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La chiamarono Silvio Berlusconi e…fu sciolta
L'assemblea del 30 ottobre ha deliberato lo "scioglimento delle società mediante messa in liquidazione volontaria".
Costituita alcuni anni addietro con progetti e traguardi così ambiziosi da meritare il nome di Silvio Berlusconi nella ragione sociale che recitava appunto "Silvio Berlusconi Holding Editoriale ". Aveva in portafoglio il controllo della Mondadori, una partecipazione minore in Camfin, nonché una serie qualificata di assets.
Cammin facendo con il Cavaliere in tutt'altre faccende affaccendato, ha liquidato tutti i propri beni, ha ceduto alla controllante Mediaset le azioni Mondadori e si è ritrovata con 97 mld in cassa che, al netto di una ventina di mld di tasse da pagare, residuano una liquidità di c.ca 65mld.
Nell'assemblea del 26.5.97 a sostituire al Consiglio di Amministrazione in scadenza, (Presidente Fedele Confalonieri e fra i consiglieri anche Marina Berlusconi ), vennero nominati Ubaldo Livolsi - Presidente; Felice Vaccaro ed Andrea Goretti consiglieri. La nomina di Livolsi: amministratore delegato di Fininvest, e portatore di qualificati e qualificanti esperienze soprattutto in campo finanziario, sembrava voler indicare uno sviluppo dell'attività delle società con l'utilizzo della liquidità acquisita.
Quattro anni dopo, (assemblea 26.9.97) Ubaldo Livolsi, rispondendo alla domanda di un azionista dichiarava:
"circa il futuro della Società si stanno valutando alcune alternative, tenendo conto del mancato interesse dell'azionista di maggioranza per il mantenimento della partecipazione"
Il 24 novembre '97 si svolge un'altra assemblea con oggetto: "Modifica delle denominazioni sociali e conseguenti modifiche statutarie". La "Silvio Berlusconi Editori Holding Editoriale S.p.A." acquista la denominazione di "New-Fin S.p.A". Il Presidente, come riferisce il verbale, precisa che:"la nuova denominazione proposta ed il non aver modificato l'oggetto sociale stanno a significare una volontà diretta a non escludere nessuna possibilità per il futuro". Conclude assicurando gli intervenuti che il Consiglio valuterà attentamente la situazione e cercherà di individuare quelle strategie che consentono alla società di continuare la propria esistenza in termini produttivi ed intelligenti" .
Il 21 aprile '98, nell'assemblea di bilancio, Ubaldo Livolsi puntualizza: "ad oggi pur essendo state vagliate diverse opportunità non è ancora possibile fare una scelta circa il futuro della Società" .
Si giunge così alla citata assemblea del 30.10.98 .Nella. relazione il Consiglio ha informato: "le alternative diverse da noi esaminate per una evoluzione dell'attività sociale in altri settori non hanno portato a valutazioni ragionevolmente positive: pertanto escludiamo la possibilità di intraprendere nuove iniziative. " Finisce così, la "Silvio Berlusconi Holding" giunta sul mercato portatrice di uno spirito d'"impresa" che si è manifestato nel vendere alla propria controllante il pacchetto di controllo della Mondadori; nel dichiarare che non si sono individuate possibilità "intelligenti" di impiegare in attività produttiva alcune decine di miliardi; nel restituire alla Capogruppo - con la liquidazione - i soldi ricevuti per la vendita delle azioni Mondadori.
Da una "Silvio Berlusconi" ci si aspettava francamente di più e di meglio.




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