Ciò che l'ultimo decennio ha provocato nella storia dei popoli è ormai sotto gli occhi di tutti.Dalla scomparsa del Muro di Berlino, o ancora meglio dal disfacimento dell'impero sovietico, si sono determinati nuovi scenari sino ad allora forse ipotizzabili, ma non tangibili.
Volendo schematizzare per necessità di spazio e di ragionamento, proviamo a definire i principali punti nodali delle problematiche a cavallo tra la fine del XX° secolo e l'inizio di quello nuovo.
Il problema della sovranità
Sovranità della persona, come singolo e come cittadino, in una fase storica in cui sempre di più si restringono gli spazi di partecipazione popolare alla vita pubblica; sovranità nazionale come Stato e come comunità, nel momento in cui attraverso organismi internazionali apparentemente super partes le prerogative decisionali strategiche dei vecchi Stati nazionali sono di fatto quasi azzerate (si pensi al FMI, al trattato di Maastricht, OMC, ecc.).
Il problema della disoccupazione
Il problema della disoccupazione, italiana ed europea, che in Italia come in Europa sta raggiungendo livelli gravissimi parallelamente all'aumento di nuove povertà che investono fasce di ceto medio sempre maggiori.
Quali risposte a fronte di una economia sempre più globalizzata e tendente a spostare i capitali verso regioni del mondo con una mano d'opera a bassissimo costo, oltre alla virtualizzazione dell'economia sempre più caratterizzata dal taglio finanziario e non produttivo ?
Il problema dell'immigrazione
Immigrazione favorita da politiche miopi e leggi criminali, atte allo sfruttamento di masse di diseredati nello spaccio degli stupefacenti, nella prostituzione, nel commercio nero e contraffattivo, nonché alla cancellazione delle identità e delle differenze culturali, tendenti alla “melassa del villaggio globale”. Inoltre, veri e propri favoritismi (se non privilegi) da parte dello Stato e di enti locali nei confronti degli immigrati, a discapito degli italiani.
Qualche esempio significativo: corsi sanitari della regione Lazio per soli immigrati, villette con terreno per soli zingari rom, contributi previdenziali restituibili ad extracomunitari anche dopo soli due anni di versamenti, sanità gratuita per clandestini, non obbligati a fornire le generalità.
Queste tre conseguenze di quello che tout court viene denominato “mondialismo”, costituiscono il confine tra due posizioni, tra due visioni del mondo e della vita.
Non si tratta più di interpretare la realtà che ci circonda, secondo categorie interpretative di destra e/o di sinistra. Oggi e per il prossimo futuro il fronte di lotta sarà tra “nuova schiavitù” o “sovranità”, tra assuefazione al pensiero unico e a quel che ne consegue, oppure difesa e riconferma delle differenze, tra l'usura apolide sfruttatrice ed il lavoro produttore di ricchezza e sviluppo per i popoli.
Le persone sensibili verso questi problemi, che potenzialmente appartengono ad un medesimo fronte antagonista, hanno avuto negli anni trascorsi esperienze, riferimenti politici o anche culturali diversi. Oggi c'è la possibilità che larghi strati della popolazione, consapevoli dei grandi mutamenti in atto, del rischio di veri e propri punti di non ritorno, siano disponibili, (come dimostrano taluni avvenimenti in altri Paesi d'Europa) a combattere insieme per riappropriarsi del proprio destino. Anni addietro avremmo distinto fronte interno e fronte esterno, secondo appartenenze d'area ben definite e riferentesi alle grandi esperienze ideali e politiche del XX° secolo.
Ma al di là di quello che ognuno di noi ha pensato e vissuto del fascismo, del comunismo, della democrazia, del liberalismo, oggi siamo tutti coinvolti da nuovi impellenti interrogativi che esigono comuni risposte, sicuramente diverse da soluzioni appropriate a società di settant'anni or sono. Questa è la novità straordinaria, semplice e per questo a volte invisibile ai più, che si dilettano a disquisire sul famoso “sesso degli angeli”. Non esiste più fronte interno (di amici e camerati) ed uno esterno (avversari da convincere). C'è un solo fronte, che è stato unificato dai fatti, dagli avvenimenti catastrofici che gli usurocrati cercano di imporre a tutti i popoli della terra.
I confini, in passato a volte impalpabili, dell'area nemica sono ben manifesti e definiti. Si tratta semplicemente e concretamente di convogliare, in uno sforzo comune, energie, risorse, intelligenze dell'area amica: attraverso il minimo comune denominatore costituito dalla rivendicazione del trinomio sovranità, lavoro, antimmigrazione.
L'individuazione di questi tre argomenti di lotta metapolitca e politica e specificatamente di questi soli, non deve però far pensare ad una rinuncia da parte nostra a misurarci con le altre decisive problematiche presenti oggi nella società italiana. Tuttavia per incidere presso la pubblica opinione, per risvegliare e stimolare le coscienze, per dare continuità e spessore alle battaglie da condurre nel prossimo futuro, vanno individuati argomenti forti (cioè sentiti e vissuti dalla popolazione) sui quali far leva.
Ci saranno momenti migliori per poter intervenire anche su altre tematiche, ma in questo preciso momento storico non ci è lecito disperdere forze, energie, mezzi, in un ventaglio a 180 gradi. La immagine emblematica che deve accompagnarci in questo momento è il “cuneo”: noi dobbiamo incuneare nel muro di silenzio ed ipocrisia la forza e l'attività della nostra giusta lotta.
Quali argomenti migliori nella melassa totalizzante odierna della dignità della persona e delle famose “chiavi di casa”, del lavoro, fonte primaria di partecipazione e creatività alla vita collettiva della comunità, della legittima difesa dei cittadini a fronte dell'invasione sistematica dei nostri territori da parte di milioni di individui che stanno stravolgendo sempre più il nostro avvenire di italiani ed europei.




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