Potersi scegliere il proprio avversario è il sogno di tutti gli imprenditori. Ma farsi anche le leggi su misura, va al di là di qualsiasi sogno industriale ed è l'incubo del libero mercato. Quando poi si parla di aziende della comunicazione, si parla anche dell'incubo della democrazia. Come spiegava l'altra sera a «Primo piano» Freimut Duve, a nome dell'Europa, rivolgendosi a Paolo Romani (Forza Italia), il quale parlava di «fantomatico conflitto di interessi», attaccando Biagi, Santoro e il Luttazzi. Il professore tedesco ribadiva: «Non si tratta di conflitto di interessi. Si tratta di un vero e proprio conflitto costituzionale. E, quanto a Biagi e Santoro, non è la politica che deve scegliersi i giornalisti». Romani annaspava, incalzato anche da Giulietti (Ds). Alla fine ha cercato di tirare dalla sua almeno il conduttore Mannoni e gli ha detto: «Ah, se tutti i giornalisti fossero come lei!». Povero innocente Mannoni, trattato come giornalista di comodo, neanche fosse un Saccà qualsiasi!
Romani "dovrebbe" ricordarsi che sono stati membri del suo stesso partito ( ) a proporre l'oscuramento, tra gli altri, della trasmissione di Mannoni durante la campagna elettorale per le amministrative.
Romani "dovrebbe", allo stesso tempo, ricordarsi della sua presenza in studio durante la diretta di Rete4 sulle elezioni dello scorso maggio; durante la quale, a seggi ancora aperti per le ben note "file", fece un paio d'ore buone di comizio (pro domo Banana e SUA, visto che era candidato) "sferzante e sprezzante" nei confronti degli avversari.
Faziosità?? Macchè!
Conflitti? Decenza? Pudore??
Tutta roba vecchia per "questi uomini del fare", per questo "nuovo che avanza".

Visto che "avanza"; perchè non lo si mette VIA???