….furbate.
Per un liberaldemocratico la legge sul conflitto di interessi è inaccettabile.
E’ una legge che non difende il pluralismo dell’informazione , in un paese in cui il capo del governo è proprietario delle tre reti televisive private e di parte della stampa, e controlla le reti pubbliche. E’ una legge che permette agli uomini di governo di decidere su materie che li riguardano personalmente. E’ una legge che affida il controllo ad organi che non possono esercitarlo, o che sono politicamente legati alla maggioranza, cioè al controllato.
E’ un’offesa alla nostra concezione dello Stato di diritto. Viene violato il principio, morale prima ancora che giuridico, del confine tra pubblico e privato. Per questo vogliamo raccogliere le firme per un referendum: per dare ai cittadini la possibilità d decidere su temi così forti.
Ma sembra essere in atto un tentativo di impedire il referendum con ostruzionismo di maggioranza, di allungare i tempi non per cambiare o migliorare la legge, ma solo per impedire la raccolta delle firme entro il 30 settembre, il termine per fare il referendum l’anno venturo. Sarebbe un fatto gravissimo e andrebbe denunciato con sdegno. La maggioranza ha il diritto di fare approvare la legge; non ha il diritto di impedire ai cittadini di pronunciarsi su di essa. Sono cose troppo serie per turbate.
Giochiamo a carte scoperte!
Per chi ci crede il momento della battaglia è questo. Abbiamo bisogno di aiuto per arrivare al referendum e preparare la raccolta delle firme. Se sei d’accordo scrivici una e-mail o mandaci un fax.
MARIO SEGNI
www.mariosegni.it e-mail msegni@tin.it
apparso a pagamento sul Il Foglio di mercoledì 29 maggio
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Il conflitto d’interessi che “interessa” Segni evidentemente è solo quello relativo all’informazione televisiva, dato che non erano conflitti d’interessi quelli relativi a proprietà di “stampa e di fabbriche d’automobili” , che non hanno turbato affatto il “liberaldemocratico” Segni, e tanto meno offeso la sua concezione dello stato di diritto. Sorvolo sul contrasto evidenziato dallo stesso Segni di Stato di diritto e principi morali.
Principi che non colludono con la “politica del sospetto” quando a Segni pare “vedere” in atto il tentativo di impedire….ecc…ecc.
Ne deriva la “folle” accusa al Governo di rallentare scientemente la trafila parlamentare in atto per l’approvazione della legge.
E…sì, perché Segni pretende di raccogliere firme per un referendum abrogativo di una legge che ancora non c’è. E che ci sarebbe se Segni avesse, in questi ultimi sei anni, stuzzicato e spinto la maggioranza di allora, nella quale egli stesso tanto bene si trovava, ad approvare la legge in questione.
Anche allora, nessuna fede “liberaldemocratica” concussa e nessun sdegno e offesa per il “principio morale, prima di tutto” violato.
Ricordando a Mario Segni che il popolo italiano ha già espresso, con il voto di un anno fa, il parere sul problema del conflitto d’interessi, e ricordando che la nostra democrazia “contiene” istituzioni atte a controllare evidenti cadute nel “conflitto” (opposizione, stampa, magistratura, Banca d’Italia, ecc) mi dichiaro comunque pronto a firmare per il referendum proposto, augurandomi anzi che lo possano “presentare” assieme ai tanto strombazzati referendum ulivisti (c’è qualcuno che gli ha visti?).
saluti




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