Berlusconi-Repubblica trasferito un giudice il processo si ferma Contestata l´immunità riconosciuta dalla Camera al premier
LUCA FAZZO
MILANO - Silvio Berlusconi non può invocare l´immunità parlamentare per le accuse rivolte al gruppo L´Espresso nel corso della trasmissione Radio anch´io: a sostenerlo è la Procura della Repubblica di Roma, chiedendo che sia la Corte Costituzionale ad annullare il voto della Camera dei deputati che, su richiesta dello stesso presidente del Consiglio, aveva dichiarato «opinioni insindacabili» le accuse di Berlusconi. Ieri la corte d´appello di Roma avrebbe dovuto decidere se trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale come richiesto dalla Procura, sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. Ma, poche ore prima dell´udienza, il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha trasferito con effetto immediato al tribunale di Napoli uno dei giudici che dovevano prendere la decisione, accogliendo una richiesta presentata dal magistrato tempo fa. Udienza saltata, dunque. E processo che verrà nuovamente fissato, probabilmente tra diversi mesi.
Berlusconi era intervenuto il 30 novembre 1999 nel corso della trasmissione di Radio Uno lanciando pesanti accuse contro il gruppo editoriale controllato da Carlo De Benedetti. Secondo il leader di Forza Italia, Repubblica avrebbe «barattato» il suo appoggio alla magistratura «giacobina» - trasformandosi a suo dire in una «gazzetta giustizialista» - con l´impunità concessa al suo editore nelle vicende giudiziarie che lo riguardavano. Un´accusa specifica e assai grave, cui nell´intervista a Radio anch´io Berlusconi non aveva fornito alcuna pezza d´appoggio. Nei confronti del Cavaliere era scattata immediatamente la querela per diffamazione aggravata da parte di Carlo Caracciolo, presidente dell´editoriale l´Espresso. La Procura di Roma aveva chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi. Ma il giudice preliminare Otello Lupacchini aveva invece archiviato il procedimento, ritenendo che si trattasse di un´«opinione espressa da un membro del Parlamento nell´esercizio delle sue funzioni», e quindi tutelata dalla Costituzione.
Ma la Procura della Repubblica ha presentato ricorso in appello: secondo una giurisprudenza consolidata, interviste e dichiarazioni pubbliche di parlamentari sono tutelate dall´immunità solo quando riprendano temi già trattati in Parlamento. E in nessuno degli interventi di Berlusconi a Montecitorio era rintracciabile un´accusa tanto pesante. Il 17 aprile scorso, alla vigilia dell´udienza in corte d´appello, la Camera era precipitosamente intervenuta nella vicenda proclamando l´immunità di Berlusconi. La corte d´appello aveva fissato una nuova udienza per la giornata di ieri, per decidere se investire del «caso Berlusconi» la Corte Costituzionale. Ma il trasferimento del giudice relatore disposto dal ministero ha bloccato tutto.




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