Citazione:
Originally posted by F.B.
Buon giorno,
uno di quei gerarchi, intendo quelli fucilati a Dongo, era un mio parente. Si figuri che pur essendo fascista (come la maggior parte degli Italiani) mai ricoprì cariche ufficiali. Il suo unico impegno, comune a molti, fu quello di partire volontario per l'Albania. Ritornò. Ma non fu mai più lo stesso. L'8 settembre, però, stante il caos che regnava, si rese disponibile a ricoprire la carica di Federale: la città aveva comunque bisogno di un governo. Credeva nell'ordine e non risultano eccessi di alcun tipo a lui ascrivibili. Fatto sta, però, che nonostante alcuni amici lo scongiurassero di restare in città, dove l'avrebbero aiutato, egli fedele alla sua decisione, decise di seguire il suo destino, per cercare di raggiungere insieme alla colonna del Duce, la "Ridotta Valtellina". Così non fu e lui finì i suoi giorni sul molo del porticciolo di Dongo.
Quanto al sentire della popolazione, i racconti che mi hanno fatto, concordano con i suoi afam: non c'era più nulla e l'interesse comune era quello di mettere insieme il pranzo non con la cena ma almeno con il pranzo del giorno appresso. Il tutto aggravato, a differenza di altre zone d'Italia, di essere stati zona di guerra fino alla fine, fin proprio all'ultimo giorno. Anche lo spostarsi in bicicletta era pericoloso. I liberatori, gli anglo americani, avevano infatti sempre per aria uno di quei loro tristemente famosi aerei, che vennero soprannominati "Pippo"." Via che gh'è scià il Pippo" (via che arriva il Pippo) era un grido di allarme quotidiano in quei mesi. Non si creda che gli obiettivi fossero militari, tutt'altro. Erano i civili gli obiettivi più usuali. Come sempre. Ed in mezzo a due, anzi tre, fuochi oltrettutto!
I partigiani che arrivavano e facevano la "spesa proletaria". Chi avrebbe sfamato poi la famiglia? la "libertà"? No davvero.
Gli alleati che ti sparavano dall'aria. Guerra psicologica, dicono, per fomentare ribellione al regime ma intanto...
I repubblichini che a caccia di partigiani i loro guai li combinavano pure loro...
Povera gente. Se ripenso a quello che hanno passato i miei nonni, e faccio un confronto con quello di cui siamo soliti lamentarci oggi... bhé... confesso che un po' mi vergogno.
Cordiali saluti