Dal giornale di ieri:
PETIZIONE DI VESCOVI PER UN NUOVO CONCILIO
I promotori dell’iniziativa hanno aperto un sito Internet dedicato (www.proconcil.org), dove si trova il testo della speciale lettera aperta a Giovanni Paolo II e il modulo per la raccolta delle firme anche per via elettronica.
“Noi che firmiamo questa petizione – si legge – siamo seguaci di Gesù di Nazaret e sollecitiamo al Papa, in continuità con lo spirito del Vaticano II la convocazione di un nuovo Concilio ecumenico che aiuti la nostra Chiesa cattolica a rispondere evangelicamente – in dialogo fraterno e con la maggiore collaborazione possibile con le altre chiese cristiane e le altre religioni – alle gravi sfide dell’umanità, in particolare dei poveri, in un mondo in rapida trasformazione e sempre più interdipendente”.
“Coscienti della difficoltà che comporta organizzare un Concilio chiediamo che sia concepito un processo di partecipazione e corresponsabilità (sic!), a partire dalle chiese particolari, locali e continentali. Proponiamo che si realizzi in un periodo di tempo sufficientemente ampio e con una metodologia appropriata, perché la comunità dei credenti possa pronunciarsi sui temi che considera più importanti e urgenti, e perché siano raccolti suoi apporti per il dibattito e le decisioni conciliari”.
Insomma un Concilio di tutti i cristiani con l’apporto delle altre religioni e l’agenda stabilita dalla base. Nella fase finale della petizione, si riafferma la “comunione con tutta la Chiesa e particolarmente con il successore di Pietro”: “Preghiamo che lo Spirito ci assista per rispondere – con profezia e speranza – all’anelito di dialogo e rinnovamento che interessa la gran parte del popolo di Dio”.
In tutto gli arcivescovi e vescovi che hanno firmato sono trentuno, quasi tutti brasiliani.
Tra le prime adesioni, oltre a quella del cardinale emerito di San Paolo del Brasile, Paulo Evaristo Arns – notoriamente vicino alle istanze della teologia della liberazione -, c’è anche quella di un capo dicastero della Curia romana, l’arcivescovo giapponese Stephen Furio Hamao.
Anche se il nome dell’ arcivescovo di Milano Martini non compare in calce, i promotori sembrano ispirarsi alle sue parole. Durante una riunione sinodale, nell’ottobre 1999, il porporato aveva “sognato” di poter ripetere l’esperienza fatta dai padri conciliari negli anni sessanta. Martini pensava a un’assise che affrontasse “con libertà” problemi quali la mancanza di preti, il ruolo della donna nella Chiesa, i ministeri, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la prassi penitenziale, i rapporti ecumenici.
Senza commento…
Un saluto a tutti
Theophilus




Rispondi Citando
