Se Le Pen dovesse conseguire dal 30% e oltre, un capitolo importante della storia europea potrebbe inaugurarsi.
La riscossa europea delle nazioni vede molteplici esempi dall'Olanda, all'Inghilterra, alla Danimarca, alla Norvegia, all'Austria...e udite udite un vento nazionalrivoluzionario spira da alcuni anni dall'est europeo sulle ceneri del vetero comunismo.
Qui il fenomeno rompe lo schematismo destra-sinistra con il nazionalcomunismo e simili, cosa ibrida che può indurre al sospetto, ma che va sempre guardato e analizzato con l'occhio acuto, visti i proclami nazionalpatriottici, indipendendisti, antimondialisti, antisionisti dei loro leader.
In Italia esiste un elettorato potenziale che unisce istanze sociali e rivendicazioni nazional-identitarie antiimmigrazione.
Una parte di esso è imbalsamato al nostalgismo fascista e all'ideologismo manicheo, un'altra parte è tenuto a bada da Alleanza Nazionale, un'altra parte riciccia l'etnofederalismo leghista e ancora una piccola frazione che vota a sinistra per affettività ideologica ma che inorridirebbe davanti alla prospettiva dell'invasione migratoria e della società multietnica.
Per rastrellare consensi e rafforzare un polo alternativo nazionalpopolare occorrerebbe uno con il carisma e la pragmaticità di Le Pen con un seguito di militanti radicati, risoluti e disinteressati.




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