Sarebbero 'alcune centinaia' i Palestinesi uccisi in questi giorni nel corso del 'rastrellamento' operato dagli Israeliani nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Lo ha affermato alla radio militare lo stesso portavoce dell'Esercito di Israele, il generale Ron Kitrey, il quale si è tuttavia premurato di precisare che nell'offensiva sferrata in Cisgiordania per 'sradicare il terrorismo' le truppe di Tel Aviv 'non hanno perpetrato massacri'. Del tutto differente il tenore dei comunicati dei Palestinesi, i quali hanno denunciato il massacro di centinaia di civili inermi e accusato gli Israeliani di averli sepolti in fosse comuni, chiedendo ufficialmente alle Nazioni Unite che si apra un'inchiesta su questo. Queste affermazioni sono classificate da parte israealiana come 'mera propaganda', ma sta di fatto che la città di Jenin è classificata fino a nuovo ordine come 'area militare chiusa' e come tale è interdetta ai giornalisti e pertanto non è possibile a breve accertare in maniera indipendente che dica la verità ed il numero delle vittime.
Certo che, soprattutto se quanto denunciato dai Palestinesi dovesse trovare conferma, sarebbe incontestabile il dato di fatto che la guerra scatenata da Ariel Sharon contro i Palestinesi ha assunto la stessa denominazione della guerra a suo tempo scatenata dal 'nazicomunista' Slobodan Milosecvitch, attualmente sotto processo all'Aia per 'crimini contro l'umanità', contro Bosniaci prima e Kosovari poi: operazione di pulizia etnica...
o no?...
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




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