cinquantaduesima ora di sete
CONSULTA: ANCORA NULLA DI FATTO, MA MANCUSO NON MOLLA (ANSA)
INFRUTTUOSO INCONTRO CON CASINI. SI RISCHIA SLITTAMENTO 9 MAGGIO
ROMA, 17 APR - Anche oggi i parlamentari di Camera e Senato non sono riusciti ad eleggere i due giudici della Consulta.
Gli incontri, le telefonate e i contatti dei giorni scorsi tra esponenti di maggioranza e opposizione non sembrano serviti a molto. La candidatura di Filippo Mancuso, contro la quale il centrosinistra alza barricate da 18 mesi, e' ancora la' come una sorta di macigno che nessuno riesce o vuole smuovere.
E l'interessato non fa mistero delle sue intenzioni. In un incontro a quattr'occhi con il presidente della Camera, avuto quasi al termine delle votazioni di oggi, l'ex Guardasigilli avrebbe detto senza mezzi termini: ''Io non mollo!''.
Anche se il Parlamento e' bloccato e anche se Marco Pannella e' al secondo giorno di sciopero della fame e della sete - e' in sostanza il discorso di Mancuso - io alla mia candidatura non ci rinuncio. Berlusconi me lo ha promesso e io ci conto. Ora e' in gioco l'onore del centrodestra. Devo difenderne la causa. Di ritirarmi non mi passa neanche per l'anticamera del cervello e per i seguenti motivi: non posso, non voglio, non debbo, non ve ne e' ragione, non sarei autorizzato. Anche se fossi sul letto di morte non recederei...
Stessa determinazione che traspare dall'ex Guardasigilli in serata mentre e' impegnato in un colloquio con Luciano Violante su un divano del Transatlantico.
A nulla sono valsi i tentativi di colleghi e amici (''Ma ci sono esempi illustri di persone che alla fine per dovere delle Stato e per il bene delle istituzioni si sono ritirate.
Ricordati di Lelio Basso...''): Mancuso e' davvero irremovibile.
Tanto che sorpreso dai giornalisti all'uscita del suo colloquio con Casini risponde: ''Cosa mi ha detto Casini? Mi ha detto: ma lei chi e' Mancuso, quello con tre palle cosi?''. Accompagnando la frase con il classico gesto della mano a cerchio.
E fino a che resta in piedi la sua candidatura l'impasse e'
certa. Luciano Violante, capogruppo dei Ds, sul punto e' chiaro: ''Se Mancuso resta il loro candidato non non andiamo a votare. Sul suo nome non puo' esserci accordo''. E con lui anche Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita: ''Molti prima di lui hanno ritirato la propria candidatura quando ce ne e' stato bisogno. Non vedo perche' lui invece debba continuare a bloccare il Parlamento e le istituzioni in questo modo...''.
Un veto che e' nel diritto costituzionale dell'opposizione,
osserva Cossiga in una lettera inviata a Berlusconi per chiedere di azzerare le candidature, ovvero quella di Mancuso ma anche quella di Mancino, per ricominciare d'accapo con nuove rose di nomi accettabili per entrambi gli schieramenti.
Cosi' domani mattina si torna a votare. E se la fumata sara' ancora nera Casini potrebbe convocare una conferenza dei capigruppo per mettere in calendario nuove votazioni. Ma, spiegano alcuni deputati di Forza Italia, le nuove consultazioni non potranno spingersi oltre venerdi' perche' poi incombono altre scadenze: quelle per le liste delle amministrative.
''Insomma - dichiara un deputato della Lega - se la situazione non si risolve entro venerdi', qui rischia di saltare tutto per almeno 10 giorni visto che la prossima settimana il Senato e' chiuso...''. Palazzo Madama infatti lavorera' ancora domani e venerdi' e poi riaprira' i battenti solo il 9 maggio.
In attesa che si sblocchi la situazione, le diplomazie dei due poli non si fermano e continuano a lavorare. Nelle prossime ore infatti sono previsti nuovi incontri e c'e' chi comincia a far girare rose di nomi alternativi a quello dell'ex Guardasigilli.
''Se si vuole davvero sbloccare l'impasse - spiega Gaetano Pecorella presidente della commissione Giustizia - non c'e' che una strada: cercare i candidati fuori dal Parlamento''. Lui intanto smentisce di essere stato contattato per prendere il posto di Mancuso. Anche se subito dopo aggiunge: ''E' chiaro che se servisse a sciogliere questo nodo e se qualcuno me lo chiedesse, io la mia disponibilita' la darei''.
Anche Carlo Taormina lancia la sua proposta e spiega che lui alla Consulta ci vedrebbe bene ''due veri tecnici'' del calibro di Franco Cordero e di Giorgio Spangher.
Ma ognuno ha le sue 'preferenze': c'e' chi fa il nome di
Augusto Barbera e chi di Antonio Pagliaro o Giuseppe Frigo.
I giochi dunque sono ancora aperti. E per domani si spera nel ''miracolo''.
Mancuso pero' non sembra preoccuparsi piu' di tanto e cosi'
dopo aver incontrato anche Violante e dopo aver parlato a lungo con i giornalisti una battuta se la fa scappare: ''Sapete che c'e'? Ora mi vado a bere un bel litro d'acqua...''. Con buona pace di Marco Pannella ormai alla vigilia del suo terzo giorno di sciopero della sete.