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  1. #1
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito A Fini un Placet che non ci piace

    LETTERA APERTA A AMOS LUZZATTO

    * * *
    Per aver condiviso la posizione di quanti, palestinesi ed israeliani, continuano a credere che la migliore sicurezza per ogni popolo sia il riconoscimento reciproco del diritto di esistere sulla propria terra in democrazia e libertà; per aver sfilato sotto lo striscione «Ebrei contro l'occupazione», assumendo personalmente l'identità ideale di tutti coloro che, pur ebrei, non condividono le scelte suicide del governo Sharon; per essere convinti che l'unica soluzione possibile di un conflitto drammatico passi necessariamente per l'affermazione «Due popoli, due Stati», e per il ritiro dai territori entro i confini del '67, con Gerusalemme capitale condivisa. Per questo siamo stati considerati Pseudoebrei. E' con la stessa difficoltà che riconosciamo l'ebraismo presente in chi sembra dimenticare la reale essenza del fascismo, in chi non attribuisca alla tradizione trasformista ed all'opportunismo, alla retorica delle parole d'ordine e degli slogans propri di questa ideologia le attuali dichiarazioni di apertura nei confronti dell'ebraismo pronunciate dal leader postfascista Fini. Su quali categorie si misura oggi l'identità ebraica? Sull'appoggio indiscriminato alle politiche dei governi israeliani? Sedimentati valori di antifascismo e di antirazzismo non sono più fondanti l'ebraismo? Non ci sorprende la posizione di ammiccante simpatia dimostrata dall'ambasciatore israeliano Ehud Gol nei confronti del leader di un partito, AN, che ancora celebra i repubblichini pro-nazisti di Salò, che forma i suoi quadri sul razzismo dei testi di Evola, i cui esponenti paragonano Auschwitz alla foiba di Basovizza. Molte, troppe, sono le «affinità elettive» tra il governo Sharon ed il governo Berlusconi a motivare l'intensificarsi del dialogo tra i due Paesi. Ci sorprende invece la Sua posizione, prof. Luzzatto: fino a ieri attendista, oggi benevolmente disponibile nel prendere atto delle presunte aperture che il leader postfascista Fini avrebbe operato nei confronti dell'ebraismo in genere e delle politiche israeliane in particolare. E che dire degli approcci tra rav. Di Segni e lo stesso Fini? Ci chiediamo, senza trovare risposta, cosa abbiano potuto dirsi durante i venti minuti del loro incontro ravvicinato. Quale Ragion di Stato sottende queste iniziative? La necessità per il governo Sharon di trovare nell'Italia uno dei più strenui sostenitori delle proprie politiche permetterà al vicepremier Fini di essere accolto in Israele «come un amico». Per contro, Alleanza Nazionale troverà nell'annunciata visita in Israele la «Certificazione di Qualità» necessaria alla legittimazione della svolta del partito verso una «nuova destra».

    Passaggio preliminare a tutto questo: il nulla osta da parte della Comunità ebraica. Ed è appunto questo Placet che lei, prof. Luzzatto, rischia di dare a nome dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con le Sue affermazioni di disponibilità a rivedere la posizione degli ebrei nei confronti di AN. Concordiamo fermamente con chi - v. il programma della lista «Hakeillah» per le elezioni dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) del prossimo giugno - afferma che «l'ebraismo italiano non dovrebbe lasciarsi condizionare da logiche politiche a lui estranee». Nonostante i deboli Distinguo che intravediamo nelle Sue affermazioni fra rapporti dell'ebraismo italiano con le istituzioni statali ed alleanze tra Stati, riteniamo alto il rischio insito in esse di incrementare ulteriormente la confusione tra i due termini ebraismo-Israele. Due termini troppo spesso ritenuti erroneamente sinonimi, la cui commistione genera la nuova ondata di antisemitismo, o meglio il diritto, per episodi di antisemitismo sempre presenti, di manifestarsi ufficialmente. Permettere a chiunque di utilizzare la paura di una nuova Shoah per legittimare le proprie politiche è quanto di più disonorevole si possa compiere nei confronti della Memoria. Ed è quanto sta facendo Sharon rispetto agli ebrei della diaspora, giustificando come difensive le aggressioni del suo esercito contro la popolazione palestinese. Questo tipo di sicurezza non ci rassicura.

    La Sua nomina a Presidente dell'UCEI dal 1998 ad oggi ha rappresentato l'affermazione di una linea politica basata sul dialogo tra le varie anime dell'ebraismo italiano, nella convinzione che «non esiste un modello egemone dell'essere ebrei» - sempre dal programma di «Hakei llah» (www.hakeillah.com). Ideali come l'antifascismo, la laicità dello stato, la centralità della scuola pubblica sono stati i puntelli ideologici della Sua lista.

    Oggi, alla vigilia del nuovo Congresso, i drammatici sviluppi della situazione in Israele, sommati alla nuova realtà di un governo italiano di centro-destra ed il conseguente deterioramento delle garanzie di vita democratica, rischia di rimettere seriamente in discussione valori condivisi. Se piuttosto, come crediamo, è Sua volontà riaffermarli, Le chiediamo una maggiore cautela in atti politici che possano essere strumentalizzati da più parti, non ultimo da parte di coloro che vogliono dare all'ebraismo italiano orientamenti opposti, centrati su principi antidemocratici in cui un'arroganza di stampo profondamente fascista rappresenti il maggior punto di forza: coloro che ci definiscono «PSEUDOEBREI».



    * * * Paolo Amati, Andrea Billau, Paola Cannarutto, Lucio Damascelli, Marina Del Monte, Ester Fano, Sveva Haertter, Valeria Klein, Patrizia Mancini, Miriam Marino, Francesca Polito, Stefano Sarfati Nahmad, Stefania Sinigaglia, Claudio Treves.

  2. #2
    Dalla parte del torto!
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    Non entro nel merito dell'articolo...ma gradirei che si citasse una citazione razzista di Evola.
    Grazie.
    Sinistra Nazionale!

  3. #3
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    Predefinito Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by Roderigo
    LETTERA APERTA A AMOS LUZZATTO

    * * *
    Per aver condiviso la posizione di quanti, palestinesi ed israeliani, continuano a credere che la migliore sicurezza per ogni popolo sia il riconoscimento reciproco del diritto di esistere sulla propria terra in democrazia e libertà; per aver sfilato sotto lo striscione «Ebrei contro l'occupazione», assumendo personalmente l'identità ideale di tutti coloro che, pur ebrei, non condividono le scelte suicide del governo Sharon; per essere convinti che l'unica soluzione possibile di un conflitto drammatico passi necessariamente per l'affermazione «Due popoli, due Stati», e per il ritiro dai territori entro i confini del '67, con Gerusalemme capitale condivisa. Per questo siamo stati considerati Pseudoebrei. E' con la stessa difficoltà che riconosciamo l'ebraismo presente in chi sembra dimenticare la reale essenza del fascismo, in chi non attribuisca alla tradizione trasformista ed all'opportunismo, alla retorica delle parole d'ordine e degli slogans propri di questa ideologia le attuali dichiarazioni di apertura nei confronti dell'ebraismo pronunciate dal leader postfascista Fini. Su quali categorie si misura oggi l'identità ebraica? Sull'appoggio indiscriminato alle politiche dei governi israeliani? Sedimentati valori di antifascismo e di antirazzismo non sono più fondanti l'ebraismo? Non ci sorprende la posizione di ammiccante simpatia dimostrata dall'ambasciatore israeliano Ehud Gol nei confronti del leader di un partito, AN, che ancora celebra i repubblichini pro-nazisti di Salò, che forma i suoi quadri sul razzismo dei testi di Evola, i cui esponenti paragonano Auschwitz alla foiba di Basovizza. Molte, troppe, sono le «affinità elettive» tra il governo Sharon ed il governo Berlusconi a motivare l'intensificarsi del dialogo tra i due Paesi. Ci sorprende invece la Sua posizione, prof. Luzzatto: fino a ieri attendista, oggi benevolmente disponibile nel prendere atto delle presunte aperture che il leader postfascista Fini avrebbe operato nei confronti dell'ebraismo in genere e delle politiche israeliane in particolare. E che dire degli approcci tra rav. Di Segni e lo stesso Fini? Ci chiediamo, senza trovare risposta, cosa abbiano potuto dirsi durante i venti minuti del loro incontro ravvicinato. Quale Ragion di Stato sottende queste iniziative? La necessità per il governo Sharon di trovare nell'Italia uno dei più strenui sostenitori delle proprie politiche permetterà al vicepremier Fini di essere accolto in Israele «come un amico». Per contro, Alleanza Nazionale troverà nell'annunciata visita in Israele la «Certificazione di Qualità» necessaria alla legittimazione della svolta del partito verso una «nuova destra».

    Passaggio preliminare a tutto questo: il nulla osta da parte della Comunità ebraica. Ed è appunto questo Placet che lei, prof. Luzzatto, rischia di dare a nome dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con le Sue affermazioni di disponibilità a rivedere la posizione degli ebrei nei confronti di AN. Concordiamo fermamente con chi - v. il programma della lista «Hakeillah» per le elezioni dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) del prossimo giugno - afferma che «l'ebraismo italiano non dovrebbe lasciarsi condizionare da logiche politiche a lui estranee». Nonostante i deboli Distinguo che intravediamo nelle Sue affermazioni fra rapporti dell'ebraismo italiano con le istituzioni statali ed alleanze tra Stati, riteniamo alto il rischio insito in esse di incrementare ulteriormente la confusione tra i due termini ebraismo-Israele. Due termini troppo spesso ritenuti erroneamente sinonimi, la cui commistione genera la nuova ondata di antisemitismo, o meglio il diritto, per episodi di antisemitismo sempre presenti, di manifestarsi ufficialmente. Permettere a chiunque di utilizzare la paura di una nuova Shoah per legittimare le proprie politiche è quanto di più disonorevole si possa compiere nei confronti della Memoria. Ed è quanto sta facendo Sharon rispetto agli ebrei della diaspora, giustificando come difensive le aggressioni del suo esercito contro la popolazione palestinese. Questo tipo di sicurezza non ci rassicura.

    La Sua nomina a Presidente dell'UCEI dal 1998 ad oggi ha rappresentato l'affermazione di una linea politica basata sul dialogo tra le varie anime dell'ebraismo italiano, nella convinzione che «non esiste un modello egemone dell'essere ebrei» - sempre dal programma di «Hakei llah» (www.hakeillah.com). Ideali come l'antifascismo, la laicità dello stato, la centralità della scuola pubblica sono stati i puntelli ideologici della Sua lista.

    Oggi, alla vigilia del nuovo Congresso, i drammatici sviluppi della situazione in Israele, sommati alla nuova realtà di un governo italiano di centro-destra ed il conseguente deterioramento delle garanzie di vita democratica, rischia di rimettere seriamente in discussione valori condivisi. Se piuttosto, come crediamo, è Sua volontà riaffermarli, Le chiediamo una maggiore cautela in atti politici che possano essere strumentalizzati da più parti, non ultimo da parte di coloro che vogliono dare all'ebraismo italiano orientamenti opposti, centrati su principi antidemocratici in cui un'arroganza di stampo profondamente fascista rappresenti il maggior punto di forza: coloro che ci definiscono «PSEUDOEBREI».



    * * * Paolo Amati, Andrea Billau, Paola Cannarutto, Lucio Damascelli, Marina Del Monte, Ester Fano, Sveva Haertter, Valeria Klein, Patrizia Mancini, Miriam Marino, Francesca Polito, Stefano Sarfati Nahmad, Stefania Sinigaglia, Claudio Treves.

    Paola cannarutto si spaccia per ebrea ma non lo e', e' solo una fanatica odiatrice di Israele. Lo dico perche' la conosco bene. Ogni volta che sente nominare "Israele" ha una crisi epilettica.
    Questo solo per l'esattezza. Gli altri sono comunisti prima che ebrei. Comunisti ebrei con memoria corta.
    Il mio commento e' che l'Italia non crescera' mai politicamente.
    l'Italia e' l'unico paese al mondo che tiene in esilio un'ex famiglia reale (mai stata monarchica). L'italia e' l'unico paese al mondo in cui un partito di destra liberale non puo' esistere, senza essere definito sempre e comunque fascista.
    L'Italia e' l'unico paese al mondo in cui si trasmette la falsa teoria che tutta la cultura sia a sinistra.
    L'Italia e' l'unico paese dell'Europa occidentale ad avere ancora un partito comunista, razzista e antisemita.

  4. #4
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    Predefinito

    LETTERA INVIATA A SHALOM.


    Caro Direttore,
    >
    > Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha proposto la creazione a Gerusalemme
    > di un "ufficio per la pace" coinvolgendo nel progetto l'Associazione
    > Italia-Israele e Italia -Palestina di Roma e la comunita' ebraica.
    > Compito di questo progetto e' di organizzare eventi che stimolino momenti
    > di incontro tra israeliani e palestinesi per dare un forte segnale di pace
    > in Israele.
    > Questa iniziativa mi lascia interdetta e dubbiosa perche', pur
    > apprezzandone la buona valonta', credo sia presa dal verso sbagliato: il
    > segnale di pace non va dato agli israeliani ma ai palestinesi. Non va fatto
    > in Israele ma in Palestina e prima ancora in Italia.
    >
    > Dall'inizio di questa guerra, circa due anni fa, noi italiani di Israele
    > abbiamo avuto molte impressioni sulla politica italiana nei confronti di
    > Israele e nessuna di queste impressioni portava il nome di "solidarieta' e
    > comprensione " bensi' di condanna e malanimo.
    > Mentre i palestinesi ammazzavano quotidianamente cittadini israeliani,
    > mentre le bombe umane gettavano Israele nel terrore, mentre bambini
    > israeliani venivano dilaniati dai chiodi e dai bulloni misti all'esplosivo
    > e fatti a pezzi con mani assassine armate di coltelli tanto da non
    > poter ricostruire i loro poveri corpi , mentre mamme e papa' israeliani
    > pensavano di mandare i propri figli a scuola su autobus diversi nella
    > speranza di salvarne "almeno" uno, mentre mamme venivano uccise al volante
    > delle loro automibili portando il figlio dal medico o venivano tagliate a
    > meta' dalla bomba di turno insieme ai bambini che avevano in seno ( e
    > risparmio a chi legge i particolari) , mentre accadeva tutto questo e anche
    > peggio i politici italiani accoglievano Arafat, il Papa accoglieva Arafat e
    > Arafat diceva "condanno il terrorismo", sorridendo e facendo con le dita il
    > segno di Vittoria: aveva l'Europa intera ai suoi piedi.
    >
    > In questi mesi di terrore aberrante non abbiamo visto delegazioni ufficiali
    > di solidarieta' in Israele, semmai c'erano defezioni, politici che
    > rimandavano le loro visite, squadre di calcio e di basket che rifiutavano
    > di venire a giocare a Tel Aviv. Dai supermercati italiani sparivano i
    > prodotti israeliani: pompelmi Jaffa, avocado, datteri, per venire
    > sostituiti con prodotti turchi.
    > Si facevano in tutta Italia manifestazioni pro Palestina con relativo e
    > immancabile rogo delle bandiere israeliane. Nell'ultima grande
    > manifestazione pro palestinese di Roma si son visti addirittura ragazzi
    > italiani travestiti da uomini bomba.
    >
    > Mentre Arafat veniva accolto con tutti gli onori dai politici italiani,
    > credo compreso il signor Veltroni, i media del Bel Paese si lasciavano
    > trasportare dall'andazzo o forse creavano l'andazzo scrivendo delizie
    > sull'attuale Primo Ministro di Israele, Ariel Sharon: "assassino di Sabra e
    > Chatila, criminale di guerra, responsabile della guerra a causa di una
    > passeggiata ..."
    > Per quale motivo, dopo tutto questo, il sindaco di Roma ha pensato di
    > aprire a Gerusalemme l'ennesimo ufficio per la pace? Abbiamo il Peace
    > Center di Peres, abbiamo decine e decine di organizzazioni per la pace.
    > Tutti qui ?! E dall'altra parte?! E' dall'altra parte che devono andare!
    >
    > Cerchero' di spiegare anche un altro motivo che mi fa ritenere che il
    > problema sia preso dal verso sbagliato.
    > Tra il 1994 e il 2001 l'Europa ha dato 1446 miliardi di EURO all'Autorita'
    > Palestinese e 10 milioni di dollari mensili. Poi ci sono i 310 milioni di
    > dollari elargiti attraverso l' Unrwa e 70 milioni di dollari che gli
    > europei vogliono dare per far fronte all'emergenza. Senza contare che gli
    > stati arabi hanno gia' approntato 35 milioni di dollari per la stessa
    > emergenza che vanno ad aggiungersi ai 45 milioni di dollari annui che
    > finiscono in Palestina.
    > A questo punto chiunque puo' capire che, con questo immenso mare di soldi
    > mandato all'ANP, non e' l'ufficio per la pace che va creato ma un ufficio
    > per il controllo dei fondi elargiti a "Ali Baba' e i suoi 40 ladroni" come
    > i palestinesi chiamano Arafat e la sua leadership.
    > I palestinesi non sono poveri, sono ricchissimi dei soldi della comunita'
    > internazionale, il problema e' che questi soldi sono convogliati nelle
    > tasche di qualcuno in Palestina e da qui in parte rispediti in mance e
    > regalie a qualcun altro in Europa.
    > I bambini palestinesi non hanno bisogno delle magliette comprate dagli
    > inviati di Veltroni , hanno bisogno di essere tolti dalle loro aberranti
    > scuole in cui gli si insegna a diventare terroristi, hanno bisogno di
    > essere educati come tutti i bambini del mondo.
    > Veltroni dunque dovrebbe inviare i suoi delegati a Ramallah e a Gaza per un
    > controllino ai testi scolastici antisemiti e rigurgitanti odio e pagati
    > dalla comunita' europea. E' da la' che si incomincia , non dalle magliette.
    > Aprire un ufficio a Gerusalemme sara' piu' comodo ma e' assolutamente
    > inutile, aprire un ufficio a Ramallah e' piu' pericoloso e certamente piu'
    > faticoso ma e' la' e non altrove che si deve parlare di pace e rispetto umano.
    > Ed e' in Italia infine che credo sia doveroso incominciare insegnando ai
    > ragazzi italiani che il terrorismo e' sempre sbagliato e che non sempre chi
    > sembra debole e urla di piu' e' la vittima!
    >
    > Cordialmente
    >
    > deborah fait
    > israele
    > >

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by DEBORAH



    Paola cannarutto si spaccia per ebrea ma non lo e', e' solo una fanatica odiatrice di Israele. Lo dico perche' la conosco bene. Ogni volta che sente nominare "Israele" ha una crisi epilettica.
    Questo solo per l'esattezza. Gli altri sono comunisti prima che ebrei. Comunisti ebrei con memoria corta.
    Il mio commento e' che l'Italia non crescera' mai politicamente.
    l'Italia e' l'unico paese al mondo che tiene in esilio un'ex famiglia reale (mai stata monarchica). L'italia e' l'unico paese al mondo in cui un partito di destra liberale non puo' esistere, senza essere definito sempre e comunque fascista.
    L'Italia e' l'unico paese al mondo in cui si trasmette la falsa teoria che tutta la cultura sia a sinistra.
    L'Italia e' l'unico paese dell'Europa occidentale ad avere ancora un partito comunista, razzista e antisemita.

    Sottoscrivo integralmente, salvo l'ultima frase. E' veramente troppo forte e davvero esagerata, anche se svariati comunisti o che tali si dichiarano (i comunisti si scomunicano facilmente a vicenda) fanno ...proprio ...di tutto per meritarsela. Te lo dice un anticomunista....viscerale.

    Shalom!

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by Pieffebi



    Sottoscrivo integralmente, salvo l'ultima frase. E' veramente troppo forte e davvero esagerata, anche se svariati comunisti o che tali si dichiarano (i comunisti si scomunicano facilmente a vicenda) fanno ...proprio ...di tutto per meritarsela. Te lo dice un anticomunista....viscerale.

    Shalom!

    Vabbe', togliamo pure l'ultima frase!
    In effetti hai ragione, non e' giusto generalizzare.
    shalom deborah

  7. #7
    Roderigo
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    Predefinito Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by DEBORAH
    l'Italia e' l'unico paese al mondo che tiene in esilio un'ex famiglia reale (mai stata monarchica).
    Non temere DEBORAH, presto la famiglia reale rientrerà dall'esilio e potrai vantare in Italia un alleato in più.
    E' vero che Vittorio Emanuele IV defini "poi non tanto male" le leggi razziali del 1938, ma per te,"vera ebrea", questo è solo un piccolo e insignificante dettaglio. Quel che conta, è la solidarietà con con il macellaio di Qibya, Sabra, Chatila, e Jenin.

    Shalom.

    R.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by Roderigo

    Non temere DEBORAH, presto la famiglia reale rientrerà dall'esilio e potrai vantare in Italia un alleato in più.
    E' vero che Vittorio Emanuele IV defini "poi non tanto male" le leggi razziali del 1938, ma per te,"vera ebrea", questo è solo un piccolo e insignificante dettaglio. Quel che conta, è la solidarietà con con il macellaio di Qibya, Sabra, Chatila, e Jenin.

    Shalom.

    R.

    Ho gia' detto di non essere monarchica ne' di esserlo mai stata. Credo che V.Emanuele sia totalmente privo di intelligenza e suo figlio piu' o meno uguale. Sono il nulla assoluto ma tenerli in esilio e' un'azione incivile.
    Ne' Vittorio Emanuele, ne' il figlio che non ricordo come si chiama, hanno fatto del male all'Italia. E credo che V.E. non sappia neppure cosa fossero le leggi razziali! Dai!

    Cresciamo!!!!!

    Non capisco quindi la tua inutile polemica.

    Di che macellaio parli? Quello che conosco al supermercato sotto casa non cerdo sia mai stato nei luoghi che nomini, e' troppo giovane ed e' russo!


    D.


    shalom!
    d.

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Predefinito Re: Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by Roderigo

    Non temere DEBORAH, presto la famiglia reale rientrerà dall'esilio e potrai vantare in Italia un alleato in più.
    E' vero che Vittorio Emanuele IV defini "poi non tanto male" le leggi razziali del 1938, ma per te,"vera ebrea", questo è solo un piccolo e insignificante dettaglio. Quel che conta, è la solidarietà con con il macellaio di Qibya, Sabra, Chatila, e Jenin.

    Shalom.

    R.
    Di macellai la causa palestinese ne conosce migliaia, dagli anni venti almeno. A cominiciare dai mandanti delle quotidiane stragi di civili israeliani della seconda intifada lanciata dal premio Nobel Arafat dopo aver RIFIUTATO la pace. Lo stesso che si è inventato "l'olocausto" di Jenin.
    Shalom!

  10. #10
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: A Fini un Placet che non ci piace

    Originally posted by Pieffebi
    Di macellai la causa palestinese ne conosce migliaia, dagli anni venti almeno. A cominiciare dai mandanti delle quotidiane stragi di civili israeliani della seconda intifada lanciata dal premio Nobel Arafat dopo aver RIFIUTATO la pace. Lo stesso che si è inventato "l'olocausto" di Jenin.
    Shalom!
    Se contiamo il numero dei morti, possiamo stabilire anche la graduatoria dei macellai.

    Le stragi suicide cominciano, non con la secoda intifada, ma dal giugno 2001. Sai perchè?

    Arafat non ha rifutato la pace, ha solo rifiutato quattro bantustan.
    La pace si poteva fare a Taba, ed infatti lì si ritirarono gli israeliani.

    Se è possibile negare un olocausto, figuriamoci un massacro.

    R.

 

 
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