C'è la storia e c'è la memoria. In nome della prima è giusto precisare, approfondire, con obbiettività, rispettando la complessità degli eventi.
In nome della seconda, è giusto onorare le proprie radici culturali. Le mie sono quelle civili della nascita della Repubblica Italiana, della Costituzione, delle libertà democratiche. Sono anche le vostre, anche se non volete che lo siano, anche se le rifiutate. Grazie ad esse siete liberi di farlo.
VIVA IL 25 APRILE!


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