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Discussione: Appello per Israele

  1. #221
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    [quote=nuvolarossa;7909068]
    .
    I giornali italiani hanno preso la palla al balzo per dipingere Israele come un paese razzista contro le altre fedi e tutti hanno scritto quasi le stesse cose, scopiazzando gli uni dagli altri.

    ......fino a questo momento non avevo dato importanza di cio' che avevano scritto.....ma ora dopo quello che c'e' scritto qua' vi sbagliate di grosso purtroppo l'italia ancora non si rende conto dei danni che fa israele, e per niente lo fa' vedere come un paese razzista se no la gente a quest'ora capirebbe il male che fa israele....voi non aggite mai nel male avete sembre una battuta di diffesa....mai che vi sentiate in colpa

  2. #222
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    [QUOTE=sardapersempre;7909172]
    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    .
    I giornali italiani hanno preso la palla al balzo per dipingere Israele come un paese razzista contro le altre fedi e tutti hanno scritto quasi le stesse cose, scopiazzando gli uni dagli altri.

    ......fino a questo momento non avevo dato importanza di cio' che avevano scritto.....ma ora dopo quello che c'e' scritto qua' vi sbagliate di grosso purtroppo l'italia ancora non si rende conto dei danni che fa israele, e per niente lo fa' vedere come un paese razzista se no la gente a quest'ora capirebbe il male che fa israele....voi non aggite mai nel male avete sembre una battuta di diffesa....mai che vi sentiate in colpa
    Hanno bruciato dei libri? E' un atto grave?

    Se sono gli opuscoli con i quali quei gran rompicoglioni dei testimoni di Geova, affliggono tutti noi porta a porta, hanno fatto bene. Si sono liberati casa da rifiuti ingombranti. Quella roba la brucio anch'io.

    Fosse anche un Messale o un Vangelo non cambierebbe nulla. E' solo carta.

    Ci sono città arabe nelle quali esporre una collanina con la croce può costare la vita, altre nelle quali si dà fuoco alle chiese e si accoltellano i preti.

    Però a certi "intellettuali" fa molto comodo quando episodi sgradevoli avvengono in Israele.

    Nessuno si indigna, invece, se vengono rapiti due operatori di una ONLUS per il semplice sospetto del gravissimo crimine di voler edificare una chiesa!

    Ed è patetico e ridicolo assistere a questa sfilata di atei e miscredenti che si indignano davanti a tale atto inconsistente, solo per poter argomentare che Israele è razzista.

    Ma per rispondere a questi fasulli, questa volta non voglio dare peso a quanto scritto da Deborah Fait. Voglio credere che l'atto sia stato voluto proprio nei confronti dei predicatori. E che le pubblicazioni in questione non fossero gli opuscoli dei testimoni di Geova, ma il nostro Vangelo.

    Ebbene, sostengo che bruciare un libro che per noi è sacro non ha nessuna valenza, neanche se voluto proprio per il suo simbolismo.

    Voglio ricordare a tutti che gli stessi cristiani, in passato, sono stati dati alle fiamme proprio per l'essere cristiani. Bruciare i simboli, come bruciare le chiese o uccidere i preti sono atti che nulla tolgono alla nostra fede.

    Sono nato in un paese africano in cui operavano i nostri missionari. Conosco quindi molto bene il modo in cui i cattolici portano la nostra fede nel mondo. Distribuire opuscoli ed assediare le persone per convertirle, non fa parte dei nostri metodi.

    Vorrei quindi rassicurare atei e musulmani che la comunità cristiana non si sente offesa da quanto accaduto per iniziativa di qualche studente di una scuola ortodossa ebraica.

    Ma se qualcuno volesse rimarcare la differenza di civiltà fra ebrei e musulmani può sempre portare un Vangelo in una madrassa e farci avere le foto o i filmati della accoglienza ricevuta.

  3. #223
    Amadigi
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    Gran bell'intervento Valerio.

  4. #224
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    Israele non resterà a guardare l’Iran che colonizza il Libano

    20/5/2008 - Mai il fronte diplomatico israeliano è stato così arruffato, da una parte immerso in cerimoniali d’onore e dall’altra invece in preoccupazioni tempestose. Da Gaza seguitano a cadere missili che hanno ucciso due volte in una settimana, ieri è stata seppellita un’israeliana fatta a pezzi da un kassam sotto gli occhi del figlio; Omar Suleiman, plenipotenziario del rais egiziano Hosni Mubarak tratta, ospite di Olmert, una tregua con Hamas; è in arrivo George Bush insieme ad altri 13 capi di Stato per la Conferenza del presidente Shimon Peres in onore del 60° anniversario di Israele. Bush vuole vedere i risultati nella trattativa con Abu Mazen. Dall’altra parte, l’ombra del Libano incombe, e si ragiona sui possibili scenari futuri. Ci si prepara all’evenienza molto concreta che gli Hezbollah, smantellato il governo di Fuad Siniora prendano il potere per i loro programmi di recupero della Siria nel loro scenario nazionale e di belligeranza filoiraniana. Allora, come dice Bibi Netanyahu, Israele si troverà ad avere due autentici confini con l’Iran di Ahmadinejad compreso quello settentrionale col Libano, dove gli Hezbollah fanno dell’odio antisraeliano e dell’islamismo sciita il loro vessillo; per ora, si valuta però in Israele, il fronte interno li assorbe troppo ed è difficile a Nasrallah pensare a una guerra immediata. Ma presto accadrà necessariamente.

    Al sud, l’altro confine con l’Iran è ormai quello di Gaza. Hamas conduce una guerra d’odio integralista ed è proprio questo che preoccupa l’Egitto che non desidera affatto trovarsi in una situazione in cui uno scontro frontale fra Israele e Hamas porti l’Iran a espandere la sua influenza nel mondo arabo. L’Egitto e in generale i sunniti vogliono mantenere l’egemonia in tutto il mondo arabo, e per questo, molto preoccupata, una delegazione della lega araba sta recandosi alla volta di Beirut. Sempre per questo Suleiman in Israele si sforza tanto di arrivare a una Hudna, una tregua, ma le cose sono complicate dal rifiuto di Hamas di trattare la liberazione del soldato di leva Gilad Shalit rapito due anni fa, mentre richiede la liberazione di 450 prigionieri che hanno sulle mani il sangue di centinaia di israeliani uccisi in attentati terroristi. Israele spera negli egiziani e nei sauditi. Saud el Faisal, ministro degli Esteri saudita, l’ha detto chiaro: «Il sostegno iraniano agli Hezbollah colpisce tutto l’equilibrio del mondo arabo».

    Intanto l’ambasciatore saudita ha lasciato Beirut. Tuttavia, gli Stati moderati difficilmente metteranno in campo forze militari per aiutare Fuad Siniora. Israele dunque, che insieme alla riunione di gabinetto ha convocato sul tema «Libano» anche il capo del Mossad e degli altri servizi, fa varie ipotesi: se gli Hezbollah che sono riarmati dall’Iran e dalla Siria più di prima della guerra del 2006 (30mila missili) fanno del Libano un «Paese canaglia» in mano di un’organizzazione terrorista, allora, come ha detto Yair Peleg, ex generale dell’esercito, in caso di guerra le infrastrutture libanesi dovranno considerarsi obiettivi legittimi, e non come ai tempi della guerra del 2006, in cui coloro che avevano attaccato Israele, gli uomini di Nasrallah, non rappresentavano tutto il loro Paese.

    Sull’Unifil, il governo di Olmert che l’ha sempre presentata come un’acquisizione positiva anche di Israele, ma che aveva già giorni fa protestato per l’eccessivo riarmo degli Hezbollah, sembra ora ripensare alla 1701, la risoluzione che la istituisce e ne stabilisce gli scopi: il ministro Yzchak Cohen dice per esempio che bisogna rivolgersi al consiglio di sicurezza dell’Onu per rinnovare un discorso sulla risoluzione 1701 con una piena condanna degli Hezbollah. La risoluzione prometteva di garantire con la salvaguardia della pace e il disarmo degli Hezbollah, la sovranità del governo libanese e quindi la centralità del ruolo del suo esercito. Ma oggi dalla paura che domina le dichiarazioni di Walid Jumblatt e di Gemayel con gli scontri con gli Hezbollah, dal disastro di Saad Hariri, dal lassismo con cui si lascia che i posti di blocco, i media, i nodi nevralgici di tutta Beirut siano di fatto in mano a Nasrallah, sembra che l’esercito agli ordini di Michel Suleiman (l’omonimia è uno dei soliti scherzi della storia), generale che piacerebbe anche a Hezbollah come presidente, abbia prevedibilmente preferito di schierarsi, più o meno apertamente, con gli Hezbollah o di non difendere i loro nemici drusi o maroniti. La componente sciita dell’esercito e la paura degli scontri con le milizie di Nasrallah hanno prima lasciato compiere il riarmo e poi, lo si vede chiaramente, hanno preferito non difendere le altre componenti. Tutto questo era prevedibile, e l’abbiamo previsto. Tutto il mondo, adesso ha a che fare con una situazione mediorentale che non è stata mai così esplosiva. L’Iran gestisce due forze estremiste dislocate in punti strategici, e per ora il mondo intero è bloccato dalla risoluzione 1701. Si può solo sperare che i Paesi sunniti decidano di farsi sentire forte e chiaro, e che la Libia venga convinta a non bloccare nuove risoluzioni del consiglio di Sicurezza.

    Fiamma Nirenstein

    tratto dal sito della Fondazione Ugo La Malfa
    http://www.fulm.org/SchedaPubblicazi...blicazione=215

  5. #225
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    Shalom

  6. #226
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    Non condivido l'analisi di Fiamma Nirenstein: mi sembra che non abbia valutato correttamente gli ultimi fatti del Libano.

    Intanto la situazione era arrivata ad un punto di grave crisi, e si rischiava di riaccendere una guerra civile che avrebbe consentito ad hetzbollah di prendersi il potere con la forza delle armi (milizie sunnite decisamente in condizioni di debolezza).

    Soluzione di compromesso direi obbligatoria: governo di larghe intese, ma pur sempre governo laico e democratico.

    La mina siriana è stata disinnescata, come avevo subito auspicato, dall'esercito. Il cui capo, oggi Presidente del Libano è un cristiano maronita.

    Questo pone l'esercito in una posizione rafforzata di organo di garanzia, ben diversa da quella che aveva all'inizio della recente operazione in Libano da parte di Israel.

    E molto vicina a quella della Turchia, dove l'esercito garantisce il laicismo dello stato.

    Io penso che Israel dovrebbe invece preoccuparsi di non fare concessioni troppo grosse alla Siria: ho sentito Olmert accennare a rinuncie dolorose; non vorrei che si riferisse alle alture del Golan. Ecco, questo secondo me, è un motivo per cui preoccuparsi seriamente.

    Shalom

  7. #227
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    Sergio Romano, Ahmadinejad e l'infamia
    Ma cosa scrive sto Sergio Romano, ex ambasciatore?

    A un imprudente signore che chiede proprio a lui informazioni su Sabra e Chatila risponde con una tale quantita' di stupidaggini da far drizzare i capelli in testa. Premesso che e' mostruoso che di tutte le stragi avvenute nel mondo dopo la seconda guerra mondiale che ne detiene sempre il primato, l'unica che interessa sia Sabra a Chatila.
    Sono passati trent'anni eppure e' sempre la strage piu' gettonata alla faccia di tutti gli altri esseri umani ammazzati prima, durante e dopo.

    Oggi nel mondo stanno morendo come mosche in Darfur, in Somalia, assistiamo all'indecenza di bambini palestinesi usati come terroristi o scudi umani, vediamo la tragedia dei bambini soldato. Affoghiamo in guerre e terrorismo ma la cosa che piu' interessa il signore in questione e' la strage di Sabra e Chatila e per esserne informato si rivolge a uno dei giornalisti piu' in malafede che ci sia.
    A questo lettore non interessano le stragi di cristiani a Damour o a Tar el Zatar, eccidi fatti dalle bande di feddayin di Yasser Arafat.
    Non ne e' informato.
    Migliaia di libanesi cristiani ammazzati, sgozzati, uomini trovati con i loro genitali in bocca, donne e bambine stuprate e poi uccise, tanti di quei morti che per conoscerne il numero hanno dovuto contare le teste decapitate e sparse nelle strade dei villaggi distrutti.
    No, questo non gli interessa perche' tutti questi eccidi portano l'imprimatur di Yasser Arafat quindi non se ne deve parlare, c'e' il silenzio stampa, c'e' la censura, c'e' la protezione della figura del peggior terrorista del 20 secolo, il piu' laido e corrotto, il piu' feroce e crudele.
    Meglio puntare su Sabra e Chatila, si va sul sicuro, tutti rizzano subito le orecchie perche' quella fu l'unica strage che pote' coinvolgere Israele dato che l'esercito di Gerusalemme si trovava nelle vicinanze.
    E allora Sergio Romano si scatena.
    Non racconta dell'invasione del Libano da parte di Arafat e i suoi banditi dopo il Settembre Nero e la strage di palestinesi che fece Re Hussein di Giordania per impedire che prendessero il potere.
    Si parla dai 20.000 ai 40.000 palestinesi uccisi dai soldati giordani.
    Arafat fuggi' in Libano dove gli riusci' il colpo fallito in Giordania, creo' uno stato nello stato provocando una guerra civile tremenda che fece 160.000 vittime, incasso' tasse sulle tasse, fece fuori tutti i cristiani che incontro' al suo passaggio.
    Distrusse il Libano, commise tanti di quei delitti che , alla fine, quando scappo', dovette essere protetto dalle Marine Militari di Francia, Israele e Inghilterra.
    Questo non lo dice l'ex ambasciatore, punta invece il dito contro Israele .
    Scrive che Israele nel 1982 invase il Libano, spiegazione monca perche' non non accenna ai gruppi di terroristi palestinesi che entravano in Israele, facevano irruzione nella case della gente per sgozzare intere famiglie, non parla nemmeno delle bombe e dei missili contro L'alta Galilea. Kiriat Shmona fu bombardata per 8 anni.
    Non dice che l'invasione servi' a creare una zona cuscinetto di 40 km tra i terroristi e Israele, non dice che il resto del Libano era occupato dalla Siria.
    Questo fatto non lo disturba.

    Racconta, con inaudita spudoratezza, che l'esercito israeliano punto' sui campi profughi , vivaio di reclute per Arafat, poveri innocentini, bravi ragazzi!
    Reclute! Ma dove li trova questi termini per evitare di dire che i campi erano covi di terroristi feroci che colpivano Israele e la popolazione civile libanese.
    Perche' non lo dice l'ex ambasciatore?
    E perche' non fa l'elenco delle armi trovate all'evacuazione dei campi ? A cosa servivano tutte quelle armi a quelle brave reclute, a quei bravi ragazzi palestinesi?

    5630 tonnellate di munizioni, 1320 fra carri armati e altri veicoli pesanti, 623 pezzi di artiglieria e lanciamissili, 33.303 armi leggere, 1352 armi anticarro, 2387 attrezzature ottiche, 2024 apparecchi di telecomunicazione, 215 mortai, 62 lanciarazzi katiuscia (elenco non definitivo, fornito nel comunicato ufficiale israeliano del 18 novembre 1982).

    Sergio Romano non ha nemmeno l'onesta' di dire che a Sabra e Chatila vi fu battaglia, che incominciarono a sparare i palestinesi contro i soldati cristiano maroniti guidati dal filosiriano Hubeika e la battaglia si trasformo' in massacro quando i soldati libanesi prevalsero sui terroristi e si vendicarono di tutte le vessazioni e assassini commessi da questi ultimi contro la popolazione libanese .
    Arabi contro arabi ma si accusano gli ebrei.
    Alla fine la ciliegina sulla torta, la menzogna piu' grande: Tremila morti.
    Peccato che per il governo libanese fossero 470, per la Croce Rossa 663 e solo per Israele le vittime furono tra le 700 e le 800.
    Evidentemente quel 3000 glielo avra' suggerito in sogno il fantasma di Arafat.
    Sergio Romano conclude affibbiando a Ariel Sharon la colpa della strage portando a conferma la sua condanna da parte della Corte Suprema di Israele , senza specificare che Sharon fu accusato di non aver previsto l'accaduto per poterlo impedire.
    Questa fu l'unica accusa.
    Siccome Israele e' una democrazia Sharon si dimise.
    Hubeika, mai nominato neanche di striscio da Sergio Romano, che guido' la battaglia e poi il massacro fu premiato dal padrone siriano con un ministero.

    Un altro incauto lettore chiede delucidazioni a Romano sul libro di Jimmy Carter, diventato un best seller, dove l'ex presidente accusa Israele di molte nefandezze scusando sempre i suoi amori hamas, hezbollah e tutti gli altri terroristi arabi.
    La risposta di Romano a questo povero lettore e' ancora piu' infida, se possibile, della sua storiella su Sabra a Chatila.
    Racconta di elezioni vinte trionfalmente e legittimamente da hamas, osa parlare di democrazia, ha la cattiveria di dire che l'autorita' di hamas tra i palestinesi e' dovuta alla popolarita' del gruppo umanitario....... Si , cattiveria, infamia, perche' hamas dopo aver conquistato il potere, con grande umanita', ha ammazzato centinaia di persone a Gaza.
    I banditi di hamas entravano nelle case e ammazzavano altri palestinesi, gettavano giu' dai tetti dei palazzi di Gaza decine di giovani . Ne hanno ammazzati piu' di 300.
    Come sono umani loro, vero Signor Romano?
    Come sono popolari, vero? O stai con loro o crepi!

    Infine il signor ex ambasciatore Romano si lancia, con grande soddisfazione, in un elenco di nemici americani di Israele, oltre a Carter, nomina Reagan, Bush senior dimenticando che i rapporti tra stati hanno alti e bassi e che nel caso specifico di Israele i rapporti variano anche a seconda dell' interesse per il petrolio arabo o per i cervelli degli israeliani , alcuni presidenti USA hanno scelto i verdoni anziche' i cervelli. Normale.
    Romano ha nostalgia di quel tipo di presidenti cosi' severi con Israele, altro che Bush junior, e la conclusione del suo dichiarato amore per il terrorismo palestinese e della sua altrettanto dichiarata antipatia per lo stato ebraico mi fa squillare un campanello d'allarme nel cervello.
    Scrive Romano, con l'acquolina in bocca: "Sono atteggiamenti critici che potrebbero divenire nuovamente attuali se Barak Obama venisse eletto alla presidenza degli Stati Uniti."

    Bene. Se Barak Obama piace a Sergio Romano significa che non va bene per Israele. Allora teniamo le dita incrociate e facciamo gli scongiuri.

    Intanto si passa di disgrazia in disgrazia.
    A Roma sta arrivando Ahmadinejad. Ci sono manifestazioni contro il suo arrivo? Puo' entrare indisturbato in un paese democratico un nazista islamico che chiede l'eliminazione di Israele dalla carta geografica?
    Si, puo' entrare. Certo che puo'
    Prego, presidente nazista, si accomodi.
    Questa e' la liberta' come la concepisce l'Europa, questa e' la giustizia. Cittadini israeliani che devono recarsi in Inghilterra, rischiano l'arresto e devono tornare indietro senza uscire dall'aereo per non finire in manette.
    Persino Sharon dovette rinunciare a un viaggio in Britannia per non finire in prigione, Sharon quando era premier.
    Le universita' israeliane sono perennemente boicottate dalle universita' inglesi. A Ginevra organizzano un Durban 2 contro Israele.
    Questa e' la giustizia, da qualunque parte ci si giri arriva uno spruzzo di veleno.
    L'ultimo ci viene gentilmente ed elegantemente offerto da un damerino come Klaus Davi che, su Youtube, suggerisce con infamia a un rappresentante dell'Ucoii il termine OLOCAUSTO riguardo ai palestinesi e chiede "ma muore qualcuno di fame a Gaza?"
    Il palestinese, quasi piu' onesto di lui, risponde "di fame no ma per mancanza di medicinali si". Senza aggiungere che Israele manda quintali di medicinali che hamas requisisce per poi rivenderli a prezzi altissimi solo a chi puo' pagare.
    Come sono umani, vero ex ambasciatore?

    Sono gli amici carissimi del naziislamico presidente iraniano che arrivera' in Italia , un criminale che impicca le donne, che condanna a morte chiunque sia contro il regime, che nega la Shoa', che ogni giorno dice che Israele e' un cancro puzzolente che dovra' essere presto estirpato, questo personaggio puo' posare i suoi piedi sul suolo italiano nel silenzio generale, a parte qualche protesta della comunita' ebraica, del Riformista e dei Radicali.

    Questo e' tutto.
    Una tristezza infinita.
    Una stanchezza enorme.
    Va all'inferno Ahmadinejad.
    E con te, nazista, all'inferno tutti quelli che ti ammirano e che ti stringeranno la mano.

    Deborah Fait
    www.informazionecorretta.com

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5034

  8. #228
    Proteus_Hermes
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    Sergio Romano, Ahmadinejad e l'infamia
    Ma cosa scrive sto Sergio Romano, ex ambasciatore?

    A un imprudente signore che chiede proprio a lui informazioni su Sabra e Chatila risponde con una tale quantita' di stupidaggini da far drizzare i capelli in testa. Premesso che e' mostruoso che di tutte le stragi avvenute nel mondo dopo la seconda guerra mondiale che ne detiene sempre il primato, l'unica che interessa sia Sabra a Chatila.
    Sono passati trent'anni eppure e' sempre la strage piu' gettonata alla faccia di tutti gli altri esseri umani ammazzati prima, durante e dopo.

    Oggi nel mondo stanno morendo come mosche in Darfur, in Somalia, assistiamo all'indecenza di bambini palestinesi usati come terroristi o scudi umani, vediamo la tragedia dei bambini soldato. Affoghiamo in guerre e terrorismo ma la cosa che piu' interessa il signore in questione e' la strage di Sabra e Chatila e per esserne informato si rivolge a uno dei giornalisti piu' in malafede che ci sia.
    A questo lettore non interessano le stragi di cristiani a Damour o a Tar el Zatar, eccidi fatti dalle bande di feddayin di Yasser Arafat.
    Non ne e' informato.
    Migliaia di libanesi cristiani ammazzati, sgozzati, uomini trovati con i loro genitali in bocca, donne e bambine stuprate e poi uccise, tanti di quei morti che per conoscerne il numero hanno dovuto contare le teste decapitate e sparse nelle strade dei villaggi distrutti.
    No, questo non gli interessa perche' tutti questi eccidi portano l'imprimatur di Yasser Arafat quindi non se ne deve parlare, c'e' il silenzio stampa, c'e' la censura, c'e' la protezione della figura del peggior terrorista del 20 secolo, il piu' laido e corrotto, il piu' feroce e crudele.
    Meglio puntare su Sabra e Chatila, si va sul sicuro, tutti rizzano subito le orecchie perche' quella fu l'unica strage che pote' coinvolgere Israele dato che l'esercito di Gerusalemme si trovava nelle vicinanze.
    E allora Sergio Romano si scatena.
    Non racconta dell'invasione del Libano da parte di Arafat e i suoi banditi dopo il Settembre Nero e la strage di palestinesi che fece Re Hussein di Giordania per impedire che prendessero il potere.
    Si parla dai 20.000 ai 40.000 palestinesi uccisi dai soldati giordani.
    Arafat fuggi' in Libano dove gli riusci' il colpo fallito in Giordania, creo' uno stato nello stato provocando una guerra civile tremenda che fece 160.000 vittime, incasso' tasse sulle tasse, fece fuori tutti i cristiani che incontro' al suo passaggio.
    Distrusse il Libano, commise tanti di quei delitti che , alla fine, quando scappo', dovette essere protetto dalle Marine Militari di Francia, Israele e Inghilterra.
    Questo non lo dice l'ex ambasciatore, punta invece il dito contro Israele .
    Scrive che Israele nel 1982 invase il Libano, spiegazione monca perche' non non accenna ai gruppi di terroristi palestinesi che entravano in Israele, facevano irruzione nella case della gente per sgozzare intere famiglie, non parla nemmeno delle bombe e dei missili contro L'alta Galilea. Kiriat Shmona fu bombardata per 8 anni.
    Non dice che l'invasione servi' a creare una zona cuscinetto di 40 km tra i terroristi e Israele, non dice che il resto del Libano era occupato dalla Siria.
    Questo fatto non lo disturba.

    Racconta, con inaudita spudoratezza, che l'esercito israeliano punto' sui campi profughi , vivaio di reclute per Arafat, poveri innocentini, bravi ragazzi!
    Reclute! Ma dove li trova questi termini per evitare di dire che i campi erano covi di terroristi feroci che colpivano Israele e la popolazione civile libanese.
    Perche' non lo dice l'ex ambasciatore?
    E perche' non fa l'elenco delle armi trovate all'evacuazione dei campi ? A cosa servivano tutte quelle armi a quelle brave reclute, a quei bravi ragazzi palestinesi?

    5630 tonnellate di munizioni, 1320 fra carri armati e altri veicoli pesanti, 623 pezzi di artiglieria e lanciamissili, 33.303 armi leggere, 1352 armi anticarro, 2387 attrezzature ottiche, 2024 apparecchi di telecomunicazione, 215 mortai, 62 lanciarazzi katiuscia (elenco non definitivo, fornito nel comunicato ufficiale israeliano del 18 novembre 1982).

    Sergio Romano non ha nemmeno l'onesta' di dire che a Sabra e Chatila vi fu battaglia, che incominciarono a sparare i palestinesi contro i soldati cristiano maroniti guidati dal filosiriano Hubeika e la battaglia si trasformo' in massacro quando i soldati libanesi prevalsero sui terroristi e si vendicarono di tutte le vessazioni e assassini commessi da questi ultimi contro la popolazione libanese .
    Arabi contro arabi ma si accusano gli ebrei.
    Alla fine la ciliegina sulla torta, la menzogna piu' grande: Tremila morti.
    Peccato che per il governo libanese fossero 470, per la Croce Rossa 663 e solo per Israele le vittime furono tra le 700 e le 800.
    Evidentemente quel 3000 glielo avra' suggerito in sogno il fantasma di Arafat.
    Sergio Romano conclude affibbiando a Ariel Sharon la colpa della strage portando a conferma la sua condanna da parte della Corte Suprema di Israele , senza specificare che Sharon fu accusato di non aver previsto l'accaduto per poterlo impedire.
    Questa fu l'unica accusa.
    Siccome Israele e' una democrazia Sharon si dimise.
    Hubeika, mai nominato neanche di striscio da Sergio Romano, che guido' la battaglia e poi il massacro fu premiato dal padrone siriano con un ministero.

    Un altro incauto lettore chiede delucidazioni a Romano sul libro di Jimmy Carter, diventato un best seller, dove l'ex presidente accusa Israele di molte nefandezze scusando sempre i suoi amori hamas, hezbollah e tutti gli altri terroristi arabi.
    La risposta di Romano a questo povero lettore e' ancora piu' infida, se possibile, della sua storiella su Sabra a Chatila.
    Racconta di elezioni vinte trionfalmente e legittimamente da hamas, osa parlare di democrazia, ha la cattiveria di dire che l'autorita' di hamas tra i palestinesi e' dovuta alla popolarita' del gruppo umanitario....... Si , cattiveria, infamia, perche' hamas dopo aver conquistato il potere, con grande umanita', ha ammazzato centinaia di persone a Gaza.
    I banditi di hamas entravano nelle case e ammazzavano altri palestinesi, gettavano giu' dai tetti dei palazzi di Gaza decine di giovani . Ne hanno ammazzati piu' di 300.
    Come sono umani loro, vero Signor Romano?
    Come sono popolari, vero? O stai con loro o crepi!

    Infine il signor ex ambasciatore Romano si lancia, con grande soddisfazione, in un elenco di nemici americani di Israele, oltre a Carter, nomina Reagan, Bush senior dimenticando che i rapporti tra stati hanno alti e bassi e che nel caso specifico di Israele i rapporti variano anche a seconda dell' interesse per il petrolio arabo o per i cervelli degli israeliani , alcuni presidenti USA hanno scelto i verdoni anziche' i cervelli. Normale.
    Romano ha nostalgia di quel tipo di presidenti cosi' severi con Israele, altro che Bush junior, e la conclusione del suo dichiarato amore per il terrorismo palestinese e della sua altrettanto dichiarata antipatia per lo stato ebraico mi fa squillare un campanello d'allarme nel cervello.
    Scrive Romano, con l'acquolina in bocca: "Sono atteggiamenti critici che potrebbero divenire nuovamente attuali se Barak Obama venisse eletto alla presidenza degli Stati Uniti."

    Bene. Se Barak Obama piace a Sergio Romano significa che non va bene per Israele. Allora teniamo le dita incrociate e facciamo gli scongiuri.

    Intanto si passa di disgrazia in disgrazia.
    A Roma sta arrivando Ahmadinejad. Ci sono manifestazioni contro il suo arrivo? Puo' entrare indisturbato in un paese democratico un nazista islamico che chiede l'eliminazione di Israele dalla carta geografica?
    Si, puo' entrare. Certo che puo'
    Prego, presidente nazista, si accomodi.
    Questa e' la liberta' come la concepisce l'Europa, questa e' la giustizia. Cittadini israeliani che devono recarsi in Inghilterra, rischiano l'arresto e devono tornare indietro senza uscire dall'aereo per non finire in manette.
    Persino Sharon dovette rinunciare a un viaggio in Britannia per non finire in prigione, Sharon quando era premier.
    Le universita' israeliane sono perennemente boicottate dalle universita' inglesi. A Ginevra organizzano un Durban 2 contro Israele.
    Questa e' la giustizia, da qualunque parte ci si giri arriva uno spruzzo di veleno.
    L'ultimo ci viene gentilmente ed elegantemente offerto da un damerino come Klaus Davi che, su Youtube, suggerisce con infamia a un rappresentante dell'Ucoii il termine OLOCAUSTO riguardo ai palestinesi e chiede "ma muore qualcuno di fame a Gaza?"
    Il palestinese, quasi piu' onesto di lui, risponde "di fame no ma per mancanza di medicinali si". Senza aggiungere che Israele manda quintali di medicinali che hamas requisisce per poi rivenderli a prezzi altissimi solo a chi puo' pagare.
    Come sono umani, vero ex ambasciatore?

    Sono gli amici carissimi del naziislamico presidente iraniano che arrivera' in Italia , un criminale che impicca le donne, che condanna a morte chiunque sia contro il regime, che nega la Shoa', che ogni giorno dice che Israele e' un cancro puzzolente che dovra' essere presto estirpato, questo personaggio puo' posare i suoi piedi sul suolo italiano nel silenzio generale, a parte qualche protesta della comunita' ebraica, del Riformista e dei Radicali.

    Questo e' tutto.
    Una tristezza infinita.
    Una stanchezza enorme.
    Va all'inferno Ahmadinejad.
    E con te, nazista, all'inferno tutti quelli che ti ammirano e che ti stringeranno la mano.

    Deborah Fait
    www.informazionecorretta.com

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5034
    Ancora riusciamo a tollerare i depistaggi e gli inquinamenti di ogni retta coscienza compiuti da una Deborah Fait?
    Che se ne torni a casa sua, dato che finalmente ce l'ha, a sparare i suoi livorosi deliri, le sue mistificazioni interessate i suoi studiati avvelenamenti del retto pensare.
    Non abbiamo bisogno, a casa nostra, di questi UNTORI....


    proteus

  9. #229
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    Appello per liberare Gilad Shalit

    Aggiungi la tua firma. Appello per liberare Gilad Shalit a due anni dal suo rapimento (clicca). 24 Giugno 2008. Il 25 giugno del 2006 il soldato oggi ventiduenne di Tzahal, Gilad Shalit, veniva rapito in territorio sovrano israeliano, al confine con la Striscia di Gaza, da terroristi di Hamas. Sono due anni che questo ragazzo è stato privato della sua libertà mentre compiva il suo dovere di servire lo Stato. Da allora non sono pervenute notizie accreditate circa il suo stato di salute e nemmeno la Croce Rossa Internazionale è mai stata autorizzata a visitarlo, così come nel caso di Eldad Reghev e Ehud Goldwasser, i due soldati rapiti sul fronte settentrionale da Hezbollah, 17 giorni dopo Ghilad Shalit.

    In questi giorni, il governo israeliano e quello egiziano – che funge da mediatore nelle trattative con Hamas – stanno intensificando i contatti per includere la liberazione di Shalit negli accordi di tregua. Tregua che è stata oggi violata con il lancio di 4 razzi Qassam sulle città israeliane del Neghev occidentale. Tra le richieste di Hamas, quella di rilasciare 450 detenuti palestinesi, molti dei quali con sangue sulle mani, oltre a rappresentare una contropartita sproporzionata per garantire la libertà di un soldato e cittadino israeliano, è un prezzo estremamente alto per la sicurezza stessa dello Stato d’Israele.

    In un’ultima lettera presumibilmente di pugno di Gilad Shalit, recapitata alla sua famiglia il 9 giugno scorso, il soldato esprimeva tutta la sofferenza e le difficoltà di salute, oltre che psicologiche, in cui si trova. Il momento è critico e auspichiamo che le trattative non vengano interrotte e che la mediazione egiziana possa portare ad esiti soddisfacenti. Ci rivolgiamo quindi al governo e alla società italiani affinché, in questa delicata situazione in cui le trattative su entrambi i fronti sembrano essere più che mai aperte, si mobilitino per rompere l’isolamento in cui si trovano Gilad Shalit nelle mani di Hamas e Golwasser e Reghev nelle mani di Hezbollah, a ormai due anni dal loro allontanamento forzato da casa.

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5097

 

 
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