Cerchiamo di ancorarci ai dati oggettivi, senza concentrare l'attenzione su Carrara, Reggio Calabria o sulla provincia di Ancona.
Affidiamoci ai numeri, e parliamo (per il momento) del PRI; poi parleremo dell'MRE.
Cominciamo con lo sgombrare il campo da alcune stupidaggini.
1) Gli elettori dell'MRE in provincia di Ancona NON sono parenti della Sbarbati.
2) Calcolare un risultato del 2,6 per cento limitandosi a considerare i comuni in cui si è votato è assurdo. La forza di un partito si misura anche dalla sua capacità di presentarsi in maniera capillare, da solo o con altri. Un partito che non riesce a farlo in una città colà è praticamente inesistente. Altrimenti, io potrei presentare una lista in 1 comune su 100, prendere il 3 per cento, e dire che la mia percentuale dei voti su scala nazionale è parti al 3 per cento. Eh no, troppo comodo.
Faccio notare che il PRI à la malphe non è riuscito a presentare uno straccio di lista non a Penna San Giovanni, Rosora o Acquaviva Picena; ma in città come Genova, Verona, Parma, La Spezia, Alessandria, Lucca (a proposito G. Oberdan, tu non sei di lì?), Lecce (in cui c'era una forte tradizione repubblicana, tanto è vero che Reale veniva da lì), Varese o Como.
Non credo si possa prescindere da considerazioni di questo tipo nel valutare un risultato elettorale.
3) Un ultima noticina circa la questione del mandato della Sbarbati.
Volete che si dimetta? Benissimo.
Allora, però, non elogiate Nucara che appiccica l'edera a consiglieri comunali eletti in altri partiti.
Visto che parlate di coerenza, praticatela.
Ed ora parliamo di fatti.




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