Pagina 11 di 18 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima
Risultati da 101 a 110 di 173
  1. #101
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Coop.va "Pensiero e Azione" - Ravenna

    Cooperativa "Pensiero e Azione" di Ravenna
    2 giugno 2005
    presso Capanno Garibaldi - RAVENNA

    Annullo filatelico nel bicentenario della nascita di GIUSEPPE MAZZINI


    Nell'anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, la Cooperativa "Pensiero e Azione" di Ravenna, che da anni svolge una meritevole opera di divulgazione storica e culturale del Risorgimento, ha voluto ricordare la ricorrenza con un annullo filatelico, due cartoline ed una busta.
    Le Poste Italiane attiveranno l¹Ufficio Postale per l'apposizione del timbro celebrativo presso lo storico Capanno Garibaldi nelle valli ravennati che furono testimoni della trafila garibaldina del 1849.
    La manifestazione avverrà il 2 GIUGNO in concomitanza con la Festa della Repubblica e dell'anniversario della scomparsa di Giuseppe Garibaldi, in un luogo caro a tutti i ravennati e in cui i Soci della Società Conservatrice del Capanno Garibaldi annualmente si ritrovano in una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza.
    E' una tradizione, quella risorgimentale, particolarmente sentita in terra di Romagna, terra di forti passioni politiche e risorgimentali, dove tante associazioni anche nel XXI Secolo portano avanti il pensiero universale di Giuseppe Mazzini, il suo insegnamento politico, le sue opere, la forza positiva e la superiorità del suo pensiero democratico interclassista rispetto alle ideologie totalitarie che avrebbero insanguinato l'Europa.

    Per l'occasione, il Prof. Mario di Napoli
    (Università di Roma "La Sapienza"),
    terrà l'orazione ufficiale sul tema:

    "Mazzini e Garibaldi"

  2. #102
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Incontro a Forlì

    Mercoledì 8 giugno al Circolo "Giuseppe Mazzini" di Forlì, appuntamento su due temi: Bicentenario Mazziniano e referendum del 12 e 13 giugno. L'incontro si svolge alle ore 20,30. Per il Bicentenario interviene Stelio De Carolis. Sul referendum del 12 e 13 giugno esporranno invece le loro relazioni Maria Concetta Schitinelli e Widmer Valbonesi.

  3. #103
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Celebrazioni mazziniane: intervento del segretario del Pri durante il convegno che si è tenuto a Lugo di Romagna/In molti hanno tentato di appropriarsi dell'esule genovese: ci ha pensato anche Craxi quando volle collocarlo insieme ad alcuni ispiratori del socialismo

    Gli iscritti dell'Edera: i veri eredi del profeta della democrazia

    Relazione presentata all'incontro per il Bicentenario mazziniano che si è volto a Lugo di Romagna, 28 maggio 2005.

    di Francesco Nucara

    Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, il comitato nazionale per le celebrazioni guidato dall'amico De Carolis con il supporto operativo del Pri ha organizzato una serie di manifestazioni da Milano a Lucca, da Pisa a Roma, da Ancona a Grenchen. Sono felice di essere qui insieme a voi e dare il mio contributo ad un lavoro di diffusione del pensiero mazziniano che dobbiamo rendere più sistematico e non solo celebrativo.

    Il prof. Balzani, studioso che tutti voi conoscete, il 9 febbraio a Roma, ha sostenuto che è stato un errore del movimento repubblicano confiscare il pensiero mazziniano per custodirlo gelosamente quasi in esclusiva. Sostiene ancora Balzani che in questo modo "se ne è circoscritto il successo, perché l'ha reso in qualche modo un emblema, un logo di partito."

    Non sono ovviamente uno storico e non mi azzardo a fare ragionamenti scientifici sul pensiero mazziniano.

    Tuttavia un dato politico è bene evidenziarlo, una domanda bisogna porsela.

    I meriti della pattuglia repubblicana

    Mazzini è poco conosciuto e spesso è conosciuto male, ma se non ci fosse stata la piccola pattuglia del movimento repubblicano, oggi, Mazzini non avrebbe avuto quel poco di risonanza che ha avuto.

    E a tutt'oggi se non ci fosse stato il Comitato nazionale per le celebrazioni, quante manifestazioni avremmo avuto nelle città italiane?

    E se il presidente Ciampi, che ringraziamo per l'opera importantissima che ha impostato, non avesse ricordato Mazzini nel suo messaggio di fine anno, quanti avrebbero saputo del bicentenario mazziniano?

    Certo può avere ragione Balzani, ma bisognerebbe valutare tutto il percorso politico di Mazzini e non solo quello di pensatore europeo o di personaggio internazionale. In questa universalità del pensiero mazziniano spesso si è fatta un po' di confusione. E se è vero che il movimento repubblicano si è appropriato, o almeno così ha voluto, di Mazzini, è altrettanto vero che altri hanno tentato di fare l'operazione di restyling dei loro movimenti, tanto da indurre Bettino Craxi a suggerire di includere Giuseppe Mazzini, oltre a Garibaldi, ed a fianco di Proudhon, nel pantheon di un partito socialista che cercava politicamente di individuare percorsi politico-culturali diversi da quelli del Pci.

    E anche la destra italiana nella sua visione nazionalista dei problemi, e quindi totalmente sbagliata, appezzava il Mazzini apostolo dell'unità nazionale, campione della nazione italiana. Ma considerare Mazzini esclusivamente come ideatore della nazione, significa limitarne il contributo che è invece più ampio e complesso.

    Fuori dagli schemi

    Mazzini non è riconducibile a uno schematismo "destra o sinistra", "socialista o liberale". Egli contrastò fortemente Marx ma fu anche critico del liberalismo individualista di Bentham. Potremmo dire senza forma di smentita che nel XX secolo il migliore interprete di questo pensiero politico fu Ugo La Malfa.

    La proposta democratica di Mazzini non poteva essere rinchiusa dentro gli steccati schematici del pensiero dell'800. Egli era un grande democratico e, dopo aver letto "La democrazia in America" di Tocqueville, diede la "sua" definizione di democrazia che apparve sul Dizionario Inglese di Oxford. Vale a dire: "Il progresso di tutti per opera di tutti sotto la leadership dei migliori e più saggi". Nessun dizionario enciclopedico italiano riporta questa definizione della democrazia data da Mazzini.

    Gli errori dei socialisti

    Secondo Mazzini l'errore "di tutti i socialisti" è di assegnare a se stessi "la direzione della società". Essi sarebbero le "sole persone capaci" di realizzare il loro tipo di società. E dall'altro verso egli contestava con vigore i seguaci di Bentham perché facevano dell'utilità la massima possibile felicità e dell'interesse individuale la base dell'associazionismo.

    Mazzini sosteneva la forma di una repubblica democratica "rappresentativa" con "eletti dal popolo", favorevole alla "associazione del lavoro, dell'intelletto e con capitale". Egli sosteneva che "la Società ha più forza, non più diritti dell'individuo".

    Accanto al Mazzini pensatore e rivoluzionario noi troviamo anche un Mazzini politico. Ecco cosa scriveva di lui il giornalista Marc Monnier: "Quel grande agitatore era spesso più pragmatico e più opportunista di quanto ammettesse nei suoi scritti. Pur sognando la repubblica, si offrì ripetutamente di collaborare con la monarchia, e sacrificò così i propri ideali per perseguire ciò che era praticamente attuabile (…). Anche se le sue iniziative sembravano fallire, riemergeva sempre, senza farsi scoraggiare dalle delusioni o dalle sconfitte, e, dandoci uno splendido esempio di audacia e di costanza, riaffermava i suoi convincimenti più fermamente che mai. Gli bastava una parola per fare spuntare dal nulla i combattenti, e per scagliarli in folli avventure in cui sapevano di dover morire. Quell'uomo non aveva titoli, non occupava alcuna posizione, non aveva una casa in cui vivere; cacciato via di paese in paese, trovò finalmente rifugio in un'isola remota. In disparte e solo, affrontò l'Europa intera e fece tremare tutto il continente".

    Una lettera dell'esule

    Per capire quanto sia attuale il pensiero di Mazzini, citiamo una parte della lettera che egli inviò ai "Membri del Congresso della Pace": "Io ho studiata l'azione del Partito della Pace, nella sfera esteriore al Potere, in Inghilterra. La Scuola pacifica di Manchester, la Scuola di Cobden e Bright, v'ebbe, per servigi importanti resi al paese nella questione economica, influenza predominante. Quali ne furono i risultati? L'Inghilterra aveva un programma, spesso tradito, ma che pure porgeva incoraggiamento e sostegno morale ai popoli, la cui formola diceva: Libertà religiosa, civile, economica pel mondo intero: quella Scuola sostituì al programma una politica di non-intervento che, non essendo adottata dai Governi dispotici, smarrì ogni carattere di principio per diventare espressione d'un fatto, d'una abdicazione locale e _ annunziando determinazione di non intervenire pel Bene _ inanimì i despoti a intervenire pel Male".

    Pensatore lucido e incisivo

    Il 3 maggio scorso Remo Bodei teneva una relazione all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera.

    Di quella relazione sottolineiamo una parte interessante: "Si scopre un pensatore lucido e incisivo, capace di offrire indicazioni anche al nostro tempo, così come nel passato ne fornì ai Repubblicani storici e al Partito d'Azione. E' stato, infatti, un coerente, tenace e lungimirante difensore del repubblicanesimo e della democrazia, quando queste forme politiche erano rare al mondo; ha lottato con passione per la parità tra i sessi, per l'abolizione di tutte le forme, dichiarate o subdole, di schiavitù. Ha inteso il repubblicanesimo in senso classico, quasi plutarcheo, mettendo sempre l'accento sulla prevalenza dell'interesse generale su quello individuale. Il rigore rivoluzionario, spinto sino al sacrificio di sé, è parte essenziale della dottrina e del carattere di Mazzini".

    E ancora: "La democrazia è un'esigenza irrinunciabile, un percorso privo di scorciatoie, che deve portare tutti i cittadini (e, segnatamente, gli operai) verso una vita meno carica d'ingiustizia e di diseguaglianza. E' vero che, all'epoca, molti _ al solo sentir nominare la "democrazia" _ vedono agitarsi il fantasma del 1793: ‘Per loro la Democrazia è una ghigliottina sormontata da un berretto rosso' "". Quest'ultima, citata da Bodei è appunto una frase dello stesso Mazzini.

    Ma non è certo questo il regime che Mazzini ha in mente e che considera ormai irresistibilmente in marcia. La democrazia, infatti, non è più "un sogno utopistico", "un'incerta previsione", "la vana fantasia di uno scrittore, o il grido lanciato per caso da un agitatore tra la folla".

    E' una tendenza in atto, che si incarna nella storia del mondo, quale "moto di ascesa delle classi popolari desiderose di prender parte alla vita politica, finora riservata a una cerchia di privilegiati".

    A noi sembra di poter concludere che i veri interpreti del pensiero politico di Mazzini sono gli iscritti al Partito Repubblicano Italiano.

  4. #104
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto dal sito nazionale dell'AMI

    Associazione Mazziniana Italiana - Onlus -
    Comitato Regionale AMI Emilia-Romagna
    U.I.L. - Associazione Giovane Europa

    Bicentenario mazziniano
    Giornata di studi

    Venerdì 24 giugno 2005
    ore 9,30
    presso Hotel Globus - Via Tito Imperatore - Forlì

    Giuseppe Mazzini: democrazia e questione sociale

    ore 9,30 - Introduzione e saluti
    Luigi Foschi (segr. C.S.P.- U.I.L. Forlì)
    Angelo Morini (Presidente Comitato Reg.le E/R)

    ore 9,45 - Roberto Balzani (Presidente Naz.le AMI)
    " Giuseppe Mazzini e la questione sociale"

    ore 10,15- Fulvio Conti (Università di Firenze )
    " Giuseppe Mazzini e l'associazionismo"

    ore 10,45 - Nunzio Dell'Erba ( Ricercatore)
    " Giuseppe Mazzini, un bilancio storiografico"

    ore 11,15 - Pietro Caruso (Direttore P.M.)
    " La tradizione mazziniana e il problema della democrazia"

    ore 11,45 - Intervento conclusivo di
    Adriano Musi (Segretario Generale Aggiunto UIL)

  5. #105
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Bicentenario Giuseppe Mazzini

    Bologna, 16 giugno 2005, ore 19,30
    Sala dell'Angelo, Quartiere Santo Stefano

    "L'Associazionismo, la Cooperazione, il Sindacato di matrice mazziniano-repubblicana"

    Francesco Nucara, Stelio De Carolis, William Brunelli, Denis Merloni, Giorgio Brunelli, Luciano Biasini, Lorenzo Casanova

  6. #106
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    Venerdì 24 giugno al Teatro Malatesta alle ore 17,00 si terrà una tavola rotonda sul tema "Giovanni Spadolini e Il Resto del Carlino", dopo il saluto del Vicesindaco di Montefiore Conca Dott. Pietro Cipriani interverranno: il Presidente della Camera dei Deputati On. Pier Ferdinando Casini, il Segretario Nazionale del P.R.I. On. Francesco Nucara, il Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Filippo Berselli, moderatore dell'incontro il Direttore de "Il Resto del Carlino" Dott. Giancarlo Mazzucca.
    Seguirà, dopo la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti, l'inaugurazione della CASA COMUNALE DELLA CULTURA intitolata a Giovanni Spadolini.
    Sarà presente la Fanfara dell'Esercito.
    Al termine, buffet e concerto jazz del M° Marco Di Marco in onore di Giovanni Spadolini presso il Teatro Malatesta

    ............................

    MONTEFIORE CONCA (RN) ha da sempre una forte tradizione repubblicana, negli ultimi 60 anni si sono avvicendati 4 sindaci repubblicani, 6 vicesindaci ... attualmente 3 repubblicani sono presenti in Consiglio Comunale ed esprimono il Vicesindaco nella persona di Pietro Cipriani ....

  7. #107
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 22 giugno 2005

    L’indimenticabile patriota Giuseppe Mazzini

    LUGO - Il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini viene ricordato questa mattina, alle ore 10. Il sindaco Raffaele Cortesi depositerà una corona d’alloro al monumento del patriota in viale Orsini.A Lugo l’impronta del pensiero mazziniano è stata significativa sia durante la prima fase del Risorgimento, sia dopo l’unità d’Italia. L’assessore alla Cultura Giovanni Barberini ha rimarcato l’importanza dell’azione mazziniana nel territorio lughese e la volontà dell’Amministrazione comunale di ricordare adeguatamente questa figura, “alla quale si sono ispirati molti patrioti del Risorgimento ed anche molti concittadini”.La prima fase di adesione alle idee di Mazzini vede la partecipazione dei lughesi ai moti del 1831, alla spedizione dei fratelli Bandiera e, successivamente, nel 1848, la proclamazione della Repubblica Romana con due ministri lughesi nel governo: Silvestro Gherardi alla Pubblica Istruzione e Giacomo Manzoni alle finanze.La seconda fase di adesione al movimento mazziniano si verifica dopo l’unità d’Italia quando, essendo subentrata al vertice del nuovo stato la monarchia dei Savoia, le idee di Mazzini vengono portate avanti, soprattutto in Romagna, nelle singole realtà locali, nelle amministrazioni dei Comuni, nelle società operaie di mutuo soccorso, nelle cooperative e in altre e numerose forme associative.A Lugo, Ercole Bedeschi si ispira all’insegnamento mazziniano, realizza le prime cooperative, come amministratore costruisce le case popolari e, in veste di pubblicista, dalle pagine de “Il Lavoro”, interpreta il concetto mazziniano “Dell’Associazione”.Nel testo, tra le altre cose, afferma: “L’associazione si applica a tutto (…) nell’ordine morale, nell’ordine meccanico, manuale e del lavoro e nell’ordine economico”.Un libretto di formato tascabile, curato da Sauro Mattarelli, che affronta il discorso su “i doveri” in forma colloquiale e comprensibile a tutti, potrebbe costituire proprio l’opera adatta ad essere presentata alle scuole, anche in considerazione del fatto che il discorso sui doveri non veniva quasi mai affrontato.Mazzini viene ricordato anche a Cotignola. L’amministrazione comunale mette in evidenza “la figura del grande patriota, che evoca il concetto mazziniano di popolo, avente la propria identità e missione, che costituisce la chiave di volta per affrontare, senza odio di classe o di razza, l’idea di democrazia”. Viene poi ricordato il contributo straordinario di Mazzini alla nascita dello Stato italiano, orientato in una triplice direzione: l’unificazione dell’Italia, la costruzione dell'Europa e la fratellanza universale fra i popoli.“Giuseppe Mazzini - si afferma ancora - non fu solamente il sostenitore dell’unità italiana, ma anche l’ispiratore delle prime società cooperative e di mutuo soccorso, nonché il fondatore del Partito d’azione e del Movimento repubblicano. Con il suo rigore e passione civile contribuì ad educare il popolo italiano alla emancipazione morale e materiale. Di lui ci resta oggi non solo la sua passione per la giustizia e la trasparenza nella gestione del bene pubblico, ma anche il suo messaggio di fratellanza universale”.

  8. #108
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Una concezione moderna di proprietà e di produzione

    Intervento di Lorenzo Casanova, segretario della sezione Bonfiglioli di Bologna, al convegno del 16 giugno 2005.

    di Lorenzo Casanova

    In uno scritto del 1962 Ugo La Malfa diceva che il punto cruciale del dissenso insanabile fra le Società operaie affratellate e poi, scioltosi il patto che le stringeva, fra i due tronchi del movimento popolare e democratico, quello mazziniano e quello anarco-insurrezionalista, collettivista e socialista, era l'impossibilità ritenuta dal primo di garantire i diritti del lavoro e la giustizia sociale se non attraverso istituzioni libere e democratiche.

    I repubblicani fin dai congressi delle Società operaie affratellate, si erano distinti per la loro appassionata difesa delle autonomie locali, per la loro sensibilità ai bisogni sociali, per le loro coraggiose impostazioni di certi problemi economici, riguardanti una moderna concezione della proprietà e del controllo delle leve della produzione.

    L'Atto di Fratellanza, da cui poi nacque il Patto di Fratellanza, fu dettato dallo stesso Mazzini e riunì in un'associazione nazionale le Società Operaie al termine del loro XI Congresso tenutosi a Napoli nell'ottobre del 1864.

    Mazzini stesso scriveva: "..Foste schiavi un tempo, poi servi, poi assalariati, sarete fra non molto, purché vogliate, liberi produttori e fratelli nell'associazione…"

    Le società di mutuo soccorso

    In tale anno risultavano già costituite in Emilia 50 società di mutuo soccorso, con un complesso di oltre 12.000 iscritti. Si trattava, in genere, di associazioni di categoria con precipui fini previdenziali ed assistenziali, e senza alcuna indicazione di obiettivi di natura politica, per cui sarebbe forse eccessivo affermare che, almeno per quanto riguarda il periodo 1860-1870, queste associazioni costituiscano la struttura portante del movimento repubblicano.

    E' però certo che, in grandissima maggioranza, queste società erano la più avanzata espressione del movimento democratico ed avevano in prima fila, nei loro organi direttivi, uomini strettamente legati o molto vicini al mazzinianesimo.

    Significativo è l'esempio della Società Operaia di Bologna, costituitasi nel 1860, che fra le società emiliane era di gran lunga la più importante per il numero degli iscritti, per la sua efficienza organizzativa, perché, a differenza di quasi tutte le altre società, accoglieva nel suo seno lavoratori di tutte le categorie: operai, esercenti un'arte o un mestiere, capi negozio e d'industria, e, infine, per il notevolissimo peso che ha avuto, nel corso della sua lunga e non ancora interrotta attività, nel movimento di elevazione morale, sociale e politica della classe lavoratrice bolognese.

    L'influenza mazziniana

    Benché non impegnasse i suoi soci in una specifica azione politica, la Società Operaia era chiaramente influenzata dall'ideologia mazziniana, soprattutto per opera di Quirico Filopanti. Ma, come osserva Mario Maragi nella sua "Storia della Società Operaia di Bologna", "più che l'ansia per il problema istituzionale della repubblica, viene accolto del Mazzini, il messaggio sociale: un messaggio interclassista".

    Dopo il 1864 le associazioni operaie aumentano progressivamente di numero e d'importanza, specialmente verso la fine del decennio.

    A Bologna il foglio repubblicano "L'Amico del Popolo", da tempo sorvegliato speciale della questura, definisce tassa della fame la tassa sul macinato. Il 4 gennaio 1869, mentre le campagne sono in rivolta, il giornale, già ripetutamente sequestrato in precedenza, viene nuovamente sequestrato a causa di un violento articolo intitolato "Il balzello della fame" e il direttore Francesco Pais viene perseguito con un mandato di cattura. Ma di lì a poco, muterà in Emilia come nel resto d'Italia, il clima politico. L'ingresso di Vittorio Emanuele in Roma annullerà di fatto ogni immediata possibilità d'avvento della repubblica e, nello stesso tempo, la condanna di Mazzini, in contrasto con l'approvazione di Garibaldi, nei confronti della Comune di Parigi, provocherà una crisi all'interno del movimento democratico.

    Fattori di indebolimento

    Dopo il 1870 vari fattori concorsero ad indebolire la forza politica e la consistenza del mazzinianesimo intransigente. Questo processo d'indebolimento della base mazziniana ebbe inizio proprio quando Mazzini stava vivendo gli ultimi mesi della sua travagliata esistenza perseguitato come pericoloso nemico dal Nuovo Stato liberale e, contemporaneamente, attaccato aspramente dalla nuova sinistra.

    Eppure Mazzini, in mezzo a tante difficoltà riuscì a mantenere un ruolo dominante nell'ambito del nascente movimento operaio, ottenendo che nel loro XII Congresso, svoltosi a Roma nel novembre 1871, le Società operaie di tutta Italia, sotto l'impulso di Aurelio Saffi, fedelissimo interprete delle sue direttive, ribadissero le pregiudiziali repubblicane e rafforzassero l'unità con un Patto di Fratellanza.

    Da allora, e per oltre vent'anni, le Società affratellate costituirono la struttura portante di tutto il movimento repubblicano e i loro congressi, dal XIII - tenutosi a Roma nel 1879, al XVIII tenutosi a Palermo nel 1892, riconfermarono di volta in volta il testo del patto e ribadirono i punti essenziali della dottrina sociale mazziniana.

    A Bologna, più che nelle organizzazioni operaie, il repubblicanesimo ebbe il suo centro di espansione nell'Università, dove emersero per la loro cultura, per la loro attività propagandistica e per la loro popolarità uomini insigni come il Saffi, il Ceneri, il Filopanti, il Carducci.

    Il repubblicanesimo fu attivo inoltre nelle organizzazioni studentesche, come il Circolo intitolato a Luigi Zamboni, che nel 1878 conta circa duecento soci, o come la Unione Democratica Universitaria. Nel 1866, quando già è in atto una notevole diffusione del socialismo, ben 646 Società affratellate di ogni parte d'Italia partecipano con loro delegati al Congresso di Firenze; ma nei primi anni dell'ultimo decennio del secolo, mentre il socialismo sta rafforzando le sue strutture di base, il Patto entra in crisi.

    Dalla crisi del Patto di Fratellanza, il quale aveva retto senza danni eccessivi alla concorrenza dell'internazionalismo ma non era riuscito a resistere in modo efficace all'offensiva del collettivismo, hanno origine la rifondazione ideologica e il rinnovamento strutturale ed organizzativo del movimento repubblicano.

    Fusione definitiva

    Il 21 aprile 1895 si costituisce a Milano il Partito Repubblicano Italiano, la cui nascita, come osserva Lucio Cecchini, "frutto dello sforzo congiunto di lombardi ed emiliano romagnoli, rappresenta anche la fusione definitiva delle due componenti storiche del repubblicanesimo, la federalista prevalente tra i lombardi e la mazziniana, cui l'Emilia - Romagna mantiene una più accentuata fedeltà.

    Lo stesso partito nuovo, cui la riflessione lamalfiana ha fatto guadagnare un grande rispetto nel panorama politico italiano, non è che il frutto di quell'intuizione nata coi Patti di Fratellanza. Caduta nelle moderne società occidentali, l'immagine marxiana della società dualista fra capitale e lavoro, borghesia e proletariato, crollato il mito della "centralità operaia" in un mondo industriale dove gli operai sono progressivamente sostituiti dalle nuove figure dei tecnici e dei ricercatori, il mito classista che alla fine del secolo portò alla dissoluzione dei Patti di fratellanza non sussiste più ed il messaggio di Mazzini a duecento anni dalla nascita, risulta di una prorompente attualità.

    Oggi possiamo ritrovare molti dei principi contenuti nei Patti di Fratellanza nel cosiddetto Patto di Lisbona, conseguente ad un Consiglio Europeo straordinario ivi tenutosi il 23 e 24 marzo 2000, dedicato ai temi sociali ed economici dell'Unione Europea.La strategia di Lisbona si basa su una serie di riforme strutturali negli ambiti dell'occupazione, dell'innovazione, delle riforme economiche e della coesione sociale, ai quali si è poi aggiunto quello della sostenibilità ambientale.

    Il programma di Lisbona prevede che entro il prossimo mese di ottobre gli Stati Europei debbano redigere un piano per lo sviluppo dell'occupazione.

    Come ha affermato il Presidente del Pri e Ministro delle Politiche Comunitarie, On. Giorgio La Malfa, ciò rappresenta una grande occasione per l'Italia la quale deve coglierla per colmare il ritardo accumulato nei confronti degli altri Paesi europei. Noi repubblicani siamo orgogliosi che a doversene occupare in primo luogo sia appunto il nostro Presidente Giorgio La Malfa, il quale, ne siamo certi, saprà essere senz'altro altezza del difficile compito che lo aspetta.

  9. #109
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    "L'associazionismo, la cooperazione, il sindacato di matrice mazziniano-repubblicana": un convegno a Bologna del 16 giugno 2005/Il segretario nazionale dell'Edera Nucara ha rievocato l'importante opera svolta in questo campo dal patriota ligure. Come l'esperienza inglese ha influito sulle iniziative dell'esule

    Riannodare quei fili che legano il Patto di fratellanza con le origini del nostro partito

    Intervento del segretario del Pri al convegno bolognese per il bicentenario della nascita di Mazzini, dedicato alle origini dell'associazionismo repubblicano, 16 giugno 2005.

    di Francesco Nucara

    Il tema scelto per questa manifestazione, nell'ambito del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, si è rivelato una scelta appropriata. Non so se in modo casuale o in maniera mirata. Non ha importanza.

    I movimenti associazionisti riferibili al movimento repubblicano hanno origine nel 1832 quando Mazzini annunciava sulla "Giovine Italia": "Un giorno, quando noi avremo nome, patria e libertà, noi spiegheremo dinanzi ai nostri fratelli il quadro gigantesco e sublime del progresso dello spirito di associazione…". Certamente era un'enunciazione, ma già pregna di significato politico. Da questa enunciazione nasce quell'embrione che già nel 1839 Mazzini forma, dirige, organizza, reclutando operai, costituendo associazioni e dedicando a loro una specifica pubblicistica.

    L'esperienza inglese

    Tuttavia è l'esperienza inglese che porta Mazzini verso l'associazionismo, la cui sintesi è raccolta nel magistrale concetto: "Capitale e lavoro nelle stesse mani". E ci si avvia così verso quel lavoro politico organizzativo che in varie forme resisterà fino al 1892. Nascono allora le prime corporazioni, le Società di Mutuo Soccorso, le Società Operaie in Piemonte e in Liguria. La metamorfosi dei lavoratori italiani era iniziata, e la lotta contro i privilegi a danno delle classi lavoratrici prendeva sempre più corpo.

    Come sempre le idee di Mazzini non trovavano riscontri organizzativi efficaci e nacque così con moto spontaneo, sotto diverse forme, l'associazionismo dell'Ottocento. A Milano, sotto l'impulso di Calvi, vide la luce "La Società di incoraggiamento per le arti e i mestieri"; era nata a Torino la "Società degli orefici"; a Pinerolo dopo l'abolizione delle corporazioni stabilita con Regio Decreto, i calzolai passarono alla società di mutuo soccorso; nel 1850 fu costituita la "Società degli operai di Torino", che aveva riferimento alla "Gazzetta del Popolo", mentre Stefano San Pol fondava il giornale degli operai. Un fermento e un attivismo importanti, frutto del seme lanciato dal pensiero mazziniano.

    Intorno al 1851 furono fondati altri giornali per lo più di matrice repubblicana, "Il Povero", "L'Associazione", "Associazione e Lavoro". Il movimento repubblicano attraverso queste iniziative totalmente interclassiste gettava le basi per la formazione di una generazione di "quadri". Il proselitismo fu efficace e attraverso "Alleanza Repubblicana" si dette dignità politica di forza organizzata a "le mille Associazioni locali". Era il progetto ambizioso "dell'uguaglianza di tutti i cittadini nell'ordine sociale della fratellanza dei popoli".

    I primi scontri

    In questo contesto nascono i primi scontri con Marx, Engels, Proudhon, Bakunin. Sempre in questo periodo si organizzarono i primi congressi delle società operaie.

    Il fondamento da cui vide la nascita il Partito Repubblicano Italiano è il Patto di Fratellanza tra società operaie di orientamento democratico il cui congresso fu tenuto a Roma tra il 1° e il 6 novembre del 1871. L'agitarsi di marxisti ed anarchici portava divisioni di un certo peso nell'ambito del Patto di Fratellanza. Mazzini e i suoi seguaci non riuscivano a tener testa, nei congressi, alle teorie collettiviste che trovavano sempre più adepti. Aurelio Saffi divenne l'uomo-guida degli insegnamenti mazziniani indirizzando la Consociazione delle società popolari di Romagna. Le Consociazioni operaie si divisero anche sulla partecipazione al voto con una forte presenza "astensionista". Saffi rinunciava a candidarsi alla Camera pur essendo già stato deputato, ma egli era per la partecipazione alla vita politica e all'espressione del voto. Infatti così egli scriveva: "Quel partito o quei cittadini, i quali si astengono dal partecipare, malgrado le condizioni favorevoli dell'oggi, al moto presente della nazione, scostandosi dalle vive relazioni della società contemporanea, defraudando, così facendo, il paese della loro arte, intelligenza pratica e di forza morale, e scemano, anziché accrescere efficacia civile e assenso progressivo alla loro opera ideale".

    Era la repubblica del domani.

    Gli interventi, sempre di alto spessore politico e di grande equilibrio del repubblicano forlivese, portarono i repubblicani ad una maggiore unità grazie alla sua opera mediatrice.

    Ma c'erano differenze

    Per capire quanto grandi erano le differenze tra i mazziniani è sufficiente questa frase di Gustavo Moderna: "Per essere candidato bisogna essere candido, ed io sono scarlatto". Tutto il movimento repubblicano era pervaso da litigiosità continua. Gli obiettivi erano comuni e altamente nobili, gli strumenti di cui servirsi erano diversi, spesso antitetici. Chi predicava il regicidio e chi lo condannava, chi predicava l'educazione ai propri doveri e ai propri diritti e chi pensava all'"azione" come unico mezzo. Il dissolvimento del Patto di Fratellanza era iniziato. Si faceva strada il Partito Operaio le cui concezioni economicistiche Saffi rifiutava fino ad indurlo ad affermare: "Chi tenta di separare la questione economica dalla questione morale e politica, la vita dell'operaio dalla vita della Nazione, l'uomo dal cittadino, cospira, conscio o inconscio, a strappare dalle mani dei lavoratori le leve più potenti della loro emancipazione civile". La fine del Patto di Fratellanza fu sancita dal XIX congresso tenutosi a Bologna nell'ottobre del 1893.

    Il 21 aprile 1895 su iniziativa della Consociazione Lombarda e con la partecipazione della Romagna, di Genova e di Bologna furono gettate la basi per la costituzione del Partito Repubblicano Italiano. Il 1° novembre sempre a Bologna si tiene il primo congresso del nostro partito. Questo è stato l'associazionismo mazziniano che ha pervaso il risorgimento Italiano, che non era affatto finito con l'Unità d'Italia.

    Basta con le improvvisazioni

    Già ai primi del 900 venivano costituiti i Comitati locali di Azione Sociale.

    Per dirla con Cifarelli si finiva con "le improvvisazioni e con un certo anarchismo deteriore". Ma è negli anni ‘50 che l'associazionismo repubblicano prende forma organizzativa compiuta e collegamento politico stabile con il partito. Già nel 1946 si diede inizio ad una mirata funzione dei Gruppi di Azione Sociale che dovevano, secondo la Direzione provvisoria del Pri, attivarsi nel sindacato, nelle fratellanze artigiane e rurali, nella cooperazione. I compiti dei Gruppi di Azione sociale erano troppo vasti e indeterminati per poter essere efficaci nella loro funzione, anche politica, cui erano stati chiamati. Il partito si organizzò attraverso l'Ufficio centrale per le iniziative economiche al fine di fornire assistenza concreta nella formazione e nello sviluppo delle cooperative, attraverso una migliore e più efficiente azione tra questo mondo e il partito.

    Come è facilmente immaginabile il terreno fertile si trovò in Romagna, nelle Marche e in Umbria. Fu così che nacque l'Associazione Italiana per le Fratellanze Agricole su iniziativa di Zuccarini, Camangi, Paolucci e De Mercurio. Le fratellanze agricole erano la base per la creazione del cooperativismo repubblicano e del suo pre-sindacalismo. Analogamente nel 1948 si costituì l'Unione Italiana delle Fratellanze Artigiane. Il Pri, dopo la campagna, cercava un insediamento anche nel tessuto urbano delle città partendo da Firenze.

    L'embrione della Uil

    A metà del 1949 si costituì la Federazione Italiana del Lavoro, da cui sarebbe poi nata la Uil, accompagnata da un embrionale patronato che si chiamava Istituto Mazziniano di Assistenza Sociale che, non essendo stato riconosciuto dal Ministero, del Lavoro ebbe breve vita.

    Se il mondo cooperativo repubblicano era insediato all'interno della Lega Nazionale delle Cooperative, le tensioni politiche con il mondo della sinistra, allora come oggi predominante e prevaricante, portarono ben presto i cooperatori repubblicani a fondare una loro associazione cooperativistica: l'Agci (Associazione Generale delle Cooperative Italiane). Già la denominazione Lega (unirsi contro qualcuno o qualcosa) e Associazione (unirsi per qualcuno o per qualcosa) la dice lunga sulla diversa concezione dell'associazionismo tra mondo marxista e mondo mazziniano.

    L'Agci nasce dal concorso del Movimento di Azione Sociale, dal Consorzio Nazionale Cooperative di consumo fra dipendenti di Amministrazioni Statali, e dal concorso di alcuni cooperatori socialdemocratici". Il Movimento di Azione sociale i cui compiti abbiamo prima tracciato con la creazione di un movimento sindacale e di un movimento cooperativo di marca strettamente repubblicana, non aveva più ragione di esistere, o quasi.

    Tuttavia l'Italia del dopoguerra era schierata con gli Usa e malgrado la vittoria della Dc nel 1948 con la conquista della maggioranza assoluta, il mondo politico di allora e in particolare De Gasperi pensavano a come stabilizzare le forze politiche che si richiamavano alla civiltà occidentale.

    Fu così che il Ministro dell'Interno assimilò il Mas ed altri organismi come l'Enal e le Acli. Da queste premesse e da una "fusione" del Mas con i Circoli di Assistenza e Ricreazione nacque l'Endas (Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale). Abbiamo così definito, anche se per grandi linee, la nascita dell'associazionismo repubblicano che vive ancora oggi nelle articolazioni prima illustrate.

    L'eredità

    Cosa resta oggi di quell'associazionismo che ha accompagnato la storia del movimento repubblicano da metà dell'ottocento fino alla fine del secolo scorso? Resta molto ed esso svolge una funzione importante anche nella società odierna. L'avere però reciso, almeno in qualche caso, i legami con il Partito Repubblicano Italiano non è stato certamente di aiuto né a loro né al partito. L'associazionismo di matrice marxista meglio organizzato e con riferimento politici reali ha assunto la leadership di questo mondo variegato. Forse solo nel mondo sindacale ci sono delle sacche di autonomia tra le varie rappresentanze. Nel settore del tempo libero c'è il predominio dell'Arci su tutti. Nel mondo cooperativistico persino i cattolici hanno dovuto trovare altre forme, che per la verità hanno avuto fortuna. Forse sarebbe il caso che quei tenui fili che ancora esistono tra il Pri e l'associazionismo venissero rafforzati e riannodati.

    Non siamo nell'Ottocento, ma molte delle cose che Mazzini scriveva nel 1871, nella sua lettera agli Operai Italiani, sono ancora di un'attualità sconcertante malgrado oggi ci siano i computers, internet, gli aerei, i viaggi cosmici, la globalizzazione ecc., ma forse proprio per questo le condizioni civili, sociali ed economiche degli operai dell'800 sono assimilabili a quelle odierne.

    Riannodare i fili

    Il XIX congresso del Patto di Fratellanza determinò la fine del Patto. Nel suo intervento Felice Albani così concludeva: "Missione politica e missione sociale. Colla prima le Associazioni operaie affratellate erano chiamate a tenere alta la bandiera della sovranità popolare in tutte le sue manifestazioni di fronte alle usurpazioni del potere politico privilegiato. Con la seconda dovevano, parallelamente alla prima, coltivare e curare la più attiva propaganda nel campo delle questioni economiche. Chiamando cioè, le classi lavoratrici a conoscere e studiare i loro diritti e i loro doveri – a illuminarle sulle trasformazioni sociali dalle quali dipenderà la loro emancipazione economica- e dar loro l'esatta conoscenza dei modi e della misura in cui tali trasformazioni saranno attuabili- a tenerle al corrente di tutti gli studi, di tutti i lavori, di tutti i conati che in ogni Nazione sono fatti e tentati per raggiungere il grande fine dell'Emancipazione sociale". Ecco perché bisogna riannodare i fili. Quello che Albani diceva nel 1893 a Bologna, vale anche questa sera a Bologna. A Bologna finisce il Patto di Fratellanza, a Bologna nasce il Partito Repubblicano Italiano. Come diceva Spadolini, "Il passato serve, quindi, ad ispirare e illuminare il presente".

  10. #110
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 24 giugno 2005

    Domani Casini al centro culturale

    Montefiore - Tutto pronto per la venuta in terra montefiorese di Pierferdinando Casini e di Giorgio la Malfa nel pomeriggio di domani. Il Presidente della Camera e il neo ministro per le Politiche comunitarie arriveranno domani alle pendici della Rocca per la cerimonia inaugurale del centro culturale dedicato all’ex Presidente del consiglio Giovanni Spadolini. Casini arriverà nel pomeriggio nel comune della Rocca dopo aver preso parte ad alcune manifestazioni a Rimini in mattinata. Il nuovo centro culturale di Montefiore dedicato alla memoria dell’ ex Presidente del consiglio Spadolini, sorgerà all’interno della ex scuola media. La struttura sarà ora adibita a centro cultuale polivalente. Ospiterà i nuovi locali della biblioteca, l’ archivio comunale, due sale dedicate ad attività sociali e ricreative, un internet point e una sala prove.

 

 
Pagina 11 di 18 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. la Romagna toscana dovrebbe essere annessa all'Emilia-Romagna?
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 28-09-11, 19:37
  2. MAZZINIANI in Emilia e Romagna
    Di nuvolarossa nel forum Emilia-Romagna
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 21-06-08, 12:28
  3. Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 22-02-08, 21:30
  4. Emilia e Romagna
    Di Matteoblu nel forum Emilia-Romagna
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 15-07-06, 23:31
  5. Mazziniani in Romagna
    Di jeronimus2002 (POL) nel forum Repubblicani
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-09-02, 21:39

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito