esatto...Vespa non perde occasione per dimostrare di essere un sostenitore di berlusca...


esatto...Vespa non perde occasione per dimostrare di essere un sostenitore di berlusca...
Antonio


Già, Scalfaro era proprio tutta un'altra cosa.Originally posted by SPYCAM
Ciampi una delusione enorme.![]()


Già; è DEL TUTTO inutile.Originally posted by lobosinistro
Inutile continuare ad insistere nel mettere Vespa sullo stesso piano di Santoro. Sono imparagonabili. Saranno pure tutti e due affezionati ad una parte politica, ma uno la fa nelle sue trasmissioni, l'altro no.
Saluti
Come il farvi capire che sarebbe MEGLIO se Vespa gettasse la maschera grottesca dell'imparzialità e dichiarasse (a VOI) apertamente il suo schierarsi.
L'imparzialità, come l'obiettivita o la NON faziosità, NON ESISTE!!
"Dovrebbe" esistere, INVECE, la possibilità di ascoltare PIU' voci; si "chiamerebbe" LIBERTA' D'INFORMAZIONE.


Loro favoriscono Mediaset ma sarò io a essere cacciato
Fioccano richiami alla disciplina. Ma un´azienda culturale deve inseguire il disordine creativo Quest´anno abbiamo raddoppiato gli spot. Mi dovranno spiegare bene quali danni ho provocato
GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - Santoro, dalla puntata di Sciuscià è emerso che Mediaset è più libera della Rai. Detto dagli schermi della stessa Rai non è un clamoroso autogol, un danno effettivo all´azienda per cui lei lavora?
«Io osservo che la concorrenza è più effervescente, più dinamica, ha più idee. E se noi siamo meno liberi, offriamo un ulteriore vantaggio alle reti Mediaset. Se non dicessi queste cose, se facessi finta di niente, allora sì andrei contro la Rai, non avrei a cuore le sorti dell´azienda. Ieri Raiuno ha fatto il 13 per cento, il Tg1 è costantemente superato dal Tg5. Sono risultati disastrosi. Se Saccà non si preoccupa di questo è lui che fa il gioco della concorrenza».
I dirigenti della Rai vogliono sfasciare la Rai?
«La tv di Stato non produce bulloni, ma cultura e ha bisogno di effervescenza, dinamismo delle idee. Se prevale l´omologazione vengono fuori i problemi».
Omologazione o regime?
«Dal punto di vista del prodotto possiamo parlare di omologazione. Il regime ha altri protagonisti, più importanti degli attuali dirigenti della Rai. Parlo del presidente del Consiglio. A meno che Baldassare e Berlusconi non siano la stessa cosa. Spero non sia così».
Ha ricevuto una telefonata da Saccà o dal direttore di Raidue Marano?
«No. Mi aspettavo i complimenti del direttore generale per una puntata che è andata benissimo, un ringraziamento. Ma non è aria».
Proprio no. L´accusano di aver danneggiato la Rai.
«Sono sereno, convinto di non aver fatto niente di grave. Ho agito con estrema correttezza. Di quale danno si parla? Sciuscià ha raddoppiato gli spot, nella mia serata Raidue è sempre la seconda rete della televisione. Qualcuno dovrà spiegare bene quali sono i danni provocati da me. Io sono andato tante volte ospite da Costanzo e lì ho denunciato il conflitto d´interessi del proprietario di quelle reti. L´ho potuto fare tranquillamente, nessuno mi ha accusato di danneggiare l´immagine di Mediaset. Mi auguro che questo possa accadere anche alla Rai».
Adesso ci sono tre uffici legali mobilitati contro Sciuscià. Si accettano ancora scommesse sul suo futuro in Rai o le quotazioni sono sospese?
«Io ho già scommesso e so come andrà a finire».
Come?
«A Sofia Berlusconi ha dato un´indicazione precisa. Io e Biagi spariremo dal palinsesto».
Biagi oggi viene elogiato dal direttore generale Saccà.
«Ho visto. Lo trasformano in un santo. Lui il sacro, io il profano. Sono contento, vuol dire che lasceranno il Fatto nella sua naturale collocazione oraria. Se è un santo, questa è la conseguenza più logica, no? Allora non tutto il male viene per nuocere. Ma credo proprio che le cose non si metteranno così bene, né per me né per lui. Per spostare il Fatto tirano fuori questioni tecniche. Sono degli ipocriti».
Biagi però non ha mai processato l´azienda in diretta, non ha mai detto che a Mediaset c´è più libertà.
«Non l´ho detto neanch´io, l´ha detto Costanzo. Certo, quello che è successo dopo la trasmissione offre qualche pezza d´appoggio alle parole di Maurizio. Sono i comportamenti di Saccà ad alimentare il sospetto, non il mio programma. Lì è stata posta una domanda: la Rai è meno libera di Mediaset? Non c´è nessuna offesa all´azienda. Si discute, ci si confronta in una puntata che non a caso ha avuto un grande successo: 5 milioni di spettatori, decine e decine di telefonate entusiastiche. Raramente si è vista una trasmissione così polifonica, con tante intelligenze a confronto».
La Rai pluralista che vogliono i nuovi amministratori.
«La Rai che vogliono loro non l´ho ancora capita. Per il momento fioccano i richiami all´ordine e alla disciplina, ma un´azienda culturale come la Rai non si può fondare su questi slogan. Semmai deve inseguire il disordine, la creatività, il ribollire delle idee, persino le provocazioni tra virgolette come quella di farmi affiancare da Costanzo. Era un´idea per attirare il pubblico, suscitare attenzione. Il fatto che abbia potuto realizzarla a metà la dice lunga. Io potrei andare tranquillamente al Costanzo Show a fare il conduttore bis, nessuno avrebbe niente da ridire».
Un´altra prova della maggiore libertà di Mediaset?
«Devo misurare bene le parole. Rischio il licenziamento».
Davvero?
«Beh, quando si manda la cassetta a tre uffici legali... Comunque io non me ne vado, non tolgo il disturbo».
Torniamo alla libertà di Mediaset. A difesa della Rai Saccà porta l´esempio del gradimento quasi plebiscitario delle redazioni ai nuovi direttori.
«E che c´entra? Nessuno ha fatto riferimento alle testate giornalistiche. Mi sembra un esempio particolarmente inopportuno, non ha niente a che vedere con la discussione dell´altra sera. Costanzo ha parlato di programmi come Striscia, la Gialappa´s le Iene. Che c´entrano i giornalisti? Il richiamo al patriottismo di Saccà lascia il tempo che trova. La Rai ce l´ha una trasmissione come Striscia o come le Iene, sì o no? No. Fa Convescion, che ha quelle caratteristiche ma non la stessa forza. I fatti sono fatti. Non c´è da prendere cappello. Se i dirigenti della Rai vogliono fare meglio di Mediaset inventino una trasmissione della stessa qualità di Striscia».
Già!
Ma, l'"Editore di Riferimento" dei dirigenti RAI vuole VERAMENTE che i SUOI "referenti" facciano meglio di Mediaset???
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L'Organizzazione per la Sicurezza in Europa chiede chiarimenti a Silvio Berlusconi.
"Poiché i signori Biagi, Santoro e Luttazzi svolgono attività criminosa in televisione, preghiamo i suoi consiglieri legali di voler precisare le gravi accuse"
Adnkronos, 23 aprile, 18,05
Un conto è l'essere schierato, un conto è l'imparzialità. Vespa per quanto mi riguarda è berlusconiano, ma conduce una trasmissione imparziale.Originally posted by MrBojangles
Già; è DEL TUTTO inutile.
Come il farvi capire che sarebbe MEGLIO se Vespa gettasse la maschera grottesca dell'imparzialità e dichiarasse (a VOI) apertamente il suo schierarsi.
L'imparzialità, come l'obiettivita o la NON faziosità, NON ESISTE!!
"Dovrebbe" esistere, INVECE, la possibilità di ascoltare PIU' voci; si "chiamerebbe" LIBERTA' D'INFORMAZIONE.
Così non è per Santoro, che ha impostato la trasmossione per fare propaganda politica e demonizzare l'avversario. Vespa non demonizza nessuno.
Saluti


Questo è vero!Originally posted by lobosinistro
Vespa non demonizza nessuno.
Saluti
Lo "lascia fare" agli scagnozzi del Capo.
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Sei di parte, quindi fazioso, quindi non puoi esprimere giudizi.Originally posted by lobosinistro
Un conto è l'essere schierato, un conto è l'imparzialità. Vespa per quanto mi riguarda è berlusconiano, ma conduce una trasmissione imparziale.
Così non è per Santoro, che ha impostato la trasmossione per fare propaganda politica e demonizzare l'avversario. Vespa non demonizza nessuno.
Saluti![]()