Fonte : Repubblica
Nell'udienza generale il papa paragona l'olocausto all'esodo ebraico del 586 a.C.
"Anticipazione simbolica dei campi di sterminio, un'operazione infame di morte"
Benedetto XVI ricorda la Shoah
"E' stata una vergogna indelebile"
CITTA' DEL VATICANO - "La Shoah è stata una vergogna indelebile". Lo ha affermato stamane papa Benedetto XVI nel corso dell'udienza generale a San Pietro. Parlando alla folla di fedeli accorsi in Vaticano malgrado la pioggia battente, il pontefice ha richiamato alla memoria la deportazione degli ebrei avvenuta nel secolo scorso definendola "un'operazione infame di morte, che è rimasta come una vergogna indelebile nella storia dell'umanità". Spunto per la riflessione di Benedetto XVI è stato il Salmo 136 della Bibbia oggetto della catechesi odierna.
"Il testo - ha spiegato il Papa - evoca la tragedia vissuta dal popolo ebraico durante la distruzione di Gerusalemme, avvenuta nel 586 a.C., e il successivo e conseguente esilio babilonese. Siamo di fronte a un canto nazionale di dolore, segnato da un'asciutta nostalgia per ciò che si è perso". "Questa accorata invocazione al Signore perché liberi i suoi fedeli dalla schiavitù babilonese - ha aggiunto Ratzinger - esprime bene anche i sentimenti di speranza e di attesa della salvezza con i quali abbiamo iniziato il nostro cammino di Avvento".
"La prima parte del Salmo - ha quindi osservato Benedetto XVI - ha come sfondo la terra d'esilio, coi suoi fiumi e canali, quelli appunto che irrigavano la pianura babilonese, sede dei deportati ebrei". "E' quasi l'anticipazione - ha detto il Pontefice - simbolica dei campi di sterminio nei quali il popolo ebraico - nel secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle - fu avviato attraverso un'operazione infame di morte, che è rimasta come una vergogna indelebile nella storia dell'umanità".


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