Powell non dà un ultimatum a Israele
Il segretario di Stato Usa parla in una conferenza stampa congiunta con Ariel Sharon dopo l'incontro col primo ministro israeliano. Invoca il ritiro dell'esercito ma non indica un tempo limite.
TEL AVIV – Nessun ultimatum a Israele. L'incontro tra il segretario di stato Usa Colin Powell e il primo ministro israeliano Ariel Sharon mette di nuovo sul piatto la debolezza delle pressioni americane sull'esecutivo di Tel Aviv. ''Non ho una precisa risposta alla domanda sul calendario dei tempi del ritiro dell' esercito israeliano'' ha affermato Powell. Intanto il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan chiede l'invio di una forza di pace internazionale nei Territori .
In una conferenza stampa tenuta in comune con il premier israeliano Powell chiede di nuovo il ritiro dell'esercito con la stella di David dalle città palestinesi ma non pone nessun limite massimo. Powell ha aperto la conferenza stampa dichiarandosi "amico di Israele" e precisando di capire la situazione di un Paese assediato dal terrorismo. E ha esortato tutti i Paesi della regione a contribuire alla costruzione della pace in Medio Oriente.
Sharon: finiremo presto . Dal canto suo il premier israeliano ha dichiarato che le operazioni militari nelle città palestinesi finiranno in fretta, ma anche lui non ha precisato alcuna data o tempo massimo.
Sabato Powell vedrà Arafat. In un breve incontro con il responsabile palestinese Erekat, Powell è stato invitato a visitare il campo profughi di Jenin in Cisgiordania, dopo l'ammissione del generale israeliano Kytrey di aver fatto "centinaia" di vittime", poi smentita dalle alte cariche dell'esercito. L'inviato Usa ha detto che “si tratterrà in Israele fino a quando non avrà esaurito tutti i punti in agenda.
(12 APRILE 2002, ORE 77 aggiornato alle 13
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