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  1. #1
    Roderigo
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    Predefinito Lega - Crocifisso obbligatorio in tutti gli edifici pubblici



    L'idea in una proposta di legge "nel pieno rispetto" però "delle pari dignità di ogni confessione religiosa"

    ROMA - Crocefisso obbligatorio in tutti gli edifici pubblici. E' quanto prevede la proposta di legge presentata dal deputato Federico Bricolo e da altri parlamentari del Carroccio: "Emblema di valore universale della civiltà e della cultura cristiana, sarà esposto in tutte le aule scolastiche e, in generale, negli uffici della pubblica amministrazioni".

    E non si tratta di non riconoscere le altre religioni, anzi, sostiene il promotore. "Il Crocefisso - dice Bricolo - è un elemento irrinunciabile del patrimonio storico e culturale del nostro paese. Le recenti polemiche relative alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche, portate avanti in nome di una pretestuosa libertà di culto, hanno invece profondamente ferito questo nostro valore. E' questo il senso della nostra proposta che nasce nel pieno rispetto della pari dignità di ogni confessione religiosa, così come prevede la Costituzione".

    Tuttavia "rispettare le minoranze - conclude Bricolo - non vuol dire rinunciare, delegittimare o cambiare i simboli e i valori che sono parte integrante della nostra storia, della cultura e delle tradizioni del nostro paese".

    Una proposta di legge bocciata in tronco dai Verdi che, per primi, non hanno esitato a definirla "farneticante". In particolare il deputato Mauro Bulgarelli (commissione Cultura) che ha ricordato in una nota "che fino a poco tempo fa l'immaginario leghista si rifaceva a una religiosità celtica che osannava il dio Po" per poi aggiungere, ironicamente, che "la proposta è forse incompleta: suggeriamo di inserire una parte relativa all'obbligo per insegnanti e impiegati pubblici di indossare il cappuccio del Ku Klux Klan, al fine di rendere chiaro l'approccio leghista verso le altre culture, in linea, del resto, con la legge Bossi-Fini sull'immigrazione".

    Repubblica.it (14 maggio 2002)

  2. #2
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    Una delle persone di cui il deputato leghista non ha alcun rispetto sono: io. mio figlio che non è battezzato, suo padre che era ateo, i miei genitori . Tutti cittadini italiani dalla nascita

  3. #3
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    Cosa vuoi dire? Che la presenza del crocifisso è un insulto per te? Non dovrebbe essere visto che il crocifisso ha valore solo per i credenti e appare come un qualunque oggetto ornamentale per un ateo.
    Non puoi imporre alla maggioranza degli italiani, che sono cattolici, di riunciare al crocifisso... così facendo saresti tu ad insultare loro con un gesto "aggressivo" e di sapore quasi punitivo/vendicativo: la rimozione; e la faresti apposta, mentre nessuno appende un croficisso con lo scopo di offendere un ateo, ma solo per sè stesso.
    2010:

  4. #4
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    Ricordare la morte di un uomo, l'alto valore morale che il simbolo della croce evoca, in quanto dono di sé che qualcuno,comunque lo si creda, ha fatto all'umanità, nel segno dell'impegno, del riscatto, del mondo migliore che voi laicamente e presuntuosamente sognate lo trovate scandaloso? Forse si, perchè Cristo,Dio morto e RISORTO, asceso alla destra del Padre, fu scandalo ai vostri occhi che sognano la trasfigurazione storica dell'esistente creata dall'impotenza dell'uomo,del vostro IO che pensate sempre più potente,e non si prestano certo all'oppio dei popoli. (A quello dell'erba però si...) Ricordare la carità, il coraggio, la passione di Chi non ha mai chiesto nulla, di chi non ha mai attentato alla libertà del suo prossimo dandogli occasione di vera libertà,di vera scelta, di vero amore e di vera SPERANZA,lo ritenete irrispettoso e lesivo della libertà? Ma quale libertà voi offrite? Quella del nulla? Quella di specchiarsi in una cultura a-gnostica, libera perchè nulla ha da investire nell'essere umano? Quella di muri grigi e asfittici in cui esista solo lo Stato, solo la blasfemia burocratica, solo il garantismo per la disperazione,il nichilismo, il vortice verso un niente palpabile che ha nel marxismo la sua falsa fede? Forse si, ed è per questo che vi sentite offesi e discriminati da chi ha indicato la via dell'ascesi e della nobilitazione dell'essere umano, da chi ha sfidato la sofferenza che semplicisticamente gli viene imputata, che ha vinto la morte assumendola su di sé e che ha promesso la vita a tutti coloro che liberamente l'avrebbero chiesta. Si può anche rimanere chiusi nel proprio non-voler-credere, ma non si può alzar presuntuosamente la testa di fronte alla Fede, perchè PER QUALSIASI uomo,anche per voi, l'ombra della sua possibilità rimane ineluttabile.

  5. #5
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    Io sono cristiano, ma questa è una proposta assolutamente INTOLLERANTE. Caro ICHTHYS, vorrei ricordarti che a giudicare dalla desertificazoine avanzante nelle nostre chiese, non si potrebbe propriamente dire che la maggioranza degli italiani sia cattolica... odio con tutto il cuore quegli ipocriti che si definiscono "cristiani", danno addosso alle altre culture, urlano vergogna se i loro figli non cantano "tu scendi dalle stelle".... e poi sono i primi a bestemmiare, a non andare in chiesa e fottersene di tutti gli impegni!
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  6. #6
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    Ahhhh, non pensare che non diano fastidio anche a me; io sono cristiano gnostico e sono stato più volte accusato di eresia, eppure evito di andargli troppo contro... perchè secondo te? Te lo dico subito: se noi martelliamo il cattolicesimo con l'intento di indebolirlo di fronte alla forte pressione dall'esterno dell'Islam, e se quest'ultimo dovesse prevalere, tu pensi di avere la stessa libertà di poter criticare la religione in un paese in cui il musulmani dovessero essere maggioranza? No! Sarete giustamente perseguitati e zittiti poichè, come la storia insegna, lo sviluppo di un'idea di tolleranza e di diritto di espressione si è evoluto in maniera più eclatante (guardacaso) soprattutto tra "bacchettoni borghesi e cattolici" piuttosto che tra musulmani, ed oggi, anche dalla nostre parti, l'Islam è il diretto concorrente del cattolicesimo.
    Per tanto trovo fuori luogo criticare la presenza di un crocifisso.
    Conoscete la dinamica dei vasi comunicanti? Se ne svuotate uno, passa subito il contenuto dell'altro; chi vuol capire capisca.
    2010:

  7. #7
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    Originally posted by Ichthys
    Ahhhh, non pensare che non diano fastidio anche a me; io sono cristiano gnostico e sono stato più volte accusato di eresia, eppure evito di andargli troppo contro... perchè secondo te? Te lo dico subito: se noi martelliamo il cattolicesimo con l'intento di indebolirlo di fronte alla forte pressione dall'esterno dell'Islam, e se quest'ultimo dovesse prevalere, tu pensi di avere la stessa libertà di poter criticare la religione in un paese in cui il musulmani dovessero essere maggioranza? No! Sarete giustamente perseguitati e zittiti poichè, come la storia insegna, lo sviluppo di un'idea di tolleranza e di diritto di espressione si è evoluto in maniera più eclatante (guardacaso) soprattutto tra "bacchettoni borghesi e cattolici" piuttosto che tra musulmani, ed oggi, anche dalla nostre parti, l'Islam è il diretto concorrente del cattolicesimo.
    Per tanto trovo fuori luogo criticare la presenza di un crocifisso.
    Conoscete la dinamica dei vasi comunicanti? Se ne svuotate uno, passa subito il contenuto dell'altro; chi vuol capire capisca.
    La tua mi sembra una difesa utilitaristica, lontano dal significato stesso che la Croce ha per ogni uomo, credente e non credente. Per il primo, la Croce rappresenta o dovrebbe rappresentare il faro dell'esistenza,il luogo dove i valori che egli tenta di esprimere nella quotidianità e nella società sorgono. Per il credente la croce è il Verbo, la verità alla quale informare la propria ragione, all'insegna di una sinergia fra verità rivelate e verità dedotte, in un rapporto mediato dalla libertà. Per il secondo la croce è segno di quella stessa libertà rivolta al di qua della soglia della fede, è segno di una scelta che può modificarsi, indice di un sé che si autodetermina e che fa permanere la possibilità scartata in un'ombra ineludibile. Poichè Dio, o colui che è pensato tale, è morto (prima di risorgere), destando scandalo e introducendo la follia nella stessa dinamica della redenzione, la croce può essere sia risposta sia domanda, ma sempre luogo di verità scelta, di silenzio e meditazione. Luogo di libertà, luogo in cui la libertà per eccellenza si manifesta. "La verità vi renderà liberi", e ognuno di noi desidera essere libero, desidera decidere, e per decidere è necessario aver QUALCUNO di cui decidere, qualcuno che, una volta conosciuto, non può più essere mis-conosciuto (ossia ignorato),se non attraverso una malafede che chiude ogni spiraglio di rapporto al sacro, eccettuata la dimensione della blasfermia.. E' umano dover rispondere a Dio, e una società a misura d'uomo deve soddisfare quest'esigenza, riconoscendo il valore ineluttabile della Croce, del Dio che si è dato-per-noi. Ma c'è di più: Assumere un atteggiamento da vampiri di fronte alla croce, come i comunisti generalmente fanno, è segno di una profonda barbarie non solo dei costumi, ma della filosofia stessa. Non si può legittimare il pensiero di chi eleva l'arbitrio a condotta universale,non si può concedergli la possibilità di forgiare la nostra società secondo schemi di grigiore, di asfissia laicista, di povertà spirituale, come se il bene (la scelta di tracendersi, la fede che si fa opera, la consapevolezza della propria creaturalità,dei propri doveri verso l'altro) potesse essere sullo stesso piano del nichilismo, della violenza, della sottocultura, del rifiuto di sè (nel senso metafisico), ossia di quei dis-valori riconosciuti tali in ambito laico,come se l'uomo che vive in società non fosse lo stesso uomo che reclama Dio, che cerca Dio, che volge lo sguardo alla trascendenza e che si rivolge a Chi ha reso ogni uomo responsabile dell'altro, dell'educazione delle nuove generazioni, dell'annuncio salvifico. Ognuno è libero di rifiutare Dio, ma corrompendo l'humus all'interno del quale cresce una gioventù sempre più abbandonata a tanti piccoli "io" che urlano inascolati la propria voglia di essere, relativizzando l'importanza della domanda lecita,doverosa e necessaria che ognuno pone sulla morte e sul dopo, chiudendo l'individuo all'ascolto di Dio, all'esercizio della preghiera, all'accoglimento della grazia, e quindi misconoscendo l'importanza della cristianità nella vita di tutti, credenti e atei, quale risultato ne otterremo? Quello della croce nelle scuole è un piccolo gesto, che però indica la rinascita di un progetto che vuol recuperare alla più autentica e interminabile domanda religiosa l'essere umano, domanda che non potrà mai chiudersi con un NO assoluto, impossibile per il carattere stesso della non-fede, che risponde alle stesse problematiche formali della fede stessa.

  8. #8
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito La presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici

    Perché sono presenti?
    Perché rimuoverli?
    Chi combatte per la loro rimozione?
    Cosa succede all'estero


    PERCHE' SONO PRESENTI?

    Nelle scuole, nelle aule di tribunale, negli ospedali troviamo spesso esposto il crocifisso cattolico. Con alcune disposizioni emanate in piena era fascista tra il 1924 ed il 1928 (regi decreti e, nel caso dei tribunali, addirittura una circolare ministeriale), la presenza del crocifisso ha trovato una base giuridica che le successive novità legislative non hanno scalfito.

    Nonostante la Costituzione del 1948 abbia statuito l'eguaglianza delle religioni di fronte alla legge, e nonostante diverse sentenze della Corte Costituzionale riaffermino la laicità dello stato e la supremazia dei principi costituzionali su altre norme e leggi, ebbene, la Corte stessa nella sala in cui si riunisce espone il crocifisso.

    Diverse richieste di rimozione formulate negli ultimi anni sono state invariabilmente cassate proprio in base alla mancata esplicita abrogazione delle norme del ventennio. Ad esempio, clicca qui per un parere del Consiglio di Stato sull'esposizione del crocefisso nelle scuole. Anche in questo caso l'esposizione viene motivata, tra l'altro, con l'assurda tesi che il crocifisso sia parte del patrimonio storico-culturale italiano (ma non certamente l'unica, ed in ogni caso l'unica ad avere questo privilegio).

    Ultimamente, la Lega Nord ha lanciato nel Triveneto una massiccia campagna per riproporre il crocifisso nei luoghi pubblici (mozioni approvate, tra l'altro, dal consiglio provinciale di Verona e dal consiglio comunale di Este), visto come "bandiera" contro l'invasione islamica. Lo stesso provveditore agli studi di Udine ha recentemente sensibilizzato i suoi presidi in tal senso.

    PERCHE' RIMUOVERLI?

    In uno stato laico, nella piena attuazione di una costituzione che non prevede "religioni di stato", la loro presenza costituisce un'inammissibile privilegio per la religione cattolica. Essendo chiaramente assurdo concepire la presenza dei simboli di tutte le religioni (visto il loro gran numero), l'unica strada da percorrere è la rimozione dei crocifissi dagli edifici pubblici.

    La presenza nei tribunali è poi ancora più inconcepibile, in quanto abbinata al motto "la legge è uguale per tutti": come può sentirsi giudicato serenamente un cittadino islamico, in un'aula in cui una religione (e di conseguenza i suoi fedeli) sono considerati più "uguali" degli altri? Senza contare che, per gli stessi cattolici, la crocifissione di Gesù rappresenta un'ingiustizia...

    CHI COMBATTE PER LA LORO RIMOZIONE?

    Un importante risultato è stato ottenuto dall'iniziativa personale di uno scrutatore elettorale, Marcello Montagnana, socio UAAR, che nel 1994 rifiutò l'incarico in nome della laicità dello Stato, a causa della presenza del crocifisso nel seggio.

    Montagnana è stato una prima volta condannato dal Pretore di Cuneo (400 mila lire di multa), poi assolto in Appello: sentenza annullata dalla Cassazione con rinvio alla Corte di Appello, che questa volta confermava la sentenza del Pretore. L'iter si è definitivamente chiuso il primo marzo 2000 con una nuova sentenza della quarta sezione penale della Cassazione: annullamento definitivo della condanna senza rinvio.

    Grazie alla sua battaglia un primo importante passo verso la rimozione dei simboli religiosi è stato compiuto: la nostra campagna "Scrocifiggiamo l'Italia" ne è la naturale prosecuzione, e non a caso si concretizza col contributo dello stesso Montagnana.

    Nel frattempo, la vicenda ha stimolato due interrogazioni parlamentari, una di Senese (DS), l'altra di Saraceni, Paissan, Gardiol e De Benetti (Verdi), peraltro ancora senza risposta, come una analoga presentata nel 1996..
    Tuttavia, non bisogna pensare che tutti i cattolici siano monoliticamente favorevoli alla presenza del crocifisso: più volte alcuni di essi (i Paolini, i Gesuiti, Vittorio Messori...) hanno manifestato la propria contrarietà all'esposizione.

    COSA SUCCEDE ALL'ESTERO

    Il problema dell'invadenza dei simboli religiosi nella vita quotidiana non è solo italiano: problemi vi sono anche in molti altri paesi, con battaglie combattute dalle associazioni laiche che, talvolta, portano anche a dei risultati.

    Alcuni esempi.

    AUSTRIA: una legge del 1949 e il Concordato del 1962 garantiscono la presenza dei crocifissi nelle scuole dove gli studenti cristiani sono la maggioranza.

    FRANCIA: un'iniziative promossa dall'associazione "Une Vandée pour tous les Vandéens" ha ottenuto che il tribunale ordinasse a due comuni di togliere dalla sala consiliare il crocifisso. Senza risultato, invece, la richiesta di togliere il simbolo del dipartimento della Vandea (una croce).

    GERMANIA: una sentenza della Corte Costituzionale del 1995 ha sancito l'incostituzionalità della presenza dei simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tale provvedimento riguarda le scuole elementari del solo land della Baviera (peraltro il più cattolico della repubblica federale), e subordina la permanenza del crocifisso a un'esplicita richiesta di genitori, insegnanti e alunni delle diverse scuole.

    GRECIA: qui il maggior problema risiede nell'obbligo di dichiarare sulla carta d'identità la propria fede religiosa, adeguamento richiesto da una direttiva dell'Unione Europea. Si è mosso il locale garante della privacy sollevando un vespaio, con alcuni vescovi ortodossi ad incitare alla "guerra santa", contro l'Europa e contro la laicità dello stato.

    SVIZZERA: Nel 1990 il tribunale federale elvetico ha dato ragione ad un ricorso contro la decisione di un comune del Canton Ticino di esporre crocifissi nelle classi, sostenendone l'incompatibilità con la neutralità confessionale della scuola pubblica.

    USA: qui la battaglia si combatte soprattutto contro la presenza sulle banconote del motto "in god we trust" ("noi crediamo in dio"). Per un quadro d'insieme sia sulle iniziative giuridiche intraprese, sia sul comportamento spicciolo dei cittadini atei (come la cancellazione del motto dai dollari), clicca sulla pagina dedicata all'argomento sul sito di American Atheists.

    Pagina aggiornata al 12 novembre 2001

    www.uaar.it

  9. #9
    Roderigo
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  10. #10
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    Un’aula dalla quale viene tolto il crocefisso, un Natale scolastico che cambia nome, per non urtare la sensibilità dei non cristiani, canzoncine natalizie depurate di riferimenti alla Natività, scuola chiusa – tutti a casa- nel primo giorno del Ramadan…..



    Secondo voi è giusto? Secondo me no.






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