Lampedusa, avamposto lumbard nel Mediterraneo
Qui alle elezioni amministrative la lista "Estremo Sud" collegata al partito di Umberto Bossi ha preso il 20% dei voti. Merito dell'attivissima signora Angela, cuoca 38enne che ha un motto: "Sicilia ladrona".
di Gianluca Roselli
MILNAO - Lega Nord al 20%. Non siamo in una valle bergamasca o in qualche comune pedemontano del Veneto o della Lombardia, ma nel mezzo del Mar Mediterraneo, a 205 km dalla Sicilia e 113 dalla Tunisia. A Lampedusa, una delle perle del nostro Sud, isola dalle bellezze incontaminate dove il mare è cristallino e ogni anno arrivano fiotti di turisti da tutto il mondo. Qui alle elezioni amministrative la lista "Estremo Sud" collegata al partito di Umberto Bossi ha preso il 20% dei voti: oltre 700 preferenze per l'avamposto più a sud del Carroccio, che però, nonostante le alte percentuali, per via della legge elettorale siciliana non è riuscita a eleggere nemmeno un consigliere comunale. Ma cosa ci fa la Lega a Lampedusa? Il merito è tutto di un'attivissima signora 38enne, Angela Maraventano, la stessa che un paio d'anni fa aveva raccolto le firme tra i suoi compaesani per far annettere l'isola alla provincia di Bergamo. "Raccogliemmo 3.500 firme, ma per cambiare provincia il meccanismo è molto complicato e alla fine non ce l'abbiamo fatta, ma non ci diamo per vinti: organizzeremo un altro referendum". E forte di questo risultato elettorale, la signora Maraventano, insieme al suo gruppo di 713 persone, tra pochi giorni aprirà finalmente la sezione leghista di Lampedusa dove continuerà la sua battaglia per la libertà: "Con la Sicilia non vogliamo più avere niente a che fare: noi gli diamo il sangue e loro ci sputano in faccia".
Ma com'è che una signora di Lampedusa ha deciso non solo di diventare leghista, ma di portare sulle sue spalle le idee del senatur a così tanti km di distanza? "Tutto iniziò tre anni fa quando un nostro concittadino, colpito da infarto, morì perché sull'isola non c'era un elicottero per trasportarlo in ospedale ad Agrigento ricorda la combattiva Angela così spedimmo lettere a tutti i partiti per lamentare la nostra situazione. Bene, gli unici che ci hanno risposto sono stati i leghisti". Così la Maraventano va a Roma e conosce Giacomo Stucchi, parlamentare lumbard che si prese a cuore la loro causa facendo numerose interpellanze parlamentari per denunciare le mancanze nell'isola. A Lampedusa, infatti, ancora oggi non c'è un ospedale, ma solo un piccolo ambulatorio del tutto insufficiente. Fino a dieci anni fa non c'era nemmeno una scuola: oggi ci sono elementari, medie e un liceo scientifico. Da pochissimo c'è una farmacia, mentre d'inverno esistono due soli collegamenti al giorno con la Sicilia: "un aereo scatoletta e un traghetto degno del Kosovo: otto ore per arrivare a Porto Empedocle!" dice lei.
Così, tra un viaggio a Roma, i contatti con le "Donne padane" e l'invito alla manifestazione di Venezia dove donna Angela conosce Umberto Bossi e sale anche sul palco a parlare, nasce un rapporto che è poi sfociato nella clamorosa iniziativa del referendum per diventare "bergamaschi".
"Il problema è che noi siamo abbandonati da tutti: in primis dalla Sicilia che non ci ha mai preso in considerazione: i nostri politici sono incapaci e morti di fame - spiega Angela - e ogni volta che chiediamo aiuto a Roma ci dicono: 'cosa volete da noi? Siete una regione a statuto speciale, i finanziamenti vengono fatti alla Sicilia, poi non sappiamo che fine fanno'. Così a Lampedusa tutto quello che abbiamo ce lo siamo costruiti da soli. Non chiediamo nessuna elemosina, vogliamo semplicemente non essere più trattati da cittadini di serie C: per salvare le tartarughe arrivano i Dc, per noi manco l'elicottero. Valiamo meno delle tartarughe!".
E' simpatica la signora Angela, parla a raffica, con passione: insomma, ci sa fare. "Sono stata presidente del "comitato mamme": mi occupavo solo dei problemi dei nostri figli e della scuola. Poi l'illuminazione per la Lega: è gente semplice e gentile, come noi, e sono gli unici che ci hanno dato retta". Quando ha annunciato ai suoi compaesani di essere diventata leghista, tutti ci sono rimasti secchi. Ma poi in molti l'hanno seguita e lei non si è tirata indietro: ha messo bandiere padane ovunque, sul balcone di casa e nel suo ristorante.
"Diciamo le stesse cose della Lega: anche noi combattiamo per la libertà, vogliamo essere padroni a casa nostra. E poi guardi, io sono una gran lavoratrice, ho il culto del lavoro, proprio come quelli del Nord".
Sposata con un vigile del fuoco, la signora Angela tira avanti il suo ristorante dove fa anche la cuoca ("cucino benissimo"), e quando ha tempo si diletta pure a fare l'attrice ("ho appena fatto una particina nel film Respiro con Valeria Golino, lo vada a vedere!").
Il suo sogno, però, era conquistare il Comune (è venuto anche il deputato Edoardo Ballaman a fare un comizio), ma le è andata male: il nuovo sindaco è Bruno Siracusa di Forza Italia. Ma per la pasionaria siciliana del Carroccio le elezioni sono già acqua passata: il prossimo 23 giugno con il suo gruppo sarà a Pontida dove incontrerà di nuovo Bossi e terrà a battesimo non solo la nascita della Lega Nord di Lampedusa, ma anche la Lega Nord Sicilia. E poi c'è la battaglia per far togliere il centro di accoglienza dove ogni giorno sbarcano 100 tunisini ("non è per razzismo, ma non ne possiamo proprio più").
"E tra 5 anni il Comune sarà nostro", promette. Intanto il Senatur, dicono, se prima ci credeva poco, oggi va fiero del suo avamposto nel Mediterraneo. E se le prossime vacanze estive, invece di passarle a Ponte di Legno, l'Umberto puntasse verso sud?
(30 MAGGIO 2002, ORE 18:20)
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