Nel mistero di quella sera in Emmaus il Signore risorto spiega tutto quello che nelle Scritture si dice di Lui. Ed i Padri hanno preso sul serio questo fatto: Omnis Scriptura de Chisto loquitur, tutta la Scrittura parla di Cristo.
E' evicente che per vederlo occorrono gli occhi puri e cristallini dell'abbandono a Dio. Fides quaerens intellectum. La fede che cammina verso la comprensione di se. Alla fede il "guazzabuglio di contriddazioni" che sarebbe il Vecchio testamento appare al contrario il Mistero divino che si rivela nell'antinomia (P.Florenskij) ed insieme il mistero dell'incontro-scontro tra il Dio delle misericordie e la dure cervice dell'uomo. Basta leggere qualche commentario patristico del Vecchio testamento per rendersi conto con quale animo la fede della Chiesa ne ha scrutato la Verità.
In Vecchio testamento siamo noi, bambini bizzosi bisognosi della legge "che ci fa conoscere ciò che è male" e della verga con la quale il Padre ci castiga per eccesso d'amore, fino a che non saremo spiritualmente cresiuti alla dimensione della Libertà del figli di Dio.
Ma tuitto questo, che è così palese a chi si pone disarmato di fronte al Signore della Parola, non lo è altrettanto a coloro che non vogliono arrendersi all'amore del Padre.
Capisco le posizioni dei miei interlocutori ma non approvo la loro incapacità di piegare la cervice del loro cuore indurito dal dolore, per accogliere la tenerezza del Vivente.
Non mi toccare! dice il Risorto a Maria di Magdala, non sono ancora asceso. Solo chi è già asceso nella dimensione del suo cuore alla dimensione di Cristo può toccarlo nel mystero della Resurrezione. Agli altri le ecritture restano un file chiuso di cui non conoscono la password, che solo agli umili viene svelata.




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2010: