale e Pasqua'' e soprattutto ''tanta felicità, quella che nasce dalla gioia di aiutare qualcuno che ha bisogno. Non c'è nessun obbligo però: tutti devono fare ciò che il cuore dice loro, senza sentirsi obbligati''.
Nel monastero vivono 15 suore, tutte siciliane, un tempo erano più di 100. Ma le vocazioni non sono finite, ricorda la madre superiora: tra le sorelle ce n'è anche una di 28 anni e una di 33, entrata in convento ad appena 21.
(6 APRILE 2002, ORE 170)