Ecco una scheda del nuovo libro, tratta dal numero in preparazione del nuovo Margini.
Saluti
Drieu La Rochelle, L’agente doppio, pp. 84. Traduzione a cura di Tiberio Graziani, con testo originale a fronte. Collezione gli ‘Inattuali’, XIII, 2002. Comprende un corollario di note di commento a opera di: Gruppo di Ar ("Una professione di fede"); Dragos Kalajic ("Il contesto storico de ‘L’agente doppio’"); Claudio Mutti ("Strane riconciliazioni"); Anna K. Valerio ("Coniunctio oppositorum"). Euro 7,00.
Il protagonista del racconto L’agente doppio è una spia russa. Non tradisce per denaro, per paura, per scambio di favori. Ma per vocazione: per una sorta di inusitata vocazione. Nessun idealismo condiziona la scelta dell’agente russo, nessuna bandiera di colore opposto, ma il fastidio verso ogni tipo di ‘colore’, tinto com’esso è da una fantasia da ceto medio, sintomo del suo sciatto negligente vizio di esigere, sopra tutto, la classificazione. Invece, l’onore della Russia è il solo buon motivo per cui la spia sa che si può pensare grandiosamente e affermativamente. È l’onore ciò che salda i due labbri dell’anima divaricata dell’agente doppio; che mette d’accordo il suo doppio rifiuto (contro i bianchi, contro i rossi); che trasforma infine in rivolta (in creazione, in vita che si rinnova) la congestione novecentesca della negazione (dal risvolto di copertina).




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