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Discussione: Appello per ISRAELE

  1. #271
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    Predefinito Buon intervento di P.Battista sul Corriere.




    Un editoriale di Pierluigi Battista, sul CORRIERE della SERA di lunedì 20 febbraio 2006, a proposito delle bandiere israeliane bruciate, rileva giustamente l'ipocrisia di chi definisce "provocatori" esponenti politici con i quali é alleato e spesso nutriti della sua stessa cultura di odio antisionista.
    Emblematico il caso di Oliviero Diliberto, che a suo tempo incontrò in Libano Hassan Nasrallah, leader dell'organizzazione terroristica e antisemita Hezbollah. Che certo non si tira indietro quando si tratta di bruciare bandiere israelaine, o peggio.
    Ecco il testo:

    Si materializza di nuovo il polveroso fantasma del provocatore, del nemico «oggettivo», del sicario del Male prezzolato per seminare discordia e discredito tra le forze del Bene? È vero, sembra una parodia, o una citazione del passato reinterpretata in chiave attuale da attori stanchi e sfiatati. Ma fa lo stesso una certa impressione assistere alla performance passatista di Oliviero Diliberto che accusa chi a Roma ha bruciato la bandiera israeliana e intonato slogan inneggianti alla strage di soldati italiani a Nassiriya di essere «pagato». E «pagato» da chi, poi? Nientemeno che da Calderoli. E anche Massimo D'Alema, durante una trasmissione televisiva, ha insinuato la suggestiva idea che Marco Ferrando, l'esponente di Rifondazione comunista che Bertinotti ha deciso di depennare dalle liste elettorali del partito, in realtà fosse stato «mandato» da Berlusconi a combinar danni nel campo della sinistra. Scampoli di un passato un po' sbiadito, forse niente di più: tic mentali che si sono depositati nel tempo, a memoria di un'età del ferro in cui la paranoia del nemico infiltrato era un dogma e uno stile del pensiero e l'Unità amava trattare gli intellettuali di sinistra che deragliavano dai binari dell'ortodossia con questo amabile interrogativo: «Chi li paga?».
    L'onorevole Diliberto sa benissimo che chi in Italia dà fuoco alle bandiere di Israele non ha bisogno di essere stipendiato: l'odio per Israele gli sgorga spontaneo, senza l'ausilio di cospicui incentivi materiali. Sa altrettanto bene che gli slogan feroci su Nassiriya esprimono un umore diffuso nei cortei in cui gli eroi sono immancabilmente i terroristi di Hamas e i cattivi hanno indosso il simbolo della stella di Davide. Diliberto certo condanna questo manicheismo stravolto, ma è inutile che dia il via alla caccia all'infiltrato bollato come «imbecille», perché è noto, purtroppo, che di «imbecilli» che odiano Israele la sinistra radicale ed estremista rigurgita oltre il limite del tollerabile. Invece di ipotizzare l'inverosimile scena del bieco Calderoli che allunga banconote ai provocatori armati di accendino, convochi un gruppo di studio per correggere la quantità di superstizioni, leggende, menzogne, che circondano la fama di Israele nei cortei in cui, qualche tempo fa, si tollerò addirittura la presenza di individui mascherati da kamikaze, con finta cintura esplosiva in bella evidenza. Perché non sono soltanto i «provocatori» finanziati dal nemico che esitano a definire assassino chi semina la morte negli autobus pieni di bambini di Tel Aviv e nelle pizzerie di Gerusalemme. Oppure sono disposti a definire i kamikaze assassini, ma solo a patto di equipararli ai soldati americani che hanno bombardato Falluja in Iraq (e questo, a quanto pare, è addirittura vicino a ciò che pensa un politico avveduto come Massimo D'Alema). Li buttino fuori dai cortei, oltre che dalle liste, i nemici di Israele e dei suoi simboli.
    Non li paga nessuno, i piromani seriali che quando vedono una bandiera degli Stati Uniti e di Israele vengono posseduti dall'irrefrenabile desiderio di imitare ciò che accade con grande clamore nelle piazze fondamentaliste di Beirut o di Islamabad. Non sono i soldi del nemico ad armarli, ma una predicazione politica in cui il sostegno alla causa dello Stato palestinese si accompagna con un impressionante automatismo ideologico alla cancellazione sistematica delle ragioni dello Stato di Israele. Chi li paga? Nessuno li paga, ma nessuno insegna loro che l'odio antisionista comporta un prezzo troppo elevato. Potrebbe cominciare Diliberto, che è un uomo non privo di esperienza accademica, a impartire qualche lezione di civiltà. Gratuitamente, è ovvio.
    [mid]http://www.heatherlynn.net/Songs82/Montell_Jordan_This_Is_How_We_Do_It.mid[/mid]
    omar proietti

  2. #272
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    Predefinito Caval Donato

    E a proposito delle tensioni nel mondo islamico Sodano ha chiesto all'Italia e all'Europa di difendere il diritto alla libertà religiosa "quando viaggiano e trattano" coi Paesi dell'Islam. In sostanza, il porporato ha ribadito l'esigenza di promuovere il concetto di "reciprocità". http://www.repubblica.it/2006/b/sezi...ratz/ratz.html

    Richiesta blanda, ma sembra che Sodano ne abbia ben messa a fuoco la sostanza, per cui nel linguaggio della diplomazia vaticana equivale ad affermare con forza e determinazione il principio della reciprocità fondato sulla laicità ed il diritto internazionale. Ciò equivale anche ad accettare l'idea diffusa specialmente tra gli evangelici secondo cui alla teocrazia biblica basta in realtà la laicità della libertà di parola e di pensiero. Altra chiara conseguenza è che l'offesa alla libertà provoca una reazione a catena ed induce il Giudeocristianesimo ad accordarsi per rispondere in termini teocratici più politici, benchè nella coesistenza con tutte le antità compatibili con i valori democratici.
    E quanto stà accadendo in seno agli evangelici fondamentalisti americani, i quali vedendosi negato il principio della reciprocità si sono decisi ad acquisire il diretto controllo dello Stato, onde bloccare i tentativi pretestuosi ed illiberali di presa del potere da parte quelle teocrazie (ed affini occidentali di altri colori ed abusi) ormai posizionatesi quali corpi ostili e parassitari in seno all'Occidente.
    Se all'Europa mancherà la fede per tale operazione, penso vivamente che al solo laicismo agnostico mancherà la forza ed il coraggio di opporsi alle provocazioni ed agli abusi... finendo con altre vignette e barzellette perdenti.
    L'Occidente deve esercitare la sua identità civile e spirituale, o morire come Troia per il mal di pancia del suo caval donato.

  3. #273
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    Predefinito purtroppo

    purtroppo la Cina affamata di petrolio non ci stà a circondare l'Iran e firma nuovi accordi per il petrolio.
    L'intento di circondare l'Iran e la palestina di Hamas si rivela debole.
    Vedo che anche David concorda con me di lanciare una offensiva diplomatica verso i governi arabi e mussulmani allo scopo di metterli di fronte al fatto compiuto.
    Perchè sono sempre i cristiani a rimettervi, guarda caso.

    Caro David non tralascio l'esperienza giudaico cristiana, anzi a voler andare a fondo nelle Università fondate da Tommaso, dal medioevo in su trovarono posto molti insegnanti che venivano dall'esperienza giudaica, a cominciare dai nonni di Nostradamus.

  4. #274
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    Predefinito Nostradamus ed Apocalittica

    Citazione Originariamente Scritto da pergola2000@yahoo.it
    purtroppo la Cina affamata di petrolio non ci stà a circondare l'Iran e firma nuovi accordi per il petrolio.
    L'intento di circondare l'Iran e la palestina di Hamas si rivela debole.
    Vedo che anche David concorda con me di lanciare una offensiva diplomatica verso i governi arabi e mussulmani allo scopo di metterli di fronte al fatto compiuto.
    Perchè sono sempre i cristiani a rimettervi, guarda caso.

    Caro David non tralascio l'esperienza giudaico cristiana, anzi a voler andare a fondo nelle Università fondate da Tommaso, dal medioevo in su trovarono posto molti insegnanti che venivano dall'esperienza giudaica, a cominciare dai nonni di Nostradamus.
    Caro Pergola

    In effetti di fronte alla crisi si può conservare una relativa calma e composta serenità: per il Giudeocristianesimo non è un mistero come và a finire e cosa verrà deciso di fronte agli eventi. Non tanto per Nostradamus, bensì per i lumi che le Scritture Sacre ci danno, sappiamo che il mondo intero dovrà occidentalizzarsi, anche a costo di guerre tremende. L'Apocalittica ci dipinge a tinte fosche il tempo che precede l'avvento del Regno di Dio spiegandoci con estrema precisione cosa saranno gli uomini, i danni e gli eventi finali. E' sempre stato risaputo che gli ultimi tempi saranno caratterizzati da scontri continui tra la Verità e la menzogna, tra la Legge e l'apparente legge, tra il Diritto e l'arrogante pretesa posta in termini tali da acceccare gli uomini e le loro ideologie politiche e religiose.
    Quando suggerivo per iscritti negli anni "80 che stavamo per entrare in un periodo d'illegalità e conflitti sistematici sia sul fronte interno che internazionale, sembrava che il mio fosse catastrofismo superstizioso, mentre oggi la degenerazione delle cose è una semplice realtà. Il Cavaliere ebbe nei miei suggerimenti un posto speciale e spiegai pure che la Costituzione era a rischio della sua sostanza, oltre che della forma.
    L'estratto dei "suggerimenti apocalittici" si trova al seguente sito, seppellito ma perlomeno ancora vivo nell'archivio di POL: http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=64332
    Forse un giorno, quando i miei suggerimenti prenderanno "carne e pelle" oltre che ossa, forse Nuvolarossa mi permetterà di inserire l'intero "mattone" e la grafica delle tavole a colori nel suo sito web.

    Ad ogni modo, nel frattempo alcuni modelli grafici apocalittici dal carattere ancora ipotetico si sono leggermente evoluti, per cui si può intendere che il mio modo di sondare l'Apocalittica non si pone nei termini chiaroveggenti di Nostradamus, piuttosto che sul piano logico-spirituale, perfino introducendo l'intero argomento con una lunga introduzione metodologica.

    Ti dico che ci sarà un'altro brutto momento storico (il peggiore tra gli altri) per Israele, ma questa volta i cristiani saranno coinvolti, dopo che il Cristianesimo e la "Cristianità" saranno venuti ai ferri corti ed al chiarimento che etichetta e sostanza corrispondono alla differenze e separazione tra Chiesa e "Meretrice" sincretista...

    I cicli e le fasi alterne sono per l'Apocalittica normali, e dunque vi saranno degenerazioni e scontri ciclici fino ad un "momento" apparentemente brillante e risolutivo - allora diranno Pace e Sicurtà - prima nientepopòdimeno dell'assedio di Gerusalemme... Non è però un bene che tutti sappiano tutto o molto dei dettagli strategici, in quanto ci sono degli aspetti vitali per la sicurezza d'Israele persino nel momento dello "sfiancamento" di cui in essenza tratta il profeta Zaccaria... e menzionato da Daniele nel settimo capitolo.

    La Cina in coclusione parteciperà alle medesime "operazioni militari" come gli altri, però sarà proprio ed anche per questo in grado di scendere e controllare col suo esercito gli accordi con un grande condottiero occidentale quale condizione per l'armistizio e l'occidentalizzazione totale.
    L'Islam avrà anch'esso un brutto quarto d'ora, ma quando anche i suoi fondamentalismi si affiancheranno finalmente all'Occidente, l'armistizio ne segnerà una prevalenza delle sue genti nella Terra d'Israele: prima però farà da catalisi degli eventi. Mi sembra innegabile che se trattassimo soltanto di scontri tra ideologie politiche non arriveremmo verosimilmente al livello di distruzione previsto dall'Apocalisse. Qualunque ideologia politica di fronte a rischi di distruzione totale sarebbe incline all'accordo ed alla moderazione in base a pure convenienze e tornaconto economico: ma quì parliamo di sostanze che arrivano al cuore della storia e delle sue più profonde ed originarie dinamiche...

    Alla fine avremo Gerusalemme come capitale e fonte del Diritto: epilogo ineluttabile e sovranamente supervisionato nonostante ogni altra ingerenza.
    Israele verrà riconfermato nelle 1000 generazioni, ma la sua definizione sarà molto più estesa di quanto si aspettano tradizionalmente gli Ebrei, il cui messianismo passerà nuovamente per un'altra disullusione prima dell'originale.

  5. #275
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    Predefinito ho letto con attenzione

    ma mettendo l'apocalittica nella tua visione degli eventi prossimi venturi ci proietti in un mondo di profezie in cui le variabili sono aumentate alla luce degli ultimi eventi per cui è difficile prefigurare il tutto.
    Forse Gerusalemme sarà la futura capitale, ma i movimenti ancora sono lunghi.Anch'io nel '92 in una discussione prefiguravo una cortina medioorientale, dopo che era caduta la cortina di ferro, purtroppo non ho niente di scritto ma solo testimonianze orali di amici.
    Leggerò il tuo scritto sepolto.
    Grazie e buon pranzo.

  6. #276
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    Predefinito

    Lascio la prefigurazione alle fonti - ed io cerco d'interpretare correttamente rispettando la logica ed i simboli dell'Apocalittica correlati "attualisticamente" al nostro tempo.

    Nella metodologia il mio approccio non esclude il "natursalismo" ma lo supera in un sistema metafisico ancora legato al mondo fisico ma che diventa proprio per questo "ultrafisico".

    L'idea/teoria è che una mente "ultrafisica" sappia già la destinazione della Storia e sia capace d'interagire con essa, facendo tornare alla fine tutti i conti ontologici con lo giustizia e la scienza.

    Allora il compito si riconduce a lasciare che questa mente possa parlare e spiegarsi liberamente senza preclusioni e pregiudizi di qualunque tipo, e poi osservare in che misura le cose fanno senso: quel che ho cercato di fare per l'appunto.

    Buon Thè - quì è mezzanotte passata.

  7. #277
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    Predefinito

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=47577



    Condivido quanto dice Rutelli - http://www.repubblica.it/news/ired/u...?ref=hprepnews - ma credo anche che la CDL stia interpretando correttamente la crisi in atto con l'Islam.
    Condivido l'interpretazione di Castelli: «Ciò che sta accadendo – spiega - non è legato alle polemiche sulle vignette ma a un preciso scopo: da un lato la destabilizzazione, dall'altro di reazione contro il mondo cristiano ed occidentale».

    Anche Pera dice delle cose molto sensate, ma non credo che lle scuse formali o le espressioni di rammarico per le vignette siano un segno di debolezza: la forza è in quello che deve venire dopo le scuse e non nel guardarsi in cagnesco.

    La Sx tace e ciò mi preoccupa: condividere l'ideale della giustiza sociale della moderna socialdemocrazia non significa rischiare la crisi dell'Occidente per eccesso di ottimismo sulle buone intenzioni dei demolitori della democrazia occidentale.

    Oer quel che mi riguarda la CDL si stà mostrando più realistica e responsabile in politica estera, nonostante tutti le questioni del conflitto d'interesse del Cavaliere.

    Queste elezioni saranno un grattacapo!

  8. #278
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    Predefinito accidenti

    12 0re di fuso orario? Ma dove sei ?

    Lo sapevamo da tempo che la politica estera italiana era molto attenta , per questo e per poche altre cose il PRI si associava a quella che era ed è la politica estera dell'attuale governo.
    Capisco che il conflitto di interessi faccia tentennare gli spiriti eletti, cose che noi non condividiamo e che non abbiamo mai votato in parlamento, perchè il PRI è solo alleato con la cdl e non ha un patto amministrativo tout court.

    Io sono convinto che il cs vincerà le elezioni, per questo sono preoccupato per la politica estera che potrà fare la sinistra radicale tutta appoggiata sugli estremisti interni ed esteri, la sinistra come dici tu socialdemocratica succube della politica estera della Francia e della Germania, in pratica una non Europa si aggira sul cs, anche se a parole sostengono l'Europa e l'Italia.
    Chiamata da loro " in questo paese " , cambia le parole e sarai padrone delle loro menti. Orwell.

    Credo che anche la stampa sia ondivaga sulla nostra politica estera, ora che anche rifondazione comunista candida palestinesi assisteremo, se verrà eletto, a un deputato arabo neo italiano che sosterrà la causa palestinese mentre il suo governo cercherà la pace in medio oriente? Lo immaginate questo scenario.

    Cosa si aggira nella mente di Bertinotti? Secondo me quello che si aggira da sempre : il vuoto pneumatico.

  9. #279
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    Predefinito Panebianco sul Corriere

    Bisognava aspettare che parlasse Benedetto XVI per sentire le parole ferme e chiare che i timorosi leader politici europei non sanno pronunciare. Il Papa ha deplorato la mancanza di rispetto per i simboli religiosi, ma ha anche dichiarato totalmente inaccettabile la violenza in nome della fede. Confrontate le parole del Papa con l'inerzia delle capitali europee di fronte alla selvaggia violenza scatenata nel mondo islamico col pretesto delle vignette satiriche. Sarebbe questa la «potenza civile», quella che, secondo certi involontari umoristi, avrebbe dovuto, niente meno, «bilanciare» la potenza americana, e imporre la propria autonoma influenza sui destini del mondo? Assalti alle ambasciate europee anche nei Paesi ove niente avviene se i tiranni non lo ordinano, l'uccisione di un sacerdote cattolico, i cristiani trucidati in Nigeria, gli assalti alle chiese in Pakistan, le manifestazioni antioccidentali dette «spontanee», organizzate da religiosi estremisti ovunque. E l'Europa sa solo balbettare «ci vuole il dialogo».
    Quando il regime siriano ordinò l'assalto alle ambasciate danese e norvegese, quando una squadraccia assaltò la sede dell'Unione europea in Palestina, l'Europa non reagì sentendosi colpita tutta, non reagì contro quegli atti di guerra chiarendo che non se ne sarebbero tollerati altri. Ogni giorno che passa l'Europa (come ha scritto Galli della Loggia su questo giornale) trasmette il senso della propria nullità politica e manda un chiaro messaggio a quel vasto mondo fondamentalista, di cui il terrorismo jihadista è l'appendice armata: potete esercitare contro di noi qualunque prepotenza avendo la certezza che noi cederemo. D'accordo, sono fanatici, pericolosissimi, e ci fanno paura. Ma non è mai accaduto nella storia che si subisse la prepotenza altrui senza ricavarne grandi disgrazie.
    Non si è sentito neanche un leader europeo di peso, da quando è cominciata l'orchestrata sollevazione contro le vignette, dire al mondo islamico quanto andava detto, ossia che quelle vignette erano di pessimo gusto, ma anche che il cattivo gusto è un prezzo che noi paghiamo per la libertà, e che essi non devono osare mettersi contro le nostre libertà. Non si è sentito un leader europeo, ad esempio, dire ai governanti musulmani che pretendiamo che si dissocino da quei fanatici pronti a pagare a peso d'oro l'assassinio dei disegnatori danesi.
    La vicenda italiana è parte di questa latitanza europea. Ha ben detto Magdi Allam sul Corriere
    di ieri: va bene che Calderoli venga licenziato ma non per ordine di Gheddafi. Ma sia da parte del premier che da parte del suo oppositore Prodi, abbiamo sentito parole di eccessiva comprensione per il tiranno di Tripoli. Somiglia alla sindrome di Stoccolma. La stessa che vediamo in azione nei tribunali che non riescono a colpire i jihadisti (e non si è capito se sono sbagliate le leggi o le prassi giudiziarie). La stessa che dopo l'11 settembre ha spinto tanti a prendersela con Oriana Fallaci piuttosto che con i fondamentalisti (la prima non fa paura, i secondi sì). La stessa che ci fa scandalizzare più per ogni pagliuzza nei nostri occhi che per le travi negli occhi loro.
    Tenere la schiena dritta quando altri ti scatenano addosso una guerra di civiltà che non avresti mai voluto combattere è difficile. Ma piegare la schiena significa la rovina sicura.
    omar proietti

  10. #280
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    Predefinito Con o senza la socialdemocrazia

    Citazione Originariamente Scritto da pergola2000@yahoo.it
    12 0re di fuso orario? Ma dove sei ?

    Lo sapevamo da tempo che la politica estera italiana era molto attenta , per questo e per poche altre cose il PRI si associava a quella che era ed è la politica estera dell'attuale governo.
    Capisco che il conflitto di interessi faccia tentennare gli spiriti eletti, cose che noi non condividiamo e che non abbiamo mai votato in parlamento, perchè il PRI è solo alleato con la cdl e non ha un patto amministrativo tout court.

    Io sono convinto che il cs vincerà le elezioni, per questo sono preoccupato per la politica estera che potrà fare la sinistra radicale tutta appoggiata sugli estremisti interni ed esteri, la sinistra come dici tu socialdemocratica succube della politica estera della Francia e della Germania, in pratica una non Europa si aggira sul cs, anche se a parole sostengono l'Europa e l'Italia.
    Chiamata da loro " in questo paese " , cambia le parole e sarai padrone delle loro menti. Orwell.

    Credo che anche la stampa sia ondivaga sulla nostra politica estera, ora che anche rifondazione comunista candida palestinesi assisteremo, se verrà eletto, a un deputato arabo neo italiano che sosterrà la causa palestinese mentre il suo governo cercherà la pace in medio oriente? Lo immaginate questo scenario.

    Cosa si aggira nella mente di Bertinotti? Secondo me quello che si aggira da sempre : il vuoto pneumatico.
    Quando lì sarà ora di pranzo e quì le 09.00 PM, la longitudine è quella che scende da Yokohama e sorvola la Papua New Guinea: sono su quella traiettoria ma lascio alla tua sagacia...

    Ormai è chiaro che in tempi di "pace" sono socialdemocratico ed in favore dell'applicazione indiscriminata del Diritto Internazionale, senza distinzione tra razze, ideologie e religioni. Quando però devo arrivare alla conclusione che gli "interlocutori" etnici, politici e religiosi sono incapaci di coesistere alla pari, allora adotto le estreme conseguenze del mio fondamentalismo giudeomessianico e mi sposto alla Dx del repubblicanesimo conservatore americano: semplice ed ineluttabile come l'aria! Se l'alternativa è dominare od essere dominati, le colonie non le vogliamo noi ma loro, tanto che sottrarsi alla sfida è il poker degli imbecilli! Cosa farebbero "loro" se per un attimo avessero in polveriera la tecnologia e gli armamenti di cui dispone l'Occidente? Io regolo (prima che sia troppo tardi ed al cavallo di Troia si dischiuda la pancia) da questo semplice quesito quale sia l'equilibrio delle speranze e delle attese in politica estera!

    Oggi sono andato a fare la spesa in un negozio mussulmano e mi sono chiesto se i miei sentimenti di amore e simpatia siano viziati: la risposta al solo guardarli è stata no, ma dubito ormai fortemente dell'amore della controparte nell'osservare la caterva d'odio o prestesto indiscriminati e viscerale contro ogni cosa in odor d'Occidente: non voglio generalizzare ma devo sistematicizzare per statistica e frequenza degli eventi e delle persecuzioni...

    Simil cosa sono costretto a fare con l'Italia e l'Europa: se i "socialdemocratici" diventano dei pericolosi umanisti incapaci d'intendere e volere, delego agli USA il compito di "pilotare" l'Europa, ed il mio americanismo soverchia l'europeismo fasullo ed irresponsabile, mettendo in quarantena ogni ideale socialdemocratico.

    Voglio vedere cosa fà il CS, ma eventualmente il mio problema sarà pur sempre che la Dx italiana è ancora lontana dal repubblicanesimo conservatore USA, anche grazie al Cavaliere. Per questo serviva un vero Grande Centro, che invece sembra non interessare a nessuno. Nel frattempo la Chiesa Cattolica svolge nuovamente un ruolo determinante per la difesa dell'Europa, tanto che se il laicismo agnostico e naturalista non agirà, vedrai che il Vaticano passerà ai fatti nella mniera ed i modi efficaci, di cui il Papato non è a digiuno. Israele, in questo pericoloso contesto, purtroppo sarà nuovamente ed inevitabilmente a rischio.

    In risposta a Lincoln, dunque, direi e si spera che l'Europa stia pazientando e sopportando in attesa che le cose migliorino con la diplomazia, prima di passare alla "riconversione" di pensiero ed azione: ed io direi che il rischio di una brusca sterzata a Dx potrebbe presto diventare una realtà...
    Un mussulmano radicale al Parlamento? Un ottima occasione per parlare chiaro ai suoi amici nel mondo islamico e dire senza fronzoli che il tempo di svernare in Europa e liquidare allo stesso tempo cristiani e cristianesimo da loro è finito, con o senza la socialdemocrazia.

 

 
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