Il mazzinianesino nel Mezzogiorno in Terra d'Otranto
Mazzini a 200 anni dalla nascita
Al Convegno oritano hanno dato vita importanti relatori
ORIA (Brindisi) - Ha avuto carattere propriamente storico. Così come erano le aspettative. E l'obiettivo di conoscere e far conoscere il patrimonio culturale relativo a Mazzini, farlo emergere dall'ombra e conoscerlo sul piano scientifico, è stato raggiunto.
Tra autorevoli relatori, un nutrito e attento pubblico, «amatori» della storia e numerosi studenti, il convegno internazionale di studi su «Il mazzinianesimo nel Mezzogiorno e in Terra d'Otranto», organizzato dal Comitato provinciale di Brindisi dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (con il patrocinio dell'Università degli Studi di Lecce, della Biblioteca Diocesana «A.M. Kalefati», del Miur, della Provincia di Brindisi e del Comune di Oria), ha reso onore a Giuseppe Mazzini a duecento anni dalla nascita. Celebrando il «pensatore», è stata posta l'attenzione sull'incidenza del pensiero mazziniano nella Terra d'Otranto e le sue ripercussioni; chi era Mazzini in relazione al suo tempo e che cosa rimane oggi di quel movimento libertario sul piano culturale e politico. Un compito difficile, nella vasta mole di documenti, quello di far luce su movimenti e personaggi per farli emergere dall'ombra e chiarire dubbi, incertezze e vaghe conoscenze. Ma gli apprezzati relatori dei diversi centri universitari stranieri (Rouen e Massachussetts) ed italiani (Siena, Bari, Lecce, Napoli e Roma) ci sono riusciti, senza limitarsi a delineare la sola biografia del personaggio: le loro relazioni hanno offerto un valido contributo che potrebbe indicare nuove linee di indagine per un quadro interpretativo del Salento risorgimentale. L'interesse per l'Europa, per l'Unione dei popoli liberi, percorre tutta la vita di Mazzini: un progetto politico questo, che aveva le sue propaggini anche in Oria. A parlare della trama cospiratoria tessuta anche dai settari, carbonari e patrioti oritani nella prima metà dell'Ottocento, è stato il prof. Alvaro Ancora, nella sua documentata relazione «Camillo Monaco e i democratici di Oria». «Intorno ai tre fratelli Monaco ? ha spiegato il prof. Ancora - nel suo corposo intervento - agivano in Oria non pochi «attendibili», i cui nomi sono rimasti ignoti fino ad oggi. Questi, partecipando alla lotta politica tra il partito Monaco e il partito de Angelis dettero il loro contributo all'amministrazione civica». E proprio su un membro della famiglia Monaco, Camillo, è stato presentato nel corso dell'incontro, il volume «Un attendibile», sponsorizzato dalla Edilpref e curato dalla prof.ssa Anna Maria Andriani, presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento. Gianrosita Fantini
tratto da http://www.lagazzettadelmezzogiorno....?IDCategoria=1





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