Bush: Castro dittatore, l'embargo non si tocca
Washington, 076
Nessun alleggerimento dell'embargo che vige da 40 anni senza che avvengano prima profonde riforme, ma nello stesso tempo una serie di concessioni di aiuti umanitari agli abitanti dell'isola: sono i principali contenuti del messaggio che il presidente americano George W.Bush pronuncerà oggi sui rapporti con Cuba, anticipato dalla Casa Bianca.
Bush respingerà le richieste di allentare la morsa dell'embargo che gli sono arrivate di nuovo in questi giorni in occasione dello storico viaggio all'Avana dell'ex presidente Jimmy Carter. In un discorso mattutino che terrà in occasione della giornata dell'Indipendenza cubana e in una successiva visita a Miami, Bush ribadirà a Fidel Castro che una revoca delle sanzioni potrà essere presa in considerazione solo dopo elezioni libere e aperte a tutti il prossimo anno e dopo che saranno soddisfatte una serie di condizioni sul fronte dei diritti civili.
Quella di Castro, nel discorso che farà Bush, è e resta "una dittatura". "Senza passi consistenti da parte di Cuba - afferma l'anticipazione diffusa dalla Casa Bianca - per aprire il proprio sistema politico ed economico, i commerci con Cuba non aiuteranno il popolo cubano, ma si limiteranno ad arricchire Castro e il suo entourage e manterranno in piedi la sua dittatura".
Solo "riforme politiche ed economiche reali", per Bush, permetteranno di cambiare lo stato dei fatti e apriranno le porte al popolo cubano alla possibilità "di condividere il progresso della nostra epoca". Il presidente americano annuncerà però che gli Usa daranno il via a maggiori aiuti umanitari, a borse di studio e a un sistema postale che intensifichi i rapporti tra i due popoli. (Red)>/i>
20 maggio 2002




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