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    Predefinito Uehi...abbiamo finalmente...

    ...il ministro deli Esteri

    Silvio Berlusconi ha annunciato che Nato e Russia hanno raggiunto un accordo per creare un nuovo organismo a venti paesi, ora sono 19, e l’intesa sarà firmata entro maggio in Italia. Ben cengano, dunque, le mani asciutte e l’alito fresco dei diplomatici se il risultato è quello di riportare l’Italia tra i protagonisti delle mediazioni internazionali. Il 23 novembre scorso lord Robertson, segretario generale della Nato, aveva reso noto che era arrivata sul suo tavolo un’articolata proposta del primo ministro italiano tesa a risolvere il problema del rapporto tra Russia e Alleanza atlantica sulla base della formula del “gruppo dei 20”. La sostanza è presto detta: nelle convulse ore successive agli attentati dell’11 settembre l’amministrazione Bush, nell’ansia di rimettere in piedi il più rapidamente possibile la grande coalizione contro il terrorismo, aveva prontamente acconsentito alla richiesta di Mosca di trasformare la Nato in una organizzazione collettiva di sicurezza. Solo che a tale prontezza non aveva fatto seguito alcuna chiarezza sui modi concreti di favorire i nuovi rapporti tra la Russia e Bruxelles.

    Berlusconi, che già al G8 aveva scoperto una particolare sintonia con Vladimir Putin, si prese la briga, con molte perplessità del suo ministro degli esteri dell’epoca, Renato Ruggiero, di mettere nero su bianco i generici intenti di Bush e Blair. Il Cav. insistette perché il ruolo della Russia non fosse confinato al rango di un ospite più o meno gradito delle varie riunioni secondo un format avanzato soprattutto dalla Germania, quello dei “19+1”. Laddove si voleva intendere che i 19 membri della Nato dovevano mantenere le loro prerogative, prima fra tutte il diritto di veto, riservandosi di associare Mosca volta per volta in situazione subalterna.
    Putin e Berlusconi non hanno mollato, ne hanno discusso e ridiscusso (l’ultima volta all’inizio di aprile tra Soci e il Cremino), finchè la Nato ha accettato il “gruppo dei 20”, vale a dire 20 paesi che godono uguale diritto di parola. Il presidente russo ha già manifestato la sua soddisfazione mercoledì a Weimar, dichiarando signorilmente di non avere mai avuto alcuna intenzione d’immischiarsi negli affari della Nato rivendicando un proprio diritto di veto.
    Ma non dimenticando di annotare che da ora in poi i problemi cruciali, guerra al terrorismo in primo luogo, saranno di competenza dei 20 e non più dei 19.
    A Bruxelles, alla Nato, lunedì arriva il ministro degli esteri russo, Igor Ivanov.

    Dov’è l’Italia del centrodestra mal sopportata in Europa e derisa nel mondo?

    Domanda da girare a Rutelli

    saluti

  2. #2
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    Mi auguro che la Russia si sappia meritare....la promozione.

    Cordiali saluti.

  3. #3
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    Originally posted by Pieffebi
    Mi auguro che la Russia si sappia meritare....la promozione.

    Cordiali saluti.
    Io promuoverei la Russia e boccerei l'Italia.

    Lunedì 24 Marzo 2003, 10:19

    L'Onu si pronunci sulla legalità dell'operazione in Iraq
    MOSCA, 24 mar (Afp-Internazonale) - La Russia vorrebbe che il Consiglio di sicurezza dell'Onu si pronunci politicamente e legalmente sull'operazione americana contro l'Iraq, ha dichiarato oggi il vice-ministro russo degli Affari esteri Iuri Fedotov, citato dall'Interfax.

    Il responsabile ha affermato anche che "i paesi del consiglio di sicurezza coinvolti nell'azione militare contro l'Iraq dovrebbero impegnarsi a rimediare alle gravi e inevitabili conseguenze umanitarie".


    Vladimir e Silvio sghignazzano leggendo il Libro Nero Del Comunismo edizione Mondadori

    Esteri
    Lezioni di diplomazia

    "La posizione dell'Italia sulla guerra all'Iraq è entrata in un territorio nebbioso che nessuno riesce a penetrare": Lola Galán sul País del 17 marzo racconta che "le telefonate del presidente Bush non vengono accolte con entusiasmo nella sede del governo italiano", perché Silvio Berlusconi, fino a ieri dalla parte dei falchi, adesso è "intento a mantenere un equilibrio impossibile tra Bush, l'Onu e il blocco degli europei contrari alla guerra". Uno sforzo diplomatico che dovrebbe rappresentare un tentativo di trovare una soluzione pacifica ma che "dall'esterno viene percepito come ambiguo" e non fa che "riportare alla domanda di fondo: da che parte sta il governo italiano?".
    Il giorno dell'attacco la corrispondente spagnola torna sull'argomento per riferire che "la posizione dell'Italia sulla guerra in Iraq, criticata dagli esperti come un'ipossibile quadratura del cerchio, è stata elevata al rango di capolavoro diplomatico dal suo autore, il primo ministro Silvio Berlusconi, che ha difeso davanti al parlamento la fedeltà alla linea degli Stati Uniti e la tradizionale non belligeranza italiana".

    Di diplomazia si occupa anche il Financial Times, che dichiara conclusa la disputa tra Italia e Finlandia sulla sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare con l'ammissione rilasciata all'Observer da Silvio Berlusconi: "anche i finlandesi sanno cos'è il prosciutto".

    La mancanza di tatto del Cavaliere è nota anche in Romania: il quotidiano Zuia ricorda le la scenetta delle corna durante la foto ufficiale con i leader europei e riferisce che Berlusconi è stato criticato dell'associazione dei brutti d'Italia per essersi congratulato con la direzione di un centro di ricerca sul cancro per la bellezza delle sue impiegate.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Brunik....stringhi le chiappe!!!



    salam tovarish

  5. #5
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    Questa sì è una politica estera con le palle e contropalle. Ebbravi pollisti.


    Corriere 24.3.03

    «Aerei Usa dall'Italia all'Iraq? Non ne so nulla»

    Il ministro degli Esteri risponde così alle indiscrezioni sui 1800 parà americani partiti da basi italiane per Bagdad



    ROMA - «Non siamo uno stato belligerante e non sappiamo nulla di operazioni militari, l'Italia non deve essere informata, perché noi sulle operazioni militari sentiamo la Cnn come voi». Così il ministro degli Esteri replica alla domanda se avesse notizie di 1.800 paracadutisti americani che, secondo l'opposizione, sarebbero partiti da basi italiane per raggiungere l'Iraq violando quindi l'impegno in Parlamento preso dal Governo. «Noi non siamo uno Stato belligerante - ha detto Frattini - ho già detto che non so assolutamente niente di operazioni militari. Le apprendo come voi dalla Cnn. Non abbiamo soldati impegnati, non abbiamo ufficiali quindi non lo so».

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Frattini non ha dignita', si fa usare come uno zerbino.

 

 

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