





Association Transnationale des Amis de Jean Thiriart
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Un piccolo assaggio da "Un Impero di 400 Milioni di Uomini, l'Europa"
«L'Europa non vuole più essere una posta in gioco tra Mosca e Washington, o un'arma per il conflitto tra il materialismo dei ricchi e il materialismo dei poveri. Né una posta, né una preda, né un'arena. Non vogliamo diventare un poligono di tiro. Non è del tutto escluso (ciò che di fatto si annuncia oggi) che allo Stato Maggiore sovietico e americano venga la tentazione di disseminare l'Europa di "piccole bombe tattiche", evitando accuratamente, nel medesimo tempo, per non inasprire la situazione, di bombardare i territori americano e russo. Se una distruzione a due deve aver luogo, deve interessare coloro che per primi faranno uso dell'arma atomica, sul loro stesso territorio e non su quello dei loro attuali satelliti, considerati loro amici. Un campo di battaglia esterno "limitato" fu già scelto in Corea, nel Vietnam, nel Laos. Non vi è ragione perché non sia concepito su scala un po' più grande. La NATO è un'impostura che fa sì che l'Europa serva da fanteria coloniale agli USA. Noi non vogliamo essere i senegalesi del Pentagono. Oggi l'Europa è una posta in gioco tra Mosca e Washington, domani potrebbe essere un'arena su cui si scatenerebbe una guerra disastrosa. Alla NATO che ha fatto dell'Europa occidentale una barriera militare destinata a ricevere le bombe sovietiche, noi sostituiremo un'organizzazione di difesa esclusivamente europea»


“L’Europa, giunta ad una grande maturità storica, ormai conosce la vanità delle crociate e delle guerre di conquista all’Est. Dopo Carlo XII, Bonaparte e Hitler, abbiamo potuto misurare i rischi di queste imprese ed il loro prezzo. Se l’URSS vuole conservare la Siberia, deve fare la pace con l’Europa - un’Europa, ripeto, da Brest a Bucarest. L’URSS non ha - ed in futuro ne avrà ancora meno - forza per conservare Varsavia e Budapest da una parte, Chita e Khabarovsk dall’altra. Dovrà scegliere, o rischiare di perdere tutto”


“La nostra politica non è quella del generale De Gaulle perché egli ha commesso - o commette - tre errori: far finire la frontiera d’Europa a Marsiglia e non ad Algeri, far passare la frontiera del blocco URSS-Europa agli Urali anziché in Siberia, voler trattare con Mosca prima della liberazione di Bucarest”
Ultima modifica di Lucio Vero; 13-04-10 alle 20:53


“Le linee direttive dell’Europa unita: insieme all’Africa simbiosi, con l’America Latina alleanza, col mondo arabo amicizia, con gli Stati Uniti rapporti basati sull’uguaglianza”


“E’ criminale, dal punto di vista dell’educazione politica, tollerare che le masse possano essere intossicate da menzogne tendenti ad indebolire il tessuto sociale come quelle che consistono nel dichiarare la pace ai vicini immaginando così di poter conservare la libertà. Ogni nostra libertà è stata conquistata a seguito di ripetuti combattimenti sanguinosi e alcune di queste libertà potranno esser mantenute solo se faremo sfoggio di una forza tale da scoraggiare coloro che vorrebbero privarcene. Che siano a livello individuale o a livello di nazione, noi conosciamo l’essenza della libertà, la potenza. Se vogliamo conservare la prima, dobbiamo coltivare la seconda. Esse sono inseparabili.”