ben volentieri.Originally posted by pergola2000@yahoo.it
Sarebbe ora che rientrassero nel PRI li accoglieremmo a braccia aperte.


ben volentieri.Originally posted by pergola2000@yahoo.it
Sarebbe ora che rientrassero nel PRI li accoglieremmo a braccia aperte.


Su questa risposta io ci conto! Spero non dovere aspettare troppo.Originally posted by Alberich
ben volentieri.![]()


Non credo dovrai aspettare troppo caro PergolaOriginally posted by pergola2000@yahoo.it
...
Al congresso di Pesaro i ds hanno gettato la maschera e non gli hanno più voluti. Così avevano fatto con i laburisti.
Sarebbe ora che rientrassero nel PRI li accoglieremmo a braccia aperte.
Ciao
ogni tanto, girando sui TROPPI forum che ci sono mi capita di leggere qualche tuio intervento!!!!!!
mai dare perle in bocca ai porci!!!!!!!
lo diceva anche una favoletta antica.
Qualche volta vengo in garfagnana a trovarti?!?!!?!?!?
ogni tanto, girando sui TROPPI forum che ci sono mi capita di leggere qualche tuio intervento!!!!!!
mai dare perle in bocca ai porci!!!!!!!
lo diceva anche una favoletta antica.
Qualche volta vengo in garfagnana a trovarti?!?!!?!?!?


Quando vuoi Generale! A me farebbe molto piacere. Così magari assaggerai veri funghi...


Quando vuoi Generale! A me farebbe molto piacere. Così magari assaggerai veri funghi...


tratto da
LA VOCE REPUBBLICANA
del 15 gennaio 2004
I repubblicani che piacciono a D’Alema
Ricordiamo bene che, dal 1995 al 2001, quando il Partito Repubblicano Italiano entro’ a far parte nella coalizione di centrosinistra, incontrammo enormi difficolta’ nel vedere riconosciuta questa nostra presenza. In particolare le difficolta’ venivano dai Ds, i quali sostenevano che esistevano altri repubblicani (quelli di cui si e’ persa traccia piu’ di recente). Il P.R.I. non era invitato ai vertici, non aveva membri nell’esecutivo, non era mai elencato come partito della coalizione. Ne prendemmo atto, e tale valutazione fece parte del complesso di elementi di giudizio sui rapporti con i Ds che entrarono a far parte del bilancio finale dell’esperienza.
Oggi notiamo una notevole attenzione verso i “repubblicani” fuoriusciti concentrati attorno ad un piccolo comune di una regione del centro-Italia, puntigliosamente elencati accanto a forze consistenti come i Ds e la Margherita e lo stesso Sdi. L’altra sera in televisione abbiamo visto lo stesso on.le D’Alema, al quale parlare d’altri fuor di se stesso costa un evidente sforzo, aggiungere all’elenco delle forze della sua coalizione i repubblicani. Ci deve essere una spiegazione. Essa non puo’ essere soltanto la rabbia perche’ il P.R.I. ha scelto la coalizione di centro-destra: anche in privato molti esponenti Ds accusano D’Alema di aver “regalato” il P.R.I. a Berlusconi.
Evidentemente c’e qualcosa di piu’. I Ds fanno una selezione accurata dei repubblicani: se hanno la schiena diritta, li nascondono; se non ce l’hanno, li apprezzano. In fondo e’ un vecchio insegnamento che ricevettero nel secolo scorso e che non hanno mai dimenticato. Li lasciamo volentieri in compagnia di quanti sono disposti a farsi trattare da lacche’. E lasciamo ai Ds di sperimentare ancora una volta che i lacche’ sono anche traditori.
tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html


PRI, Sbarbati contro La Malfa: voglio il simbolo
ROMA - Non c’è pace sotto l’edera repubblicana. A tre anni dal congresso che segnò la divisione del partito (La Malfa con Berlusconi, Sbarbati con l’Ulivo) sembra che sia tutto da rifare. Una sentenza del tribunale di Roma ha sancito «l’illegittimità del congresso di Bari che decise l’alleanza con la Casa delle Libertà», annuncia Luciana Sbarbati che ha fondato, proprio dopo quelle assise, i repubblicani europei e che ora potrebbe chiedere di poter usare l’edera impedendo invece a La Malfa di farlo. Per ora La Malfa e il Pri sono obbligati a pagare le spese processuali ed eventuali danni. Immediata la reazione di La Malfa: il suo partito ha già annunciato ricorso contro la decisione del tribunale e battaglia contro la Sbarbati: «Il simbolo e il nome restano nostri perché la sentenza non ha deciso nulla circa la loro proprietà», si legge in una nota del Pri. Sotto accusa dei repubblicani lamalfiani è anche Vittorio Dotti, l’avvocato che ha seguito la causa per la Sbarbati, un tempo deputato di Forza Italia e oggi candidato alle Europee nel Listone dell’Ulivo. «Dotti nel 2001 era iscritto a Forza Italia e ora parla come se fosse stato l’allievo di Mazzini...», lo sfotte La Malfa. Il Pri sta valutando se querelare l’avvocato.


Elezioni/Pri: nome e simbolo Edera sono e rimangono nostri
La segreteria nazionale del PRI ha diffuso una nota nella quale annuncia ricorso contro la sentenza del Tribunale di Roma nella causa promossa nei confronti del partito da alcuni iscritti (oggi i 'repubblicani europei' di Luciana Sbarbati), da tempo usciti dal PRI per loro scelta e precisa che, comunque, la titolarita' del nome "repubblicani" e dello storico simbolo dell'edera, rimangono di pertinenza del PRI. "La sentenza del Tribunale di Roma - afferma la nota - erroneamente asserisce che alcune sezioni del partito non potevano partecipare al voto nel Congresso di Bari del gennaio 2001 in quanto non dimostra, ne' poteva dimostrare, che tale eventuale esclusione avrebbe modificato la maggioranza del Congresso. Quest'ultimo ha, infatti, legittimamente compiuto le scelte che era chiamato a compiere". "Per tali ragioni - prosegue la nota - e' stato proposto ricorso nella certezza che la sentenza sara' modificata in appello. In ogni caso, contrariamente ad affermazioni politiche arbitrarie e infondate, la sentenza non ha stabilito, ne' poteva stabilire, alcunche' sulla proprieta' del simbolo e sul suo legittimo uso da parte degli organi del PRI. La Direzione del PRI - conclude la nota - chiedera' anzi all'autorita' giudiziaria di interdire alla associazione cosiddetta "Repubblicani Europei" l'uso del termine repubblicano ed il simbolo costituito da cinque foglie d'edera in quanto l'uno e le altre traggono in inganno gli elettori rispetto all'unico partito, il PRI, legittimato ad usare il simbolo dell'Edera e la parola repubblicano. Del resto, la mancanza di spirito repubblicano dei ricorrenti e' dimostrata dal fatto che essi, usciti dal partito, si sono ripetutamente espressi con affermazioni gravi e diffamatorie verso il partito stesso e i suoi storici dirigenti e si sono oggi legati ad organizzazioni e movimenti politici che con i principi e i valori repubblicani, a cominciare dalla politica estera, non hanno alcun rapporto". E' stato infine dato mandato ai legali di verificare se vi siano gli estremi per una querela per le dichiarazioni rese da Vittorio Dotti il quale all'epoca dei fatti non era iscritto al PRI ed era parlamentare eletto in Forza Italia".
Roma, 17 maggio 2004 (AGI)