08 Aprile 2002
Solo un fuggevole commento a chiusura del congresso di A.N. di Bologna perché di più non merita il vuoto politico e culturale determinatosi in questi giorni nell'assise di quel partito. La barra a destra di A.N. determinata dalle convinzioni di Fini, e accettate supinamente anche dai dirigenti la componente "sociale" che pure risulterebbe fortemente rappresentata in termini numerici da una base evidentemente in fermento, ha confermato sicuramente una cosa; é Fini che é il partito e non il partito che fa Fini. La volontà personalistica del leader di perseguire il suo disegno (suo in senso assolutamente individuale) di arrivare prima o poi a guidare il governo del paese (altro che Patria !) secondo la logica del "sistema" plutocratico che ha plasmato il suddetto personaggio é emersa prepotente ed evidente così come é risultato evidente che ciò gli sarà permesso grazie all'insipienza, all'inconcludenza, al vassallaggio, alla cretineria politica di chi ha intorno. Le marionette infatti che ruotano come pianeti impazziti nell'orbita della stella (in senso cinematografico e non planetario) Fini non possono che illuminarsi per luce riflessa e non propria. LE MOZIONI DEGLI AFFETTI (IGNOBILI QUANDO SI VANNO A RIPRENDERE LE MEMORIE DEI CAMERATI MARTIRI AD USO E CONSUMO SOLO DELLA PLATEA) hanno dimostrato di fatto che nessuno é stato in grado di attaccare pesantemente la politica finiana e le sue egoistiche finalità proponendosi alternativa rivoluzionaria ed antagonista. Detto questo chiudiamo per sempre l'argomento e stendiamo un velo pietoso. Del partito di A.N. parleremo solo in quanto nemico politico - sottolineamo NEMICO perché avversari consideriamo altri - nel momento in cui va a rappresentare quei valori antitetici ai nostri valori di riferimento ideale; una destra reazionaria, conservatrice, filosionista e perciò plutocratica e mondialista é il braccio politico (che é stato armato nel secondo conflitto mondiale) degli interessi usurocratici di "superfinanza" contro gli Interessi Sociali Nazionali superiori. Allora é chiaro che chi non é succube non può che ribellarsi e ritrovare un punto di riferimento dottrinario e culturale solido come vuole essere il FRONTE SOCIALE NAZIONALE per ridare al Popolo la sua dignità e la sua capacità di essere corpo unico in una unica entità etica e spirituale che si chiama NAZIONE. (la Patria la lasciamo ai risorgimentalisti ed ai partigiani delle "radiose giornate" !).
Viceversa vogliamo approfondire molto di più il congresso conclusosi a Rimini, quello in cui il Partito della Rifondazione Comunista ha perso definitivamente il treno della Storia. Se quel congresso ieri si fosse concluso con la scelta per esempio di operare un taglio al suo nome chiamandosi semplicemente Partito della Rifondazione sarebbe stata cosa buona: Se quel congresso ieri si fosse concluso con la scelta per esempio di eliminare dai suoi riferimenti culturali anche il termine "marxista", oltre che l'abbandono del leninismo e dello stalinismo, sarebbe stata cosa buona. Se quel congresso ieri si fosse concluso con la scelta per esempio di avere il coraggio di continuare la polemica dura con il sionismo invece di scimmiottare J.F.Kennedy ed il suo celeberrimo motto "Ich bin ein Berliner" con un patetico "Noi siamo tutti ebrei" (" e negri e gay"), sarebbe stata cosa buona. Se quel congresso ieri.............; potremmo andare avanti per molto con gli esempi semplicistici ma preferiamo approfondire. I cittadini della Nazione Italia, e con essa in fondo i cittadini di tutta l'Europa e del mondo intero (basta ricordarsi che persiste tuttora il dramma sociale in Argentina), stanno entrando in una crisi irreversibile di identità attaccata ferocemente dal fenomeno della globalizzazione, dei debiti usurai della finanza internazionale, della precarietà del lavoro, della mobilità, della multietnicità che porta a rinchiudersi nel proprio egoismo individuale che prelude alla fine della famiglia e, di conseguenza, del comunitarismo sociale proprio di una Comunità coesa per appartenenza di sangue e suolo. I cittadini cercano, anche se forse gli atteggiamenti di indifferenza potrebbero far apparire in modo diverso la realtà, di trovare un ancoraggio, un punto di riferimento capace di "rivoluzionare" la loro grigia esistenza prospettando un ritorno alla dignità della propria persona e dunque alla dignità di appartenere, insieme ad altri singoli individui, ad un Popolo. L'Uomo cerca chi può, o più semplicemente chi VUOLE, ridare fiato alle sue esigenze etico-spirituali stanco di essere forse troppo soddisfatto nelle sue esigenze meramente materialiste frutto del "terrorismo mercantilistico" prodotto dal consumismo sfrenato e senza controllo; l'Uomo ha conosciuto gli errori e gli orrori dell'utopia del "socialismo reale" che ha affamato milioni di individui perseguendo la lotta di classe, la dittatura del proletariato e - in fondo - il capitalismo statalburocratico e le sue pianificazioni industriali. L'Uomo oggi inizia anche a comprendere e temere l'annientamento della propria entità civica e spirituale causata dalla "superdemocrazia", dalla dittatura elettorale che é voto di scambio e partitocrazia e che provoca sempre più diseguaglianze sociali ed allarga in senso negativo la forbice tra chi ha molto, moltissimo superfluo e chi ha poco, pochissimo per vivere nella dignità del necessario.Ebbene di fronte a questa situazione generale, aggravata dalle notizie raccapriccianti che pervengono dall'area di crisi mediorientale dove ciò che a noi appare come una cappa impalpabile é vissuta fisicamente sulla pelle da un Popolo intero soverchiato ed annichilito non solo dall'arroganza economica ma anche barbaramente trucidato dai carri armati, dagli elicotteri da combattimento, dagli aerei supersonici, dalle armi automatiche delle truppe scelte, il partito guidato dall'ineffabile "uomo in cachemire" Bertinotti ha perso la possibilità di coinvolgersi in un gioco politico più grande rispetto al suo bacino elettorale del 5-8%. L'incapacità miope di volersi semplicemente agganciare al treno del movimentismo no-global, dei "girotondisti", del "giacobinismo intellettuale" dei "professori" senza allargare la visione a tutto campo dove vi sono, eccome vi sono !, comunità militanti socialnazionali che da altra angolazione e con altre tradizioni anticapitaliste mirano anch'esse a rovesciare un sistema ormai al collasso dice chiaramente che il Partito della Rifondazione Comunista rimane pietosamente ancorato ad una visione ottocentesca antistorica ed antimoderna. Non hanno compreso che la "foglia di fico" dell'antifascismo é ormai prossima ad appassire definitivamente e scoprirà tutte le loro vergognose nudità (sotto..........il nulla !). Cambiare d'altra parte linguaggi e parole d'ordine conculcate da più di cinquantanni di propaganda a senso unico hanno fatto perdere anche alle classi dirigenti della sinistra tutta, ma in particolare della sinistra rivoluzionaria, il senso della ragione. Oggi più che mai l'unica fattiva, concreta, realizzabile, attualizzabile risposta al liberalcapitalismo massacratore ed al socialismo massimalista affamatore ed assassino - figli gemelli di un unico perverso disegno talmudico - rimane la dottrina partecipativa antipartitocratica. Il Fronte Sociale Nazionale che pure non può avere i mezzi che hanno a disposizione altri, sa di avere nel suo DNA la risposta politica antagonista e la mette a disposizione senza rinunciare alle sue radici ma anche senza chiudersi pregiudizialmente e preconcettualmente a chi viene da esperienze completamente diverse. Non ci può essere oggi guerra civile tra Popolo e Popolo; ci deve essere una unica volontà di combattere per tutto il Popolo contro l'ombra lunga e senza connotati della plutocrazia. Noi tiriamo diritti e non abbiamo bisogno alcuno di dichiararci "ebrei, negri o gay" oppure "moderati, di destra o patriottici" per accontentare questa o quell'altra lobby, questa o quell'altra loggia, questo o quell'altro "padrone" o "padrino".
Noi siamo Uomini Degni, in Carne ed in Spirito. Basta ed avanza !




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