Un delirio. E' il termine più moderato usato dai sindacati di fronte alle proposte di "riforma" dei sindacati stessi esternate dal ministro del Welfare Maroni qualche giorno fa.
Scatenata in particolare la Cisl di Savino Pezzotta, che pure aveva disperatamente cercato di flirtare con Fini: "Se questa è la mano che ci tendono- dichiarano i cislini-il clima è quanto meno da rissa. Abbiamo sentito un vero e proprio delirio contro il sindacato".
In effetti, oltre che gravi, le affermazioni di Maroni sono false. False come quella secondo cui i sindacati non presentano i propri bilanci. I sindacati sono obbligati invece a presentare i propri bilanci e a renderne conto pubblicamente. Il ministro inoltre dovrebbe ben sapere che i patronati dipendono da lui, come prevede la legge costitutiva, e se i patronati non presentassero i bilanci e non rendessero conto delle loro attività, il ministro del Lavoro dovrebbe ritirare la sua autorizzazione.
Ma il sogno di Maroni- e della Casa delle Libertà- è quello di distruggere i sindacati in quanto tali e per distruggerli diffondono bugie, mentono sapendo di mentire. Attaccano lo Statuto dei Lavoratori che, fra le altre cose, regola i distacchi sindacali e parlano di enti che sono a fianco dei sindacati- come i Caf- che svolgono un servizio per lo Stato e che proprio perchè percepiscono per questo dei fondi pubblici sono tenuti a registrarli nei bilanci che devono presentare.
Del resto i sindacati per i bilanci non hanno avuto bisogno di una legge apposita come i partiti, nè dell' approvazione della normativa sul falso in bilancio approvata tra i primissimi provvedimenti del governo.
Maroni aveva anche aggiunto che chi si iscrive ai sindacati "è costretto da mille lacci e lacciuoli a restare iscritto per sempre" e pure questo è falso, i lavoratori possono liberamente iscriversi al sindacato e liberamente cancellarsi, ma per fortuna sia i lavoratori iscritti, sia quelli non iscritti, sia quelli di sinistra, sia quelli leghisti hanno scioperato a decine di milioni il 16 aprile dando ascolto al sindacato.
Concludendo, i cislini stanno cercando di capire quando Maroni era sobrio: se lo era a Modena quando ha parlato di disponibilità al dialogo o se, invece, lo era quando ha rilasciato le interviste per innescare la rissa. Quello che è certo è che egli parla di cose delicatissime come se stesse parlando al bar con un gruppo di amici e sorseggiando un bel bicchiere di vino.
Saluti comunisti e nazionalitari




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