Il fatto che se si indossa una divisa si possa legittimamente usare la violenza ed il terrore è totalmente contraddetto da millenni di Storia e non basta di certo a costituire un discrimine, se non di natura molto legalistico-farisaico.Se poi ci mettiamo anche che nel caso in questione non stiamo parlando di minoranze armate che lottano contro uno Stato ed un Governo in nome di motivazioni idelogiche ( come in Italia negli anni settanta), ma di un popolo oppresso che reagisce, come puo', a decenni di occupazione militare straniera allora mi sembra indiscutibile che le tue argomentazioni siano fuori contesto.Su questa base anche la Resistenza e la guerra di Liberazione da parte dei partigiani che non indossavano una divisa "regolare" e che si battevano contro un occupazione e contro il Governo fascista era "terrorismo" Infatti i tedeschi chiamavano i partigiani "banditi".E' noto che anche nel Risorgimento, come Mazzini ed altri patrioti fossero etichettati come tali .Quindi,è ovvio che la categoria di "terroristi" viene affibbiata da chi domina , guarda la dottrina Bush che la estende anche a Stati sovrani,da chi comanda e domina su chi temporaneamente subisce gli effetti della dominazione.quella dei palestinesi è lotta di liberazione nazionale ad onta dei "neologismi" di Bush e Sharon.Su questo tuo ragionamento andrebbe riscritta tutta la storia europea e mondiale.A proposito ma gli attentati dell'Irgun e di altre organizzazioni sioniste,ai tempi dell'occupazione inglese che hanno dato il via alla costituzione dello Stato di Isarele come la giudichi?




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